Scusandoci
preventivamente del disturbo torniamo sull’argomento della vicenda politica in
corso a seguito della votazione alla Camera che ha respinto il famoso
“emendamento delle preferenze” (definiamolo così in via sbrigativa anche se non
esattamente di ciò si trattava). È evidente
che la reazione mostrata in Parlamento dagli esponenti del cosiddetto “campo
largo” può essere considerata meramente propagandistica (Gianfranco Pasquino
descrive bene oggi lo “stato di cose in atto”) sviluppata in una certa misura
cadendo anche nella trappola di un gioco perverso. La questione delle cosiddette
preferenze è servita come arma di distrazione di massa per allontanare
l’attenzione dal “cuore” della vicenda legata all’accelerazione voluta dalla
signora Presidente del Consiglio sul tema della formula elettorale: “cuore” che
è stato votato ieri, premio di maggioranza (con listone bloccato) e indicazione
del premier obbligatoria per le coalizioni e le liste eventualmente non
apparentate. Si tratta del discorso
riguardante il premierato “per procura” sul quale non mi diffondo perché nei
giorni scorsi ne abbiamo scritto in molti e nel dettaglio. fornire un contributo d’opinione,
come è stato nel caso dell’appello lanciato nei giorni scorsi e raccolto da
importanti soggetti di cultura politica presenti a livello nazionale. In quel caso pur partendo da una
realtà periferica come Savona si è riusciti a sviluppare una influenza reale
non solo a livello di cultura politica. Occorre far capire che la formula elettorale è
la chiave di un sistema politico. Su questo punto andrebbe svolta una vera e
propria funzione di pedagogia politica. Sui temi già accennati (premio di
maggioranza, listone bloccato, premierato di fatto) sarebbe importante che i
gruppi parlamentari tenessero un atteggiamento conseguente al momento del voto
finale. Per questo motivo proponiamo l’esercizio dell’ostruzionismo. Inoltre occorre riflettere sulla prossima
competizione elettorale politica definendola già una “contesa costituzionale” e
non una semplice gara per assegnarsi la governabilità. In questo senso mi
permetto di ritenere che un atteggiamento del genere rappresenterebbe la
migliore esplicitazione del “fronte antifascista” la cui riuscita mi sta molto
a cuore. Il Rosso non è il Nero - Savona