Nel dopo Referendum. La fase
post-referendaria pare aver aperto la prospettiva di una nuova stagione a
sinistra nonostante le grandi difficoltà derivanti dalle tragiche vicende
internazionali: l'analisi del voto infatti riferendo di una partecipazione diversa
dal recente passato specificatamente in campo giovanile ha aperto a prospettive
di nuove aperture e di diverse convergenze politiche e sociali. Quale rimane
l'indicazione più importante uscita dall'esito delle urne il 22/23 marzo scorsi?
In tempi che rimangono comunque di forte disaffezione
il tema costituzionale rimane comunque il "magnete" più importante
per attirare all'impegno la parte democratica e progressista del nostro Paese.
Accadde nel 2006, si ripeté nel 2016 e ancora 10 anni dopo, oggi: un ventennio
segnato da tentativi di stravolgimento del nostro assetto democratico respinti
dal voto popolare e dall'impegno unitario di forze politiche, sindacali,
associative. Questo è il primo segnale da cogliere rispetto a questo risultato.Sulla base di questa indicazione emersa con grande
forza segnaliamo che, con tutte le cautele del caso e ben consci di difficili
esperienze attraversate nel passato, si stanno muovendo settori importanti
della sinistra italiana: 1) Il CPN di
Rifondazione Comunista, pur tra difficoltà e contrasti, ha approvato un
documento che impegna il partito alla costruzione di un " fronte costituzionale, democratico e antifascista" che pur non aderendo all'idea di una coalizione di governo
intende misurarsi proprio con due temi fondamentali come quello costituzionale
e antifascista. Rifondazione Comunista pare intendersi di verificare un'ottica
unitaria con altre forze politiche anche di impianto riformista e anche di
storica collocazione centrista. Rifondazione mantiene giustamente una forte impostazione
alternativa rispetto a un impianto programmatico economico-sociale di stampo
liberista e in questo appare in grado di avanzare una proposta politica
alternativa;
2) Nel corso della campagna referendaria era stato costruito e reso molto
attivo un "Comitato Socialista per il NO" formato da diverse
associazioni che, nel dopo - voto, hanno preso la decisione di muoversi per
formare una "Federazione Socialista" nell'ottica del superamento didivisioni e tensioni del passato, ponendosi
così in una nuova prospettiva di presenza politica nel Paese.
2) Nel corso della campagna referendaria era stato costruito e reso molto
attivo un "Comitato Socialista per il NO" formato da diverse
associazioni che, nel dopo - voto, hanno preso la decisione di muoversi per
formare una "Federazione Socialista" nell'ottica del superamento didivisioni e tensioni del passato, ponendosi
così in una nuova prospettiva di presenza politica nel Paese.
Possiamo considerare
queste due iniziative come frutto di una analisi che ha legato assieme i due
temi fondamentali del momento: quello della pace e della democrazia connessi
attorno ad altrettante esigenze politiche, quella del ruolo dell'Europa in
questo frangente storico ben diverso da quello costruito nel corso degli anni
attorno a Maastricht prima e alla "fine della storia" poi e quello
della necessità di abbattere il pericoloso governo di destra al potere in
Italia. La matrice fascista e
razzista delle più importanti forze politiche che compongono il governo (FdI e
Lega) e la spinta estremistica di un soggetto come Futuro Nazionale: tutte
soggettività politiche poste al di fuori dal perimetro costituzionale deve
rappresentare il punto di analisi più pregnante da cui trarre indicazione per
una collocazione politica della sinistra. Sotto questo aspetto
intendiamo essere particolarmente chiari: indipendentemente dalla formula
elettorale che sarà adottata è vitale che la destra sia sconfitta nelle
elezioni del 2027. Per riuscirci va
evidenziata la necessità di costruzione di un progetto che, dal punto di vista
della sinistra, presenti caratteristiche derivanti dalla storia, dall'identità,
dalla capacità di aggregazione che le forze direttamente derivanti dalla
"sinistra storica" possono apportare a uno schieramento alternativo:
in questo senso una presenza rinnovata nel sistema politico italiano di Rifondazione
Comunista e di una possibile "Federazione Socialista" può
rivestireun'importanza per la cui
realizzazione sarà necessario un impegno forte fondato sul raccogliere trasmettendone
la gravità e chiamando alla lotta le grandi contraddizioni sociali che agitano
il nostro tempo. I punti di
riflessione comune dovrebbero esaminare l'idea di un "socialismo della
finitudine" come cornice di alcuni passaggi: abbiamo citato quello europeo
ma sommariamente non possiamo dimenticare quello del lavoro, della programmazione
economica, del welfare, dell'assetto istituzionale fondato sulla centralità del
Parlamento e della formula elettorale proporzionale. Dovrà essere oggetto
di profonda riflessione il punto di distinzione in questa fase e nella già
ricordata prospettiva elettorale tra "alternativa" e "coalizione
di governo" (per la quale sicuramente si propone AVS cui va lanciata una
idea di "connessione" diretta verso sinistra, tanto per usare non
corretti schemi topografici).
Osiamo avanzare in
questa sede una proposta: l'elaborazione di un programma comune della
sinistra, ritrovando anche elementi di confronto tra l'ispirazione socialista,
quella comunista, quella ambientalista e le diverse culture portatrici delle
grandi contraddizioni della modernità da quella di genere a quella di diversità
etnica e culturale (il compianto FeliceBesostri aveva ipotizzatoil“dialogo Gramsci-Matteotti”quale simbolo per undiscorso di questo tipo). Le modalità di
eventuale presentazione elettorale dei singoli soggetti potrà realizzarsi
ovviamente in forma autonoma tenendo il "progetto" come base comune
ed eventuali singoli punti distintivi quale specifico elemento identitario.L'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra (con le
altre associazioni e soggetti di cultura politica cui spesso ci rivolgiamo per
iniziative comuni sui grandi temi dell'attualità) potrebbe anche candidarsi a
svolgere anche soltanto un semplice tentativo in questa direzione elaborando
una traccia orientativa e magari promuovendo incontri aventi come tema
l'orizzonte generale in senso strategico della fase politica in senso magari da
svolgersi non soltanto al centro e tra i gruppi dirigenti ma anche nelle
periferie tra militanti e soprattutto tra i giovani che sembrano aver ripreso
la strada della lotta non soltanto sul piano sociale ma anche su quello più
direttamente politico.