LA CATTIVA COSCIENZA DEI FISICI di Franco Continolo
Carlo Rovelli
Oggi gli spunti di riflessione vengono dall’intervista di
Carlo Rovelli al Corriere della Sera. Il primo spunto è offerto dalla presenza di
bombe atomiche americane sul nostro territorio. Si tratta di un fatto, afferma
lo scienziato, che: 1) viola il Trattato di Non-Proliferazione, del quale
l’Italia è firmataria, dunque rappresenta una violazione della legge
internazionale (alla faccia del “rules-based International order”); e 2)
certifica la sudditanza del nostro paese – e più in generale dell’Europa –
dagli Stati Uniti. Qui si può osservare che il vassallaggio, ovvero la
sudditanza, è degradante perché deresponsabilizza, quindi impedisce la
formazione della classe dirigente – la storia d’Europa degli ultimi 50 anni
mostra infatti che con l’uscita di scena della classe politica formatasi
nell’antifascismo e nella Resistenza, non c’è stato ricambio, e la qualità dei
nuovi leader si è progressivamente abbassata, fino ai superidioti attuali.
Si può aggiungere che la propaganda NATO ha accelerato il processo di
istupidimento europeo, in particolare dopo la fine della Guerra Fredda, quando
essa ha dovuto inventarsi nuovi nemici per giustificare la propria
sopravvivenza – i concetti strategici NATO sono esempi assoluti di non-pensiero
strategico, ovvero di idiozia. Il secondo spunto viene dalla domanda: con chi ci dovremmo alleare? Qui Rovelli avrebbe dovuto distinguere: le alleanze
militari servono infatti per preparare o fare la guerra, e come tali sono da
evitare in modo categorico; le alleanze politiche sono per definizione
variabili in funzione delle priorità e degli interessi. Il terzo spunto riguarda
Israele: qui non si capisce perché Rovelli indulga all’ipotesi che lo stato
ebraico possa non disporre della arma, e poi giustifichi la proliferazione.
Il silenzio sul programma nucleare israeliano è stabilito dal patto fra
Nixon e Golda Meir – è la foglia di fico che nasconde la vergogna americana per
aver permesso la costruzione della bomba; è anche l’unico patto che Israele
rispetti, e il motivo è che l’ambiguità è utile, anche per evitare
le ispezioni dell’IAEA. Sul perché Nixon abbia ceduto si possono formulare
due ipotesi: 1) la bomba era già una realtà, e 2) egli non voleva fare la fine
di Kennedy. Sulla proliferazione, è evidente che la bomba rappresenti una
forma di assicurazione; al tempo stesso, maggiore è il numero di paesi dotati,
maggiore il rischio di guerra nucleare. Si può aggiungere che gli Stati Uniti
sono il massimo responsabile dell’indebolimento del regime di
non-proliferazione: è stata la minaccia americana ad armare la Corea del Nord,
e sarà stata l’aggressione americana a giustificare la costruzione della bomba
da parte della Repubblica Islamica dell’Iran, se e quando essa deciderà di
realizzarla. Il quarto spunto riguarda la deterrenza nucleare; essa appare oggi
indebolita, rispetto agli anni della Guerra Fredda, non solo per gli imprecisati
sviluppi tecnologici, ma soprattutto per la criminale invenzione della guerra
per procura. La guerra provocata e condotta dall’Ucraina per conto
dell’Occidente ha messo infatti la Russia nell’imbarazzo della decisione sulla
linea rossa invalicabile: quando scatterà la rappresaglia nucleare?
Sull’incertezza mostrata finora dalla Russia gioca l’Europa per vincere il
confronto. Si tratta di un gioco che solo dei superidioti non sono in grado di
capire quanto catastrofico esso possa essere.