Quando si
pensa alla letteratura, fiorita attorno al tema della Resistenza,
immediatamente il ricordo va a tutto quello che è stato tramandato in prosa,
soprattutto attraverso la narrativa, la saggistica storica, il cinema. Raramente
affiora alla mente che di questa grande epopea si sia occupata anche la poesia.
Probabilmente i temi, le storie, i personaggi che hanno animato la lotta
partigiana, hanno agito maggiormente sugli scrittori e stimolato la loro voglia
di “narrare”, di “raccontare”. Eppure, anche la poesia ha fatto la sua parte e
ci ha tramandato testi di grande bellezza e di intensa partecipazione emotiva. La
poesia, con la sua sinteticità e immediatezza, arriva subito al cuore proprio come
fa il canto ed è un efficace strumento di lotta collettiva. Molti poeti vissuti
nel Novecento sono stati partigiani (Fortini, Gatto, Turoldo), altri hanno dato
il loro contributo nei modi più diversi operando in clandestinità. Ci hanno
lasciato versi significativi indicandoci un orizzonte di giustizia, di pace, di
libertà. Per questo XXV aprile 2026 abbiamo pensato di pubblicare su “Odissea”
versi di autori viventi per operare un legame con quella lontana stagione e,
nello stesso tempo, indicare un passaggio di testimone. Nella speranza che
questo messaggio trovi nelle nuove generazioni, altre voci e altri
protagonisti.
Primavera partigiana di Angelo Gaccione Uscimmo da una
primavera di sangue, ma era comunque primavera. Se il rosso bagnò i campi, non fu nostra la colpa. Uomini innamorati della morte, noi non lo fummo mai.
[Da: Spore - Interlinea
2020]
Resistenza di
Alida Airaghi
La piazza in stile veneziano del millecinquecento;
torretta con le ore, antiche e
ferme: le dieci di una tiepida mattina a primavera. La piazza, le bandiere,
tanta gente. La gente, le bandiere. Dal palco le parole. Di lotta, Resistenza. Poi
canzoni. La gente tanta gente tutta stretta. Guardiamo la ragazza in prima fila, fissiamo nella mente il suo sorriso. Ci
crede, lei ci crede, è lì per questo. Coscienza del suo
gesto, fiducia nella storia, In piedi, al posto
giusto: è lì che aspetta.
[Da: Quanto di storia - Marco Saya Ed.
2023]
Ci dissero di schiudere le labbra di Zaccaria Gallo Il giorno, alla
fine, depose il suo miele per chi verrà sugli angoli del tempo, quando, con grigie prospettive, un Dio del potere ricominciasse a girare su se stesso. I nostri alberi ora sanno come poter frenare la corsa del vento e d’odio sì che s’arrotoli nella Resistenza sempre. Ci dissero di schiudere le labbra febbrili, con un gesto al confine di noi stessi, e cercare, nell’inesausta gola della libertà, sillabe che cantino parole di madre. [Bisceglie, 19 aprile 2026 - inedita]
25 Aprile di
Antonella Doria Primavera
improvvisa sbocciò di Fiorirossi incontro a noi Fanciulle… Capelli al vento… [Milano, 19 aprile 2026 -
inedita]
Ancora
ondeggiano di Anna Rutigliano Ancora
ondeggiano i petali scarlatti, profumando di rinnovata speranza i vergini campi e di Libertà, dalle tirannie del tempo violata. Nel loro schiudersi perpetuo il segno tangibile dell’umana
dignità che ostinatamente resiste. [Corato 22 aprile 2026 - inedita]
Per l’anniversario del 25 Aprile di
Giuseppe Langella Hanno provato a spegnerla nei cuori, però la libertà non si debella e s’alza sempre un vento di tempesta che sbalza i dittatori giù di sella. Si balla, tutti fuori, e si fa festa, si canta Bella ciao col
fazzoletto, mentre si avvia la conta dei danni. L’Italia s’è desta: mai più tiranni. [Milano, 21 aprile 2026 - inedita]