UNIONE EUROPEA DI GUERRA
di Franco Continolo
Un paio di settimane fa, quella specie di
parlamento che è il parlamento europeo ha votato a grande maggioranza una
risoluzione non legislativa che esalta la politica di allargamento dell’UE. Con
questa politica, è bene ripeterlo, l’europeismo ha cambiato natura: da
movimento per la pace in Europa, è diventato strumento della NATO, il cui
allargamento a Est ha un carattere antirusso che nessuno oggi può più negare.
Questo carattere è stato assunto dall’UE a trazione NATO, ed è ben visibile
nella risoluzione, dove si dice che l’orientamento antirusso è conditio
sine qua non dell’adesione. La verifica c’è stata qualche mese fa con
la Georgia, dove il negoziato si è interrotto per il rifiuto di Tbilisi di
adottare la posizione antirussa richiesta. Come spiega Beda Romano nella
corrispondenza, la Georgia non è filo-russa, ma non ha nessuna intenzione di
ripetere la disastrosa esperienza dell’allora presidente Saak’ashvili,
un avventuriero al soldo della CIA, oggi in galera. Da notare che il
negoziato si è interrotto definitivamente dopo che il parlamento georgiano ha
approvato una legge che qualifica come agenti stranieri le ONG finanziate
dall’estero – una legge che nei democratici Stati Uniti è in vigore da decenni
(sebbene non applicata nel caso di Israele), ma che per i democratici dell’UE è
antidemocratica. La repressione delle violente manifestazioni che hanno
accompagnato l’approvazione della legge è stata giudicata dall’UE la
dimostrazione che il rifiuto della politica antirussa si accompagna a tendenze autoritarie
– come chiamarlo, se non un brodo propagandistico? Il cosiddetto parlamento
europeo giudica anche la Cina colpevole di comportamenti maligni – è
immaginabile che il riferimento sia al farsi gli affari propri. Per non
apparire del tutto idiota, la maggioranza che vi regna ha tuttavia inserito
nella sbrodolata due accenni critici: il processo di adesione non può essere
accelerato (ma senza nominare l’Ucraina), e non sempre la ciambella riesce col
buco, ovvero nel processo di adesione si riscontrano anche regressi. L’Ucraina
è comunque sugli scudi, al punto che si può pensare che i membri della
maggioranza del parlamento europeo, al mattino, svegliandosi, anziché
ringraziare il Padreterno, rivolgano un sentimento di gratitudine agli ucraini
che ci riparano dalle sfuriate del mostro russo. Degne rappresentanti di questa
UE sono von der Leyen e Kallas le quali hanno la fissazione della guerra alla
Russia, e sul resto non hanno niente da dire, come si è visto al G7. Un’UE
frutto dell’unità politica, dunque non una sub-alleanza nella NATO, si porrebbe
due priorità: definire l’ordine internazionale possibile, e una politica
di sviluppo degna della tradizione europea, e all’altezza dei tempi.


