MILANO INDOMITA
di Angelo Gaccione
Non espugnerete mai Milano, non piegherete mai questa città!
Milano, la città medaglia d’oro della Resistenza è insorta
anche questo 25 Aprile del 2026. È insorta pacificamente, gioiosamente,
ma anche, come era necessario, fermamente. E così è stato. Ha celebrato la sua
liberazione in maniera allegra, commovente, gentile. Una fiumana interminabile
per ore ed ore ha attraversato la città prima di giungere in piazza del Duomo.
Una fiumana fatta di una sterminata quantità di uomini e donne con i capelli
bianchi come me, ma dallo spirito giovane e indomabile. Di uomini e donne più
anziani di me, persino spinti da carrozzine, muniti di bastoni, leggermente
claudicanti, ma fieri. Fieri di esserci, fieri della loro città, fieri della
loro consapevolezza civile.
Una fiumana di genitori e di bambini perché lo spirito di libertà, di antifascismo, di rifiuto della guerra, di partecipazione, deve essere educato presto se vogliamo impedire barbarie future. E soprattutto una fiumana di giovani e giovanissimi (ragazze e ragazzi) allegri, festosi, decisi, che ci hanno commosso, che ci hanno trasmesso vitalità, che hanno preso nelle loro mani il testimone dell’antifascismo e della difesa della vita per dirci che si opporranno ai guerrafondai, ai mercanti di armi e di morte, ai Governi e agli Stati genocidi, e che il nostro impegno intellettuale e civile che ha accompagnato le nostre vite, non è stato vano, come non è stato vano il sacrificio dei martiri della Resistenza che ha educato moralmente la mia di generazione.
Possiamo andarcene da questo mondo reso infame da governanti criminali e da classi sociali disumane, se non pacificati, almeno con il conforto che non saremo traditi da queste generazioni così giovani e così consapevoli che a noi seguiranno. Che si batteranno per le idee della Resistenza come ci siamo battuti noi.
Questa grande prova civile di Milano ha spaventato i conformisti e gli indifferenti, come ha spaventato i gazzettieri divenuti la voce servile del padrone. Il corteo era così vasto e partecipato che alle 19,30 non aveva finito del tutto di entrare in Piazza del Duomo. I telegiornali, che ho controllato personalmente, su questa marea umana milanese ha sorvolato. Hanno avuto paura di mostrare i nostri corpi per impedire che in tutta Italia e all’estero vedessero, capissero.
Hanno cercato
di cavarsela insistendo sulla ridicola scusa che un drappello di provocatori
con in mano un paio di bandiere dello Stato genocida di Israele, fosse
allontanato dal corteo. Hanno sfilato liberamente manifestanti che inalberavano
cartelli neri con su scritto i nomi dei vari campi di sterminio e la folla li
ha applauditi. Io e i miei amici eravamo lì ed abbiamo applaudito. Se non
volevano essere considerati provocatori avevano un modo molto semplice per
dimostralo. Portare un cartello con la scritta: “Il Governo di Israele ha le
mani sporche di sangue e non ci rappresenta”. Così avrebbero fatto i
sopravvissuti ebrei ai campi di sterminio, ne sono certo.












