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UNA NUOVA ODISSEA...
DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES
Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.
Angelo Gaccione
LIBER
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
domenica 11 ottobre 2026
NOVITÀ LIBRARIE
di Chicca Morone
Rodolfo Valentino. Cento pensieri
per i cento anni di silenzio
Questa raccolta
composta di cento opere, celebrando la figura di Rodolfo Valentino nel
Centenario del suo passaggio tra la vita e l’Oltre, ha voluto essere uno
spontaneo canto di amici, coinvolti senza pretese di troppa compiutezza. Il
richiamo alla poesia Haiku di sapore orientale è evidente, spesso seguendone i
canoni tradizionali solo nell’adozione della semplice formula metrica delle
sillabe 5.7.5. Il contributo di ognuno di noi è stato volto all’approfondimento
del personaggio nella sua poliedricità, considerata non nella solita fatua
immagine esteriore, quella che la maggior parte non solo dei suoi
contemporanei, ha voluto vedere. “Sogni ad occhi aperti”, la silloge poetica
dal titolo molto significativo se riferito al momento della sua vita, racconta
il distacco dalla volontà coercitiva dei produttori cinematografici e la
realizzazione tanto sentimentale con Natasha Rambova, quanto professionale come
ballerino nella tournée di danza - sempre insieme alla moglie - ospite delle
maggiori città americane, dove i teatri si riempivano di fan deliranti per
vedere dal vivo il grande divo del cinema muto. Ci è sembrato doveroso citare
la sua poesia “Miraggio”, quella che riassume in poche righe il significato
della sua esistenza.
*
Felicità,
tu ci attendi
appena
oltre,
appena
oltre.
Non
sappiamo
né
dove né come
ti
troveremo.
Ma
tu attendi, attendi,
appena
oltre.
*
Nel Palazzo della Borsa Valori di
Torino in occasione del Centenario della nascita del Cinema e di Rodolfo
Valentino (nato Guglielmi), nel settembre 1995 è stata allestita la prima
mostra “Lo sguardo di Narciso” con le foto da lui inviate alla madre Gabriella
e alla sorella Maria Grazia. In contemporanea è stata pubblicata la prima
traduzione in italiano di “Day dreams” la sua raccolta di poesie a cura di Antonio
Miredi, sempre patrocinata da Il Mondo delle Idee.
Hanno partecipato:
Alessio Romanini; Alice de Vicariis; Andrea Laiolo; Angelo Gaccione; Angelo Tonelli; Antonella Alberghina; Antonella Barina; Antonio Miredi; Antonio
Nepita, Chiara Rota; Elisabetta Bo; Elvia Faggin; Eros Pessina; Fabia Baldi;
Federico Raviolo; Fiorenza Palmerio Gancia; Francesco Macciò; Francesco Scaramozzino; Gabriella Paci; Giancarlo Guerreri; Giorgio Ajraldi; Giulia Jordan; Giorgio Ajraldi; Giuseppe Conte; Luciana Trova; Mario Marchisio; Monica
Schiaffini; Paola Pennecchi; Paola Volpato; Paolo Ruffilli; Paolo Sarboraria; Patrizia Rossato;
Rosalino Granata; Rosalba Formato; Silvia Venuti; Simonetta Longo; Sonia Gardini; Stefania Raschillà; Stefano Gilaudo; Vittoria Ravagli; Susana Yi Lan; Wong Blacio.
MUSICA A “VILLA
REALE” A MONZA
Musica e Stravaganze
Riparte da Monza La V edizione della rassegna di musica antica
si apre con tre appuntamenti alla Villa Reale dal 14 ottobre al 16 dicembre
2026. Ingresso gratuito su prenotazione. Monza, 06 Ottobre 2026 Il Festival
Musica e Stravaganze, organizzato da EquiVoci Musicali con la direzione
artistica di Rachel O'Brien, grazie al contributo dell'Amministrazione comunale
monzese, apre la V edizione con tre appuntamenti nel Teatro di Corte e nel
Salone d'Onore della Villa Reale di Monza. Tre appuntamenti originali che
esplorano i temi dell'Amore, del Viaggio e della Natura. «La musica antica non
è un reperto da museo, ma una lingua viva che continua a parlarci di ciò che
siamo: dell'amore che ferisce e consola, del desiderio di partire e del bisogno
di tornare, della meraviglia davanti al creato» dichiara Rachel O'Brien,
direttrice artistica del Festival. «Portarla nelle sale della Villa Reale
significa restituire a questi luoghi la loro vocazione originaria: essere spazi
di incontro, dove la bellezza non si contempla da soli ma si condivide. È così
che vogliamo riscoprire i capolavori della musica antica nei luoghi della cultura
e fare comunità attraverso la bellezza». «Insieme a EquiVoci Musicali stiamo
costruendo da tre anni un percorso che, attraverso la musica, collega la Villa
Reale ad altre importanti istituzioni: su tutte, Palazzo Marino a Milano e le
ville di delizia brianzole. Quest’anno, ‘Musica e Stravaganze’ si amplia: oltre
a confermare l’appuntamento natalizio, ormai immancabile nella programmazione
di dicembre, annunciamo altri due concerti autunnali di grande qualità, con
artisti e ospiti di caratura internazionale, che scelgono Monza come luogo in
cui esibirsi e incontrare il pubblico – commenta l’Assessora alla Cultura,
Arianna Bettin - questa decisione va a rafforzare una florida collaborazione e
l’impegno di questa amministrazione per la diffusione della cultura musicale in
ogni sua forma. I concerti di Equivoci Musicali completano e arricchiscono una
programmazione concertistica annuale costruita con cura e in sinergia tra
Comune e privato culturale, per offrire finalmente stagioni corrispondenti alle
esigenze di un capoluogo come Monza. La musica diventa così anche una chiave
preziosa per scoprire, ammirare e vivere i luoghi della nostra città, mettendo
in relazione il patrimonio culturale con la contemporaneità. È il caso del
Teatro di Corte della Villa Reale, uno spazio di straordinaria bellezza,
restaurato e restituito alla città da pochi anni, che torna ad accogliere
concerti e persone». Mercoledì 14 ottobre alle ore 21.00, nel Teatro di Corte,
Elisabetta de Mircovich e Matteo Zenatti aprono la rassegna con Amor Scortese,
un percorso musicale e drammaturgico che racconta la sofferenza d'amore dalla
nascita del fin'amor nel XII secolo fino alle sue risonanze moderne: un viaggio
che mette in dialogo trovatori, Minnesänger, liriche medievali e madrigali
rinascimentali, con incursioni nel Novecento fino alla new wave. A seguire,
venerdì 27 novembre alle ore 21.00, sempre nel Teatro di Corte, l'Ensemble
Terra Mater, un collettivo di giovani polistrumentisti che unisce competenze
performative, ricerca etnomusicologica e sensibilità teatrale, presenta
Odýsseia, uno spettacolo-concerto che intreccia musica, teatro e immagini per
raccontare il viaggio di Ulisse come metafora del viaggio umano: curiosità,
smarrimento, ospitalità e ritorno. Per Natale, mercoledì 16 dicembre, il Salone
d'Onore ospita un concerto in doppia replica, alle ore 17.00 e alle ore 21.00,
con interpreti di assoluta eccellenza e di riconosciuta caratura
internazionale: Marco Scorticati, Sara Campobasso, Gaetano Nasillo e Luca
Oberti, che appartengono a una generazione di specialisti del repertorio antico
che coniuga virtuosismo strumentale, rigore filologico e una vasta esperienza
concertistica, orchestrale e discografica. Il programma, intitolato Il Cielo
che canta, esplora il simbolismo degli uccelli nella musica barocca: le
imitazioni del canto, le figure ornamentali che evocano l'ascesa verso il cielo
e le pagine che restituiscono la profondità dello spirito, in dialogo con il
tema del Natale. Il concerto vede la partecipazione straordinaria del mezzosoprano
Rachel O'Brien. L'ingresso ai concerti è gratuito con prenotazione su
Eventbrite. Dopo l'appuntamento natalizio, la rassegna proseguirà anche nel
2027, toccando diversi comuni, ville e giardini storici del territorio del Nord
Milano, della Brianza e della Provincia di Lecco.
Programma
Amor Scortese Schiavitù d'amore dai trovatori alla new wave
Mercoledì 14 ottobre 2026, ore 21.00 Teatrino di Corte della Villa Reale
Elisabetta de Mircovich e Matteo Zenatti Odýsseia.
Venerdì 27 novembre 2026, ore 21.00 Teatrino di Corte della Villa Reale Ensemble Terra Mater Il Cielo che canta Trilli d'uccelli e voli dello Spirito. Mercoledì 16 dicembre 2026, doppia replica alle ore 17.00 e alle ore 21.00 Salone d'Onore della Villa Reale Marco Scorticati, Sara Campobasso, Gaetano Nasillo, Luca Oberti con la partecipazione del mezzosoprano Rachel O'Brien Spettacolo incluso nella rassegna degli eventi natalizi 2026 promossi dal Comune di Monza
Informazioni
www.equivocimusicali.com
Contatti stampa Rachel O’Brien 349 8523022
direzione@equivocimusicali.com
sabato 10 ottobre 2026
ESERCITAZIONI DI GUERRA
di Angelo Gaccione
A parte Wanna Marra che ne ha dato notizia su “il Fatto Quotidiano” di giovedì 8
ottobre, dell’esercitazione militare nucleare sui cieli italiani prevista
dal 13 al 20 ottobre, non si è visto altro da nessuna parte: telegiornali
compresi. Eppure dovremmo essere tutti allarmati: partiti, sindacati,
parrocchie, movimenti sociali, associazioni culturali, organizzazioni ambientali,
naturalistiche, universitarie, difensori di ogni specie vivente, categorie
professionali di ogni tipo e, a maggior ragione, i padri di famiglia, le mamme, i
nonni. Queste esercitazioni sono di una gravità estrema e vengono proposte in
uno scenario mondiale pericolosissimo. Fermarle richiederebbe una mobilitazione
generale e permanente; lo sciopero generale ad oltranza per mostrare alla
nazione intera la piega che il Governo di Giorgia Meloni ha preso e il macello
verso cui sta conducendo un intero popolo. Anche il suo di popolo, quello che
ha votato per il suo partito. Saggezza vorrebbe che non si alimentasse l’incendio,
ma le poche voci di lucidità e di buon senso vengono sommerse da un coro
guerrafondaio possente e invasivo che non promette nulla di buono. Appare
sempre più evidente che, come nel celebre dipinto di Bruegel, in questo tempo
sospeso verso l’abisso, i pazzi guidano i ciechi.
LEGGE ELETTORALE:
RICORSI E INIZIATIVA POLITICA
di Franco Astengo
Dopo
l’approvazione della nuova legge elettorale l’errore più grave che
l’opposizione di centro-sinistra potrebbe commettere sarebbe quello di - tutto
sommato - acconciarsi alla nuova situazione nutrendo il retro-pensiero che
“alla fine, forse, il premio potrebbe toccare a noi”: di conseguenza lasciando
pressoché isolati estensori e presentatori dei ricorsi che si muoveranno nelle
varie sedi di Tribunale. Questo primo punto deve essere chiaro: ci troviamo in
una situazione che va ben oltre i punti specifici sui quali presumibilmente l’Alta
Corte sarà chiamata a pronunciarsi (abnormità del premio di maggioranza,
listone dei 70 bloccato, mancata alternanza di genere dei capilista nei
collegi: soltanto per fare degli esempi).
Deve essere chiaro che con
l’inserimento dell’obbligatorietà di indicazione del candidato/a alla
Presidenza del Consiglio l’obiettivo vero delle elezioni legislative generali
del 2027 diventerà la Presidenza della Repubblica e la sua trasformazione in
soggetto di riferimento del dialogo diretto capo/folla attraverso il plebiscito
popolare: un intento molto differente, sia ben chiaro, da quello insito nei
diversi sistemi presidenziali in uso in molte democrazie.
Il modello di presidenzialismo
che ha in mente il centro-destra italiano (la cui parte prevalente è diretta
discendente del MSI e di conseguenza del populismo autoritario che segnò la
dinamica politica della Repubblica di Salò) è, infatti, mutuato sul modello di
Putin e sulle aspirazioni che coltiva Trump. Nel frattempo appare evidente la
tendenza a trasformare Fratelli d’Italia in “Partito della Nazione” poggiando
sul piedistallo di una mai vista - nelle dimensioni e nelle forme - occupazione
dei gangli del potere: occupazione ovviamente ampliata dalla presenza del
solito accostamento “italico” al carro del vincitore (vedi RAI, CONI e altri
soggetti).
Sarà questo della forma di
governo parlamentare lo scalpo che l’estrema destra italiana vorrà esibire in
esito delle elezioni legislative generali del 2027.
Il livello di risposta a questo
stato di cose potrà avvenire attraverso i ricorsi soltanto se questi saranno
appoggiati da una forte iniziativa politica della cui dimensione e intensità
abbiamo già un esempio recente: quello del referendum sulla magistratura del
marzo di quest’anno. In quell’occasione, alla fine, furono accantonate le
specifiche motivazioni giuridiche e (principalmente per iniziativa della CGIL)
ci si concentrò sul vero “focus”: quello Costituzionale che si dimostrò il
magnete più attraente fino a determinare un successo di dimensioni
ragguardevoli. Dimensioni che i partiti del campo largo dimostrarono di non
apprezzare sciupando nel giro di poche ore (a urne ancora aperte) un patrimonio
di aggregazione, impantanandosi subito in questa assurda vicenda delle
cosiddette “primarie”.
Sarebbe necessaria una rapida
riflessione a tutti i livelli, magari promossa dai soggetti associativi posti
al di fuori dei partiti come CGIL, ARCI, ANPI che, nelle ultime occasioni
referendarie (quella citata sulla magistratura, ma anche quella senza quorum
sui temi del lavoro nel giugno 2025) si sono dimostrati in grado di orientare e
mobilitare ben oltre la loro stessa base associativa.
Potrebbero essere due le
iniziative di partenza: una manifestazione nazionale a Roma e un momento di
dibattito ad alto livello, dal quale far uscire un orientamento complessivo,
svolto però al di fuori dalla pura cerchia dei costituzionalisti coinvolgendo
la politica, i settori democratici dell’Università, l’intellettualità più vasta
nel campo della scienza e dell’arte.
Concludo ricordando, per inciso,
che contro la legge truffa del 1953 la CGIL proclamò lo sciopero generale: un
momento di lotta che risultò alla fine determinante per ottenere un risultato
positivo che rappresentò una vera svolta nella vicenda politica italiana del
dopoguerra.
Sarebbe necessario, infine, che
una posizione di “priorità costituzionale”, rifiuto del personalismo,
prevalenza del concetto di rappresentanza su quello di governabilità (come
indica la Costituzione) fosse presente in una qualche forma all’interno della
prossima campagna elettorale: anche questo è un punto sul quale si dovrebbe
appuntare un attimo di attenzione.
PER MAURIZIO BISANTI
Sperando che questo
nostro lettore veda il messaggio, intendiamo ringraziarlo per il contributo che
ha voluto mandare a “Odissea”. Non avendo un suo indirizzo, lo preghiamo di
mettersi in contatto con noi tramite questa email: latoestremo@gmail.com, desideriamo
inviargli un libro omaggio.
venerdì 9 ottobre 2026
ARMI SPAZIALI
di Alessandro Pascolini - Università
di Padova

Iniziano sempre loro
Il
14 settembre scorso, durante un discorso programmatico alla conferenza Air,
Space and Cyber 2026, il Segretario dell'Aeronautica statunitense Troy Meink
dichiarò che gli Stati Uniti hanno schierato "armi di controllo spaziale
in orbita in grado di difendere la Forza Congiunta da azioni ostili di avversari".
È la prima volta che un funzionario statunitense ammette che gli USA possiedono
armi spaziali. Meink ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulle capacità
di questi sistemi, sulle minacce che essi dovrebbero contrastare o sulle
circostanze in cui gli Stati Uniti potrebbero impiegarli: "Non intendiamo
entrare nel merito di ciò che stiamo facendo, né dire se abbiamo condotto test,
se non ne abbiamo condotti o altro... Mi limito a sottolineare che l’ambiente
spaziale è fondamentale per la sicurezza militare ed economica e che dobbiamo
garantire agli Stati Uniti la capacità di operare liberamente nello
spazio". L'ammissione degli Stati Uniti ha suscitato l'immediata reazione
di Russia e Cina, che hanno accusato Washington di avviare una corsa agli
armamenti nello spazio. In realtà la competizione militare è strettamente
intrecciata alle attività spaziali fin dalle prime esplorazioni dello spazio.
In particolare, a partire dalla guerra del Golfo del 1991, le forze armate di
tutto il mondo hanno integrato sempre più le tecnologie spaziali nei processi
bellici, anche se gli Stati Uniti sono il primo paese ad ammettere il possesso
di armi in orbita. I satelliti vengono utilizzati dai militari per una varietà
di compiti cruciali: monitoraggio meteorologico, raccolta di informazioni,
spionaggio, sorveglianza, ricognizione, navigazione, comunicazioni, allerta
missilistica, comando e controllo, nonché attacchi armati con armi di
precisione. Apparati spaziali furono anche impiegati per la verifica del
rispetto di importanti trattati per il controllo degli armamenti. Tali capacità
fungono principalmente da moltiplicatori di forza per le forze armate. Va
distinta la militarizzazione (militarisation) dello spazio, ossia il suo
impiego a supporto di attività militari, dall'introduzione di armi vere e proprie
(weaponisation), ossia strumenti atti a individuare un bersaglio, colpirlo per
distruggerlo, renderlo inerte o degradarne le funzioni, e a verificare i
risultati dell'attacco. Attualmente gli unici obiettivi affrontabili da armi
collocate nello spazio sono satelliti in orbita; la Golden Dome americana con
intercettatori spaziali anti-missile è ancora lontana e problematica.
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| Iniziano sempre loro |
Sistemi anti-satellite da
terra e in cielo
Dato il cruciale ruolo
militare dei sistemi in orbita, molti paesi sono impegnati a vario livello
nello sviluppo di armi anti-satellite (ASAT): Australia, Corea del Nord, Corea
del Sud, Francia, Germania, Giappone, Iran, Israele e Regno Unito. Cina, India,
Russia e Stati Uniti hanno anche condotto dei test distruttivi con missili
lanciati da terra, o dal mare: la Cina nel gennaio 2007, gli USA nel febbraio
2008, l'India nel marzo 2019 e la Russia nel novembre 2021. Questi test hanno
prodotto enormi quantità di detriti, alcuni destinati a rimanere in orbita a
lungo e a minacciare una vasta parte delle costellazioni satellitari mondiali.
I sistemi ASAT possono essere raggruppati in quattro categorie principali: armi
fisiche cinetiche, armi fisiche non-cinetiche, armi elettroniche e operazioni
cibernetiche. Le armi cinetiche usano mezzi materiali, bombe, proiettili,
missili e altre munizioni, per distruggere o danneggiare. I proiettili possono
essere lanciati da terra (DA-ASAT) o da un 1 satellite in orbita contro un
altro satellite. I satelliti dotati di sistemi di aggancio possono manipolare
fisicamente un veicolo spaziale bersaglio per danneggiarlo oppure per
manovrarlo verso un’altra posizione. Questa categoria comprende anche le armi
contro le infrastrutture spaziali terrestri, quali stazioni di terra, siti di
lancio, impianti di produzione di razzi e satelliti e infrastrutture per il
monitoraggio dello spazio. Le armi non-cinetiche impiegano energia irradiata
per distruggere, danneggiare o interferire con i sistemi spaziali. Tale energia
può essere distribuita, mediante un impulso elettromagnetico (EMP), ovvero
diretta, impiegando laser, sistemi a microonde ad alta potenza o abbagliatori
(dazzler) per accecare temporaneamente un satellite ottico. Le armi
elettroniche utilizzano lo spettro elettromagnetico per annullare o disturbare
temporaneamente le capacità operative del bersaglio, senza distruggerlo.
Questa categoria comprende il disturbo (jamming) e la falsificazione (spoofing) dei segnali dei sistemi satellitari di navigazione e delle comunicazioni, e gli attacchi elettronici contro i radar spaziali e la ricezione di segnali a radiofrequenza (RF) da parte del satellite stesso o della stazione di terra di un sistema spaziale. Le attività offensive nel cyberspazio contro sistemi spaziali possono avere come bersaglio infrastrutture a terra, terminali satellitari e veicoli spaziali. Queste operazioni possono distruggere o disattivare i bersagli, o condurre attività di spionaggio e di acquisizione di informazioni tecniche riservate. Effettive capacità ASAT richiedono una solida conoscenza della situazione spaziale e precise informazioni per mirare ai sistemi spaziali e verificare il successo dell’attacco. Ricordiamo che i test distruttivi finora condotti hanno avuto successo, ma l'obiettivo era un satellite dello stesso attaccante, il quale quindi conosceva la posizione precisa e la direzione del moto del sistema attaccato.
Trattati internazionali e
armi nello spazio
Il dispiegamento di armi
nello spazio annunciato dagli USA avviene in una situazione poco chiara del
quadro giuridico internazionale. Esiste un ampio riconoscimento a livello
mondiale del fatto che l'uso militare delle tecnologie spaziali, purché non
armate, sia generalmente compatibile con il diritto e le norme internazionali
vigenti. A fronte della crescente importanza militare dello spazio, la
diplomazia mondiale si impegnò già dagli anni '50 ad affrontare il problema.
Una prima disposizione rilevante per lo spazio si ha nel Trattato di bando
parziale dei test nucleari (Partial Test-Ban Treaty), firmato il 5 agosto del
1963 e in vigore dal 10 ottobre 1963. Il trattato proibisce esplosioni nucleari
anche nello spazio esterno; ha una larga partecipazione, ma, fra i paesi con
armi nucleari, non hanno aderito Cina, Francia e Corea del Nord. Un accordo
specifico con larga partecipazione fu raggiunto il 27 gennaio 1967 col Trattato
dello spazio esterno (Treaty on Principles Governing the Activities of States
in the Exploration and Use of Outer Space, Including the Moon and Other
Celestial Bodies - Outer Space Treaty) in vigore dal 10 ottobre 1967;
attualmente ha 117 parti e 27 firmatari. Il trattato ha come obiettivo
fondamentale la salvaguardia dello spazio extra-atmosferico come
"patrimonio comune dell'umanità". In particolare, l’articolo IV
proibisce di porre in orbita attorno alla terra e di installare sulla luna o in
stazioni spaziali armi nucleari o altre armi di distruzione di massa. Il
trattato non vieta esplicitamente le armi convenzionali o non-cinetiche e,
conseguentemente, molti Stati sostengono che i trattati esistenti siano insufficienti
a mantenere effettivamente lo spazio a disposizione degli impieghi civili.
Nel 2014 un’iniziativa
promossa dalla Russia (con il sostegno della Cina) portò alla Risoluzione 69/32
dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, No First Placement of Weapons in
Outer Space (Nessun primo posizionamento di armi nello spazio extra
atmosferico), adottata il 2 dicembre 2014, con 126 voti a favore, 4 contrari e
46 astensioni. Si trattò di una proposta significativa verso il rafforzamento
dell’attenzione internazionale alla sicurezza dello spazio e alla prevenzione
di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico. Gli Stati Uniti
mostrarono scarso interesse per la risoluzione, e le discussioni alla
Conferenza sul disarmo dedicate alla prevenzione di una corsa agli armamenti
nello spazio extra-atmosferico si arenarono. Nella primavera del 2022, anche a
seguito della disastrosa creazione di detriti a seguito del test russo
dell'anno precedente, il presidente americano Joe Biden si impegnò a non
effettuare test di armi ASAT con lanci da terra, e, nel successivo autunno,
sostenuto da numerosi partner, propose una risoluzione alle Nazioni Unite con
l’obiettivo di internazionalizzare la proibizione di test distruttivi
anti-satellite ad ascesa diretta.
La Risoluzione fu adottata il 7 dicembre 2022 dall’Assemblea generale, col voto favorevole di 155 Stati. Fra l'altro afferma: "Preoccupata del fatto che l’uso di sistemi anti satellite distruttivi possa avere conseguenze diffuse e irreversibili sull’ambiente dello spazio extra-atmosferico, invita tutti gli Stati a impegnarsi a non effettuare test distruttivi di missili anti-satellite ad ascesa diretta." Il 2 dicembre 2024 l’Assemblea generale dell'ONU ha approvato, con la decisione 79/512, la creazione di un gruppo di lavoro a composizione aperta per il periodo 2025-2028 (Open-ended working group on the prevention of an arms race in outer space in all its aspects - OEWG on PAROS), col compito di "presentare raccomandazioni sulla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico in tutti i suoi aspetti". La prossima riunione dell'OEWG è prevista a novembre di quest'anno. Va comunque osservato che, data la natura unica dell’ambiente spaziale e la cruciale importanza dei satelliti per le società moderne, il diritto internazionale che disciplina l’uso della forza (basato sulla Carta delle Nazioni Unite) e il diritto internazionale umanitario si estendono naturalmente anche allo spazio, e fissano limiti riguardo a quando e come gli Stati possano legittimamente impiegare tecnologie ASAT, anche nell’ambito della legittima difesa.
La normalizzazione
militare dello spazio
Lo spazio si inserisce nel
futuro della guerra come un fondamentale dominio operativo militare, con
combattimenti nello spazio, attraverso lo spazio e a partire dallo spazio. Un
futuro conflitto potrebbe causare disordini e distruzioni nello spazio tali da
sconvolgere l'economia e la vita quotidiana sulla terra. È quindi di importanza
vitale rallentare la corsa agli armamenti spaziali delle maggiori potenze con
accordi specifici, ma in primo luogo col rafforzamento delle fondamentali norme
del diritto internazionale e delle regole umanitarie.
LETTORI CONTRO LA GUERRA
L’immagine che vedete sotto il titolo ci è stata mandata da Rosario Undiemi. Non
ha bisogno di commenti. Abbiamo aggiunto qualche dato che ci riguarda e che ci dovrebbe
fare insorgere in tutta Europa per il reale pericolo di sterminio collettivo
che corriamo. Spese militari significa guerra. Guerra significa genocidio,
distruzione e morte. Fatelo sapere in giro e a quanti andranno a votare i
partiti della guerra.
Qualche
cifra.
100 conflitti di
guerra nel mondo.
3.290 miliardi di
dollari di spesa militare nel mondo nel 2026
1.000 miliardi di
dollari di spesa militare negli Stati Uniti
34 miliardi di
dollari di spesa militare in Italia nel 2025
Da 20 a 30 testate
nucleari americane nella sede di Aviano in Italia
Da 10 a 15 bombe
nucleari americane nella base di Ghedi in Italia.
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