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UNA NUOVA ODISSEA...
DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES
Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.
Angelo Gaccione
LIBER
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
lunedì 30 marzo 2026
APPELLO PER UN PRIMO MAGGIO UNITARIO
Contro la guerra, contro il riarmo, contro la
svolta autoritaria!
Si
avvicina la giornata che ha le più profonde radici storiche per il movimento
operaio: il 1° Maggio. Questa giornata di lotta si fonda sulla prima e più
antica parola d’ordine della classe operaia: l’unità internazionale dei
lavoratori di tutti i paesi. Contro la guerra, contro il riarmo, contro la svolta autoritaria.
Chiediamo che il 1° Maggio i sindacati organizzino cortei unitari.
Da
ormai molti anni le manifestazioni del 1° Maggio vedono moltiplicarsi
appuntamenti contemporanei in piazze diverse. Dopo gli scioperi separati contro
la legge di Bilancio ed il vuoto di mobilitazione dei mesi successivi, è
necessario rilanciare l’iniziativa unitaria dei lavoratori e l’opposizione
sociale contro la guerra e le politiche neoliberiste sviluppate dal governo
Meloni sulla scia di quelli che l’hanno preceduto, ossia contro lavoratori e
lavoratrici.
Lottiamo
insieme: Per dire No ai piani di riarmo e ad ogni intervento militare! Per forti aumenti dei salari,
delle pensioni e della spesa sociale! Contro la precarietà del lavoro e per il
salario minimo legale! Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di
salario! Per dire No all’austerità e Sì alla tassazione delle grandi ricchezze! Per il diritto di cittadinanza ai/alle
migranti e la chiusura dei CPR!
Da Gaza alla Cisgiordania, dall’Ucraina
all’Iran, il
capitalismo globale, sulle orme di Trump, sta marciando verso una nuova guerra
mondiale. I governi d’Europa e dell’Italia seguono un “doppio standard”
rispetto alla spesa pubblica: da tagliare senza limiti se si tratta di qualcosa
di utile ai lavoratori e alle
lavoratrici, da aumentare senza limiti se serve all’industria delle
armi, dopo che per decenni sono stati imposti sacrifici, e pesanti tagli alla
spesa sociale e alle pensioni in nome del contenimento del debito pubblico.
Tutto ciò mentre il diritto di sciopero viene pesantemente limitato dalle leggi
antisciopero (146/1990 e 83/2000), come denunciato di recente anche dalla CEDS
(Comitato europeo dei Diritti Sociali), contro le quali dobbiamo lottare.
Questo quadro non è
ineluttabile, come hanno già
ribadito milioni di lavoratori e lavoratrici, in un movimento di massa che non si vedeva in Italia da decenni, contro la
guerra e contro il genocidio a Gaza. In quelle manifestazioni i sindacati di base e la CGIL, sulla
spinta del movimento, hanno superato le divisioni e hanno agito uniti,
potenziando e rafforzando le
mobilitazioni. Quell’unità si è poi persa già
nell’affrontare la manovra di bilancio del governo, con due scioperi separati:
sindacati di base da una parte (28 novembre), CGIL dall’altra (12 dicembre), mentre i vertici di CISL, UIL e
sindacati autonomi, nonostante la contrarietà di una parte dei loro iscritti,
non solo non sono scesi in piazza ma hanno, di fatto, accompagnato le politiche
sociali ed economiche del governo. Bisogna, invece, recuperare e
rilanciare quella spinta formidabile: nulla sarebbe oggi più contrario al
significato del Primo Maggio che organizzare iniziative sindacali ciascuno per
sé. Alla logica
dell’oppressione e dello sfruttamento - di classe e di genere - vogliamo
contrapporre quella della solidarietà e del rispetto della dignità umana. È necessario compiere un passo
avanti concreto e significativo verso l’unità d’azione dei lavoratori e delle
lavoratrici, dei sindacati e dei movimenti che si oppongono alla guerra e al
neoliberismo, costruendo convergenze con il movimento di liberazione delle
donne e con le lotte dei precari e delle precarie, dei disoccupati e delle
disoccupate, dei e delle migranti, degli studenti e delle studentesse, degli
intellettuali.
Perciò lanciamo questo appello per un 1°
Maggio di unità e di lotta, e chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici,
aderenti e non aderenti al Sindacato, di firmarlo e diffonderlo!
LAVORATORI
E LAVORATRICI AUTOCONVOCATE
Mariopaolo
Sami - USB Vvf - Coord. prov. USP PI Genova
Francesco
Cori Rsu Flc Cgil
Pasetti
Luciano luca, dirigente provinciale e nazionale Flaica Cub Milano.
Giovanni
Rivecca operaio Stellantis Melfi, direttivo Fiom Basilicata
Paolo
Defilippi - SI Cobas Amiu - Genova
Fausto
Cristofari iscritto SPI Torino
Marco
Montemurro, impiegato, Fiom
Niccolò
Di Francesco, USB scuola Lombardia.
Renato
Caputo RSU CGIL
Enrico
Baroni CUB pensionati
Davide
Racca, RSU Flc Cgil
Monica
Coin RSU IAM fp CGIL
Roberto
Villani RSU FLC CGIL
Chiara
Patrizia Tardivello SPI-CGIL AG-nazionale
Massimiliano
Dancelli - Assemblea generale Fiom Cremona.
Pasquale
Vecchiarelli FP CGIL
Fulvio
Parisi FISAC CGIL
Giancarlo
Vasino - assemblea generale SPI Piemonte
Selena
Di Francescantonio RSU Fp Ministero Interno CGIL
Valentina
Tedesco tesserata CGIL
Luigi
Orru' Direttivo FLC CGIL Piacenza
Tania
Poguisch Filcams Cgil Messina
Albanese
Antonietta
Luca
Scacchi, Flc cgil
Domenico
Calbi
FP
CGIL GENOVA - RSU
Tito
Griffini SPI cgil
Lucia
Cacciapuoti cgil
Giovanna
Capelli Spi Cgil Milano
Antonello
Patta
Amalia
Masullo dipendente Ministero Infrastrutture e Trasporti
Riccardo
Cosmelli SPI CGIL Genova
Lucia
Deleo SPI CGIL Genova
Martina
Capuano Nidl Cgil Genova
Erika
Schenoni Roggero CGIL
Gustavo
Filippucci CUB-università Bologna
Luca
Corvitto
Stefania
Guatto Usb
Michel
Tripepi
Angelica
Bergamini
Mauro
Covili SGB
Fabrizio
Soddu
Claudia
Di Cioccio
Maria
Giuseppina Gianotti SPI CGIL
Lucia
Pasquariello CGIL
Chiara
A.L. Casella FLC-CGIL
Massimiliano
Pepe Cgil
Valentina
Paravano FLC CGIL
Fabrizio
Baggi
Cadigia
Perini Spi-Cgil
Aurora
Frigerio Uil
Chiara
Giacometti Flc Cgil
Romolo
Calcagno RSU FLC CGIL
Valerio
Cordiner
Marco
Beccari FLC CGIL
Anna
Maria Cicellyn Comneno Cgil
Giuseppe
Aragno
Aristide
Donadio
Gabriella
Nicolì Cobas scuola
Vittorio
Bongiorno
Nadia
Primerano
Emilia
Antonucci
Elisa
Rabino
Marina
Moriconi FLC CGIL
Francesco
Paolo Caputo FLC-CGIL
Francesco
Bianco Usb
Rita
Coppola
Mariangela
Calderone
Luisa
Barba FLC - CGIL
Lucia
Cacciapuoti Cgil
Emiliana
Casu CGIL
Norma
Bertullacelli Cobas
Matteo
Gigliotti
Marco
Besana USB
Stefania
De Marco Cgil
Michele
Losindaco Cgil
Luciana
Piccinni
Veronica
Morea RSU FLC-CGIL
Chiara
Petrelli
Laura
Petermaier Flc- Cgil
Filippo
Domenicucci Non iscritto
Antonietta
Albanese
Francesca
Lupo
Nicola
Candido CGIL FP Siracusa
Anna
Mostocotto CGIL
Valeria
Allocati
Sarah
Morteza USB
Elena
Costanzi
Sandy
Da Fre
Francesca
Bardi
Alessandra
Varisco
Stefania
Ravasio Cisl
Beniamino
Caputo FLC CGIL
Maria
Paola Savo CISL
Fabio
Cannizzaro FLC CGIL
Margherita
Dametti RSU FILCAMS Cgil
Lidia
Carra UIL
Giuliano
Ciampolini ex operaio, iscritto alla CGIL
e
delegato nelle aziende dove ho lavorato
Silvia
Grinzato Cgil Alto Adige
Paola
Vada USB pensionati PI
Monica
Costanzo
Luisa
Barba FLC CGIL
Fabrizio
Colombelli
Riccardo
Filesi FLC CGIL Roma
Luca
Cangemi RSU FLC CGIL Catania
Beniamino
Caputo FLC CGIL
Francesca
Aureli Cgil
Massimiliano
Chiantese
Simone
Antonioli USB
Paolo
Carsetti FLC CGIL
Letizia
Adduci FLC CGIL
Simona
Cuomo Cgil
Maria
Durante Cgil
Tatiana
Bertini Cgil fp
Piero
Del Frate
Chiara
Tucci
Rossana
Ferraro CGIL
Isabella
Cellerino Spi CGIL
Adriana
Piccari
Maria
Leonarda Notarangelo Cgil
Andrea
Ilari FLC CGIL
Guido
Masotti RSU FLC CGIL Provincia di Lucca
Elena
Bovolenta
Giulia
Bertagna
Antonio
Masullo
Marina
Boscaino Nessuno
Caterina
Cacciabaudo Cgil
Giorgio
Colombo Spi Cgil
Quotidiano
online “Odissea” - Milano
ISRAELE STATO CANAGLIA
Parte ufficialmente una nuova
campagna di boicottaggio BDS Italia contro le Banche complici di Israele.
BDS Italia
annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente
rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le
istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in
operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in
Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla
Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in
collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre
periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di
pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI),
in un recente documento, invita al disinvestimento da aziende produttrici di
armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono
coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele:
Il
finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti
nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel
genocidio dei palestinesi.
La
sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e
di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che
colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo).
L’allocazione
- attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale
proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori
industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue
crescenti violazioni del diritto internazionale.
Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro
direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti
con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente.
I due obiettivi principali della Campagna BDS Italia Banche Complici sono:
1.
Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della
complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione,
negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da
parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania).
2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali
delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano
più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non
dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità,
chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri
risparmi e investimenti a istituti meno complici.
BDS Italia – gruppo di lavoro Embargo Militare/Banche complici:
bdsitalia.embargomilitare@gmail.com – referente Loretta
Mussi +39 3338312194
Segreteria Campagna di pressione “Banche armate”:
campagnabanchearmate@gmail.com – Rosa Siciliano +39
3391380637
Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (boicottaggio,
disinvestimento, sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org
Per
ulteriori informazioni sulla Campagna di pressione alle “Banche armate”: banchearmate.org
BDS ITALIA
sito: bdsitalia.org
email: bdsitalia@gmail.com
social: instagram | facebook
Per contatti:
BDS
Italia Comunicazione
bdscomunicazione@gmail.com
domenica 29 marzo 2026
MUSICA
di Eliana Grasso
Napoleone tra mito e rovina nella musica di
Beethoven e Liszt.
La figura di Napoleone Bonaparte
incarna l’ideale dell’eroe moderno: geniale, ambizioso, capace di sfidare il
destino, ma inevitabilmente destinato alla caduta. Questa duplice dimensione -
grandezza e rovina - attraversa tre opere musicali profondamente legate al suo
mito: le Variazioni sul tema della Sinfonia n. 3 “Eroica”, la Sonata
“Appassionata” op. 57 e la Vallée d’Obermann. Nelle Variazioni,
Beethoven rielabora il motivo dell’“Eroica”, inizialmente dedicata a Napoleone.
Il tema si trasforma in un percorso simbolico: dall’entusiasmo rivoluzionario
alla consapevolezza tragica, riflettendo la parabola dell’eroe che da
liberatore diventa tiranno. Nelle prime battute, il basso si presenta con il
contrasto drammatico dei tre colpi del fortissimo sulla dominante; su questa
base, Beethoven sviluppa contrappunti a due, a tre e quattro voci, prima che
emerga il tema principale. Le prime variazioni seguono uno stile più
tradizionale, con una raffinata scrittura virtuosistica che interviene sia sul
tema, sia, occasionalmente, sul basso. La settima variazione introduce un
canone indipendente dal tema, con un’ironia arguta, mentre l’ottava variazione
si apre a un mondo melodico differente, ricordando l’intensità di un breve
klavierstück romantico. La nona riprende un tono brillante, segnando l’inizio
di una nuova fase del ciclo. La quattordicesima variazione, in tonalità minore,
si distingue per la ricchezza armonica e si collega direttamente alla
quindicesima, in tempo lento, caratterizzata da un’ornamentazione originale che
rielabora in chiave innovativa elementi barocchi, culminando nella splendida
fuga finale. La Sonata “Appassionata” fu composta negli anni segnati dalle
guerre napoleoniche. Alcune fonti ricordano la sua circolazione manoscritta
durante l’occupazione francese di Vienna nel 1805, riflettendo il clima
drammatico del periodo. In essa Beethoven esprime la lotta titanica dell’uomo
contro il destino, la stessa tensione che animò Napoleone. Con la Vallée
d’Obermann, Liszt trasforma l’eroismo in meditazione. L’artista romantico
diventa l’erede disilluso di Napoleone: non più conquistatore del mondo, ma
esploratore della propria anima. La grandezza si fa introspezione, e la
battaglia si sposta dall’azione alla coscienza.
MUSICA
di Bruna Panella
I concerti dell’Assunta in Vigentino
Bel
concerto, con Graziella Baroli al cembalo, Marta Fumagalli contralto e
l’Orchestra dell’Assunta diretta da Paolo Volta quello di mercoledì 25 marzo 2026
alla Chiesa di Santa Maria Assunta. La prima parte del programma era dedicata
interamente a J. S. Bach con lo splendido concerto n. 2 BWV 1053 per cembalo,
eseguito con piglio e precisione ritmica richiesti dalla scrittura bachiana di
questo estroverso mi maggiore. Come sempre il grande Bach riesce a conciliare
il rigore matematico con l’espressività dei suoi temi andando a toccare le
corde profonde dell’animo. Aspetto questo molto evidente nel movimento centrale
del concerto nella malinconica tonalità di do# minore. Il programma è
proseguito con la Cantata BWV 200 seguita da un Recitativo e Aria tratti dalla Passione
secondo Matteo BWV 244 dove il contralto Marta Fumagalli ha saputo rendere
con grande espressività e drammaticità il contesto struggente del dolore “Se le
lacrime sulle mie guance non possono nulla, oh, allora prendi anche il mio
cuore!” È stata poi eseguita una delle otto Sinfonie per archi giovanili di
Felix Mendelssohn, la terza in mi minore, composte fra il 1821 e il 1823 fra
l’età di 12 e 14 anni (!) dando prova di una incredibile maturità musicale e
mettendo in evidenza non solo la cantabilità dei suoi temi ma anche un rigore
di scrittura derivato, in età così giovane, da uno studio già molto
approfondito della composizione contrappuntistica. Non a caso sarà lui a
“riscoprire” la Passione secondo Matteo dopo anni di oblio.
Abbiamo poi ascoltato un pregevole “Salve Regina” del compositore Giacomo Francesco Milano Franco d’Aragona, a torto poco conosciuto. Eseguito dal contralto Marta Fumagalli che ancora una volta ha messo in luce il suo timbro di voce caldo ed espressivo, ricevendo, assieme a tutta l’orchestra magnificamente diretta, ripetuti ed entusiasti applausi. Calabrese di nascita (1699 - 1780), Milano era un personaggio eclettico: diplomatico, uomo politico, musicista di talento e apprezzato cembalista, ma anche marchese di San Giorgio e di Polistena, principe di Ardore e del Sacro Romano Impero. Fu allievo a Napoli di Francesco Durante cui regalò un puledro di razza selezionato nelle sue scuderie di Polistena. Per sdebitarsi Durante gli dedicherà un suo “Salve Regina”.
LEONOR FINI SCENOGRAFA E COSTUMISTA
di Angelo Gaccione
La Galleria
d’arte “Tommaso Calabro” ha sede in un magnifico palazzo di Corso Italia al
numero 47: Casa Grondona. Il proprietario, l’industriale Felice Grondona,
produttore di veicoli ferroviari, se l’era fatta costruire dall’architetto
Enrico Terzaghi nel 1876. La facciata si presenta con uno stile sobrio e
gradevole, arricchita da finestre con cornici, timpani e balconi. Quello
centrale è sorretto da quattro colonne. Il lungo sotto-gronda mostra mensoloni che
raffigurano maschere grottesche poco raccomandabili. Il giardino interno,
subito dopo l’atrio, è un’oasi di pace e non giunge all’interno nessun rumore
del traffico sempre molto intenso sul corso. Di questo silenzio godono le
stanze della Galleria che si raggiunge salendo i pochi gradini, e che vi fa
sentire come foste in un salotto privato invitato ad ammirare la collezione di
un amico. Ogni volta che ci torno si rinnova questa sensazione. Come ora che
sono venuto per vedere i disegni e gli acquerelli di Leonor Fini: tutti
“appunti”, bozzetti e studi su carta, realizzati per scene teatrali e balletti,
che la galleria Calabro ha acquistato da un privato, un amico dell’artista di
New York.
Sono lavori realizzati a partire dalla metà degli anni Quaranta fino
agli anni Sessanta del secolo scorso e si vede la mano duttile della
scenografa, della costumista. Si tratta, infatti, di costumi per spettacoli di
altri e di sé stessa, come per esempio Le Rêve de Leonor, il balletto da
lei ideato nel 1949. Ci sono i personaggi del teatro della Commedia dell’Arte
fra questi schizzi e disegni, e c’è lei stessa, se me la ricordo bene, divenuta
sempre più magra e malata, quando la vidi a Milano per un lavoro che sulla
pittrice stava realizzando l’amico franco Alimena della International Film.
L’acquerello della madama in vestito rosso e corona in testa esposto in mostra è
lei, ne sono certo. La grande visionaria surrealista amava travestirsi anche
nella vita quotidiana ed esibire vestiti di grande originalità e pettinature
che di sicuro non passavano inosservate.
ALBUM
Galleria Tommaso Calabro
Corso Italia 47 - Milano
Info@tommasocalabro.com
Tel. 02 - 49696383
Orari di apertura 11 - 19
Da martedì a sabato
I GIOCHI OLIMPICI
di Luisa Bonetti
Adesso che i Giochi Olimpici Milano Cortina sono
terminati è il momento per una riflessione sulla loro attualità e il loro
impatto emotivo. Una lunga storia questa delle Olimpiadi che si è potuta
ripercorrere nelle sale della Fondazione Rovati con la mostra I Giochi
Olimpici. Una storia lunga tremila anni. Reperti greci, etruschi, romani
accanto a memorabilia del secolo scorso e di un passato più recente si
alternano, si confrontano e si intrecciano in un continuum tra mondo
antico e mondo moderno. Le
Olimpiadi antiche, nate nel Santuario di Olimpia nel 776 a.C. in onore di Zeus,
si sono diffuse poi anche tra il popolo etrusco e romano. Dopo millenni vennero
sospese dall’imperatore Teodosio I nel 393. Come si sa le Olimpiadi moderne
furono volute da Pierre de Coubertin nel 1896 e si svolgono ogni quattro anni
in una sede differente toccando i cinque continenti e dando così un significato
preciso al concetto di universalità, non solo per la provenienza degli atleti
in gara ma anche per la copertura geografica. Nel 1926 vennero riconosciuti dal
CIO i Giochi Invernali la cui prima edizione non ufficiale si svolse a Chamonix
nel 1924. Le Paralimpiadi, sulle quali da alcuni anni si sta cercando di
attirare sempre di più l’attenzione del grande pubblico per la loro valenza
educativa, hanno una storia particolare. Tutto inizia nel 1948, in Inghilterra,
quando si organizzano dei giochi per i veterani della Seconda guerra mondiale
come terapia riabilitativa attraverso lo sport. La prima edizione estiva si
svolse a Roma nel 1960 e quella invernale nel 1976 in Svezia. I Giochi furono
sospesi solo nel 1914 e nel 1940 per le due guerre mondiali e rinviati nel 2020
a causa della pandemia. I principi dello spirito olimpico, definito Olimpismo,
sottolineano come lo sport sia indispensabile per promuovere una società
pacifica, inclusiva, e rispettosa della dignità umana, favorendo amicizia, fair
play, solidarietà. Si potrebbe obbiettare che alcuni di questi ideali non solo
trovano difficile applicazione all’interno di alcuni livelli del mondo olimpico
ma sono completamente disattesi nel mondo d’oggi. Tuttavia, la validità del
messaggio olimpico è sempre attuale e importante, soprattutto quando si vivono
tempi che sembrano portare la civiltà umana verso il baratro. La
presenza di tanti giovani visitatori alla Fondazione Rovati può accendere una
speranza sul futuro dell’umanità.
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