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domenica 30 agosto 2026

APPUNTI SU UN’INTERVISTA
di Giovanni Bonomo*


Giovanni Bonomo

Ci sono interviste che informano e altre che, risposta dopo risposta, restituiscono il profilo morale di chi parla. Questa appartiene alla seconda categoria: https://www.ilgiornalaccio.net/le-intersviste/angelo-gaccione/
Di Angelo Gaccione apprezzo da tempo non soltanto la scrittura, ma soprattutto quella rara coerenza fra cultura, indipendenza intellettuale e coscienza civile che attraversa anche queste risposte. Mi ritrovo particolarmente nella sua diffidenza verso il conformismo, le cordate culturali, il successo come misura del valore e, più ancora, nella convinzione che scrivere possa essere un obbligo morale, non un esercizio di compiacimento. Splendida la sua formula: “Ho imparato come non devo scrivere”. E ancora più preziosa, in tempi di superficialità elevata a sistema, l’idea che le cose profonde richiedano profondità, studio, fatica. Ma è soprattutto nel rifiuto della guerra e nella difesa della vita che riconosco in Gaccione qualcosa di più di uno scrittore: un intellettuale nel significato ormai quasi dimenticato del termine, capace di scegliere la marginalità pur di non barattare la propria libertà con il consenso. E oggi, a ben vedere, questa è già una forma di letteratura civile.  

*avvocato, dir. “Centro Culturale Candide”

 


A seguito della pubblicazione di questa nota dell’avvocato Bonomo sui Social, sono arrivati tantissimi messaggi ed email da diverse parti d’Italia. La stima e l’affetto che viene riservata al lavoro che facciamo, ci gratificano e ci rendono più forti e sicuri. Ne abbiamo scelti alcuni, ma ringraziamo pubblicamente tutte e tutti.
 
“Ci fosse fisicamente J. P. Sarte, sono certa che ti avrebbe invitato a bere un caffè in uno dei bar della zona, per compiacersi di te e dei tuoi scritti”.
Maria Luisa Belfiore 

(Con invio di una foto da Parigi, Place Saint Germain des Prés)
 
“Magnifica l’intervista ed epocale ed eroica la tua testimonianza! L’ultimo testo ti rende veramente onore”.
Gabriella Cinti
 
“Concordo pienamente con questo ritratto”.
Marisa Brecciaroli
 
“Bella, condivido tutto”.
Maria Antonietta Montella
 
“Condivido pienamente”.
Gianna Caliari
 
“Bellissima manifestazione di stima!! Goditela tutta perché è vera. Buonasera”
Teresa Straface
 
“Le tue risposte all’intervista hanno valore indipendentemente dal suo riconoscimento”.
Lodovica San Guedoro
 
“Ciao Angelo, ho letto con ammirazione questa intervista, l’importanza dello studio continuo per chi scrive e fa cultura, il non essere troppo severi con sé stessi rispetto alle opere giovanili e alla loro naturale ingenuità, la coerenza di scegliere la marginalità rispetto a certi salotti pur di mantenere la libertà espressiva, e secondo me anche una certa dignità di persona. Insomma nelle tue risposte mi rispecchio tanto, ovviamente con la necessità da parte mia di approfondire ancora tanto, ma non ho fretta. Intanto incomincio a leggere chi come te mi fornisce sempre spunti interessanti. Grazie infinite e buona serata.
Tania Chimenti
 
“Caro Angelo, ecco una nota di qualche giorno fa mai inviata: con le fresche carezze delle tue narrazioni sai far vivere una Milano bucando la calura con la musica e la tua schietta cultura…”. Oggi invece leggo con attenzione la tua intervista e condivido questa posizione dove “la ragione vacilla”. La ragione del potere è mostruosa come gli effetti che produce. Lo studio appassionato e faticoso dello scrittore sa trovare come bucare questo potere e, anche se la forza brutale ne spazza via le aspirazioni ci sarà sempre chi ci riprova a bucare il male distruttivo della guerra anche di quella pantoclastica. La parola scritta ha un suo grande e resistente potere costruttivo”.
Giuseppe Pozzi