MUSICA
di Eliana Grasso
Napoleone tra mito e rovina nella musica di
Beethoven e Liszt.
La figura di Napoleone Bonaparte
incarna l’ideale dell’eroe moderno: geniale, ambizioso, capace di sfidare il
destino, ma inevitabilmente destinato alla caduta. Questa duplice dimensione -
grandezza e rovina - attraversa tre opere musicali profondamente legate al suo
mito: le Variazioni sul tema della Sinfonia n. 3 “Eroica”, la Sonata
“Appassionata” op. 57 e la Vallée d’Obermann. Nelle Variazioni,
Beethoven rielabora il motivo dell’“Eroica”, inizialmente dedicata a Napoleone.
Il tema si trasforma in un percorso simbolico: dall’entusiasmo rivoluzionario
alla consapevolezza tragica, riflettendo la parabola dell’eroe che da
liberatore diventa tiranno. Nelle prime battute, il basso si presenta con il
contrasto drammatico dei tre colpi del fortissimo sulla dominante; su questa
base, Beethoven sviluppa contrappunti a due, a tre e quattro voci, prima che
emerga il tema principale. Le prime variazioni seguono uno stile più
tradizionale, con una raffinata scrittura virtuosistica che interviene sia sul
tema, sia, occasionalmente, sul basso. La settima variazione introduce un
canone indipendente dal tema, con un’ironia arguta, mentre l’ottava variazione
si apre a un mondo melodico differente, ricordando l’intensità di un breve
klavierstück romantico. La nona riprende un tono brillante, segnando l’inizio
di una nuova fase del ciclo. La quattordicesima variazione, in tonalità minore,
si distingue per la ricchezza armonica e si collega direttamente alla
quindicesima, in tempo lento, caratterizzata da un’ornamentazione originale che
rielabora in chiave innovativa elementi barocchi, culminando nella splendida
fuga finale. La Sonata “Appassionata” fu composta negli anni segnati dalle
guerre napoleoniche. Alcune fonti ricordano la sua circolazione manoscritta
durante l’occupazione francese di Vienna nel 1805, riflettendo il clima
drammatico del periodo. In essa Beethoven esprime la lotta titanica dell’uomo
contro il destino, la stessa tensione che animò Napoleone. Con la Vallée
d’Obermann, Liszt trasforma l’eroismo in meditazione. L’artista romantico
diventa l’erede disilluso di Napoleone: non più conquistatore del mondo, ma
esploratore della propria anima. La grandezza si fa introspezione, e la
battaglia si sposta dall’azione alla coscienza.




















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