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venerdì 24 aprile 2026

IL NOSTRO XXV APRILE  
di Zaccaria Gallo


 
Quando si pensa alla letteratura, fiorita attorno al tema della Resistenza, immediatamente il ricordo va a tutto quello che è stato tramandato in prosa, soprattutto attraverso la narrativa, la saggistica storica, il cinema. Raramente affiora alla mente che di questa grande epopea si sia occupata anche la poesia. Probabilmente i temi, le storie, i personaggi che hanno animato la lotta partigiana, hanno agito maggiormente sugli scrittori e stimolato la loro voglia di “narrare”, di “raccontare”. Eppure, anche la poesia ha fatto la sua parte e ci ha tramandato testi di grande bellezza e di intensa partecipazione emotiva. La poesia, con la sua sinteticità e immediatezza, arriva subito al cuore proprio come fa il canto ed è un efficace strumento di lotta collettiva. Molti poeti vissuti nel Novecento sono stati partigiani (Fortini, Gatto, Turoldo), altri hanno dato il loro contributo nei modi più diversi operando in clandestinità. Ci hanno lasciato versi significativi indicandoci un orizzonte di giustizia, di pace, di libertà. Per questo XXV aprile 2026 abbiamo pensato di pubblicare su “Odissea” versi di autori viventi per operare un legame con quella lontana stagione e, nello stesso tempo, indicare un passaggio di testimone. Nella speranza che questo messaggio trovi nelle nuove generazioni, altre voci e altri protagonisti.


 

Primavera partigiana
di Angelo Gaccione
 
Uscimmo da una primavera di sangue,
ma era comunque primavera.
 
Se il rosso bagnò i campi,
non fu nostra la colpa.
 
Uomini innamorati della morte,
noi non lo fummo mai.


[Da: Spore - Interlinea 2020]
 



Resistenza
di Alida Airaghi


La piazza in stile veneziano
del millecinquecento; torretta
con le ore, antiche e ferme:
le dieci
di una tiepida mattina
a primavera.
La piazza, le bandiere, tanta gente.
La gente, le bandiere.
Dal palco
le parole. Di lotta,
Resistenza. Poi canzoni.
La gente tanta gente
tutta stretta.
Guardiamo la ragazza
in prima fila,
fissiamo nella mente
il suo sorriso. Ci crede,
lei ci crede, è lì
per questo.
Coscienza del suo gesto,
fiducia nella storia,
In piedi, al posto giusto:
è lì che aspetta.


[Da: Quanto di storia - Marco Saya Ed. 2023]


 
Ci dissero di schiudere le labbra 
di Zaccaria Gallo
 
Il giorno, alla fine, depose il suo miele
per chi verrà sugli angoli del tempo,
quando, con grigie prospettive, un Dio 
del potere ricominciasse a girare su se stesso.
 
I nostri alberi ora sanno come poter
frenare la corsa del vento e d’odio
sì che s’arrotoli nella Resistenza sempre.
 
Ci dissero di schiudere le labbra febbrili,
con un gesto al confine di noi stessi,
e cercare, nell’inesausta gola della libertà,
sillabe che cantino parole di madre.
 
[Bisceglie, 19 aprile 2026 - inedita]


 

 
25 Aprile
di Antonella Doria
 
Primavera improvvisa
sbocciò di Fiorirossi
incontro a noi Fanciulle…
Capelli al vento…
[Milano, 19 aprile 2026 - inedita]

 

 Ancora ondeggiano
di Anna Rutigliano 
 
Ancora ondeggiano i petali scarlatti,
profumando di rinnovata speranza
i vergini campi e di Libertà,
dalle tirannie del tempo
violata.
Nel loro schiudersi perpetuo
il segno tangibile dell’umana dignità
che ostinatamente resiste.
[Corato 22 aprile 2026 - inedita]


 

Per l’anniversario del 25 Aprile
di Giuseppe Langella
 
Hanno provato a spegnerla nei cuori,
però la libertà non si debella
e s’alza sempre un vento di tempesta
che sbalza i dittatori giù di sella.
 
Si balla, tutti fuori, e si fa festa,
si canta Bella ciao col fazzoletto,
mentre si avvia la conta dei danni.
L’Italia s’è desta: mai più tiranni.
 
[Milano, 21 aprile 2026 - inedita]