FANATISMO, INTEGRALISMO E GUERRA
di Romano
Rinaldi
Nel totale caos col quale l’attuale amministrazione
americana intende dare una “regolatina” al mondo, secondo un principio
totalmente ignoto a tutti, compresi i rappresentanti di quel governo ma che
richiama vagamente l’idea dell’Apocalisse biblica, non poteva mancare il
ricorso all’investitura divina per avallare le efferatezze, la brutale violenza
e l’illogicità delle azioni intraprese e di quelle programmate da questa tribù
di ignoranti e primitivi che ha occupato i gangli del potere negli Stati Uniti
d’America col fondamentale aiuto elettorale delle fanatiche sette evangeliste.
Vedasi la scena dell’imposizione delle mani sul corpo del capo nello studio
ovale della capanna bianca. E non poteva mancare il condimento delle deliranti
parole inneggianti alla distruzione totale senza pietà del nemico pronunciate
dal Ministro della Guerra (si chiamava Segretario alla Difesa!), che rivelano
un fanatismo disumano senza confini. Qualcosa di più simile al satanismo che
alla strategia militare. Del resto, non a caso c’è una naturale Sehnsucht tra
Trump e Putin. Anche questi lanciò la cosiddetta “Operazione Militare Speciale”
quattro anni fa, con la benedizione del Patriarca della Chiesa Ortodossa di
Russia Kyrill e con questi non manca occasione di partecipare alle cerimonie
religiose in cui i soldati russi morti nella scriteriata guerra contro
l’Ucraina, sono elevati al rango di martiri con l’assicurazione di un posto in
Paradiso. Il seguito di questo “principio” non poteva mancare da parte di
Netanyahu, il quale, costretto a difendersi per comuni reati e temendo di
perdere sia il potere che la libertà, non ha trovato di meglio che rispolverare
i rotoli della Torah e rivendicare il diritto alla cancellazione dei nemici del
popolo ebraico, servendosi dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 o forse
addirittura fomentandolo. In questo modo è anche riuscito a risvegliare nel
mondo intero i più biechi sentimenti di antisemitismo che l’olocausto aveva
ricoperto di vergogna per una buona ottantina d’anni.
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| L'unto del Signore... |
Questa deriva fanatica integralista e fondamentalista doveva necessariamente sfociare in una guerra contro la teocrazia per antonomasia, in Iran. A questo punto sono coinvolti almeno tre fondamentalismi ma sappiamo bene che il mondo musulmano non si è mai risparmiato lotte e guerre tra integralismi rivali, cosa che aumenta enormemente rischi e conseguenze su una scala geopolitica ancora più ampia. Di fronte a questa complicatissima situazione creata congiuntamente con la stupida ricerca di una soluzione semplice qual è la guerra, dagli idioti di turno, c’è veramente da temere per la tenuta della cosiddetta civiltà umana. Non per nulla molti governanti, specialmente dalle nostre parti, non sapendo che pesci pigliare, buttano l’amo in qualche pozza più nota ma forse solo per fare il bagno al verme! Quale potrà essere la via d’uscita? Ragionando pragmaticamente, una volta che la massima potenza militare in tutta questa disputa avrà la percezione di non poter raggiungere alcun risultato tra quelli che immagino avrà pur messo in conto anche in assenza di un obiettivo preciso, dovrà ritornare al carattere originario della sua dottrina e azione, ovvero il tentativo di dominare l’economia del mondo attraverso la forza. Ma l’economia del mondo non si può dominare partendo da un’economia indebolita dagli effetti di una guerra dalle implicazioni economiche imprevedibili e potenzialmente serissime anche per gli USA.
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Santo subito...
In questa
situazione sarebbe auspicabile un’attiva assistenza all’assunzione di quel
ruolo che spetterebbe all’Unione Europea in funzione della sua indiscutibile
potenza economica da parte degli Stati membri e delle pur fievoli Istituzioni dell’Unione.
Con l’attivazione di tutti i possibili canali economico-diplomatici per
sfruttare rapidamente l’apertura offerta dal Presidente Iraniano di non
attaccare gli stati confinanti (e non) a patto di non essere attaccati e così
mantenere attivo il traffico marittimo nello stretto di Hormuz cruciale al fabbisogno
energetico europeo. Un’operazione possibile facendo valere con determinazione gli
accordi commerciali esistenti e ormai ben consolidati per questo settore con
tutti i produttori dell’area. Nel frattempo, c’è solo da sperare che al posto
del mantra MAGA, torni in auge il principio TACO (1) e col naso
sanguinante, il colosso potente ma stupido si ritragga e con lui la remora
integralista israeliana e lascino il campo a chi riesce ancora ad occuparsi di
problemi complessi.
(1) R. Rinaldi,
ODISSEA 23/2/26
https://libertariam.blogspot.com/2026/02/acronimi-e-significati-reconditi-di.html?m=1
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