QUALCHE APPUNTO SULLA RIFORMA di Marcello Campisani
Questa riforma non può
passare. Neppure se tutti lo volessero. Per farlo dovrebbe venire interamente
riscritta, cancellando completamente l'articolo 102, nonché la prima parte
dell'art. 104 che testualmente recita: La Magistratura costituisce un ordine autonomo
e indipendente da ogni altro potere. Autonomo, significa che si governa da sé. Se
fosse autonoma, come vuole la Costituzione, la Magistratura provvederebbe da sé
ad acquistare il necessario e ad assumere magistrati e cancellieri sistematicamente
mancanti.
Né sopperirebbe alle esigenze di giustizia, tenendo udienza mezza giornata al
giorno. Autonomia e indipendenza, attribuite soltanto a questo dei tre poteri
dello Stato, dovrebbe almeno comportare un maggior rispetto della Magistratura,
in quanto composto, diversamente da tutti gli altri poteri, da soggetti dotati
di un minimo di cultura e di etica, in quanto necessariamente laureati ed
incensurati. Invece la si insulta, vietando che il suo vertice, e cioè il
presidente dell'Alta Corte sia un togato e cioè un giudice o un pubblico
ministero di mestiere. Dovrà invece, contro ogni criterio, essere un politico.
L'istituenda Alta Corte inoltre, è illecita e vietatissima in quanto anticostituzionale.
Confligge infatti con l'articolo 102 che vieta l'istituzione di giudici
straordinari o speciali. L'Alta Corte sarebbe invece un giudice specialissimo,
e straordinarissimo, tanto che gli appelli contro le sue pronunce, le
deciderebbe essa stessa! Squalificando così la Cassazione che è giudice
ecumenico di legittimità. La Costituzione evidentemente puzza e si continua a
cambiarla, pur di evitare di leggerla.