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sabato 18 luglio 2026

MILANO ARTE MUSICA


Evangelina Mascardi

Prosegue l’estate di Milano Arte Musica, il festival internazionale di musica antica promosso dall’Associazione Culturale La Cappella Musicale che fino al 27 agosto porta in alcune delle più significative chiese e sale da concerto della città i migliori, e più affezionati, interpreti internazionali del repertorio antico. Il prossimo appuntamento del viaggio “alle radici degli affetti”, che connota la XX edizione del festival, è con un’artista profondamente legata alla storia del festival, la liutista argentina Evangelina Mascardi. La musicista si esibirà lunedì 20 luglio, in doppia replica alle 18.00 e alle 20.30, presso la Sala Capitolare del Bergognone per un recital incentrato sull’opera di Sylvius Leopold Weiss, virtuoso del liuto e tra le figure più rappresentative del repertorio barocco, molto apprezzato dallo stesso J. S. Bach; il programma proposto mette in luce il lato più intimo e narrativo della musica di Weiss, tra danze di corte e pagine più personali.

Evangelina Mascardi e Lincoln Almada
 
Il giorno seguente, martedì 21 luglio, Mascardi tornerà nella Sala Capitolare del Bergognone in veste di chitarrista barocca e in duo con l’arpista paraguayano Lincoln Almada, per Un Solo Cammino. Il concerto, proposto in doppia replica alle 18.00 e alle 20.30, riflette l’incontro tra culture europee, indigene e africane nel contesto eterogeneo delle missioni sudamericane del Settecento. Il suggestivo scambio tra i due strumenti riproporrà danze e ritmi popolari, accanto a forme colte come la suite, fino all’improvvisazione su temi della tradizione guaranì.



Scrive Raffaele Mellace: «Emula di una ritrattista di genio come Rosalba Carriera, anche Evangelina Mascardi ci propone oggi un ritratto: non tramite la pittura, però, bensì attraverso le sonorità del liuto barocco. Il concerto monografico odierno ci presenta infatti a tutto tondo la figura di un musicista che di quello strumento è stato virtuoso sommo, interprete e compositore insieme, com’era consuetudine: Sylvius Leopold Weiss. Rampollo d’una famiglia di musicisti della Bassa Slesia, oggi Polonia, perfezionatosi nella Roma degli Scarlatti e di Corelli, nel 1718 Weiss si stabilì alla Corte di Dresda, dove ricoprì la carica di Cammer-Lautenist (“liutista da camera”), collaborando con i musicisti formidabili (Pisendel, Veracini, Quantz) che componevano l’orchestra di Corte (la migliore d’Europa, secondo Rousseau) fino alla morte, intervenuta nel 1750, nemmeno tre mesi dopo quella di Johann Sebasatian Bach, che gli era maggiore di un anno.
Nella “Firenze sull’Elba”, la Dresda resa splendida dall’ambizione e dalla cultura della dinastia dei Wettiner, Augusto II e III, re di Polonia ed elettori di Sassonia, sospesa tra barocco e rococò, gusto francese e italiano, considerata in tutta l’Europa «l’Atene dei tempi moderni», Weiss si trovò a operare in un ambiente musicale di prima sfera, in cui Wilhelm Friedemann Bach era organista in S. Sofia (in sua compagnia Weiss fece una lunga visita al di lui padre Johann Sebastian a Lipsia nel 1739) e musicisti di Corte erano Jan Dismas Zelenka e Johann Adolf Hasse. Quest’ultimo, maestro della Cappella reale, tenne a battesimo, insieme alla moglie, il celebre mezzosoprano Faustina Bordoni, il figlio di Weiss, chiamato in loro onore Johann Adolf Faustinus (unico tra i suoi fratelli a diventare, con tanto nome, musicista), e compose per Weiss stesso parti memorabili nell’opera Cleofide e nell’oratorio Il cantico de’ tre fanciulli.
Luogo principe dell’esibizione del virtuoso era però naturalmente l’ambito intimo della musica da camera: piacere raffinato destinato alla cerchia ristretta e riservata degli intenditori quali la regina Maria Giuseppina, nei cui appartamenti si svolgevano regolarmente prove d’orchestra e concerti da camera. In quella stanza della musica, luogo d’un godimento estetico esclusivo, andrà immaginato Weiss seduto di fronte allo scelto pubblico di intenditori a prodigare, tra improvvisazioni e restituzione più puntuale del segno scritto (oltre 850 sono i pezzi a lui attribuiti nelle biblioteche di mezza Europa, tutti salvo uno tramandati in intavolature manoscritte) la magia della propria arte. Arte affidata al liuto, strumento che rappresenta la quintessenza degli ideali di eleganza e armonia coltivati a Corte: arredo sonoro di una vita quotidiana trasfigurata dall’incanto armonioso di uno strumento apparentemente tanto fragile e poco fragoroso.
L’arte di Weiss si esprime vuoi nella misura essenziale dell’associazione di due pagine, come nella coppia Fantasia-Rondò che apre il concerto odierno, vuoi nell’architettura sontuosa delle suite complete, incardinate, come da tradizione, attorno a una tonalità unificante. Tipicamente quella in Fa maggiore proposta oggi introduce con una libera Fantasia la serie classica delle cinque danze canoniche della suite francese (Allemande, Courante, Sarabande, Menuet, Gigue), microcosmo variopinto di ascendenze nazionali e di atteggiamenti espressivi diversi. Del tutto analoga è la successione Preludio e FugaRigaudonLe Sans Souci e Ciaccona, che esordisce con la coppia classica preludio & fuga, oggi frequentata universalmente soprattutto per il tramite della produzione bachiana, per proporre il dittico contrastante d’una danza spigliata (il Rigaudon) e di una posata e cerimoniale (la Ciaccona), a incorniciare una brillante e capricciosa pagina caratteristica, Le Sans Souci, a ricordarci la dimestichezza del grande musicista con un altro potente musicofilo, il re di Prussia Federico il Grande, che Sans Souci (“senza preoccupazioni”) aveva chiamato la propria reggia a Potsdam.
Un altro potente, il conte Johann Anton Losy von Losimthal, note come Comte de Logi, è associato indissolubilmente a un lavoro di Weiss: il tombeau (genere in voga, cui Weiss contribuì in più circostanze, come tanti altri colleghi illustri tra Sei e Settecento, anche per la tastiera) composto nel 1721 a commemorare la scomparsa dell’aristocratico, conosciuto a Praga quattro anni prima, provetto liutista dilettante e autore di diverse composizioni per lo strumento. Una pagina struggente, che ben testimonia l’incanto che l’arte di Weiss era in grado di trasmettere al suo uditorio tre secoli fa. Incanto dall’efficacia intatta ancora oggi, nella sua capacità di tradurre il gesto aristocratico e contenuto del musicista in un ritratto vivo e palpitante delle umane passioni.»
 

 

IL PROGRAMMA
 
Lunedì 20 luglio 2026, ore 18.00 e 20.30
Sala Capitolare del Bergognone
Via Conservatorio, 16
 
Sylvius Leopold Weiss 
Evangelina Mascardi, liuto barocco 
 
Martedì 21 luglio 2026, ore 18.00 e 20.30
Sala Capitolare del Bergognone
Via Conservatorio, 16
 
Un Solo Cammino
Evangelina Mascardi, chitarra barocca
Lincoln Almada, arpa gesuitica e percussioni
 
INFORMAZIONI
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano
tel 02.76317176 | 3392697178       
e-mail mail@lacappellamusicale.com  
sito www.milanoartemusica.com 

BIGLIETTI
Intero: 18,00 €
Ridotto: 12,00 €
Gratuito: Under12, accompagnatori di persone disabili (si prega di contattare l’Associazione per usufruire delle gratuità)
Biglietto sospeso: regala un biglietto! Sarà destinato agli utenti dei servizi sociali del Comune di Milano
 
Punti vendita:
online (con diritto di prevendita): Circuito Vivaticket www.vivaticket.it
sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto
presso Associazione Culturale La Cappella Musicale
Lunedì dalle 15.00 alle 18.00
Mercoledì dalle 10.30 alle 13.30
Si consiglia l’acquisto in prevendita. È gradito il pagamento elettronico. 

SEDE
Sala Capitolare del Bergognone
Via Conservatorio, 16
MM San Babila, tram 9, 19, bus 54, 61, 94