A PROPOSITO DEL CORTEO DEL 25 APRILE A MILANO di Rosella Simone
Ci sono giunti diversi scritti sul 25 Aprile di Milano, soprattutto da fuori. Abbiamo scelto di pubblicare le note del musicista Aldo Bernardi e del poeta e critico letterario Adam Vaccaro. Per il resto,questo scritto di Rosella Simone basta e avanza, e soprattutto smentisce tutte le falsità che se ne sono scritte. I cartelli della Brigata ebraica hanno sfilato liberamente e sono stati applauditi. I provocatori che inneggiavano ai massacratori criminali (Trump, Netanyhau, Reza Pahlavi), erano quattro gatti e non si è permesso loro di sporcare il corteo.
Io c’ero e
invece di fermarmi al punto di raduno mi sono portata in testa risalendo il
flusso, ma arrivata all’incrocio di corso di Porta Venezia e via Senato la
strada è bloccata da un cordone di polizia, non propriamente attrezzato da
guerriglia tipo Genova 2001, ma, comunque, con scudo antisommossa e bastone. Mi
fermo perché la cosa è molto curiosa: in più di sessant’anni di onorata
partecipazione a cortei vari è una cosa che non avevo mai visto, ed è: o
molto stupita o creata ad arte, una sorta di teatro a beneficio della
propaganda. Davanti ci sono pochi manifestanti dietro la moltitudine con i
camion con la musica, i gruppi con i tamburi, centri sociali, ProPal, Ebrei ed
ebree contro il fascismo, l’Anpi… e, proprio di fronte ai poliziotti, dietro di
me, che ormai sto in mezzo a vedere come la faccenda va a finire, un gruppo che
inalbera piccoli cartelli neri con scritti in bianco tutti i nomi dei campi di
sterminio nazisti. A uno con la
bandiera rossa chiedo: “Perché ci hanno fermato?”. “Hanno fatto entrare la
brigata ebraica”, mi risponde. “Come, non sono questi qua dietro?”, commento
sorpresa. “No, sono quelli lì davanti”. Guardo ed effettivamente davanti, oltre
il cordone di polizia, c’è un gruppetto formato da Forza Italia, le bandiere
dell’Iran dei tempi del tiranno Reza Pahlavi, una bandiera ucraina, bandiere
israeliane, una bandiera statunitense, qualche cartello in onore di Netanyahu.
Il solito baraccone, penso. C’è dal 2004, una invenzione dell’allora presidente
del consiglio Silvio Berlusconi, immagino in combutta con Ariel Sharon, allora
presidente in Israele. Coppia formidabile di inventori di provocazioni e di
“burlesque”. Il fatto è
che questo scherzetto poteva finire molto male. Il cordone di polizia aveva
evidentemente l’ordine di tenere bloccato il corteo ma di far passare alla
spicciolata i dimostranti. Sperando che intimoriti se ne andassero? Il fatto è
che non se ne sono andati e, alla fine, il cordone di polizia era “circondato”
davanti e dietro da dimostranti, e non era un bel vedere. Da un punto di vista
dell’ordine pubblico era la cosa più stupida che potessero
fare. È vero che nelle strade adiacenti, come ho potuto constatare in
seguito, c’erano, al solito, parcheggiati parecchi altri blindati ma,questo
resta il punto più opaco. Farli entrare prima del tempo, lasciarli bloccati per
90 minuti circondati su tutti i lati, poi estrarli non è gestione dell'ordine
pubblico, è teatro. L’ipotesi più benevola è incompetenza. La meno
benevola è che si volesse produrre esattamente quelle immagini: la polizia che “protegge
gli ebrei” dai manifestanti di sinistra. Immagine che servirà probabilmente al
governo ma distrugge l’immagine della polizia, costretti a raggrupparsi in
quadrato e sperare di uscirne indenni. Cosa che è successa, fortuna loro e
nostra, soprattutto per la intelligenza dei partecipanti al corteo che avevano
chiaro, e lo hanno dimostrato senza necessità di esibizionismi, che sapevano
con chiarezza la differenza tra antisionismo e antisemitismo, che non erano
cascati nella sperata manipolazione semantica e neanche in quella diretta che
avrebbe potuto finire male, bastavo un solo imbecille da parte dei passanti,
dei partecipanti o della polizia. Non posso non ricordare l’agente ventinovenne a
Torino al corteo per Askatasuna che, preso dal panico, se è lanciato in avanti
da solo, evidentemente non aveva retto alla tensione ed era scattato nonostante
gli ordini fossero ben diversi, e così facendo mettendo a rischio l’incolumità
sua e di tutto un corteo. Entrambe azioni assolutamente vietate dalle tattiche
di piazza, tanto che si potrebbe malevolmente pensare che il governo Meloni
mandi senza troppi riguardi la polizia allo sbaraglio e a fare brutte figure. Il
corteo era pacato, saggio, fiero e lieto di sé e, soprattutto, consapevole e
infatti ha applaudito le “ebree e gli ebrei contro il fascismo”, fischiato la
brigata ebraica che è vero che è esistita, tre mesi nel 1945 insieme agli
inglesi che l’avevano inventata per creare quella bella confusione che ancora
oggi porta devastazione e morte. La solita politica del caos che fa tanto
comodo ai capi totalitari vecchi e nuovi.