UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

mercoledì 11 marzo 2026

FANATISMO, INTEGRALISMO E GUERRA
di Romano Rinaldi


 
Nel totale caos col quale l’attuale amministrazione americana intende dare una “regolatina” al mondo, secondo un principio totalmente ignoto a tutti, compresi i rappresentanti di quel governo ma che richiama vagamente l’idea dell’Apocalisse biblica, non poteva mancare il ricorso all’investitura divina per avallare le efferatezze, la brutale violenza e l’illogicità delle azioni intraprese e di quelle programmate da questa tribù di ignoranti e primitivi che ha occupato i gangli del potere negli Stati Uniti d’America col fondamentale aiuto elettorale delle fanatiche sette evangeliste. Vedasi la scena dell’imposizione delle mani sul corpo del capo nello studio ovale della capanna bianca. E non poteva mancare il condimento delle deliranti parole inneggianti alla distruzione totale senza pietà del nemico pronunciate dal Ministro della Guerra (si chiamava Segretario alla Difesa!), che rivelano un fanatismo disumano senza confini. Qualcosa di più simile al satanismo che alla strategia militare. Del resto, non a caso c’è una naturale Sehnsucht tra Trump e Putin. Anche questi lanciò la cosiddetta “Operazione Militare Speciale” quattro anni fa, con la benedizione del Patriarca della Chiesa Ortodossa di Russia Kyrill e con questi non manca occasione di partecipare alle cerimonie religiose in cui i soldati russi morti nella scriteriata guerra contro l’Ucraina, sono elevati al rango di martiri con l’assicurazione di un posto in Paradiso. Il seguito di questo “principio” non poteva mancare da parte di Netanyahu, il quale, costretto a difendersi per comuni reati e temendo di perdere sia il potere che la libertà, non ha trovato di meglio che rispolverare i rotoli della Torah e rivendicare il diritto alla cancellazione dei nemici del popolo ebraico, servendosi dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 o forse addirittura fomentandolo. In questo modo è anche riuscito a risvegliare nel mondo intero i più biechi sentimenti di antisemitismo che l’olocausto aveva ricoperto di vergogna per una buona ottantina d’anni.


L'unto del Signore...

A questo punto è chiaro che anche l’amministrazione americana non poteva trovare di meglio che l’appiglio ad una fondamentale parte dell’elettorato di riferimento, quelle sette evangeliche che hanno presa su una popolazione di bigotti, retrogradi ignoranti quali ce ne sono tanti, purtroppo negli USA, una nazione molto giovane in termini di pratiche religiose mescolate con la tecnologia dell’informazione e la manipolazione del consenso. Vedi il fenomeno dei predicatori TV che viceversa in Europa non ha mai attecchito.
Questa deriva fanatica integralista e fondamentalista doveva necessariamente sfociare in una guerra contro la teocrazia per antonomasia, in Iran. A questo punto sono coinvolti almeno tre fondamentalismi ma sappiamo bene che il mondo musulmano non si è mai risparmiato lotte e guerre tra integralismi rivali, cosa che aumenta enormemente rischi e conseguenze su una scala geopolitica ancora più ampia. Di fronte a questa complicatissima situazione creata congiuntamente con la stupida ricerca di una soluzione semplice qual è la guerra, dagli idioti di turno, c’è veramente da temere per la tenuta della cosiddetta civiltà umana. Non per nulla molti governanti, specialmente dalle nostre parti, non sapendo che pesci pigliare, buttano l’amo in qualche pozza più nota ma forse solo per fare il bagno al verme! Quale potrà essere la via d’uscita? Ragionando pragmaticamente, una volta che la massima potenza militare in tutta questa disputa avrà la percezione di non poter raggiungere alcun risultato tra quelli che immagino avrà pur messo in conto anche in assenza di un obiettivo preciso, dovrà ritornare al carattere originario della sua dottrina e azione, ovvero il tentativo di dominare l’economia del mondo attraverso la forza. Ma l’economia del mondo non si può dominare partendo da un’economia indebolita dagli effetti di una guerra dalle implicazioni economiche imprevedibili e potenzialmente serissime anche per gli USA.


Santo subito...

In questa situazione sarebbe auspicabile un’attiva assistenza all’assunzione di quel ruolo che spetterebbe all’Unione Europea in funzione della sua indiscutibile potenza economica da parte degli Stati membri e delle pur fievoli Istituzioni dell’Unione. Con l’attivazione di tutti i possibili canali economico-diplomatici per sfruttare rapidamente l’apertura offerta dal Presidente Iraniano di non attaccare gli stati confinanti (e non) a patto di non essere attaccati e così mantenere attivo il traffico marittimo nello stretto di Hormuz cruciale al fabbisogno energetico europeo. Un’operazione possibile facendo valere con determinazione gli accordi commerciali esistenti e ormai ben consolidati per questo settore con tutti i produttori dell’area. Nel frattempo, c’è solo da sperare che al posto del mantra MAGA, torni in auge il principio TACO (1) e col naso sanguinante, il colosso potente ma stupido si ritragga e con lui la remora integralista israeliana e lascino il campo a chi riesce ancora ad occuparsi di problemi complessi.
 
(1) R. Rinaldi, ODISSEA 23/2/26
https://libertariam.blogspot.com/2026/02/acronimi-e-significati-reconditi-di.html?m=1

UNA VIA PER PINELLI



Desidero esprimere la nostra gratitudine per aver sostenuto l'iniziativa di intitolare una via a Pinelli. La tua adesione è stata un importante contributo alla mobilitazione dei compagni e delle compagne del Micene e degli Anarchici, che hanno lottato ostinazione per ottenere questo riconoscimento. Grazie alla loro tenacia e al loro impegno. Siamo orgogliosi di annunciare che il 19 marzo alle ore 15:00, in via Micene, il Sindaco di Milano inaugurerà ufficialmente via Pinelli, un omaggio alla memoria di un uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà. Invitiamo tutti a partecipare a questo importante evento per celebrare la memoria di Pinelli e la vittoria della nostra lotta.
Ti ringrazio per aver aggiunto la sua voce a questa importante battaglia, che dimostra come la partecipazione e la mobilitazione possano portare a risultati concreti.
Cordiali saluti,
Romano Miglioli

 

REFERENDUM  



Marzo 2026 -  22- 23
 
Un gruppo di associazioni di cultura politica, associazioni rappresentative di istanze di movimento e di intermediazione sociale, strumenti di informazione e dibattito online hanno sottoscritto il documento che si trova in calce. Il documento è stato inviato ai gruppi parlamentari e alle segreterie dei partiti di opposizioni (compresi Rifondazione Comunista e Potere al Popolo non presenti nelle aule parlamentari) e alle segreterie di CGIL, ANPI, ARCI. L’obiettivo di questa iniziativa è quella di fornire un contributo di contenuti alla parte finale della campagna referendaria sollevando il tema del senso profondo della giustizia anche in senso teorico-filosofico e non semplicemente collegato (come del resto è importante) alle questioni di struttura istituzionale e relativi risvolti amministrativi. Ringrazio i responsabili di tutti i soggetti aderenti per la sollecitudine nella risposta all’invito e per l'impegno che hanno fin qui profuso e continueranno a profondere nell'iniziativa in essere perché questa deforma costituzionale sia respinta. [Franco Astengo]
 


Il Senso profondo della Giustizia
 
Attorno a noi si stanno sviluppando, sul piano internazionale e su quello interno, avvenimenti che hanno modificato e stanno modificando il senso stesso della campagna referendaria in corso rispetto ai punti di partenza stabiliti al tempo dell'approvazione della deforma costituzionale e dello stesso avvio della campagna di qualche settimana fa. Ci eravamo già premurati di tentare di sollevare la questione costituzionale, ma adesso pare necessario avviare una iniziativa che porti l'elettorato democratico a considerare con grande attenzione (e possibilmente con partecipazione e impegno) un punto che deve risultare assolutamente decisivo nella determinazione della scelta di voto: di fronte, infatti, ci troviamo la questione della giustizia (come del resto quella della libertà che vi è storicamente strettamente connessa) nella sua entità più profonda, ben oltre il tema - pur importante - della sua amministrazione di cui - appunto - si è occupata la deformazione costituzionale voluta dalla destra.
Il tema della giustizia è connesso a quello della libertà e confluisce nell'idea della politica: politica che non può essere intesa come “dominio”. Atti compiuti in queste settimane, quali ad esempio il progetto di un disegno di legge sulla formula elettorale il cui testo oltrepassa i già evidenti segni di incostituzionalità per addentrarsi - appunto - nella selva di una trasformazione della democrazia repubblicana in una sorta di autocrazia dominata dal concetto di “dominio” affidato direttamente dal popolo: dalle elezioni al plebiscito si è scritto. Si tralasciano in questa sede considerazioni sul quadro internazionale, i pericoli di guerra e quant’altro sta accadendo: si annota soltanto come mai in questi momenti c’è bisogno della centralità e della vitalità dei consessi elettivi a tutti i livelli: parlamentari e locali. Il nostro appello riguarda questa fase conclusiva della campagna elettorale perché i soggetti rappresentativi sul piano politico e su quello sociale del rifiuto di questa deformazione costituzionale alzino la loro voce con grande chiarezza e precisione: non siamo di fronte a una semplice modifica tecnica dell’amministrazione della giustizia ma di un attacco sferrato a fondo e su più piani il concetto stesso di giustizia che - ripetiamo - non può essere disgiunto da quello di libertà confluendo poi nell’idea dell’agire politico inteso quale valore più alto del pensiero e dell’azione.
Associazione “Il Rosso non è il Nero” - Savona
per riscontro: astengo.franco@gmail.com
 
Hanno aderito:
ASSOCIAZIONE PER IL RINNOVAMENTO DELLA SINISTRA - Roma
ASSOCIAZIONE “ARTICOLO 21” - Roma
COMITATO SOCIALISTA PER IL “NO” - Roma
FONDAZIONE GIACOMO MATTEOTTI- Roma
“LA CRITICA SOCIALE” Rivista socialista - Milano
“ODISSEA” blog di cultura, informazione, dibattito Milano
SOCIALISTI IN MOVIMENTO - Milano
SEGRETERIA CAMERA DEL LAVORO - Savona
FEDERAZIONE PROVINCIALE A.R.C.I - Savona
“SOCIALISMO 1892” - Taranto
“LA BOTTEGA DEL BARBIERI” blog di cultura politica - Imola
“ANCORA FISCHIA IL VENTO” blog di cultura politica - Rimini
CIRCOLO “ALDO MORO” - Genova
COMITATO LIGURE “LA SCUOLA PER IL NO” - Genova
COORDINAMENTO LIGURE “LA RETE” - Genova
ASSOCIAZIONE PER L’UMANESIMO SOCIALISTA - Genova
CIRCOLO CULTURALE CALOGERO - CAPITINI - Genova
ASSOCIAZIONE “OFFICINE LAVAGNESI” - Lavagna (Genova)
CASA DEI CIRCOLI “CULTURA E POPOLI” - Ceriale (Savona)
ATTAC - Savona
COMITATO PROVINCIALE ACQUA BENE COMUNE - Savona
IL LAVORO - Giornale Socialista - Salerno
SEZIONE ANPI Sassello (Savona)
LA NUOVA SAVONA Giornale online

 

 

ROVELLI E LA RUSSIA


 
Caro Angelo
Rovelli è capace di vedere tutte le tare dei diversi attori internazionali fatta eccezione per la Russia. La sua interpretazione della Russia è irrealisticamente benevola. Riesce a mettersi nei panni di tutte le vittime delle guerre in corso meno che degli ucraini. Bombardati sistematicamente giorno e notte e privati delle strutture energetiche e allo stesso tempo irrisi dalle dichiarazioni sulla volontà di pace russa!
E la Russia conduce tutto questo orrore quadriennale, con la complicità USA, solo perché vuole un po’ di sicurezza! Ma perché mai deve acquisirla con la resa incondizionata dell’Ucraina?
Ti manderò un testo scritto per Salviamo la Costituzione. Troppo lungo per essere pubblicato da “Odissea” ma solo per spiegare....
Ciao
Pancho Pardi

REFERENDUM FRA SÌ E NO
di Marcello Campisani


 
Sul fatto che la riforma è scritta piuttosto malamente. Che non rende più efficiente la giustizia. Che contiene incongruenze, come l'impugnabilità presso la stessa Alta Corte dei suoi provvedimenti, facendone un giudice speciale, cosa vietata dall'art. 102. Che la difesa costerà sensibilmente di più, anche se non come negli U.S.A, considerando il maggior impegno e dispiegamento di mezzi e risorse da parte del difensore, posto che l'accusatore dovrà meno preoccuparsi della verità quanto piuttosto di dimostrare la colpevolezza dell'imputato. Parzialmente d'accordo sul fatto che tutte le modifiche costituzionali, dal 1948 ad oggi, si sono rivelate o superflue o peggiorative. Che è iniquo sorteggiare soltanto i togati e non i laici. Che è un insulto per i togati il fatto che solo un politico possa rivestire la più alta carica, quella di Presidente dell'Alta Corte. Che ciò contrasta inoltre con l'art.104 che, caratterizzandola di autonomia ed indipendenza, fa della Magistratura il più rispettabile dei poteri, l'unico in cui tutti i suoi esponenti devono essere necessariamente incensurati e laureati e non soggetti a nessun superiore gerarchico.
 

 

 

 

 

 

BREVE VADEMECUM PER IL REFERENDUM
di Luigi Mazzella


 

   
Caro Direttore di “Odissea” e cari destinatari delle mie mail non dite che repetita stufant. Sul tema della separazione delle carriere ho immaginato questa facile esemplificazione:
Tizio partecipa a un concorso (di primo grado: dopo la laurea) bandito dalla Amministrazione centrale dello Stato e lo vince: diventa impiegato pubblico e assegnato a svolgere un’attività chiaramente amministrativa.
Caio fa una scelta più ambiziosa: partecipa a un concorso per pochi posti di difensore in giudizio e consulente legale dello Stato che prevede una prova di primo (procuratore) e una di secondo grado (avvocato). I due concorsi sono banditi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quando Caio li vince: è assegnato, prima come procuratore, poi come avvocato a svolgere attività di difesa e consulenza legale delle Amministrazioni dello Stato, in materia civile (compresa la costituzione di parte civile nei processi penali) o amministrativa. E ciò: o presso l’Avvocatura Generale o presso una delle Avvocature Distrettuali. 
Livio e Sempronio sono due amici, entrambi laureati in Giurisprudenza che scelgono anche essi, come Tizio, di fare un concorso di primo grado (dopo la laurea) bandito dal Ministro della Giustizia per entrare in Magistratura. Entrambi, con molti altri candidati, lo vincono.
Livio è assegnato al ramo dei giudici con il compito di decidere chi, nella lite, abbia ragione e chi torto.
Sempronio ha il compito degli avvocati dell’accusa, con la funzione di rappresentare l’interesse alla punizione dei rei proprio della sua amministrazione, deputata alla cura del settore della “giustizia”.

Or dunque, sul piano dei compiti e delle conseguenti responsabilità, la situazione dei nostri quattro personaggi è la seguente:

Tizio che svolge un’attività amministrativa deve garantire il buon funzionamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Essendo un dipendente pubblico, il suo Ministro può essere tenuto, con l’istituto dell’interpellanza parlamentare a dare spiegazioni alle Camere elette circa l’atteggiamento tenuto da un suo organo su un determinato fatto o una determinata situazione, se ritenuto illegittimo, non corretto, poco ortodosso!  
Caio, come procuratore o avvocato dello Stato si trova in analoga situazione, con la sola differenza che a rispondere al Parlamento per il suo operato è il Presidente del Consiglio dei Ministri, nel cui ambito è collocata l’Avvocatura dello Stato
Livio che è assegnato a funzioni giudicanti è soggetto soltanto alla legge (ovviamente come da lui interpretata) ed in nome dell’indipendenza e dell’autonomia, necessarie per il suo delicato compito, non v’è autorità che possa essere chiamata a rispondere del suo operato. Si tratta, in altri termini, di una manifestazione palese di autocrazia assoluta ritenuta essenziale e riconosciuta anche da ogni democrazia. 
Sempronio, assegnato a compiti di mera “accusa” deve fare i conti con il fatto che tale collocazione lo pone fuori dell’ordine giurisdizionale: egli non ha il compito, come il giudice, di dicere ius (da cui giurisdizione: iuris dictio) ma solo quello di rappresentare l’esigenza di buona amministrazione che i rei siano sottoposti a giudizio penale e, se del caso, condannati. Svolgendo compiti latamente “amministrativi”, il Ministro della Giustizia che gli corrisponde lo stipendio, dovrebbe rispondere in Parlamento per un suo operato “aberrante” ed invece non è così. Allo stato, il Pubblico Ministero gode, senza alcuna comprensibile e accettabile giustificazione  della stessa “autocrazia” del giudice (id est: non risponde per niente ed a nessuno anche degli errori più madornali), del tutto assurda in un ordinamento democratico, siede in udienza nell’alto scranno dei giudici (laddove dovrebbe trovare posto, invece,  nella parte bassa dell’emiciclo, accanto a tutti gli altri avvocati portatori di istanze da sottoporre a giudizio), non si riesce a tenere il conto dei suoi “svarioni” in questi anni di deformata democrazia italiana (in nessun altro ordinamento civile l’accusa ha la stessa posizione autocratica).
Et de hoc satis, anche se non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e l’odio di cui si nutrono abbondantemente religiosi devoti e politici fanatici, invasati delle due ideologie contrapposte e ugualmente aberranti, trasformerà un’occasione utile per migliorare una Costituzione (che non è affatto la migliore del mondo, come hanno sempre pensato i “trinariciuti”) in una rissa da trivio tra persone che non intendono ritirare il cervello dall’ammasso in cui l’hanno depositato!

 

 

 

TRADATE CONTRO LA GUERRA




ATENEO LIBERTARIO
Patriarcato




MUSICA A PALAZZO MARINO
Soirée a Palazzo Borghese



Rui Hoshina e Alice Baccalini

Secondo concerto della rassegna
Suoni e battaglie nell’Europa napoleonica

Rui Hoshina, soprano
Alice Baccalini, fortepiano
 
domenica 15 marzo 2026, ore 11.00
 
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano.
 
La splendida Sala Alessi del cinquecentesco Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale di Milano e centro della vita politica cittadina, ospita il secondo appuntamento di #INSIDE, il palinsesto di eventi gratuiti e aperti alla cittadinanza proposto dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in occasione della mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo.
La mostra, curata da Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca e in corso alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala fino al 6 aprile, è realizzata con il Patrocinio della Città di Milano e in partnership con la Bibliothèque nationale de France e propone un ampio confronto tra le due “capitali” artistiche dell’età napoleonica, Roma e Milano, entrambe proiettate verso l’Europa moderna ma al tempo stesso saldamente legate alla grandezza dell’antico.
Il concerto, in programma domenica 15 marzo, dal titolo Soirée a Palazzo Borghese, ripropone idealmente una delle serate musicali che Paolina Borghese, sorella di Napoleone, organizzava a Palazzo Borghese, dopo essersi stabilita a Roma: musiche di autori come Clementi e Beethoven per fortepiano, accanto ad arie e trascrizioni tratte dal teatro musicale, da Pergolesi a Rossini. Queste serate, pur poco documentate, furono un microcosmo del Neoclassicismo europeo, dove musica, conversazione e potere si incontravano.

Il concerto è previsto domenica mattina alle ore 11.00 in Sala Alessi.
I biglietti d’ingresso sono gratuiti: a partire dalle ore 09.30 del giovedì precedente il concerto è possibile prenotarli online sul sito della rassegna (www.palazzomarinoinmusica.it) oppure ritirarli (fino a un massimo di due biglietti a persona) presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia - Milano in piazza Scala, 6.
 
La rassegna è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano
ed è organizzata da EquiVoci Musicali in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia - Milano. Sponsor tecnico Fazioli.

La direzione artistica è a cura di Davide Santi e Rachel O’Brien
 
Palazzo Marino in Musica
Suoni e battaglie nell’Europa napoleonica
Sala Alessi - Palazzo Marino
 
Contatti:
Ufficio Stampa: Andrea Zaniboni
Social Media Manager: Gledis Gjuzi
Tel. 349 8523022 | info@palazzomarinoinmusica.it
 
www.palazzomarinoinmusica.it
Facebook, Instagram, YouTube: Palazzo Marino in Musica
 

LIBRAMENTE A MONTICHIARI



La poesia fa tappa alla rassegna Libramente di Montichiari (Brescia) per il penultimo appuntamento della stagione 2025/2026: sabato 14 marzo alle 16,30 al Museo Lechi sarà ospite la poetessa marchigiana Alessandra Carnaroli, vincitrice del 37° Premio Letterario Internazionale Camaiore, che in conversazione con Marzia Borzi presenterà il suo volume dal titolo "Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane" (Einaudi). Organizzazione: Assessorato alla Cultura in collaborazione con Montichiari Musei e Libreria Mirtillo.

Ingresso libero e gratuito

 

L’opera

Ogni giorno siamo colpiti da un’infinità di fatti di cronaca, a volte gravissimi, ma che si estinguono veloci, bruciati da sempre nuove violenze e tragedie. Nei versi di Alessandra Carnaroli li ritroviamo tutti, resi nella loro cruda e scarnificata essenza. Le atrocità delle guerre, le violenze domestiche, le volgarità della vita di tutti i giorni vengono descritte senza mai distogliere lo sguardo, con un’oggettività che sorge dall’impietosa messa a fuoco delle parole, e che trova l’unico sfogo in una fredda ironia o in clausole di feroce sarcasmo. Può cambiare l’ordine di grandezza, ma ciò che accomuna le guerre in Ucraina e a Gaza, i femminicidi e le alluvioni, le storture dei rapporti familiari o una sciagurata giornata al mare va sempre cercato nella vulnerabilità degli esseri umani e nella loro parallela e incessante capacità di produrre disastri. L’orrore insostenibile è l’altra faccia della banalità del quotidiano, aspetti che si sovrappongono (e rimano) in modo inquietante. Tra madri poco materne, paesi allagati e vittime innocenti scorgiamo molti volti a noi simili, una folla di cui non possiamo illuderci di non far parte

 


Alessandra Caranaroli

L’autrice

È nata a Piagge, nelle Marche, nel 1979. Ha pubblicato alcune raccolte di poesia di taglio neo-sperimentale presso piccoli editori, con prefazioni, tra gli altri, di Aldo Nove, Tommaso Ottonieri, Andrea Cortellessa, Helena Janaczek. Tra i titoli piú significativi: Femminimondo, sui femminicidi (2011), Primine, sui traumi infantili (2017), Sespersa, sull’esperienza della gravidanza (2018), In caso di smarrimento / riportare a:, sull’Alzheimer (2019). Per Einaudi ha pubblicato 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti (2021) e Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane (2025), opera vincitrice del 37° Premio Letterario Camaiore.

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