UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

venerdì 30 gennaio 2026

IL SIGNOR MATTO



Il signor Matto ha appena lanciato un’altra delle sue ormai tipiche minacce all’Iran.


È risaputo che l'Iran non vuole possedere armi nucleari. Esiste persino un editto religioso che lo afferma. L'Iran aveva negoziato un accordo nucleare con gli Stati Uniti che garantiva che l'Iran non avrebbe avuto i mezzi per costruire armi nucleari. Fu Trump a smantellare quell'accordo durante la sua prima amministrazione. Sappiamo quindi che il vero problema non è il nucleare. Il problema è la posizione anticoloniale generale dell'Iran e in particolare la sua costante resistenza all'occupazione sionista della Palestina. Qualsiasi tentativo di cambiare con la forza questa posizione ideologica di lunga data dell'Iran è destinato a fallire. Negli ultimi mesi, l'esercito statunitense ha aumentato le sue forze in Medio Oriente. Una flotta di portaerei è in posizione (archivio), diversi squadroni di caccia statunitensi e britannici sono stati schierati in Giordania e Qatar, e sono stati schierati sistemi di difesa aerea THAAD e Patriot per fornire ulteriori livelli di difesa aerea. Cacciatorpediniere statunitensi sono nel Mediterraneo a supporto delle difese aeree israeliane. Un attacco all'Iran avverrà principalmente con missili da crociera lanciati dall'esterno dello spazio aereo iraniano. Coinvolgerebbe anche bombardieri a lungo raggio provenienti dagli Stati Uniti. Sono in corso esercitazioni di guerra statunitensi. Tuttavia, anche l'Iran è pronto. Ha aumentato le sue forze missilistiche. Ha promesso di usarle contro le posizioni statunitensi in Medio Oriente e contro Israele come rappresaglia a qualsiasi attacco. Ha anche promesso di chiudere lo Stretto di Hormuz. Gran parte dell'approvvigionamento petrolifero mondiale scorre attraverso di esso. Una chiusura selettiva, che ad esempio consentirebbe il passaggio alle petroliere destinate alla Cina, è anch'essa una possibilità. Ma anche una chiusura parziale e prolungata farebbe improvvisamente aumentare i prezzi del petrolio e del gas in tutto il mondo. Le possibilità dei Repubblicani di vincere le elezioni di medio termine diminuirebbero. I principali alleati arabi degli Stati Uniti in Medio Oriente hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi avventura contro l'Iran. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar hanno dichiarato esplicitamente che non consentiranno operazioni statunitensi contro l'Iran dal loro territorio o attraverso di esso. L'ultimo attacco statunitense all'Iran è stato una sorpresa mentre i negoziati erano ancora in corso. È stato accompagnato da una campagna di omicidi e da squadre locali sul campo che hanno sabotato l'equipaggiamento di difesa aerea iraniano. È improbabile che una simile sorpresa possa ripetersi. L'Iran ha reagito all'attacco lanciando droni e missili verso Israele. Le prime salve hanno causato pochi danni, ma durante gli ultimi 12 giorni di guerra i missili iraniani hanno colpito costantemente obiettivi sensibili all'interno di Israele. Gli Stati Uniti e Israele erano a corto di difese aeree e avevano bisogno di porre fine al conflitto. La risposta iraniana a un altro attacco sarà immediata, precisa ed efficace. Durante i primi giorni la difesa aerea statunitense contribuirà a evitare i danni maggiori. Ma dopo una o due settimane, le preoccupazioni sulla disponibilità di munizioni porteranno probabilmente a una diminuzione delle intercettazioni missilistiche. Le vulnerabilità di Israele - installazioni portuali, industria chimica, ecc. - sono ben note e facili da colpire. Anche le navi statunitensi nel raggio d'azione dell'Iran sono in pericolo. È improbabile che il conflitto che ne deriverà sia breve quanto la recente campagna di 12 giorni. Potrebbe facilmente degenerare in una guerra di logoramento. A differenza dell'Iran, Israele possiede armi nucleari e potrebbe essere disposto a usarle. Ma, date le dimensioni e la numerosa popolazione l'Iran è probabile che finisca gravemente danneggiato, ma da vincitore. Ciò che Trump vuole è un'altra vittoria simbolica. Ha iniziato, come al solito, con una minaccia gigantesca nella speranza di ottenere una concessione minore che gli permetta di tirarsi indietro. Dubito che l'Iran sia dell'umore giusto per dargli quello che chiede. Questo gli lascia la scelta di tirarsi indietro senza vincere o di scommettere la casa e la sua presidenza sull'escalation. Che scelga saggiamente.

[Da “Moon of Alabama” 28 gennaio 2026]

 

THE BOSS IS BACK
di Romano Rinaldi


 


Nel maggio dello scorso anno Bruce Springsteen (The Boss) aveva già affrontato l’argomento della “sua” America che egli ha cantato per oltre 50 dei 250 anni dell’Unione, aprendo un concerto a Manchester (UK) con una orazione impietosa nei confronti di questa amministrazione USA che ne tradisce i principi fondamentali. Ne avevo dato conto su “Odissea” il 21-5-2025:
https://libertariam.blogspot.com/2025/05/il-canto-del-boss-di-romano-rinaldi-non.html?m=1
I recenti fatti di Minneapolis hanno ispirato al Boss una nuova canzone, scritta sabato scorso, registrata lunedì e pubblicata ieri (27-1-2026). Come prova che l’America non è quella che vorrebbero i nuovi “boss”, val la pena di leggere il testo di questa canzone. Per ascoltarla, la si può riprodurre sul telefonino dal collegamento riportato in fondo.
 




Minneapolis
di Bruce Springsteen
 
Attraverso il ghiaccio e il freddo invernale
lungo Nicollet Avenue
una città in fiamme combatteva il fuoco e il ghiaccio
sotto gli stivali di un occupante
l’esercito privato di Re Trump dal DHS
armi infilate nei cappotti

è venuto a Minneapolis per far rispettare la legge
o almeno così racconta la loro storia
contro fumo e proiettili di gomma
alla luce dell’alba
I cittadini si sono battuti per la giustizia
le loro voci risuonavano nella notte
e c’erano impronte insanguinate
dove avrebbe dovuto stare la misericordia
e due morti lasciati morire su strade innevate
Alex Pretti e Renee Good
 
Oh la nostra Minneapolis, sento la tua voce
cantando attraverso la nebbia insanguinata
prenderemo posizione per questa terra
e lo straniero tra noi
qui, nella nostra casa, uccidevano e vagavano
dell’inverno del ’26
ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
per le strade di Minneapolis
 
I teppisti federali di Trump picchiano
la sua faccia e il suo corpo
poi abbiamo sentito gli spari
e Alex Pretti giaceva nella neve, morto
la loro scusa era legittima difesa, signore
basta che tu non creda ai tuoi occhi
à il nostro sangue e le nostre ossa
e questi fischi e telefoni
contro le sporche bugie di Miller e Noem
 
Oh la nostra Minneapolis, sento la tua voce
piange attraverso la nebbia insanguinata
ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
per le strade di Minneapolis
 
Ora dicono di essere qui per far rispettare la legge
ma calpestano i nostri diritti
se la tua pelle è nera o marrone, amico mio
puoi essere interrogato o deportato a vista
 
In cori di ICE OUT ora
il cuore e l’anima della nostra città insistono
attraverso vetri rotti e lacrime insanguinate
per le strade di Minneapolis
 
Oh la nostra Minneapolis, sento la tua voce
cantando attraverso la nebbia insanguinata
qui, nella nostra casa, uccidevano e vagavano
nell'inverno del ’26
prenderemo posizione per questa terra
e lo straniero tra noi
ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
per le strade di Minneapolis
ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
per le strade di Minneapolis
 
https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DwWKSoxG1K7w&ved=2ahUKEwiUvee5g6-SAxXJh_0HHQY9GdwQuAJ6BAgREAE&usg=AOvVaw2pvbqQLYf2ul07sEVGlGFa

VERSI PER KOBANE
di Laura Cantelmo


 
Le eredi del Rojava
 
Nell’aria turchina di Siria rapide ombre
attraversano un tempo irreale, dove
coppie felici salivano un giorno
al Forte di Aleppo con occhi fuggenti
mano nella mano.
Oggi quelle giovani donne si sfanno
sotto la terra. I loro corpi fiorenti
i loro cuori immensi, coperti da pietre
tombali, hanno nomi di fiori di prato.
La musica dei cantastorie celebra le loro
intelligenze.
Risorgete, fiere donne del Rojava
tradite da chi vi mandava.
Col fucile avete ripreso al nemico
le zolle stuprate, all’uomo avete carpito
i diritti negati.
Riprende ogni giorno, ogni notte la lotta
infinita. Il vostro sangue imbratta
il guano e le blatte sulle case abbattute
sui letti le fredde lenzuola strappate.
Il vostro segreto destino ha una tinta di cielo
che a occidente ignoriamo.

 

 

MEMORIA
Le segnalazioni dei lettori





ALLA BIBLIOTECA OSTINATA DI MILANO
Il Pasolini di Di Poce 

giovedì 5 febbraio alle ore 18 via Osti 6 





giovedì 29 gennaio 2026

DEMOCRAZIA AMERICANA


Rastrellamenti di innocenti
in America

Ci hanno sempre parlato degli Stati Uniti come la patria della libertà e della democrazia; come del Paese in cui la giustizia è al di sopra di ogni sopruso, dove il Potere della Stampa non si lascia addomesticare… Insomma, come un modello per il mondo intero. E allora com’è possibile che un uomo solo abbia potuto concentrare nelle sue mani un potere così assoluto senza dover rispondere a nessuno tanto da dotarsi di una milizia armata criminale che terrorizza il Paese come nelle più disgustose delle dittature? Come è possibile che quest’uomo sia ancora in circolazione e non lo abbiano ancora arrestato e messo in galera? [A. G.]  

DIFESA E GUERRA
di Alessandro Pascolini - Università di Padova Padova


Opera di Max Hamlet - 2025
 
La Nuova Strategia di Difesa Nazionale americana.
 
Venerdì 23 sera è stata resa pubblica dal Pentagono la versione non classificata della Nuova Strategia di Difesa Nazionale (NDS) americana. La NDS è considerata un documento fondamentale, in quando rende militarmente operative le linee guida della Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS) dello scorso dicembre. In contrasto con le pubblicazioni passate, il Dipartimento della Guerra (DoW) ha scelto un'insolita mancanza di clamore: ha inviato il documento via email senza preavviso quasi alle 19 di un venerdì, quando l'intera costa orientale americana era concentrata sull'arrivo di una grande tempesta di neve. Inoltre, la pubblicazione del documento non è stata accompagnata da un video del Segretario alla Guerra Pete Hegseth, come usa solitamente fare.
Il documento non classificato è scarno di dettagli, cosa normale per una NDS, ma si riduce a una mera ventina di pagine, mentre la NDS dell'amministrazione Biden (2022) si sviluppava su 80 pagine. Il confronto dei due documenti presenta una particolare curiosità: mentre "Presidente Biden" appare solo due volte nel documento precedente, la nuova NDS, anche se è molto più breve, nomina 47 volte il "Presidente Trump", cui sono dedicate anche cinque foto su sette. Il tono del testo non nasconde l'entusiastica ammirazione per il Presidente, con espressioni che ricordano quelle per altri venerati leader supremi.
Nonostante la brevità, nella NDS ci sono chiari segnali per alleati, partner e industria su dove si concentreranno le priorità della leadership del Pentagono per l'amministrazione Trump: la priorità numero uno del DoW è il territorio nazionale, davanti all'Indo-Pacifico; si segnalano futuri tagli alle forze statunitensi in Europa e Corea del Sud, chiedendo al contempo una maggiore condivisione degli oneri da parte degli alleati e maggiori investimenti nella base industriale della difesa.
Il documento, dopo una prefazione del Segretario, si articola in un'introduzione, l'esame del contesto di sicurezza, il conseguente approccio strategico e le conclusioni.
Il punto di partenza è una critica spietata delle amministrazioni precedenti: "Per troppo tempo, il Governo degli Stati Uniti ha trascurato - persino rifiutato - di mettere al primo posto gli americani e i loro interessi concreti. Le precedenti amministrazioni hanno sperperato i nostri vantaggi militari e le vite, la buona volontà e le risorse del nostro popolo in promesse autocelebrative di sostenere astrazioni effimere ('castelli in aria') come l'ordine internazionale basato sulle regole. Il Presidente Trump ha cambiato decisamente questa situazione, mettendo coraggiosamente gli americani al primo posto per rendere davvero l'America di nuovo grande. Sotto la sua guida, gli Stati Uniti dispongono dell'esercito più potente che questo mondo abbia mai visto. Sosterremo una politica di vera pace attraverso la forza."


 
Il contesto di sicurezza
Le minacce considerate nel documento riguardano: "Patria ed Emisfero; Repubblica Popolare Cinese (PRC); Russia; Iran; Corea del Nord (DPRK); il problema della simultaneità e implicazioni per la condivisione degli oneri tra alleati".
Patria ed Emisfero. Le minacce individuate sono "un'ondata di immigrati clandestini", la diffusione di narcotici e minacce militari dirette sia nucleari che convenzionali e di guerra spaziale, cibernetica ed elettromagnetica, incluse azioni di terroristi islamici. Gli interessi americani sarebbero anche minacciati in tutto l'emisfero occidentale. Il mancato mantenimento della Dottrina Monroe per "un ruolo più potente e guida negli affari emisferici per salvaguardare la sicurezza economica e nazionale della nostra nazione" ha portato alla crescita "dell'influenza degli avversari dalla Groenlandia nell'Artico al Golfo d'America [per noi Golfo del Messico], al Canale di Panama e a località più a sud. Ciò non solo minaccia l'accesso degli Stati Uniti a territori chiave in tutto l'emisfero, ma compromette gli interessi statunitensi."
La Cina appare come "il secondo paese più potente al mondo - secondo solo agli Stati Uniti - e lo stato più potente rispetto a noi dal XIX secolo". La velocità, la portata e la qualità dello storico rafforzamento militare della Cina le forniscono forze per operazioni nel Pacifico occidentale e per raggiungere anche obiettivi molto più lontani.
"La sicurezza, la libertà e la prosperità del popolo americano sono pertanto direttamente collegate alla nostra capacità di interagire da una posizione di forza nell'Indo-pacifico. Se la Cina dovesse dominare questa regione ampia e cruciale, sarebbe in grado di porre effettivamente il veto all'accesso degli americani al centro di gravità economica mondiale, con implicazioni durature per le prospettive economiche della nostra nazione, inclusa la nostra capacità di reindustrializzarci." Va quindi cercata una pace "dignitosa, a condizioni favorevoli agli americani ma che anche la Cina possa accettare."



La Russia rimarrà nel prossimo futuro una minaccia "persistente ma gestibile" per i membri orientali della NATO. "Mosca non è in posizione di tentare di conquistare l'egemonia europea. La NATO europea supera di gran lunga la Russia in termini di dimensioni economiche, popolazione e, quindi, potenza militare latente. I nostri alleati della NATO devono assumere la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell'Europa., con un supporto statunitense critico ma più limitato. Ciò include assumere la guida nel sostenere la difesa dell'Ucraina. Come ha affermato il Presidente Trump, la guerra in Ucraina deve finire, tuttavia, questa è responsabilità dell'Europa in primo luogo."
Inoltre, la Russia possiede anche il più grande arsenale nucleare del mondo, che continua a modernizzare e diversificare, nonché capacità sottomarine, spaziali e cibernetiche "che potrebbe impiegare contro il territorio americano. Alla luce di ciò, il DoW garantirà che le forze statunitensi siano pronte a difendersi dalle minacce russe al territorio americano."
Iran. I leader iraniani hanno anche lasciato aperta la possibilità che tenteranno nuovamente di ottenere un'arma nucleare, ma "il Presidente Trump ha costantemente chiarito che all'Iran non sarà permesso di acquisire armi nucleari." Inoltre, il regime iraniano rimane intenzionato a "distruggere il nostro stretto alleato 'modello' Israele, e istiga regolarmente crisi regionali che non solo minacciano le vite dei militari americani nella regione ma impediscono anche alla regione stessa di perseguire il tipo di futuro pacifico e prospero che molti dei suoi leader e popoli chiaramente desiderano."



Corea del Nord. La RPDC rappresenta una minaccia militare diretta per la Repubblica di Corea (ROK) così come per il Giappone, entrambi alleati degli Stati Uniti per trattato. Le forze missilistiche della Corea del Nord sono anche capaci di colpire obiettivi nella ROK e in Giappone con armi convenzionali e nucleari così come altre armi di distruzione di massa. Allo stesso tempo, le forze nucleari della RPDC sono sempre più capaci di minacciare gli Stati Uniti.
Simultaneità e oneri. Gli Stati Uniti e i suoi alleati devono essere preparati per la possibilità che uno o più potenziali avversari possano agire insieme in modo coordinato o opportunistico attraverso più teatri di guerra. Un tale scenario sarebbe meno preoccupante se i nostri alleati e partner avessero investito adeguatamente nelle loro difese. "Invece, con rare eccezioni, erano troppo spesso contenti tagliare la spesa per la difesa e investivano invece in cose come il welfare pubblico e altri programmi domestici." Come ha chiarito il Presidente Trump, ora "i nostri alleati e partner devono sostenere la loro giusta quota dell'onere della nostra difesa collettiva. Questa è la cosa giusta da fare per loro, soprattutto dopo decenni in cui gli Stati Uniti hanno sovvenzionato la loro difesa."



L'approccio strategico
Le prime quattro priorità per il Pentagono, come ordinate dalla NDS, sono:
1. Difendere la patria statunitense
2. Dissuadere la Cina nell'Indo-Pacifico 'attraverso la forza, non il confronto'
3. Condivisione degli oneri con alleati e partner statunitensi
4. Potenziare la base industriale della difesa statunitense


 
Vengono quindi configurate le conseguenti linee d'azione per ciascuna priorità. Per difendere la patria, il DoW si impegna a: rendere sicuri i confini, in particolare deportando gli alieni irregolari; combattere i 'narco-terroristi' in tutto l'emisfero; assicurare il controllo del terreno chiave dall'Artico al Sudamerica, specialmente la Groenlandia, il Golfo d'America [del Messico] e il Canale di Panama; difendere i cieli con il “Golden Dome for America” del Presidente Trump e altre misure specifiche contro i droni; modernizzare e adattare le forze nucleari; dissuadere e difendere dalle minacce informatiche; contrastare i terroristi islamici.
Il documento presenta la dissuasione della Cina nella regione Indo-pacifica come seconda priorità, con linee d'azione più caute e meno dettagliate, notando che il DoW prevede di concentrarsi sul "supporto alla stabilità strategica, de-confliction e de-escalation". Precisamente, "ricordando la direttiva del Presidente Trump 'la pace attraverso la forza', è responsabilità essenziale del DoW garantire che il Presidente sia sempre in grado di negoziare da una posizione di forza al fine di sostenere la pace nell'Indo-pacifico. A tal fine, costruiremo, posizioneremo e sosterremo una forte difesa di negazione lungo la 'prima catena di isole'. Attraverso questi sforzi, renderemo chiaro che qualsiasi tentativo di aggressione contro gli interessi statunitensi fallirà. Al tempo stesso, il DoW garantirà che la Forza Congiunta abbia sempre la capacità di condurre attacchi e operazioni devastanti contro obiettivi in qualsiasi parte del mondo, anche direttamente dal territorio nazionale statunitense, fornendo così al Presidente una flessibilità e agilità operative senza pari."
È interessante notare che "Taiwan" non appare menzionato da nessuna parte nel documento, anche l'isola è il perno cruciale per la sicurezza della 'prima catena di isole'.
La strategia per la condivisione degli oneri si basa su spingere "in modo sensato e prudente" gli alleati ad assumersi la responsabilità primaria di difendersi da minacce locali, con un supporto "fondamentale ma limitato" da parte delle forze statunitensi.



In particolare si chiede a Canada di collaborare per impedire a immigrati clandestini e "narcoterroristi" di raggiungere i confini dell'USA. L'Europa deve assumersi la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale. In Medio-oriente gli alleati avranno "il potere" di assumersi la deterrenza e difesa contro l'Iran e i suoi alleati, anche sostenendo fermamente gli sforzi di Israele per difendersi. La priorità del DoW in Africa è impedire ai terroristi islamici di utilizzare rifugi regionali per colpire il territorio nazionale degli Stati Uniti. Infine, "con il suo potente esercito, sostenuto da un'elevata spesa per la difesa, una solida industria della difesa e la leva obbligatoria, la Corea del Sud è in grado di assumersi la responsabilità primaria di deterrenza nei confronti della Corea del Nord con un supporto statunitense fondamentale ma più limitato."
Nella NDS del 2022 il termine "base industriale della difesa" appare solo otto volte e riceve poca attenzione. Ora invece, la salute della base industriale è elencata come quarto punto di attenzione per il DoW a "sostenere gli altri pilastri chiave di questa strategia".
Senza entrare nei dettagli, il rapporto afferma che il dipartimento prevede di intraprendere "azioni urgenti per mobilitarla, rinnovarla e proteggerla - per potenziare l'industria della difesa americana in modo che sia pronta ad affrontare le sfide della nostra era" e per "rinvigorire e mobilitare la creatività e l'ingegnosità senza rivali della nostra grande nazione, riaccendere il nostro spirito innovativo e ripristinare la nostra capacità industriale".
"Questo sforzo richiederà niente meno che una mobilitazione nazionale: un richiamo alle armi industriali paragonabile a rinascite simili del secolo scorso che, alla fine, portarono la nostra nazione alla vittoria nelle guerre mondiali e nella Guerra Fredda che ne seguì."
Il documento conclude con la constatazione che " Trump sta ora guidando la nostra nazione verso una nuova età dell’oro, definita dal mettere gli americani al primo posto in modo sensato, pragmatico e concreto, il nostro obiettivo è la pace. Ma non una pace che sacrifichi la sicurezza, le libertà e la prosperità del nostro popolo. Piuttosto, una pace che gli americani meritano una pace nobile e orgogliosa. Quindi, se i nostri potenziali avversari fossero tanto imprudenti da respingere le nostre offerte di pace e scegliere invece il conflitto, le forze armate americane saranno pronte a combattere e vincere le guerre della nazione in modi che abbiano senso per gli americani."


 
Qualche commento
L'obiettivo della strategia militare americana, 'una pace americana attraverso al forza', ovviamente dà priorità alla potenza militare sulla diplomazia, il controllo degli armamenti e le garanzie e norme internazionali. Una forza che sembra basata sugli armamenti convenzionali e sui sistemi anti-missili e anti-droni. Nel documento minimo spazio viene dato alle armi nucleari e in genere alle nuove tecnologie militari, incluso il ruolo centrale del controllo dello spazio esterno. Anche se si ricorda la superiorità nucleare della Russia, a Mosca viene assegnato essenzialmente un ruolo regionale, una minaccia contro i paesi "orientali della NATO".
Viene derubricato anche l'interesse per l'Europa che "detiene una quota minore e decrescente del potere economico globale. Ne consegue che, sebbene siamo e rimarremo impegnati in Europa, dobbiamo - e lo faremo - dare priorità alla difesa del territorio americano e alla deterrenza della Cina." La debolezza europea sembra spiegare l'insistenza sulla Groenlandia (ricordata cinque volte) come "terreno chiave" americano, uno degli obiettivi della prima priorità della strategia militare qui definita.
Altro punto interessante e delicato per il popolo americano, sempre nella prima priorità, è l'impegno delle forze militari contro l'immigrazione, la lotta al narco traffico e al terrorismo 'islamico', temi che dovrebbero competere piuttosto al ministero degli interni e alla polizia.
Notiamo infine un obiettivo culturale: "Ripristineremo l’etica del guerriero e ricostruiremo la Forza Congiunta affinché i nemici dell’America non dubitino mai della nostra determinazione o della nostra capacità di rispondere con decisione a tali minacce." Speriamo che "l'etica del guerriero" comprenda le Convenzioni di Ginevra e il diritto umanitario internazionale.

MASSACRI E MEMORIA
Le segnalazioni dei lettori





REFERENDUM (4)
di Marcello Campisani



S
ono tedioso? Insisto? Signorsì!
Perché, se non prevale la ragione
ed andrete a votare con il Sì,
questa sarà la nuova situazione:
 
il P. M. avremo svincolato
dalla cultura di giurisdizione.
Dovrà perciò venire controllato
da chi ne vieti la debordazione,
 
stante il suo potere sterminato.
Non potrà farlo che l’Esecutivo,
cui si ritroverà subordinato.
Solo l’ottimista ed il corrivo
 
penserà d’evitar e la iattura,
scrivendolo molto chiaramente
(come scritto in ogni dittatura)
che l’inquisitore è indipendente.
 
Certo non sarebbe più obbligato
a cercar quella vera verità
che può favorire l’imputato,
cosa che certo a lui non gioverà.
 
Obbligo cui lo vuole ricondotto,
perché non diventi un Torquemada,
l’articolo 358,
che le aberrazioni tiene a bada.
 
Conosco tutta quanta la schifezza
con cui tele-meloni vi tartassa,
ma cercate d’avere la saggezza
di passare dove l’acqua è bassa.

L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA




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