LEONE XIV: “QUESTA
GUERRA DEVE FINIRE” di Chicca Morone
“Nella
psicosomatica, i problemi ai polmoni e all'apparato respiratorio sono
tradizionalmente collegati al rapporto con lo spazio vitale, alla libertà
personale e a emozioni represse come la tristezza profonda, il lutto, l'ansia o
la rabbia”. Qualcuno può mettere in dubbio che il Santo Padre
possa essere stato immune all’aria respirata in Vaticano, una volta eletto al
soglio pontificio? La scelta del nome, cioè il prosecutore di Colui che aveva
predetto le infiltrazioni sataniche nella Chiesa per più di 100 anni, non ha
certamente suscitato l’entusiasmo dei modernisti che avevano sostenuto Jorge
Bergoglio. Il fango immediatamente sollevato non ha inzaccherato il bianco
abito, rimasto immacolato e fortemente simbolico fin dal primo viaggio in
pellegrinaggio a Iznik (Nicea) in occasione del millesettecentesimo anno dal
Concilio ecumenico e dell’incontro a Costantinopoli con il Patriarca ecumenico
Bartolomeo. Guarigione, quindi, sembra essere il motivo conduttore di questo
momento storico: guarigione del Santo Padre, dell’Uomo, della Chiesa, delle
Istituzioni, degli Stati, della Terra. Il percorso di guarigione della Chiesa
ha comportato per il Santo Padre prendere atto della situazione in cui si
trovava il Vaticano, dalla rendicontazione interna delle casse dello Ior alla questione della pedofilia, incurante del
terremoto causato dalla denuncia del Male che ha corroso dall’interno la
Chiesa. Nonostante sapesse di avere un male al polmone non ha rinunciato alla
sua missione evangelica a Parigi, dove ha celebrato messa a Place de la
Concorde purificando il luogo dal sangue di Luigi XVI e Maria Antonietta lì
ghigliottinati insieme alle numerose vittime dell’eroica Rivoluzione. Non estranea
a una certa logica la scelta della data dell’operazione: 13 ottobre, giorno del
Miracolo del Sole di Fatima, alla presenza in sala operatoria del capo della
gendarmeria vaticana, uno dei fedelissimi da cui è circondato.
La possibilità di “rimodulare il
pontificato” secondo il Segretario di Stato Parolin, è sfumata velocemente,
visto che il Santo Padre si è rimesso al lavoro pochi giorni dopo l’intervento,
deludendo i nemici soprattutto alla luce della chiamata avuta con il presidente
Vladimir Putin. Non credo a una coincidenza il fatto che chi è stato ed è a
conoscenza del terzo segreto di Fatima sappia quanto Russia e Ucraina siano al
centro del contenuto e temano fortemente il coinvolgimento del Vaticano nel
processo di pace. Infatti una prima mossa è avvenuta a fine agosto con l’invio
di monsignor Richard Gallagher - praticamente il Ministro degli Esteri della
Santa Sede - in un momento in cui tutti abbiamo temuto il peggio alle
dichiarazioni del Ministro russo Sergej Lavrov in risposta al via libera di
Londra a Parigi e Kiev per la produzione del missile Scalp in Ucraina. Così,
incontrando i giornalisti a Mosca il monsignore aveva asserito: “Questa
guerra deve finire e non può essere risolta con le armi” ribadendo anche
che il Vaticano intendeva offrire sostegno diplomatico e uno spazio per cercare
una pace negoziata. Innegabile appare quindi il
legame tra questa terra martoriata e il terzo segreto di Fatima: i testimoni
che hanno conosciuto la parte censurata dello scritto, tutti hanno fatto
riferimento al ruolo centrale dell’Ucraina per la comprensione delle parole di
Maria. Padre Malachi Martin, già segretario del cardinal Augustin Bea, prelato che ebbe il privilegio di conoscere quel segreto, testimoniò che la
Madonna aveva chiesto di rivelarlo entro il 1960: Papa Giovanni XXIII, per
motivi molto personali, disattese quanto scritto. L’annuncio dell’apostasia della
Chiesa, a partire dai suoi vertici, non era argomento su cui scherzare perché
le profezie, trascritte dai ragazzini dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, si
erano avverate tutte puntualmente. Inoltre già nel 1884 Leone XIII aveva
preconizzato l’infiltrazione satanica nella Chiesa per più di 100 anni.
Sempre padre Malachi Martin in
un’intervista ad Art Bell aveva detto: “Il ruolo della Russia nella visione
di Fatima è molto importante: la salvezza per il mondo, la cura per i mali del
mondo inizierà in Ucraina e Russia. Guarita dai suoi errori, aiuterà il mondo
intero a guarire dai propri peccati”. Tutto questo spiegherebbe la
battaglia anche spirituale che si sta combattendo in quelle terre, non solo ricche
di materie prime nel sottosuolo, ma dove è macroscopico lo scontro religioso. Le
varie brigate Azov - e non solo - con insegne naziste contrastate e combattute
dall’Armata Rossa, benedetta dal Patriarca della Chiesa ortodossa russa,
indicano qualcosa? Può essere perché l’avanzata del Male, dell’Anticristo e del
caos, così visibile in tutta l’Europa, ha iniziato una battuta d’arresto già lo
scorso agosto, quando il capo della CIA, John Ratkliffe, è volato
improvvisamente a Mosca; inoltre proprio in questi giorni i colloqui dei leader
di Finlandia e Norvegia con Putin fanno sperare in un ridimensionamento della
follia bellicista. Governati da personaggi assatanati di denaro e potere che
cercano di trascinarci in un conflitto mondiale, stiamo dimostrando quanto poco
la popolazione sia d’accordo su una politica avulsa dalla realtà effettiva;
quanto molti di noi desiderino la pace, il poter professare la nostra religione
senza nascondere i simboli della cristianità per non offendere i proseliti di
altri credo, in un clima di solidarietà e crescita. Abbiamo bisogno di politici seri
che siano interessati al benessere del popolo, non alla difesa delle proprie
poltrone e alla conquista di seggi, divorati da quel narcisismo davvero
imbarazzante. È utopia? Probabile, ma se non si
inizia a immaginare si rischia di non essere in grado di costruire un futuro
meno violento di quello che si sta prospettando per noi tutti, convinti
dell’ineluttabilità della vittoria del Male sul Bene.