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sabato 28 marzo 2026

UNIONE EUROPEA DI GUERRA
di Franco Continolo
 


Un paio di settimane fa, quella specie di parlamento che è il parlamento europeo ha votato a grande maggioranza una risoluzione non legislativa che esalta la politica di allargamento dell’UE. Con questa politica, è bene ripeterlo, l’europeismo ha cambiato natura: da movimento per la pace in Europa, è diventato strumento della NATO, il cui allargamento a Est ha un carattere antirusso che nessuno oggi può più negare. Questo carattere è stato assunto dall’UE a trazione NATO, ed è ben visibile nella risoluzione, dove si dice che l’orientamento antirusso è conditio sine qua non dell’adesione. La verifica c’è stata qualche mese fa con la Georgia, dove il negoziato si è interrotto per il rifiuto di Tbilisi di adottare la posizione antirussa richiesta. Come spiega Beda Romano nella corrispondenza, la Georgia non è filo-russa, ma non ha nessuna intenzione di ripetere la disastrosa esperienza dell’allora presidente Saak’ashvili, un avventuriero al soldo della CIA, oggi in galera. Da notare che il negoziato si è interrotto definitivamente dopo che il parlamento georgiano ha approvato una legge che qualifica come agenti stranieri le ONG finanziate dall’estero – una legge che nei democratici Stati Uniti è in vigore da decenni (sebbene non applicata nel caso di Israele), ma che per i democratici dell’UE è antidemocratica. La repressione delle violente manifestazioni che hanno accompagnato l’approvazione della legge è stata giudicata dall’UE la dimostrazione che il rifiuto della politica antirussa si accompagna a tendenze autoritarie – come chiamarlo, se non un brodo propagandistico? Il cosiddetto parlamento europeo giudica anche la Cina colpevole di comportamenti maligni – è immaginabile che il riferimento sia al farsi gli affari propri. Per non apparire del tutto idiota, la maggioranza che vi regna ha tuttavia inserito nella sbrodolata due accenni critici: il processo di adesione non può essere accelerato (ma senza nominare l’Ucraina), e non sempre la ciambella riesce col buco, ovvero nel processo di adesione si riscontrano anche regressi. L’Ucraina è comunque sugli scudi, al punto che si può pensare che i membri della maggioranza del parlamento europeo, al mattino, svegliandosi, anziché ringraziare il Padreterno, rivolgano un sentimento di gratitudine agli ucraini che ci riparano dalle sfuriate del mostro russo. Degne rappresentanti di questa UE sono von der Leyen e Kallas le quali hanno la fissazione della guerra alla Russia, e sul resto non hanno niente da dire, come si è visto al G7. Un’UE frutto dell’unità politica, dunque non una sub-alleanza nella NATO, si porrebbe due priorità: definire l’ordine internazionale possibile, e una politica di sviluppo degna della tradizione europea, e all’altezza dei tempi.