Pagine

mercoledì 13 maggio 2026

A PROPOSITO DEL PREMIO STREGA
di Alida Airaghi
 

Caro Angelo,  
in fondo, basterebbe non presentarsi ai premi e ai concorsi, tutti pilotati dalle case editrici o influenzati da correnti interne, come si sa da sempre. Quando nel 24 la giuria tecnica dello Strega ha proposto il mio Quanto di storia allo Strega poesia, mi sono affrettata ad auto-escludermi, come ho sempre chiesto di fare a tutti i miei editori (Einaudi, Saya, Animamundi, compreso l’ultimo Ignazio Pappalardo). Ti dirò che nutro la stessa diffidenza per le antologie a tema, con contributi a più voci, che mi sembrano più che altro operazioni commerciali o di presenzialismo personale. Può darsi che alla base del mio atteggiamento ci sia soprattutto una scontrosità del carattere o una timidezza genetica, per cui non sono mai salita su un palcoscenico in vita mia, e non ho mai fatto una lettura pubblica dei miei versi, ma tutte queste competizioni letterarie, le inimicizie, il fango gettato a manate sugli altri, le consorterie in difesa e in attacco: vale davvero la pena? Va be’ che Michele Mari prende a pugni i recensori malevoli e Bontempelli e Ungaretti si sono sfidati a duello, però guastarsi il sangue per la letteratura, con tutto il male che ci perseguita ovunque, non ti pare eccessivo? 
Un caro saluto, Alida.