Il primo
libro della Bibbia ebraica, la Torah,
che noi chiamiamo Genesi, prende
anche nome dalla prima parola: bereshit.
Essa, tradotta nel greco en arché, è
origine/fondamento di ciò che esiste: in tal senso nel testo di Rita Pacilio si
legge, “se ci sono leggi significa/che c’è un legislatore/antico /…/regola
esatta/la prima parola semplice/essenziale/nel giorno generato da se stesso. E
si ripete.” - 19. Quasi un proemio. Per
seguire in parola la prima parola occorre “mettersi sottosopra/avventurarsi nel
fiato” - 9 e si avrà “la storia” - 9 che verrà detta nel flatus vocis, appunto, in pulsazione e ritmo: “La mappatura del
battito/il doppio tempo” 11, nella modalità visionaria: Prova ad abitare con una foglia sull’albero. Nella testa avrai la convulsione del vento e imparerai la pazienza della stessa poesia - 12 La lingua semanticamente dura che
l’autrice aveva trovato, negli ultimi lavori appare in risoluzione, in avvicinamento
ai moduli del parlare quotidiano, e quella ritorna solo a squarci: … in futuro mi parlerai sotto la magnolia, sulla sponda del giardino ci legherà una foglia mi spiegherai come ritornare nel ricordo lo scambio della voce infilando le braccia in maniera eloquente - 10-11, sempre
con illuminazioni di canto: Si mantiene punta di lancia il filo di pioggia all’acqua del pozzo posato scosso nell’indivisibile momento arreso e dolcemente unto trapassato sparito in un flusso senza coscienza ferruginoso in un corpo a corpo così acuto il taglio come a liberare la doglia e la voglia a non dire. - 25-6 L’indagine
vede il male nel mondo -17, il silenzio, che sia “pieno e dolce”- 21, il senso
del tempo - 14, “questo labirinto che non so sorvegliare” - 51, il passato, il
riemergere dei ricordi, i prossimi e l’umanità, e il non riuscire talvolta
all’altezza dello “stare nella parola” - 32, la difficoltà in esistenza, a
volte sì “beatitudine” ma “innalzata sulle lame” - 23 , verità e paura, guerra
e pace. Ma permane la necessità di amare 13, 15, 22, 34, 43, 48, 49 nonostante
qualche inconveniente, e soprattutto che “la certezza di Dio l’ho conosciuta”
38 in una fede senza misteri, perché si dev’essere come bambini (Mt 18, 3-6) e
la fede in Dio è anche la nostra speranza nello stare dell’adesso: Dio ci dona sonni quieti, questa è la pace ogni volta che un’ora dura anni l’eternità - 16 Parola è anche, nel IV Vangelo, valore metafisico del Logos o Verbo, comunque lo si voglia tradurre: verbo
incarnato perché «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv
1,14). E, nell’incipit di questo ininterrotto flusso di versi (9-51) che
costituisce il poema, è che “La prima parola possiede la vita” (9). Ma, siccome
in questo caso si tratta di poesia, è un modo diverso e altrettanto calzante di
cercare la corrispondenza tra l’ordine delle parole e l’ordine delle cose. Rita Pacilio La prima parola Di Felice Edizioni, 2025