Pagine

mercoledì 22 aprile 2026

LA SINISTRA E L’ALTERNATIVA   
di Franco Astengo


 

Nel dopo Referendum.
 
La fase post-referendaria pare aver aperto la prospettiva di una nuova stagione a sinistra nonostante le grandi difficoltà derivanti dalle tragiche vicende internazionali: l'analisi del voto infatti riferendo di una partecipazione diversa dal recente passato specificatamente in campo giovanile ha aperto a prospettive di nuove aperture e di diverse convergenze politiche e sociali. Quale rimane l'indicazione più importante uscita dall'esito delle urne il 22/23 marzo scorsi? In tempi che rimangono comunque di forte disaffezione il tema costituzionale rimane comunque il "magnete" più importante per attirare all'impegno la parte democratica e progressista del nostro Paese. Accadde nel 2006, si ripeté nel 2016 e ancora 10 anni dopo, oggi: un ventennio segnato da tentativi di stravolgimento del nostro assetto democratico respinti dal voto popolare e dall'impegno unitario di forze politiche, sindacali, associative. Questo è il primo segnale da cogliere rispetto a questo risultato. Sulla base di questa indicazione emersa con grande forza segnaliamo che, con tutte le cautele del caso e ben consci di difficili esperienze attraversate nel passato, si stanno muovendo settori importanti della sinistra italiana:
1) Il CPN di Rifondazione Comunista, pur tra difficoltà e contrasti, ha approvato un documento che impegna il partito alla costruzione di un " fronte costituzionale, democratico e antifascista" che pur non aderendo all'idea di una coalizione di governo intende misurarsi proprio con due temi fondamentali come quello costituzionale e antifascista. Rifondazione Comunista pare intendersi di verificare un'ottica unitaria con altre forze politiche anche di impianto riformista e anche di storica collocazione centrista. Rifondazione mantiene giustamente una forte impostazione alternativa rispetto a un impianto programmatico economico-sociale di stampo liberista e in questo appare in grado di avanzare una proposta politica alternativa;
2) Nel corso della campagna referendaria era stato costruito e reso molto attivo un "Comitato Socialista per il NO" formato da diverse associazioni che, nel dopo - voto, hanno preso la decisione di muoversi per formare una "Federazione Socialista" nell'ottica del superamento di  divisioni e tensioni del passato, ponendosi così in una nuova prospettiva di presenza politica nel Paese.
2) Nel corso della campagna referendaria era stato costruito e reso molto attivo un "Comitato Socialista per il NO" formato da diverse associazioni che, nel dopo - voto, hanno preso la decisione di muoversi per formare una "Federazione Socialista" nell'ottica del superamento di  divisioni e tensioni del passato, ponendosi così in una nuova prospettiva di presenza politica nel Paese.



Possiamo considerare queste due iniziative come frutto di una analisi che ha legato assieme i due temi fondamentali del momento: quello della pace e della democrazia connessi attorno ad altrettante esigenze politiche, quella del ruolo dell'Europa in questo frangente storico ben diverso da quello costruito nel corso degli anni attorno a Maastricht prima e alla "fine della storia" poi e quello della necessità di abbattere il pericoloso governo di destra al potere in Italia.
La matrice fascista e razzista delle più importanti forze politiche che compongono il governo (FdI e Lega) e la spinta estremistica di un soggetto come Futuro Nazionale: tutte soggettività politiche poste al di fuori dal perimetro costituzionale deve rappresentare il punto di analisi più pregnante da cui trarre indicazione per una collocazione politica della sinistra.
Sotto questo aspetto intendiamo essere particolarmente chiari: indipendentemente dalla formula elettorale che sarà adottata è vitale che la destra sia sconfitta nelle elezioni del 2027.
Per riuscirci va evidenziata la necessità di costruzione di un progetto che, dal punto di vista della sinistra, presenti caratteristiche derivanti dalla storia, dall'identità, dalla capacità di aggregazione che le forze direttamente derivanti dalla "sinistra storica" possono apportare a uno schieramento alternativo: in questo senso una presenza rinnovata nel sistema politico italiano di Rifondazione Comunista e di una possibile "Federazione Socialista" può rivestire  un'importanza per la cui realizzazione sarà necessario un impegno forte fondato sul raccogliere trasmettendone la gravità e chiamando alla lotta le grandi contraddizioni sociali che agitano il nostro tempo.
I punti di riflessione comune dovrebbero esaminare l'idea di un "socialismo della finitudine" come cornice di alcuni passaggi: abbiamo citato quello europeo ma sommariamente non possiamo dimenticare quello del lavoro, della programmazione economica, del welfare, dell'assetto istituzionale fondato sulla centralità del Parlamento e della formula elettorale proporzionale.
Dovrà essere oggetto di profonda riflessione il punto di distinzione in questa fase e nella già ricordata prospettiva elettorale tra "alternativa" e "coalizione di governo" (per la quale sicuramente si propone AVS cui va lanciata una idea di "connessione" diretta verso sinistra, tanto per usare non corretti schemi topografici).



Osiamo avanzare in questa sede una proposta: l'elaborazione di un programma comune della sinistra, ritrovando anche elementi di confronto tra l'ispirazione socialista, quella comunista, quella ambientalista e le diverse culture portatrici delle grandi contraddizioni della modernità da quella di genere a quella di diversità etnica e culturale (il compianto Felice Besostri aveva ipotizzato il dialogo Gramsci-Matteotti quale simbolo per un discorso di questo tipo).
Le modalità di eventuale presentazione elettorale dei singoli soggetti potrà realizzarsi ovviamente in forma autonoma tenendo il "progetto" come base comune ed eventuali singoli punti distintivi quale specifico elemento identitario. L'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra (con le altre associazioni e soggetti di cultura politica cui spesso ci rivolgiamo per iniziative comuni sui grandi temi dell'attualità) potrebbe anche candidarsi a svolgere anche soltanto un semplice tentativo in questa direzione elaborando una traccia orientativa e magari promuovendo incontri aventi come tema l'orizzonte generale in senso strategico della fase politica in senso magari da svolgersi non soltanto al centro e tra i gruppi dirigenti ma anche nelle periferie tra militanti e soprattutto tra i giovani che sembrano aver ripreso la strada della lotta non soltanto sul piano sociale ma anche su quello più direttamente politico.