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UNA NUOVA ODISSEA...
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
venerdì 7 agosto 2026
HIROSHIMA E NAGASAKI
Il
crimine ma non il criminale

Finiremo così? Domanda lecita
Ieri, per il 6 agosto, ci siamo limitati a pubblicare la
locandina che chiamava alla mobilitazione davanti alla base nucleare della Nato
ad Aviano. Ci è sembrato il modo migliore per ricordare il bombardamento
atomico americano su Hiroshima. Ci aspettavamo di leggere parole chiare e nette
dalle Istituzioni internazionali, ed invece, come scrive Franco Continolo in
questa piccola rassegna, si è ricordato il crimine, ma non il criminale.
“La parola d’ordine
della ricorrenza potrebbe essere: si ricorda il crimine, ma non il
criminale. Infatti gli oratori ufficiali alla cerimonia, a cominciare dal
segretario generale delle Nazioni Unite, si sono ben guardati dal nominare gli
Stati Uniti. In realtà il sindaco della città giapponese li nomina, ma per
l’attacco all’Iran, a pari merito con la Russia per l’invasione dell’Ucraina - questo secondo The Mainichi; secondo la TASS invece, l’attacco alla
Russia è stato più pesante e davvero fuori luogo. Fuori luogo perché Putin si è
limitato ad affermare che la Russia farà ricorso all’arma nucleare solo qualora
fosse in pericolo la sua sopravvivenza. Ammesso che la versione della TASS sia
quella corretta, il sindaco ha dimostrato di essere indegno di presenziare alla
cerimonia, e in linea con l’avventurismo della nuova premier giapponese, le cui
dichiarazioni possono essere definite nel migliore dei casi omertose, almeno
secondo quanto riportato da The Mainichi. Se il sindaco fosse
una persona onesta e responsabile avrebbe denunciato piuttosto i provocatori
attacchi alla Russia, ossia a una superpotenza nucleare - punto mai raggiunto
nel corso della Guerra Fredda -, se non altro per dimostrare che la deterrenza
nucleare non funziona quando gli avversari siano dementi, superidioti, o
comunque inaffidabili, e che dunque occorre procedere sulla strada del disarmo.
Va riconosciuto che qualcosa del genere ha detto il segretario generale delle
Nazioni Unite, sebbene in una forma estrema: che le armi nucleari non siano
garanzia di sicurezza è un conto, ma che siano addirittura fonte
di insicurezza è un’affermazione che sfiora il paradosso. Convincente,
oserei dire coraggioso è poi lo stesso Guterres quando afferma che la pace non
è il frutto della forza, ma della fiducia - coraggioso, perché i
riferimenti incontrovertibili sono Trump e von der Leyen”.
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| Finiremo così? Domanda lecita |
Franco Continolo
MODICA AL SUO POETA
Una targa sulla casa di Salvatore
Puma nel quartiere Malvaxia della sua città.
Un bellissimo esempio di
democrazia diretta dal basso, questo avvenuto a Modica il 2 agosto scorso. Un Comitato
di Quartiere attivo nella città e il figlio del poeta Salvatore Puma, poeta
egli stesso, si sono fatti carico in prima persona, e senza nulla chiedere alla
burocrazia comunale ed alle istituzioni, di far realizzare una targa in memoria
del poeta e farla murare sulla facciata della casa dove era nato ed aveva
vissuto. Si sono dati da fare per la cerimonia in chiesa e si sono dati da fare
per far riuscire al meglio l’evento pubblico. Ritengo ammirevole tutto ciò, sia per l’aspetto
culturale e civile che vi sta alla base, sia per l’impegno personale che
ciascuno si è assunto. Potrebbe essere una bella lezione per tutti coloro che aspettano
la manna dal cielo e trovano mille scuse per non sporcarsi mai le mani
direttamente. Si lagnano sempre, ma non agiscono mai. [A. G.]
Chi vive a
Modica, o è un modicano fuori sede, conosce il Quartiere Malvaxia (noto come
Vignazza); infatti è la zona dove è nata la città di Modica, dove a valle scorreva
un fiume che partiva più a monte dalla “Fontana Grande”. Qui si trova il sito “Quartiericcio”,
un complesso di più di trenta grotte e altri ambienti che rappresenta la prova
del primo insediamento urbano stabile a Modica. Oggi il quartiere Malvaxia si
conferma come una realtà attiva e strutturata dell’intero territorio di Modica.
Costituitosi anni fa con un regolare statuto, il Comitato di Quartiere svolge
un ruolo cruciale per la comunità. L’organismo si pone come interlocutore
diretto e costante con l’Amministrazione Comunale, affrontando tempestivamente
le problematiche locali e gestendo qualsiasi tipo di emergenza legata alla zona.
Oltre all’impegno civico, il Comitato è un vero e proprio motore culturale.
Promuove regolarmente eventi e manifestazioni socio-culturali mirati a
valorizzare il territorio. Tra le iniziative di maggior successo spiccano le “passeggiate
poetiche”, un percorso guidato che unisce turisti e residenti in un viaggio
letterario tra i vicoli del Quartiere. Il legame profondo tra il quartiere e la
grande poesia prende vita proprio attraverso queste letture itineranti. L’itinerario
omaggia Salvatore Quasimodo, premio Nobel, nato a ridosso del Quartiere,
prosegue per le opere di Salvatore Puma nei pressi della via a lui dedicata e
include i componimenti del poeta Giorgio Candiano, che ha operato nel
Quartiere. Si deve al Comitato e all’impegno del suo rappresentante, Francesco
Galazzo, la realizzazione della cerimonia di commemorazione a 40 anni dalla morte
del poeta dialettale Salvatore Puma. L’evento è stato suggellato dalla posa di
una targa in pietra di Modica sulla parete dell’abitazione dove il poeta visse
e morì il 2 agosto del 1986.
Alla manifestazione erano presenti un’ottantina di persone fra letterati, appassionati di poesia, professori, amici e conoscenti del poeta, abitanti del quartiere, cittadini modicani. Da segnalare la presenza del sindaco Maria Monisteri, del rappresentante del Comitato di Quartieri Francesco Galazzo, il presidente della Fasi Mario Ridolfo, il vice presidente del Quartiere Orazio Puglisi, l’ex consigliere del Comune di Milano Fabrizio De Pasquale, l’attore Daniele Cannata, lo scrittore e saggista Domenico Pisana, tutti i nipoti che vivono a Modica ed il figlio Giuseppe Puma (Pippo) sceso a Modica da Milano.
La commemorazione in Chiesa
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| L'intervento del figlio del poeta |
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| Sindaco Maria Monisteri |
Lo scoprimento della targa
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| Targa coperta col Tricolore |
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| Lo scoprimento |
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| Un momento della cerimonia |
giovedì 6 agosto 2026
LO SCANDALOSO FONDO
Non è sorprendente - ma forse l’aggettivo più idoneo sarebbe
“scandaloso” - che il Fondo Monetario Internazionale (IMF) finanzi un paese in
guerra contro un altro membro dello stesso IMF? E che continui a farlo
nonostante che le fatidiche “structural reforms” non vengano attuate? E che
venga preso sul serio un bilancio drogato dagli aiuti militari e di altro
genere, il cui contributo alla corruzione è fondamentale? E che non si tenga
conto del fatto che il regime sta in piedi con la legge marziale? Si dirà:
ma tanto il Fondo è coperto dai donatori internazionali e dalle garanzie
offerte da alcuni azionisti. Il problema non è se il Fondo sia o no
coperto, ovvero non corra rischi impropri, ma se agisca nel rispetto della
lettera e dello spirito dello statuto. Qui sarebbe utile l’intervento di
personaggi come Cottarelli che ha passato una vita al IMF, a spulciare bilanci
nazionali. Il loro silenzio fa purtroppo parte di una lunga tradizione
italiana di presenze improvvisate o di assenza dalla scena internazionale:
siamo sempre alla Prima guerra mondiale, con il governo liberale che cambia
alleanze all’ultimo minuto, e i socialisti che si dividono tra
interventisti e non, nessuno avendo una visione internazionalista - il PCI
ha provato a rimediare a questa mancanza del socialismo, ma con la caduta
dell’Unione Sovietica il suo internazionalismo si è dissolto come neve al sole.
Dopo la Seconda guerra mondiale (europea) si era finalmente capito che
bisognava superare la logica delle alleanze, e procedere sulla via dell’unità
politica dell’Europa, sia per consolidare la pace, sia per avere voce in
capitolo nel mondo postbellico, quindi per avere una politica estera, per
contribuire al formarsi di un ordine internazionale. Invece
gli avvenimenti hanno preso tutt’altra piega, e siamo di nuovo alle
alleanze e alla guerra. [Franco
Continolo]
1.- Il Consiglio esecutivo del FMI ha
completato la prima revisione dell'accordo di finanziamento esteso (EFF) di 48
mesi concesso all'Ucraina, consentendo l'erogazione immediata di 503 milioni di
DSP (circa 690 milioni di dollari USA).
2.- La performance dell'Ucraina
nell'ambito del programma è stata complessivamente soddisfacente. Tutti i
criteri quantitativi di performance di fine marzo sono stati rispettati,
sebbene l'attuazione di alcune riforme strutturali abbia subito dei ritardi.
3.- Il Consiglio esecutivo ha inoltre
concluso la consultazione ai sensi dell'articolo IV del 2026, incentrata sulle
politiche volte a preservare la stabilità macroeconomica durante la guerra e a
sostenere la transizione dell'Ucraina verso un'economia di mercato dinamica e
in linea con gli obiettivi di adesione all'UE.
Il Consiglio esecutivo del Fondo
monetario internazionale (FMI) ha completato oggi la prima revisione
dell'accordo di finanziamento esteso (EFF) dell'Ucraina, della durata di 48
mesi. Il completamento della revisione consente un'erogazione immediata di 503
milioni di DSP (circa 690 milioni di dollari USA), portando l'ammontare totale
dei finanziamenti erogati dal FMI nell'ambito dell'accordo a circa 1,6 miliardi
di DSP (circa 2,2 miliardi di dollari USA). Il Consiglio esecutivo ha inoltre
completato la consultazione ai sensi dell'articolo IV del 2026.[1] Le autorità
hanno acconsentito alla pubblicazione del rapporto del personale preparato per
tale consultazione.
L'Ucraina ha mantenuto la stabilità
macroeconomica e finanziaria nonostante la guerra in corso con la Russia, un
contesto esterno più difficile e rischi che rimangono eccezionalmente elevati.
Una politica prudente, un forte impegno nell'ambito del programma sostenuto dal
Fondo e un sostanziale supporto da parte dei donatori hanno
contribuito a preservare la stabilità in circostanze eccezionalmente
difficili. Ciononostante, le prospettive economiche si sono indebolite,
principalmente a causa dell'intensificarsi degli attacchi alle infrastrutture
critiche e delle ricadute negative della guerra in Medio Oriente.
L'andamento del programma è stato
complessivamente soddisfacente. Tutti i criteri quantitativi di performance e
gli obiettivi indicativi di fine marzo sono stati raggiunti, ma l'obiettivo di
fine giugno sulle riserve internazionali nette non è stato raggiunto, in parte
a causa dell'impatto della guerra in Medio Oriente. L'attuazione delle riforme ha subito un rallentamento, con diversi traguardi
strutturali completati con ritardo o non raggiunti. Le autorità
hanno concordato azioni correttive e rivisto le tempistiche per le riforme
chiave, riaffermando al contempo il loro impegno verso gli obiettivi del
programma in materia fiscale, di governance, di lotta alla corruzione, di
settore energetico e finanziario.
La consultazione ai sensi dell'articolo
IV del 2026 ha evidenziato l'importanza di preservare la stabilità
macroeconomica, portando avanti al contempo le riforme cruciali per la ripresa
postbellica e la crescita a lungo termine. Le priorità
principali includono la riduzione dell'economia informale, il rafforzamento
della mobilitazione delle entrate interne, in particolare contrastando
l'evasione e l'elusione fiscale, il miglioramento del clima degli investimenti,
il potenziamento delle istituzioni di governance e anticorruzione,
l'avanzamento delle riforme delle imprese statali, il rafforzamento della
gestione degli investimenti pubblici e la promozione dell'inclusione
finanziaria.
Il programma
rimane interamente finanziato sia nello scenario di base che in quello
peggiore, grazie alle continue garanzie di finanziamento da parte dei partner
internazionali dell'Ucraina, tra cui il prestito di sostegno all'Ucraina da 90
miliardi di euro della Commissione europea e altri strumenti, il finanziamento
ERA del G7 e altri sostegni bilaterali. Il Gruppo dei creditori
dell'Ucraina, che detiene la maggioranza del debito bilaterale ufficiale
dell'Ucraina, ha prorogato l'attuale moratoria sul debito e si è impegnato a
completare un piano di ristrutturazione definitivo del debito dopo la
risoluzione dell'incertezza eccezionalmente elevata (EHU). Un sostegno esterno
tempestivo e prevedibile rimane essenziale per sostenere la stabilità
macroeconomica, ripristinare la sostenibilità del debito e la sostenibilità
esterna, nonché per supportare la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina.
Al termine della discussione del
Consiglio esecutivo, la Sig.ra Kristalina Georgieva, Direttrice Generale del
FMI, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Proteste contro la corruzione
“L'Ucraina continua a dimostrare una
notevole resilienza di fronte alla devastante guerra della Russia. Politiche solide, ancorate al
programma sostenuto dal Fondo, insieme a un forte sostegno internazionale,
hanno contribuito a preservare la stabilità macroeconomica e finanziaria in
circostanze eccezionalmente difficili. Preservare la stabilità macroeconomica
rimane la priorità immediata. Ciò richiede una politica fiscale prudente,
sforzi costanti per la mobilitazione delle entrate, una politica monetaria
vigile, flessibilità del tasso di cambio e misure per salvaguardare la
resilienza del settore finanziario. «Guardando oltre la guerra, il successo
economico dell'Ucraina dipenderà dall'accelerazione delle riforme che
promuovano un settore privato più dinamico, riducano l'economia informale,
rafforzino la governance e lo stato di diritto, migliorino il clima degli
investimenti, approfondiscano i mercati finanziari e sostengano l'adesione
all'UE. Il Fondo rimane impegnato a sostenere l'Ucraina. La continua attuazione
delle riforme, così come un forte sostegno da parte dei donatori, rimarranno
fondamentali per preservare la stabilità, mantenere i finanziamenti esterni e
gettare le basi per una ripresa e una ricostruzione di successo. La
disponibilità ad adottare ulteriori misure, se necessario, continuerà a
rappresentare un importante cuscinetto contro potenziali ulteriori shock.»
Valutazione del Consiglio esecutivo
I direttori hanno riconosciuto gli enormi
costi umani ed economici della guerra
della Russia e le circostanze eccezionalmente difficili in Ucraina. Hanno elogiato la
prudente politica adottata dalle autorità ucraine che, unitamente al
sostanziale sostegno esterno e al programma finanziato dal Fondo, ha
contribuito a preservare la stabilità macroeconomica e finanziaria.
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| Proteste contro la corruzione |
I direttori hanno accolto con favore il
continuo impegno delle autorità nei confronti del programma, nonché i progressi
compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni chiave emerse dalle precedenti
consultazioni ai sensi dell'articolo IV. Allo stesso tempo, hanno espresso
rammarico per il mancato raggiungimento del criterio di performance NIR di
giugno, dovuto in parte alla guerra in Medio Oriente, e hanno manifestato
preoccupazione per i ritardi nell'attuazione delle riforme strutturali cruciali
per il programma. Dato l'elevato livello di rischio, che rimane eccezionalmente
alto, e la persistente incertezza legata alla guerra, i direttori hanno evidenziato
gli elevati rischi di impresa.
I direttori hanno sottolineato che il
programma finanziato dal Fondo rimane un punto di riferimento fondamentale per
una stabilità macroeconomica duratura e hanno ribadito l'importanza di
mantenere una forte responsabilità e di attuare le riforme in modo tempestivo.
Ciò è fondamentale per preservare la credibilità delle politiche, catalizzare i
finanziamenti esterni, sostenere l'adesione dell'Ucraina all'UE e raggiungere
gli obiettivi del programma. I direttori hanno messo in guardia contro un passo
indietro nelle riforme e hanno raccomandato di rafforzare il coordinamento e di
costruire un ampio consenso per le riforme chiave.
I direttori hanno convenuto che la
politica fiscale a breve termine deve concentrarsi sull'allineamento
dell'esecuzione del bilancio con il budget disponibile, portando avanti al
contempo le riforme delle entrate. Hanno sollecitato la definizione delle
priorità di spesa, attuando pienamente le principali misure di politica
fiscale. I direttori hanno sottolineato che il ripristino della sostenibilità
fiscale e del debito a medio termine richiederà il rafforzamento della
mobilitazione delle entrate interne e dell'amministrazione fiscale, il
miglioramento dell'efficienza della spesa e il consolidamento dei quadri di
bilancio. Anche il completamento della strategia di ristrutturazione del debito
delle autorità contribuirà al ritorno alla sostenibilità.
I direttori hanno sottolineato che la
politica monetaria dovrebbe rimanere focalizzata sull'ancoraggio delle
aspettative di inflazione e hanno accolto con favore la maggiore flessibilità
del tasso di cambio. Hanno sottolineato l'importanza di preservare
l'indipendenza della Banca Nazionale dell'Ucraina e di seguire un approccio
alla politica monetaria basato sui dati. I direttori hanno raccomandato un
approccio prudente alla liberalizzazione dei cambi e un graduale ritorno a un
obiettivo di inflazione completo solo quando le condizioni lo consentiranno.
Hanno incoraggiato il proseguimento dei progressi nel rafforzamento della
vigilanza sul settore finanziario, nell'avanzamento dei quadri di gestione
delle crisi e nel continuo miglioramento della governance, in particolare delle
banche statali, al fine di sostenere una crescita del credito sostenibile e la
ricostruzione. Sarà inoltre importante accelerare le riforme in materia di
antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo Aml-Cft.
I direttori hanno sottolineato che il
rilancio delle riforme strutturali è fondamentale per promuovere un'economia
dinamica, più resiliente e basata sul mercato. Hanno accolto con favore
l'analisi sulla riduzione dell'economia informale e hanno evidenziato la
necessità di migliorare il contesto imprenditoriale, rafforzare la governance e
lo stato di diritto e ridurre le vulnerabilità alla corruzione. Hanno inoltre
sottolineato l'importanza di garantire la sicurezza energetica.
I direttori hanno convenuto che
l'accordo esteso per l'Ucraina continua a soddisfare le politiche che regolano
le garanzie di finanziamento del Fondo per i prestiti UCT in condizioni di
incertezza eccezionalmente elevata. Hanno concordato sul fatto che il programma
rimane pienamente finanziato sia nello scenario di base che in quello negativo
e hanno accolto con favore le continue garanzie di finanziamento da parte dei
partner internazionali dell'Ucraina. Hanno sottolineato che un sostegno esterno tempestivo e prevedibile rimane
indispensabile per la corretta attuazione del programma e per il ripristino
della sostenibilità del debito e della redditività esterna.
Gli
amministratori hanno inoltre riconosciuto che un gruppo significativo di
azionisti del Fondo ribadisce il proprio riconoscimento dello status di
creditore privilegiato del Fondo per gli importi attualmente dovuti al Fondo
dall'Ucraina, nonché per eventuali acquisti effettuati nell'ambito dell'accordo
esteso. Gli amministratori hanno inoltre osservato che tali azionisti si
impegnano a fornire un adeguato supporto finanziario per garantire la capacità
dell'Ucraina di adempiere a tutti i suoi obblighi nei confronti del Fondo, in
conformità con lo status di creditore privilegiato del Fondo e a complemento
del quadro di gestione del rischio multilivello del Fondo.
Si prevede che la prossima consultazione ai sensi dell'articolo IV con
l'Ucraina si terrà in conformità con la decisione del Consiglio esecutivo sui
cicli di consultazione per i membri con accordi con il Fondo.
CONSUMO DI SUOLO
Il nostro Municipio a Sud-Sud Est è poco servito dalle
metropolitane ma purtroppo anche il più interessato a nuovi insediamenti
abitativi. I nostri quartieri hanno visto numerosi cambiamenti, e
ulteriori costruzioni di grattacieli sono già previste (per esempio in Via
Lampedusa).
La circle line rosa avrà tempi di realizzazione molto
lunghi. Quindi, indipendentemente dal percorso che sarà definito più avanti, il
Municipio 5 chiede di prevedere un tracciato che includa il prolungamento della
M2 da Piazza Abbiategrasso. Le ipotesi di tracciato parrebbero 7, il primo
(indicato dal Piano Urbano Mobilità Sostenibile) passerebbe da zona Ripamonti-
via Monti Sabini verso Noverasco Opera e, come altri ipotizzati, potrebbe
implicare il passaggio della metropolitana nella parte nord del Parco. Le due
ipotesi più caldeggiate dal Municipio 5 vedrebbero passare la Metro lungo Via
Medeghino e Piazza Agrippa (con conseguente distruzione di piante pregiate,
storiche e sane) oppure fuori terra attraverso le campagne, ai margini del
Parco del Ticinello. Per molti nella nostra comunità, il parco non è solo uno
spazio aperto; è un rifugio dove le famiglie si riuniscono, i bambini giocano e
tutti trovano serenità camminando tra la natura ed i suoi suoni, circondati dal
verde. La costruzione della metropolitana attigua al parco, nella campagna,
comporterà consumo di suolo, distruggendo la bellezza naturale e ciò che questo
spazio rappresenta per noi. Inoltre sarebbe inevitabilmente il viatico a nuove
costruzioni. Gli ecosistemi locali verrebbero devastati, compromettendo
l’habitat di numerose specie animali e vegetali. Esistono tuttavia alternative
che possono essere adottate per salvaguardare la natura. Possiamo esaminare
altri percorsi per la metropolitana che non compromettano spazi verdi vitali.
Occorre che tutti gli abitanti della zona veglino e
partecipino agli incontri che il Comune ed il Municipio 5 hanno promesso per la
condivisione, che, come annunciato, dovrebbero tenersi nel mese di Settembre
2026.
Confidiamo di essere interpellati come cittadini il prima
possibile, e comunque prima che il progetto venga approvato in via definitiva.
Vi invitiamo pertanto a consultare spesso la stampa di zona o la nostra pagina
FB, dove, se li avremo, pubblicheremo i dettagli dell’incontro in Municipio
appena ne verremo a conoscenza. In attesa degli incontri in Municipio riteniamo importante
fare presente alla giunta comunale ed al Municipio quanto siano importanti per
noi le aree verdi e gli alberi del nostro territorio.
Firmate questa petizione per dimostrare alle autorità che
esiste un interesse collettivo nella preservazione dei nostri spazi verdi e
nella ricerca di alternative più sostenibili. Chiediamo con forza lo stop
alla distruzione di aree verdi e al consumo di suolo. Insieme, possiamo fare la differenza e salvaguardare il cuore
verde della nostra comunità.
Firma questo appello
https://www.change.org/p/un-treno-nei-campi-no-alla-costruzione-della-metropolitana-attigua-al-parco-del-ticinello/psf/promote_or_share
Comitato Difesa Ambiente Zona 5
comitato.difesa.ambiente.zona.5@gmail.com
LE CRISTALLERIE DI CERRI

Giovanni Cerri: Le Cristallerie
A seguito della
pubblicazione del mio scritto “Le Cristallerie della Bovisasca” (“Odissea”
martedì 4 agosto 2026)
https://libertariam.blogspot.com/2026/08/le-cristallerie-della-bovisasca-di.html
l’artista Giovanni Cerri ci ha fatto
pervenire questo suo bellissimo quadro delle Cristallerie realizzato con
tecnica mista su tela a maggio. Esattamente un mese prima dell’appello che il
Comitato ha lanciato pubblicamente per impedirne la demolizione. Il lavoro è
stato preceduto da due studi preparatori di dimensioni più piccole che
riproduciamo.
Cogliamo l’occasione per
ripubblicare l’appello che si può ancora firmare.

Appello per lo stabilimento di via Bovisasca a Milano “Odissea”
https://libertariam.blogspot.com/2026/06/bovisa.html
Nota biografica di Giovanni Cerri
Nato nel 1969 a Milano, dove vive
e lavora, ha iniziato a esporre nel 1987 e da allora ha tenuto mostre in Italia
e all’estero, esponendo in importanti città come Berlino, Francoforte, Colonia,
Stoccarda, Copenaghen, Parigi, Rabat, San Francisco, Varsavia, Toronto. Sue
opere figurano in collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra cui
citiamo: Museo della Permanente (Milano), Galleria d’Arte Sacra dei
Contemporanei, Museo di Villa Clerici (Milano), Museo Civico “Floriano Bodini”,
Gemonio (VA), Museo Italo Americano di San Francisco (U.S.A.), Ningbo Art
Museum (Cina), Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera (BS). Nel 2026 viene edita da Prearo
Editore la sua monografia: Ante e post mundum a cura di Vera
Agosti.
ARMONIE D’ARTE
Il grande jazz tra lirismo, swing e libertà
improvvisata.

Joey Calderazzo
Venerdì
7 agosto alle ore 22.00, nello scenario incantato dell’Orto Botanico di
Soverato, Armonie d’Arte Festival accoglie uno dei pianisti più autorevoli
della scena jazz contemporanea mondiale: Joey Calderazzo, in trio con Orlando
Le Fleming al contrabbasso e David Hawkins alla batteria, per l’unico concerto
2026 nel meridione italiano.
Nato a New
Rochelle, nello Stato di New York, nel 1965, ma con una famiglia originaria
proprio della Calabria che con la grande emigrazione italo-americana
ha portato moltissimi cognomi del nostro Meridione negli Stati Uniti e non
solo, Calderazzo appartiene a quella generazione di musicisti cresciuti nel
solco della grande tradizione del jazz afro - americano, ma capaci di
rileggerla con una voce personale e assai più percussiva rispetto al poetico
lirismo di un Bill Evans.
È piuttosto
ravvisabile in un titano come McCoy Tyner il suo modello di riferimento.
Pianista precocissimo, si avvicina al jazz grazie alla passione per giganti
come Chick Corea, appunto Tyner, Herbie Hancock e Art Tatum, sviluppando presto
una tecnica straordinaria e un forte senso melodico. La svolta
della sua carriera arriva negli anni Ottanta grazie all’incontro con Michael
Brecker, che lo coinvolge nel suo quintetto e lo introduce ai vertici della
scena internazionale. Calderazzo debutta poi come leader per la prestigiosa
Blue Note e negli anni Novanta diventa una figura centrale del quartetto di
Branford Marsalis, raccogliendo l’eredità del pianista Kenny Kirkland e
contribuendo alla definizione di uno dei gruppi più importanti del jazz
moderno. Il suo stile unisce forza ritmica e raffinatezza armonica: un pianismo
capace di passare dalla tensione del post-bop alla dimensione più intima della
ballad, sempre sostenuto da un tocco profondamente personale. Nel trio trova
probabilmente il terreno ideale per esprimere la sua idea di musica: il dialogo
costante tra i musicisti, la sorpresa dell’istante e una concezione
dell’improvvisazione come viaggio condiviso.
La lunga
collaborazione con Orlando Le Fleming, bassista di grande sensibilità e
solidità ritmica, ha dato vita negli anni a un sodalizio particolarmente
intenso, arricchito in questa fase dal contributo del batterista David Hawkins.
Il repertorio del trio alterna composizioni originali, standard e riletture
capaci di mettere in evidenza la straordinaria capacità narrativa di
Calderazzo. A Soverato arriverà dunque un artista che rappresenta una delle
espressioni più mature della scena contemporanea: un musicista che guarda alla
storia senza nostalgia, trasformando la lezione dei grandi maestri del passato in
una voce ancora pienamente viva e attuale, e diventato lui stesso un maestro di
riferimento per le nuove generazioni a livello globale.
| Joey Calderazzo |

“Dopo aver vissuto straordinari spettacoli di
danza, teatro e musica al Parco archeologico di Scolacium, con un pubblico
folto ed entusiasta - dichiara il direttore artistico Chiara Giordano - torniamo
a Soverato con il jazz di più elevato profilo e blasonata carriera. E c’è da
dire che jazz per noi rappresenta uno spazio del cuore non solo perché abbiamo
già ospitato il gotha di questo genere a livello internazionale e di ogni tempo
ricevendone tanta gioia e soddisfazione, ma soprattutto perché il jazz
rappresenta un sincretismo culturale totalmente in linea con l’idea di arte che
desideriamo condividere: quella delle possibili armonie d’arte che arrivano da
transiti, approdi e permanenze di creatività, contenuti, contesti e genti
diverse che poi, nel segno della musica, come del teatro e della danza, danno
vita a nuove vie, proprio come accaduto per il jazz nascente e a tutt’oggi”.
Tutte le
informazioni e ticketing sul sito
www.armoniedarte.com e sui canali social
dedicati.


























