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sabato 11 luglio 2026

POETI TRADOTTI
di Anna Rutigliano
 


La poesia n. 373 di Emily Dickinson, dal titolo originale This World is not Conclusion (Questo mondo non è un epilogo), qui di seguito proposta, manifesta, in tutta la sua potenza, lo scetticismo epistemologico della poetessa statunitense, la quale preferì la solitudine, quale spazio di ricerca dell’autenticità, lontano dalle rigide convenzioni sociali dell’America del XIX secolo. L’imperitura tensione fra fede nell’aldilà e dubbio sull’esistenza, non oggettivamente comprovabile, di una vita ultraterrena, che da sempre attanaglia l’umanità, si riflette nella struttura metrica giambica, improntata sull’ampio uso retorico dell’enjambement: artificio linguistico questo, che, scardina ogni logica che miri a colmare il senso di vuoto dell’anima, consapevole del suo mortale destino, come espresso nella chiusa finale del testo originale: Narcotics cannot still the Tooth, that nibbles at the soul= nulla possono i narcotici per sedare il dente che rode l’anima),  ricalcando il pensiero marxiano sull’alienazione dell’uomo (Entfremdung), dovuta non solo ai processi di produzione capitalistica ma anche all’influsso della religione quale “oppio dei popoli” (Die Religion ist das Opium des Volkes).


 
Questo mondo non è un epilogo
 
Questo mondo non è un epilogo,
prosegue oltre,
invisibile come musica,
ma reale come suono,
ammalia e confonde,
la filosofia non lo sa,
e - alla fine l’intuito deve procedere,
per mezzo di un enigma,
per decifrarlo, confonde gli studiosi,
per ottenerlo, l’umanità si è caricata
dello sprezzo di generazioni,
ha mostrato la crocifissione.
La fede vacilla- sorride e si ricompone-
arrossisce se qualcuno la scorge-
s’afferra ad un briciolo d’evidenza-
e domanda la via alla girandola -
esagerate movenze dal pulpito,
s’accavallano forti Halleluja,
nulla possono i narcotici per sedare il dente
che rode l’anima.
 
(Trad. it. di Anna Rutigliano)