Pagine

▼

sabato 31 ottobre 2026

LEONE XIV: “QUESTA GUERRA DEVE FINIRE”  
di Chicca Morone



“Nella psicosomatica, i problemi ai polmoni e all'apparato respiratorio sono tradizionalmente collegati al rapporto con lo spazio vitale, alla libertà personale e a emozioni represse come la tristezza profonda, il lutto, l'ansia o la rabbia”. Qualcuno può mettere in dubbio che il Santo Padre possa essere stato immune all’aria respirata in Vaticano, una volta eletto al soglio pontificio? La scelta del nome, cioè il prosecutore di Colui che aveva predetto le infiltrazioni sataniche nella Chiesa per più di 100 anni, non ha certamente suscitato l’entusiasmo dei modernisti che avevano sostenuto Jorge Bergoglio. Il fango immediatamente sollevato non ha inzaccherato il bianco abito, rimasto immacolato e fortemente simbolico fin dal primo viaggio in pellegrinaggio a Iznik (Nicea) in occasione del millesettecentesimo anno dal Concilio ecumenico e dell’incontro a Costantinopoli con il Patriarca ecumenico Bartolomeo. Guarigione, quindi, sembra essere il motivo conduttore di questo momento storico: guarigione del Santo Padre, dell’Uomo, della Chiesa, delle Istituzioni, degli Stati, della Terra. Il percorso di guarigione della Chiesa ha comportato per il Santo Padre prendere atto della situazione in cui si trovava il Vaticano, dalla rendicontazione interna delle casse dello Ior  alla questione della pedofilia, incurante del terremoto causato dalla denuncia del Male che ha corroso dall’interno la Chiesa. Nonostante sapesse di avere un male al polmone non ha rinunciato alla sua missione evangelica a Parigi, dove ha celebrato messa a Place de la Concorde purificando il luogo dal sangue di Luigi XVI e Maria Antonietta lì ghigliottinati insieme alle numerose vittime dell’eroica Rivoluzione. Non estranea a una certa logica la scelta della data dell’operazione: 13 ottobre, giorno del Miracolo del Sole di Fatima, alla presenza in sala operatoria del capo della gendarmeria vaticana, uno dei fedelissimi da cui è circondato.



La possibilità di “rimodulare il pontificato” secondo il Segretario di Stato Parolin, è sfumata velocemente, visto che il Santo Padre si è rimesso al lavoro pochi giorni dopo l’intervento, deludendo i nemici soprattutto alla luce della chiamata avuta con il presidente Vladimir Putin. Non credo a una coincidenza il fatto che chi è stato ed è a conoscenza del terzo segreto di Fatima sappia quanto Russia e Ucraina siano al centro del contenuto e temano fortemente il coinvolgimento del Vaticano nel processo di pace. Infatti una prima mossa è avvenuta a fine agosto con l’invio di monsignor Richard Gallagher - praticamente il Ministro degli Esteri della Santa Sede - in un momento in cui tutti abbiamo temuto il peggio alle dichiarazioni del Ministro russo Sergej Lavrov in risposta al via libera di Londra a Parigi e Kiev per la produzione del missile Scalp in Ucraina. Così, incontrando i giornalisti a Mosca il monsignore aveva asserito: “Questa guerra deve finire e non può essere risolta con le armi” ribadendo anche che il Vaticano intendeva offrire sostegno diplomatico e uno spazio per cercare una pace negoziata. 
Innegabile appare quindi il legame tra questa terra martoriata e il terzo segreto di Fatima: i testimoni che hanno conosciuto la parte censurata dello scritto, tutti hanno fatto riferimento al ruolo centrale dell’Ucraina per la comprensione delle parole di Maria. Padre Malachi Martin, già segretario del cardinal Augustin Bea, prelato che ebbe il privilegio di conoscere quel segreto, testimoniò che la Madonna aveva chiesto di rivelarlo entro il 1960: Papa Giovanni XXIII, per motivi molto personali, disattese quanto scritto.
L’annuncio dell’apostasia della Chiesa, a partire dai suoi vertici, non era argomento su cui scherzare perché le profezie, trascritte dai ragazzini dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, si erano avverate tutte puntualmente. Inoltre già nel 1884 Leone XIII aveva preconizzato l’infiltrazione satanica nella Chiesa per più di 100 anni.



Sempre padre Malachi Martin in un’intervista ad Art Bell aveva detto: “Il ruolo della Russia nella visione di Fatima è molto importante: la salvezza per il mondo, la cura per i mali del mondo inizierà in Ucraina e Russia. Guarita dai suoi errori, aiuterà il mondo intero a guarire dai propri peccati”. Tutto questo spiegherebbe la battaglia anche spirituale che si sta combattendo in quelle terre, non solo ricche di materie prime nel sottosuolo, ma dove è macroscopico lo scontro religioso. Le varie brigate Azov - e non solo - con insegne naziste contrastate e combattute dall’Armata Rossa, benedetta dal Patriarca della Chiesa ortodossa russa, indicano qualcosa? Può essere perché l’avanzata del Male, dell’Anticristo e del caos, così visibile in tutta l’Europa, ha iniziato una battuta d’arresto già lo scorso agosto, quando il capo della CIA, John Ratkliffe, è volato improvvisamente a Mosca; inoltre proprio in questi giorni i colloqui dei leader di Finlandia e Norvegia con Putin fanno sperare in un ridimensionamento della follia bellicista. Governati da personaggi assatanati di denaro e potere che cercano di trascinarci in un conflitto mondiale, stiamo dimostrando quanto poco la popolazione sia d’accordo su una politica avulsa dalla realtà effettiva; quanto molti di noi desiderino la pace, il poter professare la nostra religione senza nascondere i simboli della cristianità per non offendere i proseliti di altri credo, in un clima di solidarietà e crescita.  
Abbiamo bisogno di politici seri che siano interessati al benessere del popolo, non alla difesa delle proprie poltrone e alla conquista di seggi, divorati da quel narcisismo davvero imbarazzante.
È utopia? Probabile, ma se non si inizia a immaginare si rischia di non essere in grado di costruire un futuro meno violento di quello che si sta prospettando per noi tutti, convinti dell’ineluttabilità della vittoria del Male sul Bene.