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venerdì 20 marzo 2026

QUALCHE APPUNTO SULLA RIFORMA
di Marcello Campisani


 
Questa riforma non può passare. Neppure se tutti lo volessero. Per farlo dovrebbe venire interamente riscritta, cancellando completamente l'articolo 102, nonché la prima parte dell'art. 104 che testualmente recita: La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Autonomo, significa che si governa da sé. Se fosse autonoma, come vuole la Costituzione, la Magistratura provvederebbe da sé ad acquistare il necessario e ad assumere magistrati e cancellieri sistematicamente mancanti.
Né sopperirebbe alle esigenze di giustizia, tenendo udienza mezza giornata al giorno. Autonomia e indipendenza, attribuite soltanto a questo dei tre poteri dello Stato, dovrebbe almeno comportare un maggior rispetto della Magistratura, in quanto composto, diversamente da tutti gli altri poteri, da soggetti dotati di un minimo di cultura e di etica, in quanto necessariamente laureati ed incensurati. Invece la si insulta, vietando che il suo vertice, e cioè il presidente dell'Alta Corte sia un togato e cioè un giudice o un pubblico ministero di mestiere. Dovrà invece, contro ogni criterio, essere un politico.
L'istituenda Alta Corte inoltre, è illecita e vietatissima in quanto anticostituzionale. Confligge infatti con l'articolo 102 che vieta l'istituzione di giudici straordinari o speciali. L'Alta Corte sarebbe invece un giudice specialissimo, e straordinarissimo, tanto che gli appelli contro le sue pronunce, le deciderebbe essa stessa! Squalificando così la Cassazione che è giudice ecumenico di legittimità. La Costituzione evidentemente puzza e si continua a cambiarla, pur di evitare di leggerla.