LA RISPOSTA DI MILANO
di Giuseppe Natale
Un mare di gente in corteo per le
strade di Milano e di tante città italiane e il blocco di 100 porti nei 4
continenti.

Milano non ha avuto paura
Milano. 30 ottobre 2026. Straordinaria e molto partecipata e
combattiva la manifestazione-corteo per le strade del nord-est di Milano: oltre
100.000 persone. E migliaia e migliaia in altre città italiane. Una stima approssimativa,
da precisare con i dati aggiornati, dice oltre 2 milioni nei diversi cortei. E
100 porti bloccati nei 4 continenti. Giovani e giovanissimi, studenti e
studentesse, lavoratori e lavoratrici di diversi settori, in particolare dei
servizi pubblici e privati. E non mancano le persone in pensione. Lo sciopero
generale indetto dal sindacato di base, USB, è l'occasione per manifestare
dissenso e rabbia, richieste sacrosante per difendere la pace, per fermare il
genocidio palestinese ancora in corso da tre anni e ferocemente perpetrato
dallo Stato fasciosionista, razzista e colonialista di Israele, sostenuto dalla
potenza statunitense e dall’Occidente sedicente democratico.
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| Milano non ha avuto paura |
È l’occasione per urlare basta con le armi e con il riarmo, contro il carovita e i salari di fame, per la dignità del lavoro e per il giusto salario, per la giustizia sociale e ambientale, per i diritti uguali per tutte le persone e per tutti i popoli. Continuare a resistere, intensificare lotte e azioni di disobbedienza civile, fino a creare le condizioni per mettere sotto accusa e spazzare via il Governo Meloni: per la sua politica antisociale e liberticida, di feroce attacco alle condizioni di vita e di lavoro sempre più precarie e impoverite, per la scelta deliberata di stornare risorse dai servizi sociali fondamentali (salute, istruzione, casa, mobilità sostenibile) all’economia di guerra ed ecocida.
Di stampo neofascista e filosionista, persegue con pervicacia la violazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione, in modo particolare con decreti ed atti e parole aggressive viola gli artt. 3, 9, 11, 21 e quelli che tutelano il lavoro e la dignità dei lavoratori; attacca di continuo i magistrati; segue una linea di ostinata prevaricazione del potere esecutivo sugli altri poteri; si accanisce a perseguitare i giovani, le persone che manifestano pensiero critico e azioni di lotta conseguenti.
Per tutte queste ragioni e per la complicità con lo Stato sionista e genocida di Israele, occorre porsi l’obiettivo di mettere sotto accusa per alto tradimento l’intera compagine del Governo Meloni, ormai di chiaro stampo neofascista. E creare le condizioni per andare alle elezioni con un governo di garanzia costituzionale, a tutela e salvaguardia dell’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali. Le opposizioni parlamentari, i sindacati tutti, le associazioni e i comitati della cittadinanza attiva e consapevole non sottovalutino la gravissima situazione e si diano una regolata radicale e decisa: fermare il neofascismo prima che sia troppo tardi.
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| A sin. lo scrittore Angelo Gaccione in mezzo il pres. Anpi Crescenzago G. Natale a destra l'obiettore G. Bruzzone I tre incorreggibili |






