MISTICISMO,
BLASFEMIA E OLTRAGGIO di Romano
Rinaldi
Di parole sull’argomento del fanatismo mistico-religioso di
Donald Trump e del suo seguito ne ho già spese in varie occasioni, a partire da
poco meno di un anno fa (1; 2; 3) ed anche recentemente (4; 5). È dunque
sufficiente richiamare quanto già detto attraverso alcune delle immagini più
iconiche e provare a venire a capo di qualche conclusione logica su un aspetto
di questa amministrazione americana che appare piuttosto remoto da questa
distanza.
L’immagine di
Trump vestito da Papa apparve sul suo social poco dopo la morte di Papa
Francesco e all’inizio del Conclave che elesse Papa Leone XIV (1). Poi ci fu
l’intermezzo con la proposta della ricostruzione di Gaza in forma di “Gaza
Riviera” e la statua d’oro dell’ideatore a decorare il viale principale. Recentemente è
apparsa, sul medesimo social, la rivelazione pubblica di una pratica che
era finora passata in sordina: il ricevimento nello studio ovale dei
rappresentanti delle sette evangeliche più estremiste che notoriamente portano
consenso e voti a Trump, per riunioni di preghiera e atti mistici di obbedienza
e adulazione (5). Il fatto è che
queste modalità espressive del pensiero, contrariamente a come possano essere
lette dall’esterno, non implicano alcuna ironia in chi le ha prodotte e diffuse
anzi, sono proprio il prodotto di intime convinzioni e non di allucinazioni
come potrebbe apparire a una persona normale. L’apoteosi è
stata raggiunta lunedì 13 Aprile 2026 con un deciso salto di qualità dall’irriverenza
alla blasfemia più sfacciata rappresentata dall’immagine di Trump nelle vesti
del Messia in persona. Con questa immagine, poi rimossa non si sa bene perché, Trump
intendeva dare enfasi al suo attacco al pontificato di Leone XIV con un
commento sulla debolezza del Papa nell’affrontare i problemi del tempo
affermando di non essere affattocontento, soprattutto per quanto
riguarda la politica estera (sic) del Papa.
A seguito di
questo scomposto, fuori luogo e sconsiderato attacco al Pontefice, anche la
nostra Presidente del Consiglio, pur con colpevole enorme ritardo, si è finalmente
accorta dell’enormità in senso negativo dell’indole di questo individuo che sta
tenendo tutto il mondo sospeso alle sue più stravaganti e destabilizzanti
decisioni e azioni in una scriteriata guerra che sta per sfuggire al controllo
di tutti, il suo in primis, dopo averla scatenata. Personalmente
spero vivamente che questo scontro col Pontefice segni il punto di svolta per un
inesorabile e rapido declino del trumpismo e tutto ciò che rappresenta. Il
delirio di onnipotenza di Trump, supportato nella sua mente (malata o sana, lo
dirà la Storia) dall’intima percezione di essere colui che può dispensare vita
o morte a chiunque e ciascuno su questa Terra, potendo obliterare civiltà
millenarie in una notte, è uno dei principii che muovono le sue parole e azioni.
Del resto l’ha dichiarato lui stesso, il suo limite risiede nella sua “morale
e nella sua volontà” (sic). Quale possa essere quella morale lo dimostrano
le centinaia di foto in cui compare negli “Epstein Files”. Quanto alla volontà,
ha dato prova di poterla cambiare alla velocità di un batter d’occhi.