FINIAMOLA CON
QUESTA DISGUSTOSA RETORICA! di Angelo Gaccione
Requiem per Bakary Sako. Invisibili un cazzo, le baraccopoli dove vivono come bestie
sono visibili anche dallo spazio. Le sanno bene il presidente della Repubblica,
i Governanti, i Dirigenti dei partiti, i Sindacalisti, i Militari, la Guardia
di Finanza, la Polizia, i Carabinieri, i Giudici, gli Avvocati, i Servizi
Segreti, il Papa, i Cardinali, i Monsignori, i Giornalisti, i Professori, le
Maestre, gli Educatori, gli Imprenditori, i Calciatori, gli Attori e le
Attrici, i Musicisti, i Presidi, i Funzionari, i Direttori di ogni tipo di
Istituzione… Tutti lo sanno e lo sappiamo, ma facciamo finta di non saperlo.
Sappiamo bene chi li tiene in schiavitù, conosciamo i loro volti e i loro
indirizzi. Conosciamo anche i volti degli Schiavisti e i loro indirizzi, i
volti e gli indirizzi degli Aguzzini, dei Caporali, dei Teppisti, dei
Delinquenti, dei Razzisti bianchi con l’anima nera, ma non facciamo nulla di
concreto.
Ci sciacquiamo la bocca con la parola Resistenza, ma non creiamo
squadre di nuovi Partigiani in ogni quartiere in grado di farla pagare cara ai
teppisti e agli aguzzini. Blateriamo di Diritti, Democrazia, Uguaglianza come
se l’avessimo davvero vista tutta questa magnificenza. Ci esaltiamo con la
disgustosa retorica della Costituzione più bella del mondo, ma resta appunto
disgustosa retorica. Dove l’avete mai vista questa uguaglianza? Dove viene
praticata questa legge uguale per tutti? Quando avete visto applicare la
volontà espressa dal popolo con il voto? Io so che esiste la Legge che i
potenti esercitano a loro tutela, ma non esiste la Giustizia.
Lo vedo
nelle paghe da fame di gente come noi e negli onorari milionari dei
dominatori; lo vedo nei nostri sacrifici e nei loro privilegi;
nelle nostre modesteabitazioni e nei loro super-attici;
nella nostra difficoltà di curarci e nelle loro cliniche esclusive;
nei nostri lavori precari, nei nostri debiti, nei nostri morti per guadagnare
il pane, nei nostri figli privi di opportunità, nelle nostre vacanze in città,
nelle nostre pensioni da fame. Io lo vedo in ogni segnale del nostro vivere
sociale e non vedo né uguaglianza né giustizia. Io vedo che si spende per la
guerra e non si spende per la salute. Io vedo che metà della Nazione, la più
ricca, non paga le tasse. Io vedo che tutto ciò che è pubblico e pagato con i
nostri sacrifici viene lasciato languire, mentre tutto ciò che è privato
prospera. Io vedo, ho gli occhi per vedere e vedo. E vedo che è tempo che a
pagare siano i responsabili.