UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

martedì 3 novembre 2026

I MODERATI TRASFORMISTI
di Vittorio Melandri



Fra garantisti e giustizialisti mi è facile da che parte stare, sono letteralmente innamorato della Costituzione e credo che basti rispettarne lettera e spirito, per essere garantista senza bisogno di sbandierare alcuna autocertificazione. Una categoria umana francamente mi spaventa più di altre, quella degli zelanti, e fra questi gli zelanti convertiti, trovo che siano i più pericolosi. Quando poi sono bravi e famosi giornalisti la loro pericolosità aumenta in modo esponenziale, e da loro ci salva il fatto che facilmente cadono nel ridicolo. Cito ad esempio il caso di Antonio Polito, che per fortificare il proprio argomentare, commentando nei giorni scorsi sul “Corriere della Sera” il caso Youssef Siher, ha speso la locuzione: “non so da quali carceri islamiche, o russe, o turche, un oppositore sarebbe stato liberato con tanta velocità”, che è come dire che il sole illumina il giorno e non la notte. 


Antnio Polito


E. Galli Della Loggia

Poi domenica 1° novembre sempre sul “Corriere della Sera”, a firma di Ernesto Galli Della Loggia, si è letto: “Quando le nuove generazioni scendono in piazza è una buona notizia per la democrazia ha detto nei giorni scorsi Elly Schlein. Dipende, mi permetto di osservare. È dagli anni Venti del secolo scorso infatti - ma si potrebbe risalire più indietro, all'età delle rivoluzioni europee tra il 1789 e il 1848 - che l’avanguardia della gioventù di questo continente ripudia i suoi padri e il loro passato, non vuole più condividerlo, e va alla ricerca di qualcosa con cui sostituirlo. Ma perlopiù lo ha fatto, lo fa, nel modo distruttivo con cui avvengono solitamente queste ricerche”. E sin qui siamo nel solco delle opinioni, condivisibili o meno, ma poi la frase di Galli Della Loggia che segue, a sostegno di quanto sopra, è la seguente “La Prima guerra mondiale vide la gioventù europea gettarsi tripudiante nella sua fornace”.
Ed è una frase, scritta da un sedicente storico, che trovo ripugnante.
È l’ulteriore dimostrazione, ce ne fosse mai bisogno, che la peggiore disgrazia che condiziona il nostro paese, è la determinante e strategica presenza dei cosiddetti “moderati”, che insieme ai “convertiti e zelanti”, formano la specie italica più trasformista di un camaleonte, ovvero più perniciosa per le sorti del Belpaese.

LA VOCE DEI LETTORI



Illustre Professor Gaccione,
Le scrivo in veste di osservatore esterno ed attento lettore per esprimerLe la mia profonda adesione e condivisione concettuale rispetto alle analisi contenute nel Suo articolo “Contro guerra e miseria” e nel contributo di Giuseppe Natale (“La risposta di Milano”), nati a margine dello sciopero generale del 30 ottobre. Pur non avendo preso parte attiva alla manifestazione né rivestendo alcun ruolo all’interno delle organizzazioni o dei comitati promotori, trovo fondamentale sottolineare l’importanza del messaggio che avete restituito alla città. Il Suo racconto di quella “fiumana inarrestabile” di oltre centomila persone - con la convergenza dei cortei di Piazza Duca d’Aosta e Via Leonardo da Vinci in Piazzale Loreto - coglie perfettamente l’essenza di una giornata straordinaria. Ha saputo descrivere con efficacia l’energia pulita e pacifica di mamme, studenti, lavoratori e anziani, uniti non solo nel dire no al riarmo e alla guerra, ma nel pretendere priorità sociali non più rinviabili: il sostegno alla sanità e all’istruzione pubblica, un piano casa a prezzi calmierati, la difesa del potere d'acquisto di salari e pensioni e la tutela dell’ambiente. 



Altrettanto incisivo è il richiamo istituzionale espresso da Giuseppe Natale. La scelta di stornare risorse dai servizi essenziali e dalla vita quotidiana delle persone per alimentare l’economia di guerra rappresenta una ferita aperta ai principi fondanti della nostra Carta Costituzionale, in particolare agli articoli 3, 9, 11 e 21. Il rischio maggiore di fronte a manifestazioni di tale portata è che le istituzioni rispondano con la solita tattica del silenzio, attendendo che l’attenzione decanti e che la routine riassorba la spinta del Paese reale. Anche da una posizione puramente individuale e di riflessione esterna, ritengo preziose testimonianze come la Sua e quella dell’ANPI Crescenzago. È fondamentale che scritti come i vostri continuino a far discutere e a tenere viva la consapevolezza civica, affinché la voce potente di Milano non sia derubricata a semplice cartolina autunnale, ma continui a stimolare una richiesta quotidiana di pace, diritti e dignità.
Con profonda stima e cordiali saluti,
Rosario Undiemi                                                         
 

LA CHIAMANO PACE




VESPRI D’ORGANO
In Santa Maria della Passione



Domenica 8 novembre a partire dalle 16.30 nella Basilica di Santa Maria della Passione si riaccendono i Vespri d’Organo, consueta rassegna di musica organistica giunta alle XXXIV edizione. Protagonista dell’appuntamento di novembre è il M° Elias Praxmarer, brillante organista, pianista e compositore austriaco che proporrà un concerto dal tema Il tempo e l’eterno. Musiche di Kerll, Froberger e J.S.Bach: un viaggio nel Seicento europeo da Venezia a Lipsia arricchito da una composizione dello stesso Praxmarer.

L’ingresso al concerto è a pagamento: sarà possibile acquistare il proprio biglietto, al costo di 5,00 €, presso la biglietteria attiva all’ingresso della Basilica a partire da quaranta minuti prima dall’avvio del concerto.
I Vespri d’Organo si collocano all’interno della rassegna Cantantibus Organis, giunta alla sua XXIV edizione e che coinvolge le basiliche di Santa Maria della Passione e San Simpliciano, le chiese di Sant’Alessandro, Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, San Nicolao della Flue, Sant’Angelo e la Chiesa Cristiana Protestante in Milano.
Ogni domenica, una chiesa del circuito propone un concerto d’organo eseguito da un musicista di primario livello italiano e internazionale, dando vita a una proposta di iniziative musicali coordinata, che si distribuisce nei mesi da ottobre a giugno. I Vespri d’Organo nella Basilica di Santa Maria della Passione sono abitualmente ospitati ogni seconda domenica del mese.
La Basilica di Santa Maria della Passione è sita in via Conservatorio, 16 a Milano.

Programma

Il tempo e l’eterno
Musiche di Kerll, Froberger e J.S.Bach
  
Organo in cornu Evangelii
 
Johann Caspar Kerll                                     
(1627 - 1693)                                     
Toccata II
 
Johann Jacob Froberger                   
(1616 - 1667)                                     
Capriccio VIII II FbWV 308
 
Andrea Gabrieli                                     
(1533 - 1585)                                     
Ricercar primo tono
 
Girolamo Frescobaldi                         
(1583 - 1643)                                    
Canzona Quarta
 
Anonimo, dall’Abbazia di Stams (A)       
(ca. 1600)
Toccata
 
Elias Praxmarer                                    
(*1994)      
Canzonetta
 
Francisco Correa de Arauxo                      
(1584 - 1654)
Tiento y discurso de tercerto tono (FO3)
 
Organo in cornu Epistolae
 
Johann Sebastian Bach                      
(1685 - 1750)                                    
Partite diverse sopra: Sei gegrüßet, Jesu gütig BWV 768

Biografia


 
Elias Praxmarer è un organista, pianista e compositore austriaco. I suoi interessi musicali spaziano dai repertori più antichi alla musica dell’alto Romanticismo, in particolare l’opera di Max Reger, fino alla musica contemporanea. Ha studiato pianoforte, organo e composizione presso le università di Innsbruck, Salisburgo e Monaco di Baviera, con insegnanti di alto profilo come Bernhard Haas, Andreas Liebig, Michael Schöch, Sebastian Euler e Franz Baur. Il suo lavoro artistico è segnato in egual misura dall’attività di interprete e da quella di compositore. Come solista si esibisce in diverse stagioni concertistiche e festival organistici, suonando sui più importanti organi storici d’Europa. Le sue composizioni sono state commissionate ed eseguite da solisti, ensemble e orchestre di rilievo. Dal 2023 le sue opere sono pubblicate da Helbling Verlag. Praxmarer ha ricevuto diverse borse di studio e riconoscimenti, tra cui la borsa di studio “Richard Wagner” e il premio di composizione “Hilde Zach” (Austria). Di recente ha vinto il primo premio del concorso austriaco per giovani compositori in Tirolo (Austria) ed è stato finalista al Concorso internazionale del Brucknerhaus di Linz e all’”International Music Award” del Gasteig di Monaco. Nel 2023 ha ottenuto il primo premio del celebre Concorso di composizione per organo di Saarlouis, tra 50 concorrenti provenienti da tutto il mondo. Nel 2018 è diventato organista dello Stift Stams, un’importante abbazia della tradizione musicale antica nell’Austria occidentale, e direttore artistico del festival organistico locale. Dal 2022 è direttore del Concorso internazionale d’organo “Paul Hofhaimer” di Innsbruck.

PALAZZO MARINO IN MUSICA


 
Armonie visive
Neuma Sax Quartet
Conservatorio “G. Verdi” di Milano
Nicola G. Chiera, saxofono soprano
Andrea Fatighenti, saxofono contralto
Stefano Luciani, saxofono tenore
Marco Sala, saxofono baritono
 
La XV edizione di Palazzo Marino in Musica, in programma da maggio a novembre 2026, è dedicata al tema Controcanto: un invito ad ascoltare la musica non come linea singola, ma come relazione tra più voci. Il controcanto è il luogo in cui il monologo diventa dialogo, dove due linee si intrecciano e generano un senso nuovo, più ricco della somma delle parti. Il sesto e ultimo appuntamento chiude la stagione con Armonie visive, un concerto dedicato al dialogo tra musica e immagine: due linguaggi che conservano ciascuno la propria autonomia espressiva e che, proprio nell’incontro, si arricchiscono a vicenda. Non una semplice illustrazione sonora dello schermo, né una musica al servizio della narrazione cinematografica, ma un intreccio in cui dimensione visiva e dimensione sonora si affiancano e si interrogano: un controcanto tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.


La Sala Alessi di Palazzo Marino

Protagonista è il Neuma Sax Quartet, giovane formazione nata nel 2024 nelle aule del Conservatorio “G. Verdi” di Milano e già distintasi in importanti concorsi: dal Premio Nazionale delle Arti al primo premio assoluto, con 100/100, al Concorso di Musica da Camera “Milano City” 2025. Il nome del quartetto rimanda al neuma, il segno grafico della notazione medievale precedente al pentagramma, e al greco pnéuma, «respiro»: un richiamo tanto alle origini della scrittura musicale quanto al gesto essenziale di chi suona.
Il percorso attraversa teatro, jazz, ragtime, musical e colonna sonora, affidando ogni pagina al timbro duttile e alla ricchezza dinamica dei sassofoni. Le trascrizioni non cercano di restituire l’immagine sonora dei film, ma la sostanza musicale nella sua autonomia, con la sua forza di evocare scene e atmosfere anche fuori dallo schermo. Si apre con Rossini per 4 nella trascrizione di Gaetano Di Bacco, dove la teatralità rossiniana mostra come la musica sappia costruire una scena prima ancora che l’immagine la fissi. Seguono i Three Preludes di George Gershwin, punto d’incontro tra scrittura colta e idioma jazzistico che ha nutrito l’immaginario cinematografico del Novecento.
Al centro del programma la Morricone Suite nella trascrizione di Michele Paolino, omaggio al compositore che più di ogni altro ha legato il proprio nome alla storia del cinema. Dopo il ragtime elegante e sincopato di The Easy Winners di Scott Joplin, il congedo è affidato a Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin, nella versione di Stephen Roberts e nella trascrizione di Nicola Gabriele Chiera, soprano del quartetto: un finale brillante che chiude, con l’energia dello spettacolo, la quindicesima stagione di Palazzo Marino in Musica.


Le Gallerie d'Italia

I biglietti d’ingresso sono gratuiti con prenotazione: a partire dalle ore 9.30 del giovedì precedente ogni concerto è possibile prenotarli online sul sito www.palazzomarinoinmusica.it oppure ritirare quelli cartacei disponibili presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia - Milano in via Manzoni 10.
La rassegna Palazzo Marino in Musica è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano ed è organizzata da EquiVoci Musicali.
Le Istituzioni coinvolte nel 2026 come partner sono Comune di Milano, MM Spa, la Centrale dell’Acqua di Milano, Aquaflor, Gallerie d’Italia - Milano, museo di Intesa Sanpaolo e il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
La rassegna è sostenuta da Intesa Sanpaolo.
Sponsor tecnico Fazioli e Serazio pianoforti.
Direzione Artistica: Davide Santi e Rachel O’Brien
Organizzazione: EquiVoci Musicali
Social Media Manager: Gledis Gjuzi
Ufficio Stampa: Andrea Zaniboni
Tel. 349 8523022 | ufficiostampa@palazzomarinoinmusica.it
www.palazzomarinoinmusica.it
Facebook, Instagram, YouTube: Palazzo Marino in Musica


ANTONIO RICCI A CORSICO CON I PITTORI 




lunedì 2 novembre 2026

TEATRO



Amore è stufo, commedia campestre di Lodovica San Guedoro.
 
Dal secondo atto
Lo stesso prato, la stessa locanda, sull’imbrunire. Sulla stessa chaise-longue della mattina è sdraiato il drammaturgo* e sembra dormire. Ad un certo punto si sentono voci soavi, gioconde, scherzose ed irrompono sul prato, rincorrendosi, due figure, una più alta e l’altra più bassa, entrambe con serti di rose nei capelli. Quella più piccola ha un arco e una faretra piena di frecce. Quella più alta è molto bella e tenta ridendo di strappare l’arco alla più piccola. Questa è però molto lesta e le si sottrae con una capriola, riprendendo poi subito a correre. Più in là capriolano insieme sull’erba e si producono in una piccola zuffa. In Amore è riconoscibile Martina; in Venere, Teodoro: la misteriosa coppia che conduce la locanda. Niente chiarisce allo spettatore se i due si siano solo travestiti per gioco da Venere e Amore o se siano proprio Venere e Amore, liberatisi delle loro spoglie diurne.
 
*Questo singolare personaggio è stato ispirato all’autrice da un capo drammaturgo tedesco del Burgtheater di Vienna, certo Wolfgang Wiens, che rifiutò uno dopo l’altro alcuni suoi pezzi, tra cui il dramma fantasmagorico Das Leben ist ein Traum (La vita è un sogno). I drammaturghi sono, nel Teatro tedesco contemporaneo, gli esperti di drammaturgia che, responsabili del programma, hanno anche il compito di valutare i pezzi proposti e di decidere quali debbano essere rappresentati. E per nessuna ragione vanno confusi con gli scrittori di drammi, quantunque, all’apice della sua lugubre carriera, proprio uno come Wiens abbia tentato lo sconfinamento...
 
VENERE Stanotte no, stanotte sei mio e non devi occuparti degli altri.
AMORE (scalciando) Non toccare i miei strumenti di lavoro: sono miei e solo miei!
VENERE Non m’interessano mica, stupidello, i tuoi strumenti. Io ho i miei, sai, molto più potenti dei tuoi. Il mio potere è più grande del tuo. Tu dipendi da me. Sei solo un intermediario, un garzoncello portalettere.
AMORE Vorrei vedere! Senza di me tutto rimarrebbe fermo.
VENERE Però tu sei iperattivo! Giunone si è lamentata con me: non dai requie, attraversi cieli e mari da mane a sera e, con le tue frecce, semini il caos non solo tra gli uomini, ma, da un po’, anche tra gli animali, i pesci, gli uccelli... È stato proprio ieri, qui, che ho visto un cane inseguire un gatto e tentare di coprirlo. E poi sai cos’è saltato fuori, perfino? Me l’ha detto il cuoco: che il cane era una cagna...
AMORE ...e il gatto era un gatto. Sono due mie vecchie conoscenze. Erano come cane e gatto e allora, mi sono detto, facciamoli innamorare.
VENERE (ridendo di cuore) Ma non va! Capisci? Sai che conseguenze, che grovigli, che odi derivano da questi innamoramenti inopportuni?!
AMORE (ridendo) Vuoi che non lo sappia? Da quando son nato, non ho fatto altro che mettere insieme l’uomo con la donna. E chi è più cane e gatto di loro? E, da quando sono nato, mi è stato sempre rinfacciato, come fosse mia colpa, di assortirli malamente. In realtà, uomini e donne sono un errore madornale di Giove! Non sono affatto fatti gli uni per gli altri! Io che c’entro?! Quindi, io, poverino, devo addirittura accecarli, perché si amino. Ma il sortilegio non dura a lungo e, quando è svanito, si alza il coro delle proteste, tutti si lagnano, inveiscono: il marito, la moglie, il suocero e la suocera, l’amica e l’amico, il prete... Tutti si lamentano e fanno rimostranze a chi? A me! Per questo, ho deciso da un po’ di far innamorare i simili: uomini fra uomini e donne fra donne. Similes cum similibus. Una specie di omeopatìa.
VENERE (scuotendo la testa) Sei proprio un pazzerello, figlio mio! Dimentichi lo scopo principale dell’accoppiamento da che mondo è mondo: i figli!
AMORE Ma il mondo è sovrappopolato! Qualcuno si deve pur preoccupare di alzare il livello! Non si può andare avanti puntando sempre sul numero! Una pausa di riflessione farà bene al mondo.
VENERE Toh, guarda, c’è qualcuno su quella chaise-longue...
AMORE Quel rudere lo chiami qualcuno? Quel minerale?
VENERE Lo conosci?
AMORE È il nuovo ospite della nostra locanda, non ricordi? È arrivato stamattina.
VENERE Quello senza prenotazione?
AMORE Quello.
VENERE (avvicinandoglisi) Che fa? Dorme?
AMORE (avvicinandoglisi a sua volta) O è morto?
VENERE Sembra morto!
AMORE Ma dorme.
Improvvisamente, ridendo, Amore estrae dalla faretra una freccia con la punta d’oro e la infila nell’arco.
VENERE (inorridita, fermando la mano) Che fai? Sei impazzito?
AMORE (ridendo folleggiante) Dai, fammi fare questo tiro stanotte e ti prometto che non tocco più freccia poi! Questa è troppo bella: un’occasione d’oro! Far innamorare un minerale, una pietra, un fossile! Provare la mia potenza anche sul regno inorganico!
VENERE (preoccupata) Ma non causerai troppo danno? È contronatura! Usa almeno una freccia con l’anima di piombo, che nessun disgraziato abbia ad innamorarsi di lui!
AMORE Sì, questo te lo concedo. Sarebbe atroce che qualcuno dovesse innamorarsi di lui.
Sceglie la freccia con l’anima di piombo e la scocca.
E ora la notte è tutta per noi! Dove andiamo?

Si allontanano curvi, ridendo.

 

  

 

  

ALLI BENIGNI LETTORI



Oggi vi facciamo un regalo pubblicando solo un brano teatrale di Lodovica San Guedoro.

  

domenica 1 novembre 2026

IL POPOLO SI OPPONE 



Da un capo all’altro del Paese lavoratori e studenti contro la politica di guerra e miseria del Governo Meloni.   

CONTRO GUERRA E MISERIA
di Angelo Gaccione

 

La voce potente di Milano
 
Q
uello che è accaduto venerdì 30 ottobre 2026 a Milano: lo sciopero contro la guerra e il carovita, è destinato a rimanere una data memorabile. Una marea umana, una fiumana inarrestabile, ha attraversato alcune delle vie del centro di Milano e quando i due cortei, uno proveniente da Piazza Duca d’Aosta e uno proveniente da Piazza Leonardo da Vinci, si sono congiunti in Piazzale Loreto, è stato impossibile per la piazza contenerli tutti. Uno spettacolo commovente, un colpo d’occhio straordinario, una gioiosa commozione, una festa di colori, di suoni, di musica, di canti, di balli, di slogan. Per tutto il percorso, quello partito dal grande piazzale della Stazione Centrale, abbiamo visto gente affacciata alle finestre, ai balconi, alle soglie di abitazioni, di alberghi, di uffici, di esercizi commerciali. A fotografare, a salutare, ad applaudire. A sfilare tantissimi giovani, tante le mamme con bambini, con carrozzine, con pentole e tamburi, c’erano uomini e donne di ogni età: anziani, lavoratori, studentesse, docenti, in un clima festoso, solidale, pacifico, consapevole. Basta guerra e basta riarmo; basta carovita e basta ingiustizie sociali; basta privilegi e basta saccheggio del bene pubblico. Sanità, istruzione, salari decenti, cura del patrimonio collettivo e degli istituti scolastici, prospettive concrete per il futuro delle nuove generazioni e soldi alle pensioni, al sociale, alle infrastrutture, ad un piano casa a prezzi calmierati, alle famiglie, al territorio, alla transizione ecologica, alla difesa del clima. Decisamente no al riarmo criminale che ingrassa un ristretto numero di speculatori senza scrupoli. Abbiamo scattato molte foto lungo il percorso e documentato le frasi di una serie di cartelli le cui parole d’ordine dicono più di qualunque discorso. Eccole.

























































































































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