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lunedì 29 giugno 2026

LE CINQUE VIE PIANGONO
di Patrizia Gioia

 
Una immagine storia delle 5 Vie

I devastatori si somigliano tutti: che amministri la destra o la finta sinistra.
 
C
i sono vuoti più pieni del pieno. Come quello delle 5 vie a Milano, un pezzo di memoria che riportava al cuore il pesante attacco aereo nelle notti tra il 12 e il 16 agosto 1943, attacco che, come tutti gli attacchi, mina il cuore delle persone che rimangono. I miei nonni vivevano vicini a quei luoghi, la loro casa fu evitata di poco, mio nonno era ancora una volta salvo, lui che non poteva ogni volta scendere i 5 piani, per andare al rifugio, aveva una gamba sola, impossibile il riparo. Bene, ora quel vuoto-pieno è stato riempito da un nuovo edificio, una di quelle costruzioni senza anima, che ormai sorgono al di là di ogni buon piano regolatore, ma soprattutto al di là di ogni anima di chi le fa le regole e, oggi più che mai, sa bene come svicolarle. Abbiamo assolto palazzinari definiti “ingenui, che non erano consapevoli”, ma sappiamo bene ormai di che consapevolezza siamo sommersi: quella del profitto a ogni costo. 
“Viviamo in un’epoca in cui alla bulimia dei mezzi corrisponde l’atrofia dei fini” scrive Paul Ricoeur. Proprio così, e chi ha questa sana consapevolezza non può non soffrire vedendo gli scempi compiuti in nome del nuovo. Un nuovo che non ha memoria è già morto. Potevamo prendere esempio dal  Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche di Berlino e lasciare quel “vuoto” a monito della violenza di tutte le guerre.
Ma, dimenticavo... la nostra è un’economia di guerra! 
“Viviamo in un’epoca in cui alla bulimia dei mezzi corrisponde l’atrofia dei fini” scrive Paul Ricoeur. Proprio così, e chi ha questa sana consapevolezza non può non soffrire vedendo gli scempi compiuti in nome del nuovo. Un nuovo che non ha memoria è già morto. Potevamo prendere esempio dal  Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche di Berlino e lasciare quel “vuoto” a monito della violenza di tutte le guerre.
Ma, dimenticavo... la nostra è un’economia di guerra!