Approssimazione,
faciloneria e guai seri. Di questi tempi l’anno scorso, annotavo qualche
riflessione (1) su modi e metodi dell’amministrazione americana nell’affrontare
temi di interesse globale (Organismi Internazionali), manifestare ambizioni di
supremazia (Canada, Groenlandia, dazi all’Europa, ecc.) e gestione dei confitti
armati in atto (Ucraina e Gaza). Tutti temi che già lasciavano presagire nefasti
sviluppi. Ora siamo
purtroppo alla prova dei fatti con un nuovo conflitto in Medio Oriente che ha
già un’altissima probabilità di estendersi, soprattutto per le conseguenze
economiche, a livello planetario e Dio non voglia che si traduca anche in una
guerra totale “sua sponte” visto che dopo oltre tre settimane dall’inizio dei
bombardamenti ancora non sono noti, neppure ai principali attori, gli obiettivi
finali. In tutto questo c’era purtroppo poco di imprevedibile incluso il modo
in cui questa crisi è stata alimentata e sospinta dalla smisurata sete di
dominio del famigerato attuale Governo dello Stato di Israele guidato da
spregiudicati criminali (su Netanyahu pende un mandato di cattura della Corte
Penale Internazionale dal 2024), assecondati dall’amministrazione americana con
a capo un uomo privo di capacità di giudizio, del senso del limite, delle più
elementari doti di pensiero logico, di cultura e persino di capacità espressiva
per concetti poco più evoluti di una “ola” da stadio. Cose di cui già dissi
anche durante il suo primo mandato. In questo improvvido assalto contro l’Iran,
in violazione di ognuno e tutti i principi del diritto internazionale, i modi e
i metodi adottati non si discostano da tutto quanto sta avvenendo nei dintorni
della “capanna bianca” e la tribù che se ne è impossessata, pur con legittime
elezioni, dove tutto sembra impostato secondo approssimazione e faciloneria.
A
cominciare dalle dichiarazioni del Comandante in Capo e del Segretario alla
Difesa, rinominatosi Ministro della Guerra. Un individuo che intrattenne via
social aperto (Signal), comunicazioni riservate relative ad un attacco aereo
sullo Yemen, comunicando tempi e modalità d’uso delle varie armi prima degli
assalti (2) ed ora invoca pubblicamente l’aiuto di Dio (quale?) per
distruggere il nemico. A fronte di questo intollerabile sfregio alla coscienza
dell’umanità senziente, si consuma un’ulteriore tragedia a scapito delle inermi
popolazioni di una vasta area geografica, con accompagnamento musicale e di
immagini da videogioco che mostrano esplosioni e distruzioni commentate
entusiasticamente da Trump per il fantastico lavoro che le forze armate USA stanno
facendo. Un
piccolissimo risultato positivo di questo immane caos nel quale sembra
confidare chi l’ha scatenato, sta affacciandosi con una seppur tardiva, presa
di coscienza dell’Unione Europea e del suo ruolo per la difesa dei principi che
ne regolano l’istituzione e ne dovrebbero attuare il compimento in una
configurazione federale. L’UE sta timidamente provando a riaffermare i principidi legalità e diritto (nazionale e internazionale) sui quali si deve
fondare la convivenza pacifica tra i popoli. Pena il ritorno alle clave previsto
da Einstein per la Quarta guerra mondiale. Ben venga lo sforzo al quale
dovrebbero contribuire tutti, ben consapevoli delle limitazioni artificiose che
il voto unanime implica per tutti i partecipanti.
Un altro
aspetto “positivo” che sta emergendo in questi giorni sta nel fatto che Trump
si lamenti a gran voce per l’inazione della NATO che a suo dire, dovrebbe
intervenire in appoggio alle truppe USA in questa guerra scatenata illegalmente
per compiacere l’alleato israeliano. Qui si palesano due realtà, la prima
consiste nella totale irrilevanza che Trump attribuisce alle regole e al
diritto in generale e qui non c’è in effetti nulla di nuovo, lo sappiamo bene
da quando si è affacciato sulla scena politica. Del resto, lo ha dichiarato lui
stesso: “rispondo solo alla mia morale e alla mia volontà” doti che ha
sicuramente messo in atto nei suoi rapporti in “affari” con Jeffrey Epstein. La
seconda consiste nell’effettivo ruolo che la NATO ha avuto e comunque dovrebbe
avere secondo le regole del Trattato su cui si fonda l’Alleanza tra i Paesi
partecipanti (USA inclusi). Insomma, il fatto che Trump definisca “tigre di
carta” la NATO senza gli USA e che minacci il ritiro completo dall’Alleanza, è
la più robusta dimostrazione che la NATO ha funzioni essenzialmente difensive e
non è uno strumento di aggressione militare contro altri paesi, a meno che da
questi non provenga un primo attacco a uno dei partecipanti all’Alleanza. Ci
sarebbero poi da tenere in conto tutte le dichiarazioni di Trump sullo stato di
avanzamento della guerra e i risultati conseguiti. Un caleidoscopio di esagerazioni
e millanterie cui fanno spesso seguito sonore smentite nei fatti che va avanti
ormai ben oltre la possibilità di sopportazione anche da parte di alcuni suoi
stretti collaboratori che cominciano a dileguarsi (v. Joe Kent, capo del
controterrorismo). E qui si cela sperabilmente un’altra buona notizia, almeno
in prospettiva. Tuttavia, ormai lo sappiamo bene, Trump è incapace di strategia
a medio/lungo termine. I suoi interventi sono d’impulso e se non giungono a
qualche risultato che lui possa definire “un successo”, non c’è alcun piano B. Va
avanti a tentoni sperando nella prossima occasione propizia. Questo alimenta il
caos che in questa guerra è anche il principale alleato dell’Iran.
Dunque,
fin dove si spingerà Trump e fin dove spingerà un conflitto ormai generalizzato
a tutto il Medio Oriente e di conseguenza a tutto il Mondo? Una
risposta a questa domanda potrebbe provenire prima di tutto da uno psichiatra. Tuttavia,
a voler essere ottimisti, di fronte a uno shock economico globale, Trump
potrebbe trovarsi in una situazione che non riesce più a gestire al netto di
eventuali estemporanei giochetti con annunci e smentite per arricchirsi ancora
un po’ sui salti causati alle Borse (v. guerra dei dazi). Mentre per l’Iran un
crollo economico dell’occidente rappresenta un obiettivo strategico,
l’eventuale contemporanea erosione del consenso interno negli USA, potrebbe
costituire quel “muro” oltre il quale la sua indole di TACO (3) non gli
permetterebbe di osare. Viceversa, fintanto che si troverà di fronte persone
disposte ad osannarlo e blandirlo per paura, per servilismo, per supposta
contiguità di “pensiero” o piuttosto per incapacità di comprendere il pericolo
che rappresenta per l’umanità, continuerà imperterrito ad intraprendere e
perseguire qualsiasi irragionevole decisione che gli passa per la testa. Questa
esortazione è soprattutto rivolta alla nostra “mosca cocchiera” che ancora non
si è accorta che l’Italia, seguendo questo percorso finirà, alla prossima svolta,
nel fosso della storia. (1) R.
Rinaldi, Odissea 14-03-2025 https://libertariam.blogspot.com/2025/03/ce-del-metodo-in-questa-pazzia-di.html?m=1 (2) R.
Rinaldi, Odissea 29-03-2025 https://libertariam.blogspot.com/2025/03/dilettanti-allo-sbaraglio-di-romano.html (3) R. Rinaldi,
Odissea 23-02-2026 https://libertariam.blogspot.com/2026/02/acronimi-e-significati-reconditi-di.html?m=1