Il danno
più grave che questa destra casualmente al governo in Italia può compiere è
quello di rendere ancora più fragile di quanto non lo sia questa generazione di
ragazzi che ieri sono scesi in piazza per protestare: “senza coordinamento”.
“senza piattaforma” come ha sottotitolato giustamente “il Manifesto”. È la
generazione dei social, che esce dall’isolamento del Covid, che in qualche caso
è stata “accompagnata” per le strade da genitori e insegnanti: proprio a
sottolineare questa debolezza strutturale. Trattare questa generazione come fu
trattata la generazione del ’77 significherebbe regalare decenni di storia alla
cupezza del revanscismo e del rancore per le avanguardie e al riflusso di una
massa che si è vista respingere brutalmente dall’impegno. Accadde anche nel
2001 quando un’idea alternativa della globalizzazione che già aveva avuto casa
a Porto Alegre e a Seattle fu affogata nel sangue dell’inganno di una
repressione senza senso.