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mercoledì 18 marzo 2026

INDECISIONI PERICOLOSE
di Romano Rinaldi


Meloni

Non condanno né condivido, non ho gli elementi per prendere una decisione. Frase storica! Infatti, nel seguito del ragionamento c’è questa sentenza: dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale. Ma te, guarda un po’ queste regole che saltano da sole, neanche fossero pulci ammaestrate! Ma lei lo sa benissimo chi le ha fatte saltare, tutti lo sanno che il primo è stato Putin con il tentativo di invasione e annessione dell’Ucraina quattro anni fa. E questo è il solito giochetto dei due torti che non fanno una ragione (1) e la nostra Presidente del Consiglio ci ricasca perché è nella sua natura. Tranne che, con Putin e l’Ucraina non ebbe esitazioni. Ora invece che il comportamento di Trump è identico, lei non ha più gli elementi per prendere una decisione. E invece No! Un Paese che dopo aver trascinato il mondo nella più disgraziata delle disavventure e avere poi saputo risalire la china fino a presentarsi come capofila nelle organizzazioni internazionali tendenti a superare per sempre quegli errori, dovrebbe aver ben presente che l’unica forza di cui dispone per perseguire pace e prosperità è la forza del diritto. Non devono quindi esserci esitazioni di fronte a chi quel diritto lo calpesta con la forza. Noi non potremmo mai stare da quella parte né soli né in compagnia. Sullo spericolato equilibrismo della rappresentante del Governo italiano c’è ormai un’aneddotica piuttosto corposa. Anche senza voler tirare in ballo dotte citazioni dal Canto III dell’Inferno dantesco (gli Ignavi), si tratta semplicemente di una situazione in cui lei stessa si è cacciata e da cui oggettivamente non riesce a sgusciare né a parole né coi fatti. Un tipico esempio dell’incapacità di assumersi le proprie responsabilità di fronte a situazioni create dalla propria insipienza. Tuttavia, essendoci in ballo una guerra e il rischio di portare la Nazione tutta alla partecipazione attiva in questa pazzia del suo idolo, la cosa è estremamente seria.
Quale e quanto può essere l’ascendente esercitato da Trump sulla nostra Presidente del Consiglio? Dove sarebbero i vantaggi procurati da questa “relazione speciale” con l’instabile capo dal cappellino rosso, per il nostro Paese? Ora poi che il Comandante in Capo minaccia ogni genere di sfascio e vendetta nei confronti dei Paesi che adesso chiama alleati (erano sì e no allineati, nella nuova definizione del suo piano strategico) col solo scopo di estorcere un aiuto militare per cavarlo d’impaccio da una guerra che aveva già vinto, a parole, la settimana scorsa, quale sarà la decisione che prenderà il Governo italiano? Queste sono domande lecite che ogniuno di noi dovrebbe porsi e porre all’attuale esecutivo. Ne va della nostra libertà, ne va della nostra vita.
Post-Scriptum. L’articolo, scritto lunedì 16-03, ha trovato positivo riscontro nei fatti il giorno seguente, probabilmente anche in relazione con la Giornata dell’Unità d’Italia celebrata dalla Presidenza della Repubblica in forma solenne con la partecipazione di tutte le più alte cariche dello Stato. Ben venga anche se tardiva, questa presa di posizione in linea con la nostra Costituzione e con l’orientamento dell’Unione Europea che ha finalmente fatto sentire la sua voce contraria a quest’ultima guerra scatenata dal pretendente del Premio Nobel per la Pace!
 
(1) R. Rinaldi 13/3/26
https://libertariam.blogspot.com/2026/03/il-torto-e-la-ragione-di-romano-rinaldi.html?m=1