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UNA NUOVA ODISSEA...
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
venerdì 5 giugno 2026
AD AVIANO CONTRO GUERRE E RIARMO
Esortiamo a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà il 6 giugno ad Aviano (Pn), con ritrovo in Piazza Duomo alle 15.00. Il corteo sarà preceduto da un convegno intitolato: Percorsi di pace che si terrà il 5 giugno dalle 17.15 presso l’Auditorium della regione Friuli Venezia Giulia in via Roma 2, a Pordenone. Ricordiamo che la base Usa di Aviano, nella quale sono detenute illegalmente decine di bombe nucleari, è una delle principali infrastrutture yankee per la guerra in Europa e in Medio Oriente. I luoghi in cui viviamo non siano retroterra dei genocidi e della terza guerra mondiale: da Trieste ad Aviano torna a casa soldato americano!
Coordinamento
No Green Pass e Oltre
COMUNICATO STAMPA
Carol
Shields arriva direttamente dal Canada e per la prima volta in Italia con la
raccolta bilingue curata e tradotta da Nella Cotrupi dal titolo: La poesia di Carol
Shields (pagine 384 - euro 25). Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni di
Stefano Donno arricchendo il panorama letterario italiano di un tassello
fondamentale: la prima traduzione delle opere poetiche di Carol Shields (1935-2003),
biografa, romanziera e poetessa canadese vincitrice del Premio Pulitzer. Il
volume offre ai lettori l’edizione bilingue delle tre raccolte pubblicate in
vita dall’autrice: Others, Intersect e Coming to Canada. Sebbene
nota a livello internazionale per i suoi dieci romanzi - tra cui il
celebre The Stone Diaries - pochi sanno che la carriera della Shields
iniziò proprio con i versi. Il volume esplora questa genesi, mostrando come la
sensibilità per il “mistero della personalità” e l’attenzione ai dettagli
apparentemente insignificanti siano nati nella poesia lirica per poi fiorire
nella prosa. Nella sua introduzione, il critico David Staines definisce Shields
come un’osservatrice “attenta e silenziosa”, capace di catturare l’essenza di
persone e rituali quotidiani senza mai esprimere giudizi. Jan Zwicky, nella
prefazione, sottolinea come la sua forza risieda nella tensione tra il lato
oscuro dell’ottimismo della classe media e il sogno della stabilità e della
gioia.
“Desidero che i lettori abbiano
accesso al terreno letterario in cui Carol Shields ha piantato e coltivato per
la prima volta le sue preoccupazioni esistenziali” dichiara la
curatrice Nella Cotrupi. “Queste traduzioni sono un ponte tra una
scrittrice straordinaria e una comunità linguistica che non ha ancora avuto
pieno accesso alla sua voce più distillata”. Il volume include apparati critici
di rilievo e una nota biografica della curatrice. Gli ammiratori della
narrativa di Carol Shields potrebbero non sapere che era anche una poetessa di
spicco, nonché una drammaturga e saggista di successo. Dopo la pubblicazione
di The Collected Poetry of Carol Shields nel 2021, è opportuno che le
sue poesie vengano tradotte in altre lingue, tra cui la lingua italiana,
condividendo il suo notevole dono per la poesia con lettori al di fuori del
mondo anglofono. Richieste a: iquadernidelbardoed@libero.it
A MARCONIA
Sabato 6 Giugno, alle ore 18:30, nella
sede dell’Associazione Culturale Ce.C.A.M., in Piazza Elettra, a Marconia, sarà
presentato il libro: Intervista a mio padre - 100
domande, 100 risposte di Danilo e Antonio De Sensi Francesco
Fittipaldi. Dopo i saluti di (Assessore
alla cultura del Comune di
Pisticci) e Giovanni Di Lena (Presidente del
Ce.C.A.M.), Pino Suriano (Docente di lettere, Giornalista) dialogherà
con gli Autori.
Ci sono domande che un
figlio non fa mai a un padre. E risposte che un padre non si è mai fermato a
dare. In queste 100 domande e 100 risposte si incontra la vita: la memoria, i
sogni, i rimpianti e le scoperte. Un dialogo intimo, semplice e profondo, tra
due generazioni che si ascoltano senza fretta, perché ogni parola detta oggi
diventa seme per domani. Un viaggio tra radice e orizzonti, in cui forse
ciascuno potrà ritrovare un po’ di sé.
giovedì 4 giugno 2026
NESSUNA PIETÀ, SONO VITE INUTILI
di Franco Astengo
La retorica nazionalista e la
tragedia di Amendolara.
Nessuno
proprio nessuno ha pensato non di interrompere ma di chiedere di interrompere
il festival di retorica nazionalista che ha ammantato le celebrazioni degli 80
anni del 2 giugno. Nessuno ha chiesto di fermarsi un attimo a causa della
tragedia di Amendolara, di ricordare dal palco dei Fori Imperiali quei corpi
bruciati mentre cercavano di lavorare per sopravvivere lontano migliaia di
chilometri da casa e resi schiavi da un sistema che si può ben definire
antiumano. Nessuno ha chiesto di fermare almeno per un momento una antistorica
parata militare (svoltasi tra l’altro in tempo di guerra) almeno per rendere
omaggio con il pensiero a quelle vittime innocenti. Deve essere chiaro che le
responsabilità non sono del capolarato utilizzatore finale di un sistema
rispetto al quale le aziende agricole sono evidentemente corresponsabili
chiudendo almeno gli occhi dalla vista del dove provengono i lavoratori che
consegnano il profitto grazie alla loro fatica.
Responsabili sono le istituzioni
messaggere mute di una impotenza che assiste al continuarsi dello schiavismo:
fenomeno che continua nel tempo proseguendo a utilizzare la guerra tra poveri
come alibi. Soprattutto è responsabile la voracità di un capitalismo che
richiede per forza di intensificare lo sfruttamento dell'uomo sull’uomo:
nonostante la tecnologia, nonostante la modernità. Qualcuno ha richiamato gli
schiavi che costruirono le Piramidi: davvero non ci siamo tanto distanti.
BRANDUARDI
di Angelo Gaccione
Un poeta della musica.
Quando comparve sulla scena musicale per la prima volta fu
come un miraggio; un vero e proprio alieno come se venisse da un altro mondo.
Un menestrello alto e magro con un volto incorniciato da un nido di capelli
ricci. Si presentava con il suo inseparabile violino e cantava strofe che erano
più simili a versi, a poesie; ballate i cui ritmi evocavano atmosfere d’altri
tempi, sonorità che affioravano da contaminazioni di luoghi e tempi più
diversi. Perché era un poeta della musica, perché con i poeti aveva
dimestichezza, perché aveva un retroterra robusto da cui attingere (studi
musicali solidi in Conservatorio), e perché poteva vantare un sodalizio con una
sposa (Luisa Zappa) che le parole dei testi glieli cuciva addosso molto bene. Si
capì subito che la sua era musica vera, e che le ricerche sulle tradizioni popolari
più diverse, la conoscenza della musica rinascimentale e barocca più di tutto,
facevano la differenza. Sul ricco e articolato percorso di questo autore e
interprete è stato scritto ad abundantiam. La critica ha seguito il suo
lavoro con fedeltà e costanza riconoscendone la qualità. Del resto la quantità
di album pubblicati, di premi ricevuti, di riconoscimenti pubblici, di sodalizi
e amicizie con personalità della cultura di primo piano, sono lì a dare aperta dimostrazione della considerazione che Branduardi ha goduto e gode. E, come
pochi, può vantare un largo pubblico di affezionati che non salta un concerto,
e che ha in buona parte percorso assieme a lui una lunga parabola temporale
artistico-musicale. Se ne è avuta la conferma nel recente concerto tenuto al
Teatro Nazionale di Piazza Piemonte a Milano lo scorso mese di maggio sotto il
titolo: “Il Cantico”. Ispirato al Cantico delle Creature di
Francesco D’Assisi, che sta alla base della lingua volgare italiana, il
concerto ha fuso poesia e sacralità facendone affiorare prepotente la dimensione
spirituale. Come sempre magnetica e coinvolgente l’interpretazione di
Branduardi che non concede nulla ad istrionismi e ad effetti speciali.
Accompagnato da un ensamble di musicisti di indiscusso talento, abbiamo
potuto godere di un paio d’ore di buona musica, apprezzare i testi che il
livello acustico ha rigorosamente rispettato, e uscire dal teatro piacevolmente
più ricchi e appagati.
OTTANT’ANNI DI REPUBBLICA

Francesco Saverio Lanza (a des.)
Fabio Maranò (a sin.)
al Parco Pertini di Bonola
Caro Direttore,
in questi giorni la Repubblica Italiana nata dalla Resistenza
ha compiuto 80 anni. La repubblica ha sconfitto la monarchia con la vittoria del
Referendum del 2 giugno 1946. La Costituzione costruita con il sapiente apporto
di tutti i partiti ne è l’architettura. In questi lunghi anni ha dovuto reggere
l’urto dei vari tentativi di sovvertimento fascisti. Stragi ordite da ambienti
istituzionali e da elementi infedeli che erano pagati per difenderla. Almeno
due tentativi di colpo di stato. Sfida stragista della Mafia. Alcuni tentativi
Referendari per manometterla. Per ultimo quello sulla giustizia dell’attuale
Governo sconfitto sonoramente il 23 marzo scorso. Sempre le forze democratiche
e popolari l’hanno difesa. Ha viaggiato lungo un percorso di epocali
cambiamenti. Molti i progressi, molto ancora quelli da fare per la sua concreta
attuazione. Fuori dalla inutile retorica. Oggi la sua migliore difesa è
affrontare le sfide attraverso partecipazione e condivisione. Il lavoro come
promozione sociale, ma anche come partecipazione al benessere sociale e individuale.
Lo studio e la formazione per essere parte attiva dei repentini cambiamenti.
Svuotare gli arsenali militari e riempire i granai, deve essere l’imperativo seguendo
la strada indicata dal Presidente della Repubblica, il partigiano Sandro
Pertini. Tenere fede al ripudio della guerra, come prescrive la Costituzione, risolvere
per via pacifica e diplomatica le controversie internazionali. In un mondo
sempre più in pericolo come quello in cui ci troviamo, la Pace deve essere il
bene supremo da perseguire.
Saluti cordiali.

Fabio Maranò (a sin.)
al Parco Pertini di Bonola










