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UNA NUOVA ODISSEA...
DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES
Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.
Angelo Gaccione
LIBER
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
sabato 28 febbraio 2026
CANNIBALISMO E DINTORNI
di Chicca Morone
Con la
nascita dell’Intelligenza Artificiale ci hanno abituati a dubitare di ogni
informazione che ci raggiunga, sia questa altamente gratificante, sia orribile.
Un progetto messo in atto tantissimo tempo fa da menti determinate ad
assoggettare la popolazione con una sorta di inconsapevolezza, di dipendenza ma
soprattutto di assenza di pensiero critico in presenza di diktat deliranti. Così,
quando ha incominciato a trapelare la smodata passione per la pizza e relativi
infanganti sospetti su un gruppo di persone facenti parte dell’élite politico
finanziaria statunitense, il pensiero è stato che fosse un nuovo modo, molto
scorretto, di combattere per le elezioni presidenziali del 2016... la povera
Hillary Clinton offesa nell’onore! Un complotto naturalmente “dell’estrema
destra” etichettato come leggenda metropolitana con un centro nella pizzeria
Comet Ping Pong di Washington: il Pizzagate. Una vera bufala.... non fosse che
un congruo numero di informazioni fatte emergere dalle intercettazioni illegali
di messaggi di posta privati, pubblicati dall'organizzazione di Julian Assange
e riferiti a traffico di esseri umani, nonché abuso di minori, siano risultate
in seguito tragicamente vere. A oggi, la figura del giornalista che ha cercato
di metterci in guardia contro la follia di questi criminali, dediti a riti
satanici fino al cannibalismo, risulta essere una vera e propria immagine di eroe:
è un uomo che ha subito persecuzioni e anni di carcere duro, in quanto determinato
a denunciare l’orrore che si nascondeva dietro a personaggi dall’apparente
filantropia. Il cannibalismo è un’antica pratica (se ne hanno tracce fin
nell’antico Egitto) ma sinceramente non credevo potesse essere presente ai
giorni d’oggi tra persone apparentemente “normali”. Si tratta di una sorta di comportamento
patologico dalle motivazioni più anomale, tra le quali certamente sentimenti di
potere, controllo e dominanza sull’altro: un filo conduttore che in questi anni
ci ha visti vittime se non proprio di antropofagia, almeno di abusi
inconcepibili. Ormai il web rigurgita di immagini agghiaccianti di bambini in
attesa di essere seviziati, circondati da individui festanti pronti a cibarsi
delle loro tenere carni, nella speranza di acquisire eterna giovinezza e potere
derivato dai rituali sacrificali: naturalmente incutendo in precedenza il
massimo terrore nelle vittime, in modo che il sangue sia ricco di adrenalina,
cioè della sua ossidazione, l’adrenocromo.
Vedere un bimbo turco di non più
di 4 anni, dalla bocca sanguinante (l’estrazione dentaria è d’obbligo affinché
durante lo stupro non morda) che si cala l’ultimo indumento rimastogli addosso
con aria terrorizzata, è un’immagine che grida vendetta... poi torna alla mente
il post in cui fanno ritorno in Ucraina gli orfani mandati in Turchia
dall’associazione di Lady Zelenskji all’arrivo dei primi carri armati al di là
dei confini e non c’è altro da sapere.
Infatti secondo l'agenzia di
stampa ucraina Slidstvo, il progetto "Infanzia senza guerra" della
dark lady Olena, che ha evacuato nel febbraio 2022 diverse migliaia di orfani
dalla regione di Dnipropetrovsk in Turchia, è stato colpito da gravi accuse di violazioni
e abusi. Dalla pubblicazione, nel 2025 risulta che due adolescenti di 14 e 16
anni siano tornate in Ucraina incinte dai dipendenti di hotel turchi dove
alloggiavano insieme ad altri bambini e che questi vivessero in condizioni
precarie tra violenze e maltrattamenti vari, quando non spariti.
Ci sono anche ex collaboratori stretti di questa fondazione che l’hanno definita centrale di
smistamento del traffico di bambini destinati alla élite pedofila europea, alla
quale apparterebbero personaggi famosi, probabilmente quelli sbianchettati
nelle mails, non del tutto desecretate, del pedofilo Jeffrey Epstein.
La pioggia di dimissioni tra gli
appartenenti alla classe dirigente non solo statunitense fa venire i brividi:
tutti ovviamente ricattati e burattini nelle mani di qualche entità che in
questo modo è riuscita a imporre decreti e leggi contro il popolo che avrebbe
dovuto essere tutelato dai demandati a tale compito.
E su tutto questo Zelenskji, il
comico portato alla ribalta politica da figuri come Timur Myndich - ex
produttore televisivo che costruì il demenziale personaggio televisivo e
riapparso magicamente in Israele alle prime avvisaglie di controlli
anticorruzione a Kiev - pretende ancora denaro da noi. Il peggio è che non
siamo capaci di rispondere adeguatamente. Perché? Chi ci ricatta? Come è
possibile che siamo ancora agli ordini di chi ha dimostrato essere solo un
criminale?
Il problema vero è che il supergoverno
globale - che ha favorito l’ascesa del regime nazista ucraino - ha visto, come vera
minaccia, diventare la Russia forte e indipendente: Mosca, opposta a questa
idea di dominio mondiale, ha impedito alla tirannia dei globalizzatori di avere
il sopravvento ed è per questo il continuo tentativo di protrarsi dello stillicidio
sul suolo ucraino, dove ormai è evidente l’esito della guerra. Il razzo russo Burevestnik
a propulsione nucleare dal tempo di volo (in grado di restare in orbita oltre
le quindici ore) e imprevedibilità dei suoi movimenti, non è un’arma qualunque,
uno scherzo; ma pare che a tutti sfugga questo piccolo particolare. E meno male
che dicevano essere i comunisti a mangiare i bambini...
PASSEGGIATA ANTICOLONIALE
di Giuseppe
Natale
Le due sezioni
ANPI del Municipio 2 di Milano (Crescenzago e 10 Agosto 1944) ripropongono la "Passeggiata
decolonizzante", sabato 28 febbraio 2026.
Si parte alle
ore 15 da Via Varanini (Angolo Viale Monza), si attraversa il Parco Trotter e si percorrono le vie Pietro Toselli, Assab, Giuba e
Benadir: alla scoperta di nomi e luoghi del colonialismo italiano in Libia,
Etiopia, Eritrea, Somalia. Partecipate! Si vuole fare memoria sulla nostra storia
di "potenza" coloniale, e riflettere sui tempi terribili che stiamo vivendo
oggi. Anche l'Italia, arrivata per ultima sulla scena mondiale del
colonialismo e imperialismo occidentali, mostrò il suo volto aggressivo e razzista prima con i governi liberali e poi con il
fascismo, che intensificò con atti di sterminio le occupazioni coloniali, usando armi
chimiche proibite dalle norme internazionali. La nostra iniziativa
riprende quella del 2021 quando si promosse un'azione simbolica di cambio di
targhe delle vie Assab
e Giuba, dedicate a Kedebeck Seyoum (1910-1975), leader partigiana combattente
per la liberazione dell'Etiopia dalla dominazione italiana, e a Bob Marley
(1943-1981), musicista e attivista giamaicano antirazzista e antifascista; il
primo artista che tenne il primo concerto a San Siro (27 giugno 1980, 100.000
spettatori!). Il 19 febbraio ricorre l'anniversario del
tremendo massacro delle truppe italiane fasciste compiuto ad Addis Abeba nel 1937, che durò per tre giorni. Fu il comandante in capo
delle truppe di invasione, Vicerè d'Etiopia, Rodolfo Graziani, criminale di guerra mai processato, a ordinare il massacro per rispondere al fallito attentato da lui subìto lo stesso giorno, che causò 7 morti e circa 50 feriti. La rappresaglia del Viceré uccise tra i
20 e i 30 mila Etiopi, in stragrande
maggioranza civili.
I CINQUE IRRAZIONALISMI
di
Luigi Mazzella
Il respiro corto dell’italica
cialtroneria politica
In un mondo, come quello
Occidentale, eretto, secondo una mia teoria (che, allo stato, peraltro, è senza
alcun seguito a me palese) su cinque inconfutabili quanto dannosi “irrazionalismi”)
è inevitabile che il popolo, chiamato alle urne per esprimere il suo voto, vada
“esclusivamente dove lo porta il cuore”. Ciò significa che nel perdurante sonno
della ragione, la massa continua a credere nell’ esistenza di un Dio che non si
vede né si sente (per i tre monoteismi mediorientali); di vie ideologiche,
salvifiche per l’umanità, anche se smentite da distruzioni belliche, disastri,
catastrofi (per le due ideologie del fascismo e del comunismo). Seguire il cuore, in
politica dov’è pregnante la necessità di scelte ragionate, ha una connotazione
ancora più negativa che nella vita sentimentale, dove pure qualche danno quella
scelta lo fa, come bene sanno le persone affette da “coazione a ripetere scelte
di partner sbagliati”! Non seguire l’intelligenza, la ragione ma l’emozione, la
passionalità (che nel migliore dei casi lo spinge a non degnare di alcuna
attenzione chi la pensa diversamente da lui, nel peggiore a sbeffeggiare il
medesimo affibbiandogli epiteti ingiuriosi che sono tanto più volgari
quanto maggiore è il gap culturale e intellettivo di chi li
pronuncia rispetto a chi li subisce) è certamente comprensibile:
rappresenta la rivolta tardiva, e sostanzialmente coperta dall’anonimato,
degli ultimi della classe contro i “primi” degli anni delle scuole medie
superiori. Il fatto che nel mio libro “D’odio si muore”, edito da
Avagliano recentemente (2026), io ripeta che i cinque irrazionalismi da me
individuati stiano oggi vieppiù scatenando un odio reciproco tra gli Occidentali
che li condurrà inevitabilmente a distruggersi, ha indotto uno dei destinatari
delle mie mail a contestare la mia asserzione e a
propinarmi una sua ben diversa verità: i cinque irrazionalismi di cui io
parlo sono diventati semplici larve di quelli originari. I cattolici non
andrebbero più in chiesa e le vocazioni religiose sarebbero in forte
calo; i fascisti, annacquando il loro tradizionale orgoglioso nazionalismo
patriottico si sarebbero accodati ai democristiani, ai sedicenti liberali
discepoli di Croce e di Gentile, ai comunisti dell’era Napolitano: e ciò al
chiaro fine di asservirsi al partito democratico statunitense e
transnazionale di Obama nel sostenere le ragioni espansionistiche della
NATO e dell’America della CIA e del Deep State d’Oltreoceano. Da “agnelli” mansueti
del gregge elogiato dal mio contraddittore, essi non sarebbero amati da Donald
Trump ma non potrebbero essere accusati di essere ancora “irrazionali’ per lo
loro tesi immaginifiche. Il fervore cristiano, ispirato a uno smodato amore per
il prossimo e l’impegno comunista d’antan di
ricorrere anche alla violenza per raggiungere l’uguaglianza dei popoli si
sarebbero trasformati in un buonismo (pacioccone) concentrato sul
terreno terminologico: meglio “reddito di cittadinanza” o “reddito
d’inclusione”. Sussidi o bonus? e così via. Non contesto il mio
interlocutore: È tutto vero ciò che dice. Gli faccio, però, la mia consueta domanda:
come egli spiega che in vista del referendum sulla riforma Nordio, l’immagine
della maturità politica degli Italiani abbia dato la dimostrazione di
chiari segni di schizofrenia mentale, oltre che dell’ignoranza di molti
principi della democrazia?
a) Sotto il primo
aspetto abbiamo che un governo con presenza (a mala pena occulta) di
neo-fascisti più o meno dichiarati ha inteso demolire la riforma fascista più
odiosa degli ultimi rantoli del regime: l’introduzione del processo inquisitorio
che già nel nome ricordava il periodo buio dell’Inquisizione cattolica e
collocava l’Italia fuori dai Paesi ad ordinamentodemocratico basato
sul processo accusatorio, con avvocati dell’accusa e della difesa
parimenti sotto-ordinati a un giudice super partes. E ciò mentre, stravaganza
per stravaganza, alla riforma si è opposta e si oppone ferocemente la Sinistra
(in tutte le sue articolazioni, compresa, non a caso, quella finta
antiamericana degli agenti provocatori) che per decenni aveva
richiesto la separazione delle carriere a partire da un articolo (mio)
comparso, nel1982, su Mondoperaio (la rivista voluta da
Pietro Nenni) e inserito nel libro “Cinquanta proposte di buon governo” edito
da Marsilio nel 1991, fino alla riforma Vassalli e ai generosi impegni per
integrarla con la necessaria separazione delle carriere di un avvocato
preparato e galantuomo, il senatore socialista, Agostino Viviani, incredibile a
dirsi nonno materno dell’attuale segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
b) Sotto altro profilo,
abbiamo la palese violazione di un principiodemocratico nella pretesa volontà
di lasciare l’operato dei civil servant addetti alla cura
dell’accusa dello Stato nei giudizi penali, fuori dal controllo del Parlamento,
che in ogni democrazia è considerato come l’espressione ultima ed unica del
demos (popolo). Sembra lecito chiedersi: perché i sostenitori del No alla
riforma vorrebbero trattare anche i pubblici Ministeri (oltre che i
giudici, essi sì giustamente) come “autocrati” che non rispondono del loro
operato a nessuno o al massimo solo a un organo che sia pura espressione della
loro Corporazione (altro concetto di chiara impronta Mussoliniana)?
Conclusione: da tutto quanto
precede deriva che la pazzia politica, derivante dall’imperversare dei tre
assolutismi religiosi e dai due ideologici, lungi dall’essersi attenuata, ha
raggiunto, invece, il suo diapason. Di fronte a tante manifestazioni
di ignoranza dei veri assetti fondamentali della democrazia v’è stata una sola
nota che può considerarsi per certi aspetti positiva: gli anti
democratici più torvi, più violenti, più volgari e triviali nel linguaggio
sono usciti tutti allo scoperto, con la cialtroneria che li
contraddistingue. Gli insulti gratuiti sui social hanno
dominato la scena referendaria! Altro che attenuazione dei cinque
irrazionalismi!
venerdì 27 febbraio 2026
POPOLO E DEMOS
di Romano Rinaldi
Le due
parole del titolo possono essere etimologicamente considerate sinonimi,
tuttavia, hanno assunto nel tempo significati diversi fino all’antitesi quando
si pensi ai termini “populismo” e “democrazia” che ne derivano. Cinque anni fa (1), a margine dell’emblematico
episodio dell’assalto al Campidoglio americano da parte dei “patrioti” di
Trump, riportai qualche riflessione sul significato del populismo, compresa
l'adozione di questa pratica politica da parte di alcuni partiti italiani e le
possibili conseguenze sulla tenuta della nostra democrazia liberale, fondata su
una delle più moderne e giovani Costituzioni di questo stampo. L’inizio dei recenti
movimenti populisti in seno ai partiti politici italiani può essere ragionevolmente
ricondotto alla “discesa in campo” del padrone di un impero mediatico (a quel
tempo si chiamavano mass media) con forte ascendente sul popolo
teledipendente italiano ai primi anni ’90 del secolo scorso (1994).
Alcuni cenni su questo stesso argomento, fatti
recentemente (2), mi inducono ad un seppur lieve approfondimento. Lieve perché
affrontato da semplice cittadino, forse un po' più attento della media, ma
senza alcuna pretesa di competenza specifica nella materia. Dopo 34 anni dall’inizio di quell’esperimento
politico totalmente innovatore, uno dei cardini della “ristrutturazione” della
nostra democrazia fortemente voluta da Berlusconi, anche per motivi di
salvaguardia personale, sta nel ridimensionamento del potere giudiziario a
vantaggio del potere esecutivo (Governo), erodendo quindi uno dei pilastri
fondamentali della democrazia liberale: l’equilibrio e l’indipendenza tra i
poteri dello stato (Legislativo, il Parlamento; Esecutivo, il Governo;
Giudiziario, la Magistratura) pur utilizzando la denominazione della liberal
democrazia come vessillo irrinunciabile dal proponete delle famose “leggi ad
personam”. E già questa fu una formidabile contraddizione.
In generale, la tentazione di impadronirsi del
potere assoluto (i pieni poteri) è sempre dietro l’angolo per coloro che
sentano l’investitura popolare (il voto) come l’inequivocabile segnale di poter
procedere senza alcun indugio a perseguire la propria volontà che necessariamente
coincide, nella loro mente, con la volontà del popolo. Fino a qui si potrebbe
ancora pensare che popolo e demos coincidano ma è proprio in questo passaggio
pratico, non solo semantico che c’è una grande differenza. Il capo-popolo si fa
infatti interprete del consenso ricevuto fomentando il suo popolo nella
convinzione di fare quello che questi desidera, semplicemente rincorrendolo e
assecondandone i più bassi istinti ”di pancia” piuttosto che favorire la presa
di coscienza e la condivisione della sostanza dei problemi per ricavarne
soluzioni ragionate al meglio da parte di quei cittadini che in buona fede e
coscienza desiderano il bene di tutta la comunità, non solo il loro stesso
tornaconto.
Qui, a
mio giudizio sta tutta la differenza tra l’idea di demos e l’idea di popolo.
Nel primo caso si tratta di una comunità raziocinante, informata e sensibile
alle esigenze della convivenza armoniosa pur tra le mille differenze che devono
essere affrontate secondo le regole che vengono approvate nel tempo (dal
Parlamento) in funzione dei principi della gestione democratica della sovranità
(che appartiene al popolo, il quale la esercita... bla…bla… bla… Art. 1
Costituzione Italiana). Nel secondo caso, il popolo (di solito una minoranza molto
rumorosa) che ha eletto il capo perché ne sia rappresentato in tutto e per
tutto, gli demanda ogni potere pur di essere lasciato in pace a farsi gli
affari suoi senza tanti vincoli, lacci e lacciuoli anche a scapito della
convivenza armoniosa in uno stato non più di diritto. In pratica si tratta di scambiare
il principio della sovranità locale con qualche perdita di libertà individuali,
e contemporanea interruzione del principio: “la libertà individuale finisce
dove comincia la libertà del prossimo”.
Come già
si profilava cinque anni fa, oggigiorno siamo di fronte ad un enorme e radicale
cambiamento nella comunicazione. Non c’è più nemmeno bisogno di possedere un
impero mediatico-editoriale. Tutti abbiamo in tasca uno strumento di
comunicazione di massa attraverso i cosiddetti social media e chiunque
riesca a sfruttare questa opportunità al massimo, può ottenere il consenso
popolare della parte più influenzabile e meno attenta della popolazione.
Se vogliamo qualche esempio pratico di quanto sto
cercando di esprimere, basta guardare, di nuovo alla recente destrutturazione
della più antica democrazia al mondo che sta cercando di attuare la presente
amministrazione americana a seguito dell’inopinata rielezione del colpevole dei
primi misfatti in questo senso. Purtroppo, non è che da noi le cose si stiano
mettendo molto meglio, è solo una questione di scala… In America si sono sempre
fatte le cose in grande!
Un po’ più in dettaglio. Prendiamo la orami
stucchevole diatriba su chi e come alza i toni della discussione, o meglio
della propaganda, per il Si o per il No nella Campagna referendaria che ci
porterà alle urne il 22 e 23 marzo. Sul merito e nemmeno sul metodo non è più
il caso di provare ad intavolare qualsiasi discorso, tanto la materia si è
talmente aggrovigliata che neppure i proponenti si sentono in grado di
difendere la proposta sulla base di elementi di giudizio obiettivi. E allora,
come avviene la comunicazione? Semplicemente attraverso slogan perlopiù basati
su fatti del giorno che nulla hanno a che fare coi principii informatori della
riforma ma che hanno grande risonanza mediatica e fanno presa sull’immaginario
collettivo in base al più semplice e bieco dei ragionamenti: se la Giustizia è
male amministrata, la colpa è dei Giudici. Come dire: se gli ospedali non
funzionano è colpa dei medici. Infatti, i frequenti episodi di assalto ai
medici dei pronto soccorso, il comparto dove si verificano le carenze peggiori
per colpa del potere politico, ne sono un esempio eclatante.
Non vorrei tediare il lettore con una elencazione
delle decine e forse centinaia di esempi che si potrebbero portare. Ciascuno
può facilmente fare mente locale e trovarne almeno una dozzina.
Quali le soluzioni? In primis, non potendo cambiare
da un giorno all’altro la mentalità politica di coloro che hanno abbracciato il
populismo come veicolo del consenso e del potere, vi si dovrebbero opporre tutte
le forze politiche che ancora sentono lo stimolo verso lo stato di diritto e il
bene comune. Anche nell’interesse di coloro che la pensano diversamente ma che
dopo le elezioni si troveranno ad essere governati dalla parte opposta. Il
famoso detto “io sarò il presidente di tutti” che viene poi messo
immediatamente nel cassetto quando ci sono da fare gli interessi di pochi. Subito dopo bisogna escogitare un sistema di nuove
regole per la gestione della comunicazione in generale e quella politica in
particolare, mediante i social media.
È facile chiedersi come mai i
proprietari di questi potentissimi mezzi di comunicazione siano tanto opposti a
qualsiasi regolamentazione, dopo una timida retromarcia a seguito della vittoria
elettorale di Biden negli USA, prima dell’attuale presidenza. L’unica regola che
ora vale per loro è l’arricchimento ad libitum sulla pelle dell’utente… nel
sacrosanto nome della libertà di espressione e di parola! Dovrebbe risultare
più chiaro ora il significato dell’accusa che lanciò l’anno scorso il
vicepresidente degli USA Vance alla UE (arretratezza e mancanza di libertà) per
aver osato proporre una tassa sugli astronomici guadagni di queste società, in
massima parte americane. Ecco, dunque, negli Stati Uniti si va oggi nella
direzione di un’autocrazia illiberale sostenuta dalle immense ricchezze
accumulate da pochi oligarchi del Web che possono pilotare il consenso del
popolo e quindi il potere dei capi-popolo che si fanno eleggere alle più alte
cariche. Una volta arrivati al potere non si fanno alcuno scrupolo per
l’arricchimento personale e della loro ristretta cerchia, oligarchi compresi
naturalmente, persino violando le più elementari regole del mercato attraverso
pratiche di insider trading. Uno dei più esecrandi crimini e per questo
severamente punibili, nel sistema capitalista dotato di borse valori per gli
scambi finanziari. Figuriamoci poi se possano sentire il dovere di ottemperare
alle disposizioni delle leggi interne ed internazionali che dovessero andare
contro i loro personali interessi! Lo vediamo costantemente con i più alti
incarichi dello Stato conferiti a parenti ed amici senza che ci sia alcun
rapporto tra questi individui e le Istituzioni che dovrebbero occuparsi di
queste funzioni (i famosi “negoziatori” di pace Kushner e Wickoff). O con
l’istituzione del cosiddetto Board of Peace, a tutti gli effetti una società
privata per la gestione di una improbabile ricostruzione della striscia di Gaza
nella forma di un “parco giochi” per ricconi, senza alcuna considerazione per
il popolo palestinese che viene di fatto espropriato del suo territorio per
questa visione distorta del processo di pace in Medio Oriente. Ed ultimamente
con le più infamanti accuse, da parte del Presidente USA, ai giudici della
Suprema Corte per non aver “obbedito” al mandato conferito loro dalla parte
politica attualmente al potere. Ma anche noi, nel nostro piccolo, non ci siamo
fatti mancare l’attrazione verso questa inqualificabile iniziativa di
privatizzazione del diritto internazionale, né il richiamo, da parte della
nostra Presidente del Consiglio alla Magistratura italiana che non collabora
col Governo ed anzi osa remare contro i suoi intendimenti…! Ma qui rischio di
essere ripetitivo e mi fermo. Resto tuttavia nella convinzione di aver
contribuito a chiarire un aspetto che tende a rimanere sottotraccia mentre
dovrebbe essere affrontato quanto prima per evitare lo sgretolamento delle
nostre Istituzioni Democratiche similmente a quanto sta accadendo alla rupe di
Niscemi.
(1) R. Rinaldi – Odissea 17-01-2021
https://libertariam.blogspot.com/2021/01/democrazia-populismo-e-reti-sociali.html
(2) R. Rinaldi – Odissea 23-02-2026
https://libertariam.blogspot.com/2026/02/acronimi-e-significati-reconditi-di.html?m=1
IL
GOVERNO DEL NULLA
di Cataldo
Russo
![]() |
| Giorgia Meloni |
Bollette alle stelle, pensioni da fame, servizio sanitario allo sfascio,
emigrazione di massa dei giovani italiani che non rientreranno più, corruzioni, sperperi, riarmo per spingerci ad una folle guerra con la Russia, miliardi all’Ucraina per far continuare il massacro mentre il territorio italiano si sfalda, diminuzione delle tasse ai più ricchi, protezione degli evasori, aumenti scandalosi degli stipendi dei parlamentari regionali, silenzio sul genocidio palestinese ad opera di Israele, servilismo verso Trump e i suoi metodi da teppista fascista… ecco alcuni dei risultati che può vantare il Governo Meloni. E intanto ci propina un Referendum contro la Magistratura per evitare che i colletti bianchi, cioè i peggiori nemici della Nazione, la facciano franca impunemente.
Sfruttando in maniera tanto magistrale quanto strumentale gli scontri tra una parte dei manifestanti e le forze di pubblica sicurezza, il governo ha partorito il nuovo pacchetto sicurezza che ha come obiettivo la creazione di un vero e proprio ordine pubblico di matrice fascista dove nessuno possa protestare (fermo preventivo, ammende super salate per i promotori delle manifestazioni, pene rigorosissime, ecc.). Da molte parti si sottolinea l’inefficacia e l’inapplicabilità di così tanti decreti perché per renderli veramente operativi occorrerebbero risorse economiche ingenti e decine di migliaia di assunzioni di personale addetto alla sicurezza. La percezione dei più è che siano, come le famose grida manzoniane, destinate a restare inapplicate. Io non prenderei con leggerezza questa tendenza a sfornare decreti come se fossero pasticcini perché, per dirla alla Montesquieu, “Non c’è tirannide peggiore di quella esercitata all’ombra delle leggi”. Ora, fare leggi e non farle applicare, significa abituare la gente ad accettare l’emergenza legislative con una certa superficialità con il convincimento che “una grida” in più, una in meno, non cambia nulla perché tanto saranno disattese. Non è così, soprattutto perché viviamo in un paese dove le leggi per le persone comuni si applicano e per gli amici si interpretano. Non vorrei che esse siano disattese di proposito nei momenti di pace sociale per essere poi applicate duramente in occasioni di competizioni elettorali, manifestazioni e scioperi, per massacrare avversari politici, sindacalisti e anarchici. Ricordiamoci che il fascismo raramente ha applicato le leggi, le ha sempre interpretate in base a chi sedeva nelle aule dei tribunali. La Meloni, che di fascismo se ne intende, sta trasformando il centrodestra in una fabbrica d’odio e di nemici politici. E le leggi e i decreti che sta sfornando con tanta alacrità non resteranno inapplicati, ma le serviranno un giorno per reprimere dissenso e opposizioni politica, perché è questo che ha in mente la donna, la madre, la cristiana della Garbatella.
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