PRODUZIONE INDUSTRIALE
di Franco Astengo
La crisi industriale e le balle
del Governo - Parte ultima
Carta,
credito, informatica, occhialeria, servizi, tessile.
È stato firmato il 29 novembre l’accordo sul ricambio generazionale
tra sindacati e Banco
Bpm. L’intesa prevede (nell’ambito del
piano industriale 2023/2026) fino a 120 uscite volontarie di lavoratori che abbiano maturato l’accesso alla
prestazione pensionistica (“anticipata” o di “vecchiaia”) entro il 1° gennaio
2027. Nel contempo, l’accordo stabilisce 90 nuove assunzioni nel 2026,
garantendo un tasso di sostituzione del 75 per cento. Fisac Cgil: “Siamo
riusciti a coniugare per la prima volta la gestione di pensionamenti
incentivati volontari con un piano di ingressi proporzionato e tempestivo”. Un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria per i
lavoratori della Giano di Fabriano (Ancona), azienda produttrice di carta
per ufficio del gruppo Fedrigoni. La vertenza era iniziata nell’ottobre 2024
con l’annuncio della chiusura dell’impianto e conseguenti 173 licenziamenti. L’accordo, raggiunto l’11 dicembre,
prevede anche un pacchetto formativo per complessive 416 ore. Riguardo gli
esuberi, questi si sono ridotti a 31. L’azienda ha confermato investimenti per
tre milioni di euro, concentrati sui settori della per banconote e di sicurezza
e sul comparto del disegno artistico. Siglato
a metà dicembre un accordo che prevede esodi, come atteso in conseguenza della
fusione fra Bper e Banca Popolare di Sondrio, tramite il
pensionamento incentivato o l’accesso al fondo esodi di 800 dipendenti che matureranno la pensione entro il 1° gennaio 2032. La
cessazione del rapporto di lavoro è stabilita tra il 30 settembre e il 31
dicembre 2026. A fronte delle uscite sono previsti 666 nuovi ingressi (pari
all’83,2 per cento delle uscite), tra assunzioni e stabilizzazioni di chi
lavora (o ha lavorato) in somministrazione o a tempo determinato. Siglato il 27 ottobre l’accordo per il futuro dello
stabilimento Innovatek di Longarone (Belluno), ex ramo d’azienda Safilo
(rilevato a fine 2023) che attualmente impiega 75 lavoratori su 152. L’intesa
prevede la proroga di un anno della cassa integrazione straordinaria,
l’adozione di un’indennità aggiuntiva per i lavoratori sospesi (sulle ore
eccedenti il 20 per cento del totale mensile), incentivi all’esodo per 35
lavoratori (che si aggiungono ai 17 pensionandi che hanno sottoscritto un precedente
accordo) che lasceranno volontariamente l’azienda entro il 31 dicembre prossimo
e percorsi di ricollocamento e formazione per chi sceglierà l’uscita
volontaria. Revoca dei licenziamenti
annunciati a metà ottobre e attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga
fino al 1° febbraio 2026 per i 12 lavoratori della Manifattura
del Casentino, storica azienda di
Bibbiena (Arezzo) produttrice del celebre “panno del Casentino”, tessuto
simbolo della tradizione artigianale toscana. Questo l’esito del confronto che
si è svolto il 14 novembre presso la Regione Toscana per valutare gli sviluppi
della situazione a seguito della recente messa in liquidazione della società.
Ora si apre una fase di interlocuzioni per verificare la concreta possibilità
di interventi da parte di nuovi investitori. Dopo
l’annuncio di cessare l’attività il 31 dicembre prossimo, l’azienda di
informatica Softlab Tech ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i
146 dipendenti rimasti tra le sedi di Caserta, Maddaloni (Caserta) e Roma,
attualmente in cassa integrazione a zero ore. La maggior parte dei lavoratori
interessati (127 addetti) sono i superstiti dei circa 250 ex dipendenti della
multinazionale Jabil di Marcianise (Caserta) che qualche anno fa accettarono di
transitare in Softlab Tech. Al ministero delle Imprese attualmente sono in
corso colloqui per favorire la ricollocazione dei lavoratori in altre realtà
produttive del territorio. Siglato il 2
dicembre l’accordo sulla gestione dei 70 esuberi (su 148 addetti complessivi)
alla Swinger International di Bussolengo (Verona), azienda produttrice di jeans per
grandi firme. L’intesa non è stata firmata dalla Filctem Ggil. Il 10 novembre la società aveva avviato la cassa integrazione
straordinaria per otto mesi, il 25 novembre ha comunicato il licenziamento
collettivo. Filctem: “Azienda e Confindustria non hanno recepito le nostre
richieste che prevedevano l’inserimento di una clausola di salvaguardia
rispetto alla decorrenza dei termini dei licenziamenti. L’incentivazione
all’esodo, inoltre, è del tutto inadeguata”.
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