La gioia è
appoggiata ai teli sulle ringhiere dei terrazzi. Le case al mare lo sanno, mentre i giovani asciugano al vento il tempo. Lentamente risaliranno i rimpianti: efflorescenze saline che ricoprono di bianco. *
Degli amanti
non si attende il ritorno. Del cancro, sì. Così il tuo silenzio fu
interpretato dai compagni come il ritorno del
temibile. Quella volta però fu diverso: era tempo di fiori d’arancio. Si seppe poi che al matrimonio avevi invitato uno solo dei
compagni, lasciando gli altri in quel disincanto muto di chi scopre di non avere più nulla in comune. Io invece, anche nella nostalgia invetriata dal ricordo, ho tenuto con me quell’estraneità come si tiene un vizio. L’abitudine a perdere. A perdersi.