Pagine

mercoledì 25 marzo 2026

POLITICA INTERNAZIONALE
di Romano Rinaldi


 
Approssimazione, faciloneria e guai seri.
 
Di questi tempi l’anno scorso, annotavo qualche riflessione (1) su modi e metodi dell’amministrazione americana nell’affrontare temi di interesse globale (Organismi Internazionali), manifestare ambizioni di supremazia (Canada, Groenlandia, dazi all’Europa, ecc.) e gestione dei confitti armati in atto (Ucraina e Gaza). Tutti temi che già lasciavano presagire nefasti sviluppi.
Ora siamo purtroppo alla prova dei fatti con un nuovo conflitto in Medio Oriente che ha già un’altissima probabilità di estendersi, soprattutto per le conseguenze economiche, a livello planetario e Dio non voglia che si traduca anche in una guerra totale “sua sponte” visto che dopo oltre tre settimane dall’inizio dei bombardamenti ancora non sono noti, neppure ai principali attori, gli obiettivi finali. In tutto questo c’era purtroppo poco di imprevedibile incluso il modo in cui questa crisi è stata alimentata e sospinta dalla smisurata sete di dominio del famigerato attuale Governo dello Stato di Israele guidato da spregiudicati criminali (su Netanyahu pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale dal 2024), assecondati dall’amministrazione americana con a capo un uomo privo di capacità di giudizio, del senso del limite, delle più elementari doti di pensiero logico, di cultura e persino di capacità espressiva per concetti poco più evoluti di una “ola” da stadio. Cose di cui già dissi anche durante il suo primo mandato. In questo improvvido assalto contro l’Iran, in violazione di ognuno e tutti i principi del diritto internazionale, i modi e i metodi adottati non si discostano da tutto quanto sta avvenendo nei dintorni della “capanna bianca” e la tribù che se ne è impossessata, pur con legittime elezioni, dove tutto sembra impostato secondo approssimazione e faciloneria. 



A cominciare dalle dichiarazioni del Comandante in Capo e del Segretario alla Difesa, rinominatosi Ministro della Guerra. Un individuo che intrattenne via social aperto (Signal), comunicazioni riservate relative ad un attacco aereo sullo Yemen, comunicando tempi e modalità d’uso delle varie armi prima degli assalti (2) ed ora invoca pubblicamente l’aiuto di Dio (quale?) per distruggere il nemico. A fronte di questo intollerabile sfregio alla coscienza dell’umanità senziente, si consuma un’ulteriore tragedia a scapito delle inermi popolazioni di una vasta area geografica, con accompagnamento musicale e di immagini da videogioco che mostrano esplosioni e distruzioni commentate entusiasticamente da Trump per il fantastico lavoro che le forze armate USA stanno facendo.
Un piccolissimo risultato positivo di questo immane caos nel quale sembra confidare chi l’ha scatenato, sta affacciandosi con una seppur tardiva, presa di coscienza dell’Unione Europea e del suo ruolo per la difesa dei principi che ne regolano l’istituzione e ne dovrebbero attuare il compimento in una configurazione federale. L’UE sta timidamente provando a riaffermare i principi di legalità e diritto (nazionale e internazionale) sui quali si deve fondare la convivenza pacifica tra i popoli. Pena il ritorno alle clave previsto da Einstein per la Quarta guerra mondiale. Ben venga lo sforzo al quale dovrebbero contribuire tutti, ben consapevoli delle limitazioni artificiose che il voto unanime implica per tutti i partecipanti.



Un altro aspetto “positivo” che sta emergendo in questi giorni sta nel fatto che Trump si lamenti a gran voce per l’inazione della NATO che a suo dire, dovrebbe intervenire in appoggio alle truppe USA in questa guerra scatenata illegalmente per compiacere l’alleato israeliano. Qui si palesano due realtà, la prima consiste nella totale irrilevanza che Trump attribuisce alle regole e al diritto in generale e qui non c’è in effetti nulla di nuovo, lo sappiamo bene da quando si è affacciato sulla scena politica. Del resto, lo ha dichiarato lui stesso: “rispondo solo alla mia morale e alla mia volontà” doti che ha sicuramente messo in atto nei suoi rapporti in “affari” con Jeffrey Epstein.
La seconda consiste nell’effettivo ruolo che la NATO ha avuto e comunque dovrebbe avere secondo le regole del Trattato su cui si fonda l’Alleanza tra i Paesi partecipanti (USA inclusi). Insomma, il fatto che Trump definisca “tigre di carta” la NATO senza gli USA e che minacci il ritiro completo dall’Alleanza, è la più robusta dimostrazione che la NATO ha funzioni essenzialmente difensive e non è uno strumento di aggressione militare contro altri paesi, a meno che da questi non provenga un primo attacco a uno dei partecipanti all’Alleanza.
Ci sarebbero poi da tenere in conto tutte le dichiarazioni di Trump sullo stato di avanzamento della guerra e i risultati conseguiti. Un caleidoscopio di esagerazioni e millanterie cui fanno spesso seguito sonore smentite nei fatti che va avanti ormai ben oltre la possibilità di sopportazione anche da parte di alcuni suoi stretti collaboratori che cominciano a dileguarsi (v. Joe Kent, capo del controterrorismo). E qui si cela sperabilmente un’altra buona notizia, almeno in prospettiva. Tuttavia, ormai lo sappiamo bene, Trump è incapace di strategia a medio/lungo termine. I suoi interventi sono d’impulso e se non giungono a qualche risultato che lui possa definire “un successo”, non c’è alcun piano B. Va avanti a tentoni sperando nella prossima occasione propizia. Questo alimenta il caos che in questa guerra è anche il principale alleato dell’Iran.



Dunque, fin dove si spingerà Trump e fin dove spingerà un conflitto ormai generalizzato a tutto il Medio Oriente e di conseguenza a tutto il Mondo?
Una risposta a questa domanda potrebbe provenire prima di tutto da uno psichiatra. Tuttavia, a voler essere ottimisti, di fronte a uno shock economico globale, Trump potrebbe trovarsi in una situazione che non riesce più a gestire al netto di eventuali estemporanei giochetti con annunci e smentite per arricchirsi ancora un po’ sui salti causati alle Borse (v. guerra dei dazi). Mentre per l’Iran un crollo economico dell’occidente rappresenta un obiettivo strategico, l’eventuale contemporanea erosione del consenso interno negli USA, potrebbe costituire quel “muro” oltre il quale la sua indole di TACO (3) non gli permetterebbe di osare. Viceversa, fintanto che si troverà di fronte persone disposte ad osannarlo e blandirlo per paura, per servilismo, per supposta contiguità di “pensiero” o piuttosto per incapacità di comprendere il pericolo che rappresenta per l’umanità, continuerà imperterrito ad intraprendere e perseguire qualsiasi irragionevole decisione che gli passa per la testa. Questa esortazione è soprattutto rivolta alla nostra “mosca cocchiera” che ancora non si è accorta che l’Italia, seguendo questo percorso finirà, alla prossima svolta, nel fosso della storia.
 
(1) R. Rinaldi, Odissea 14-03-2025
https://libertariam.blogspot.com/2025/03/ce-del-metodo-in-questa-pazzia-di.html?m=1
 
(2) R. Rinaldi, Odissea 29-03-2025
https://libertariam.blogspot.com/2025/03/dilettanti-allo-sbaraglio-di-romano.html
 
(3) R. Rinaldi, Odissea 23-02-2026
https://libertariam.blogspot.com/2026/02/acronimi-e-significati-reconditi-di.html?m=1