Bisognerebbe captare l’esile filo di speranza che anima il cosmo fare come la neve che si scioglie al sole sperando nell’acqua che ne verrà o come il crepuscolo morente che confida nella prima stella
della sera fare come il grembo gravido che attende il nascituro o come il volto indurito dagli
anni che sogna un sorriso ritrovato fare come i fratelli che nella febbricitante veglia
pasquale si salutano augurando l’uno
all’altro la letizia incancellabile che nel nuovo giorno sarà. [Milano, aprile 2026, inedita]