UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

venerdì 28 gennaio 2022

PROTAGONISMI


 
Il protagonismo è dilagante. Un protagonismo veramente inarrestabile: gruppi, gruppetti ora in via di disgregazione formatisi in particolare dai 5Stelle, con pochissimi voti a suo tempo ottenuti sotto l'egida di Grillo. Tutti e tutte in questo momento gridano all'Alta Figura che deve rappresentare il Capo dello Stato, come se ci fosse una reale unità da rappresentare nonostante le posizioni interiori e di ciascun gruppo. Ancora evidente compare intramontabile la divisione tra due nemici: I "nemici" della guerra fredda. Destra e Sinistra in Parlamento, storici sostenitori di posizioni tramandate dalla caduta della Seconda guerra mondiale, oggi finiscono irrigiditi nelle loro ereditate appartenenze. È una specie di commedia. I rappresentanti istituzionali sono attori per caso catapultati nel più prestigioso dei siti. Le continue affannate riprese tivù, di occhi maschili a capolino dalle mascherine, di donne dalle lunghe lucenti chiome e labbra esageratamente intensamente rosse, si esauriscono in una sola frase, spezzata, e via! L'importante è essere riusciti a entrare nella macchina da presa televisiva, ed essere poi inseriti nel video grazie alla volontà di chi taglia e cuce.
Il patrimonio storico Rai-tivù viene imbandito di continuo, ma la ricerca di protagonisti ormai fissi, da scambiare nei vari programmi, è divenuta una consuetudine. Il cerimoniale come la burocrazia è una sorta di sicurezza del nostro popolo, che tutti (gli/le invitati a gara) si piegano a rispettare, nella consapevolezza di far parte di una élite politica. 
I protagonisti sono ormai ben selezionati e sempre disponibili. I milioni di pubblico hanno ormai i "propri cari".  Chi protagonista "ufficiale" non è, costruisce il proprio protagonismo in frammenti in via di moltiplicazione. Il Parlamento ne è un'efficace testimonianza. E via col gioco burocratico! 
 
[Antonia Sani] 
 

 

VENTI DI GUERRA



Siamo in un periodo storico mai presentatosi in precedenza con la possibilità di una guerra con armi di distruzione di massa.
 
Mi riferisco al problema Ucraina e a tutti i comportamenti inerenti, delle parti in causa, non dimenticando che chi ha incominciato i giochi sono stati gli americani con l'aiuto di gruppi nazisti debitamente foraggiati, per cacciare l' allora governo in carica e contare nei successivi. Mi viene in mente che gli stessi americani si sono avvalsi politicamente di gruppi nazisti per contrastare il sovietismo nel dopo guerra, come descritto in documenti Cia, desecretati, e come ha di recente mostrato la trasmissione di Rai3 Report. Evidentemente tutto ciò che è russo, nell'insieme, non rientra nelle loro simpatie. Ricordo anche che la Russia attuale ha, più o meno, la nostra italiana capacità economica complessiva, senza contare quella militare, di "offesa", eredità del periodo della guerra fredda. Putin che non è un santo né un premio Nobel per la Pace (come Obama che ha iniziato alla grande il rinnovo dell'armamento nucleare degli Stati Uniti), ha sempre dichiarato che una guerra nucleare sarebbe distruttiva per tutti, anche se poi non ha fatto nulla per cambiare politiche, per evitare che ciò potesse accadere. A proposito, ma veramente è arrivato all'Onu un documento dei 5 Stati ufficialmente possessori di armi nucleari, che si dichiarano convinti che una guerra con tali armi non converrebbe a nessuno e che in buona fede (termine già usato nel Trattato di Non Proliferazione e mai esplicata) potrebbero incontrarsi per trovare un accordo? Se così è perché non l'hanno fatto il giorno dopo la dichiarazione? I soldi che avrebbero potuto iniziare a risparmiare potevano incominciare a risolvere i problemi che assillano ogni Stato del Pianeta Terra. Sono i venusiani, i marziani che devono risolvere i problemi di responsabilità della Vita, ormai di miliardi, di noi terrestri? E noi cittadini non potremmo far udire la nostra voce? I gruppi pacifisti dei vari Paesi non potrebbero parlarsi e decidere iniziative comuni? Non stiamo parlando della Pace per tutti?
Lo Stato non siamo noi? E se lo siamo, mi pare non contestabile, perché diamo mandato ad altri di gestire la nostra vita? perché di questo si tratta nel periodo storico attuale. Se prima del nucleare poteva avere un senso, oggi non è più così. Chi afferma di difendere la Patria con una guerra, oggi, deve capire che la distruggerebbe, e non è conveniente per nessuno fare prove, con le caratteristiche di guerra attuali. Dovremmo ricavarne una lezione importante: nessuna guerra sarebbe quindi valida. Il cosiddetto "confronto" è a danno di tutti, non lo affermano perfino i Capi di Stato? Vogliamo finalmente utilizzare le nostre intelligenze, le nostre sensibilità, lo stupore di sentirci vivi, l'amore che proviamo per altri esseri per cambiare strada?
 
[Giuseppe Bruzzone]

giovedì 27 gennaio 2022

SPIGOLATURE
di Angelo Gaccione

Chiesa Rossa
 
Sconcertati…
 
Domenica scorsa mi sono recato, assieme all’amico Giuseppe Bruzzone, alla Chiesa Rossa di via Montegani (angolo via Neera) che dista pochi metri dalla fermata della linea Verde del metrò di Piazzale Abbiategrasso. A Milano la chiesa è molto più nota con questo appellativo che non quello di Santa Maria dell’Annunciata. Dovevamo assistere ad un concerto per la rassegna “Cantibus organis” che si svolge in una serie di chiese. Purtroppo siamo rimasti delusi perché il programma prevedeva musiche di Bach e Buxtehude e per arrivarci avevamo sfidato una giornata freddissima che non invogliava molto alle uscite, il Covid, la distanza non proprio a portata di mano, ed eravamo saliti su ben tre linee metropolitane. La delusione si riferisce al fatto che non abbiamo assistito ad alcun concerto. Pare che l’organista si fosse ammalato il giorno stesso e dunque era stato tutto sospeso. Ovviamente non c’era alcuna indicazione in tal senso sulla porta della chiesa, né un “cane” (in senso figurato) che ti avvisasse. Forse un cane in chiesa non ci sta bene: trovarsi come un cane in chiesa si dice infatti quando si vuole significare che ci si sente estranei in un luogo, fuori posto, imbarazzati o anche non proprio bene accolti. Un tempo lo scaccino stava attento a che non entrassero in chiesa né cani né vagabondi; le cose devono essere cambiate perché di recente mi è capitato di assistere ad un funerale nella chiesa di Sant’Andrea vicino casa mia, e ho notato un signore che con molta tranquillità ne esibiva uno neppure tanto piccolo.



Ero riuscito a raccogliere la notizia della sospensione del concerto da un appassionato di musica come me, e come me deluso. Non c’era nulla da fare, eravamo rimasti senza concerto: sconcertati, per dir così. In realtà in lingua italiana sconcertati ha un significato diverso, ma a me e al mio amico, che ha anch’egli una discreta dose di ironia, il termine sconcertati – per significare che eravamo rimasti senza concerto – ci è piaciuto subito e molto, e ci siamo divertiti durante il percorso di ritorno a scherzare sulla parola con diverse sfumature. In fondo è stato un modo per prendere tutto con leggera ironia e superare la delusione patita. Che fosse stato il Covid a sconcertarci vigliaccamente? Speravamo di no e abbiamo augurato all’organista una semplice passeggera indisposizione. Sconcertati eravamo comunque stati: se il concerto si era tramutato in sconcerto, cioè in assenza di concerto, qualcuno aveva dovuto tramare a nostro danno. Virus, fatalità, o altro accidente imprevedibile, pur sempre di sconcerto si è trattato. Di tutt’altro segno invece lo sconcerto che si leggeva sui volti dei melomani ritardatari, nel trovare una chiesa completamente silenziosa e vuota.
 

 

  

FILOSOFI
di Silvana Borutti


Aristotele
 
Techne e antropologia
.
 
Nella nostra forma di vita dominata dalla tecnica, si possono lasciare da parte per un breve spazio di riflessione le diagnosi sul destino e sull’essenza di un’epoca, anche se hanno certamente un grande valore filosofico? Si può parlare di tecnica in modo non apocalittico? In questa prospettiva, una riflessione preliminare dovrebbe essere di carattere antropologico.
Erano di tipo antropologico le definizioni che Aristotele dava della techne: un concetto non assimilabile alla nostra idea e alla realtà attuale della tecnica, e tuttavia da tenere presente.
Nel Libro VI dell’Etica Nicomachea (1139 b 15) Aristotele dice che la techne, insieme a scienza, saggezza, sapienza e intelletto, è una delle «forme con cui l’anima è nel vero», e dà questa definizione: «techne è “la produzione [poiesis], e il cercare con l’abilità e la teoria come possa prodursi qualcuna delle cose che possono sia esserci sia non esserci e di cui il principio è in chi crea e non in ciò che è creato» (1140 a 12 – b 15). La tecnica è dunque produzione del possibile; è estensione di quello che l’uomo è per natura, è artificio che supplisce la natura; e va aggiunto che per Aristotele, e per il pensiero antico in generale, questa estensione che supplisce la natura creando oggetti possibili avviene secondo il modello della natura. Scrive Aristotele nella Fisica: «se la casa facesse parte dei prodotti naturali, sarebbe generata con le stesse caratteristiche con le quali è ora prodotta dall’arte» (II, 8, 199 a 12.). Aristotele intende che la tecnica dell’uomo che costruisce una casa è come l’operare della natura, se in essa nascessero case – poiché, come dice nella Politica (VII, 17, 1337 a 1), arte ed educazione intendono supplire le manchevolezze della natura. Tecnica dunque come supplenza che ha per modello la natura.



La concezione antropologica moderna della tecnica conserva il tema aristotelico della supplenza della natura umana, ma cerca di dire, e di capire, un altro aspetto: la tecnica, cioè tutte le forme di protesi, supplemento, artefatto, hanno a che fare con l’evoluzione dell’essenza dell’uomo; le tecniche agiscono infatti come risorse adattative, e intervengono così a mutare lo stesso essere dell’uomo nel suo cammino evolutivo. Di fatto, le tecniche mutano la percezione di noi stessi e della realtà in cui siamo immersi.
Il filosofo Pietro Montani, che studia da alcuni anni la questione della creatività tecnica e il rapporto tra tecnica, sensibilità e immaginazione (rinvio a Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica, Cronopio 2017), distingue più interpretazioni del rapporto dell’essere umano con gli artefatti. Scrive che si può interpretare la tecnica come un modo di correggere o integrare le carenze, o i difetti, del nostro corpo, e quindi potenziare la nostra azione adattativa; oppure la si può interpretare come esonero, come modo di delegare alcune attività corporali ad artefatti. Montani individua un altro aspetto più interessante: «la tecnica come empowerment del soggetto umano, vale a dire come realizzazione di una singolare unità di organico e inorganico, capace di scoprire se stessa, e le sue potenzialità, solo nel corso di un’effettiva attività» (su questo ambito tematico, rinvio al n. 4, 2020 della rivista Agalma, dedicato a “Figure dell’inorganico”).



Un esempio straordinario di tecnica come potenziamento ed estensione dell’esperienza umana è la scrittura, che ha cambiato la nostra storia perché ha esteriorizzato in un supporto tecnico la memoria, rendendo possibile la memoria storica e culturale, che va al di là della memoria biologica e individuale.
Un altro esempio semplice ma molto efficace, studiato da Lambros Malafouris in un saggio del 2013 intitolato significativamente How Things shape the Mind (Come le cose modellano la mente), è l’esempio del cieco col bastone. Il cieco col bastone è un vero e proprio insieme di “pensiero-sensibilità-azione”. Il bastone per il cieco non è semplice strumento, non è un semplice oggetto inorganico. Cito in proposito un passo del filosofo Merleau-Ponty:



 
“Per il cieco, il suo bastone ha cessato di essere un oggetto, non è più percepito per se stesso, mentre la sua estremità si è trasformata in zona sensibile: il bastone aumenta l’ampiezza e il raggio d’azione del tatto, è divenuto l’analogo di uno sguardo. Nella esplorazione degli oggetti, la lunghezza di tale bastone non interviene espressamente e come termine medio: il cieco la conosce [la lunghezza] attraverso la posizione degli oggetti più di quanto conosca quest’ultima [la posizione] attraverso di essa. La posizione degli oggetti è data immediatamente dall’ampiezza del gesto che la raggiunge e nella quale è compreso, oltre alla potenza di estensione del braccio, il raggio d’azione del bastone” (Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Bompiani 2003, p. 198)

 
Nel caso del cieco, chiediamoci, dove finisce il sé e inizia il resto del mondo? Il bastone non è più solo strumento, è un inorganico non vivente che viene propriamente incorporato nel vivente, è una tecnica che diventa potenziamento del soggetto umano. Allargando la prospettiva, è
in questo senso che diventa importante pensare come l’evoluzione tecnologica possa investire la nostra stessa evoluzione biologica.

 LA FRASE DEL GIORNO



“Oggi, un matrimonio costa più sfarlo,
che farlo”.
Nicolino Longo 

DIFFERENZE



“C’è chi mangia la pagnotta dura col cuore tenero
e chi mangia la pagnotta tenera con il cuore duro”.
Laura Margherita Volante

mercoledì 26 gennaio 2022

ELEZIONE DEL PRESIDENTE
di Franco Astengo



Profilo politico-istituzionale del presidente della Repubblica.
 
Scusandomi per il disturbo e assolutamente consapevole dell’insufficienza del livello culturale a mia disposizione provo comunque a tracciare un ragionamento sull'attualità cercando di proporre una interpretazione di carattere politico-costituzionale e rivolgendomi a quanti mi auguro avranno la condiscendenza di leggere queste osservazioni.
Almeno alla lettura dei giornali al momento in cui scrivo appaiono incerte le metodologie di scelta del nuovo Presidente della Repubblica.
Eppure alcuni significativi elementi stanno emergendo e può essere possibile tracciare un primo quadro di giudizio:
1). La “torsione costituzionale” in atto da tempo sta trovando un punto di ulteriore stretta nel tipo di trattativa in corso. Non si tratta semplicemente dell’eventualità del passaggio di Draghi al Quirinale e quindi dell’avvio concreto di quel semi-presidenzialismo “de facto” già evocato qualche settimana or sono. Appare inedito, infatti, il confronto in corso al riguardo del pacchetto “presidenza della repubblica/governo”. Un punto che merita approfondimento (beninteso: non che in passato la trattativa per la presidenza della repubblica non abbia coinvolto il tema del governo – vedi 2013 – ma adesso le cose stanno diversamente);
2). Il punto di effettiva diversità dal passato nella trattazione del rapporto Quirinale/Chigi risiede, infatti, nella ricerca di stabilire un rapporto di dipendenza diretta tra le due cariche in una subordinazione della presidenza del Consiglio alla presidenza della Repubblica. È tramontata l’idea del cancellierato che stava nella “deforma” costituzionale del 2016 e sembra ritornato in auge appunto il “semi-presidenzialismo” che era state previsto dalle conclusioni della “Bicamerale D’Alema” (1997). L’impronta semi- presidenzialista potrebbe infatti significarsi sia nel caso di un Mattarella-bis cui sarebbe vincolata la prosecuzione del governo Draghi; sia nel caso di una elezione alla presidenza della Repubblica dello stesso Draghi con affidamento dell’incarico di governo su sua indicazione. In ogni caso si presenterebbero problemi molto complessi (nell’eventuale rielezione di Mattarella, Draghi dovrà dimettersi e saranno dimissioni soltanto formali? Tanto per fare un solo esempio, senza considerare sotto questo aspetto l’altro scenario dell’elezione di Draghi che nel rapporto Quirinale/Chigi risulterebbe molto più complicato anche dal punto di vista costituzionale);



3). Il secondo scenario, quello che prevede Draghi presidente della Repubblica e un suo incaricato alla presidenza del Consiglio presenta per di più in questa fase aspetti di specifica e particolare delicatezza. In questo senso il riferimento è alla situazione internazionale e ai rischi concreti di un riprodursi del carattere di una “logica dei blocchi” con la possibilità del verificarsi di uno stato permanente di tensione bellica sul territorio europeo. Si sta verificando una fortissima pressione da parte degli Stati Uniti sia sul piano più direttamente militare sia su quello diplomatico per un “rinsaldamento (?)” dei vincoli atlantici (per usare una schematizzazione). Emerge una tendenza a considerare nesso inscindibile atlantismo/europeismo (anche questo retaggio/ritorno della guerra fredda) che è necessario contrastare ponendo un’idea alternativa dell’Europa. A questo punto sull’elezione del Presidente della Repubblica si dovrebbe porre il vincolo dell’articolo 11 della Costituzione (in passato pur più volte violato, ma la situazione di oggi appare ancora più delicata) come discriminante prioritaria. Questione che mi pare nessuno stia sollevando (anzi);
4). L’estrema insignificanza della sinistra sul piano parlamentare assume a questo punto un carattere di assoluta gravità. Si è cercato di rilevare due possibili discriminanti sulle quali una possibile “Sinistra Costituzionale” dovrebbe lavorare in parlamento e nel Paese: quella legata all’impianto di democrazia parlamentare delineato dalla Carta Fondamentale e quella del ruolo dell’Italia nel contesto internazionale. Il rischio vero è quello di un semi-presidenzialismo di fatto allineato alle tendenze belliciste ben presenti in questo momento nello schieramento atlantico:



5). Il meccanismo in atto per l’elezione del Presidente della Repubblica sta rappresentando una sorta di cartina di tornasole per questa grave carenza di rappresentatività a sinistra. Nel quadro di una inedita complessità di contraddizioni sociali in atto i punti fin qui rilevati possono rappresentare gli elementi distintivi per una riaggregazione e l’avvio di una nuova proposta che si misuri, innanzi tutto, con una prospettiva di recupero di presenza istituzionale in un quadro di necessaria autonomia di offerta politica, fuori dai cascami ideologici e ponendo al centro della propria iniziativa politica, l'affermazione costituzionale.
Mi permetto allora di auspicare che chi dispone di un qualche mezzo informativo e/o organizzativo possa aprire una riflessione ad ampio raggio rivolta in questa direzione.
 

RESPONSABILITÀ



“La vita è fatta di problemi da risolvere.
E non da farsi risolvere”.
Nicolino Longo

martedì 25 gennaio 2022

SULL’ORLO DEL BARATRO
di Alessandro Pascolini*

 

Sempre a 100 secondi dalla fine.
 
A ricordarci quanto sia delicato e incerto l’equilibrio che permette la sopravvivenza dell’umanità in presenza delle armi nucleari e di nuove destabilizzanti tecnologie e nella attuale fase dei cambiamenti climatici che condizionano la vita sul nostro pianeta, il Doomsday Clock (“l’orologio del giudizio universale”) della Federation of atomic scientists ogni anno dal 1947 segna quanto tempo rimane prima della “mezzanotte” antecedente al giorno del giudizio. Lo scorso 20 gennaio, lo Science and security board, il gruppo internazionale di 20 esperti incaricato di muovere le lancette dell’orologio, ha annunciato ai leader e ai cittadini del mondo (https://thebulletin.org/doomsday-clock/current-time/) di dover mantenere la distanza dalla catastrofe globale a soli 100 secondi, come gli scorsi due anni, la peggior situazione di sempre. La prima indicazione all’inizio della guerra fredda (75 anni fa) fu di mezzanotte meno sette minuti; con l’acquisizione delle armi nucleari da parte dell’URSS (1949) le lancette vennero portate a 3 minuti da mezzanotte; un ulteriore aggravamento (e siamo a meno due minuti) si ha con lo sviluppo delle armi termonucleari (1953). Nel corso degli anni, a fronte dell’evoluzione del confronto nucleare fra le superpotenze e la proliferazione in altri paesi, l’orologio si è allontanato e avvicinato alla mezzanotte; il momento più sicuro si è avuto nel 1991 alla fine della guerra fredda (17 minuti da mezzanotte) per poi via via aggravarsi negli anni successivi per l’incapacità del mondo politico internazionale di superare il confronto nucleare e di affrontare le problematiche legate al cambiamento climatico globale e all'introduzione di nuove tecnologie, fino a raggiungere nel 2020 la distanza estrema di meno 100 secondi.

 
Perché ancora 100 secondi
Il documento inizia spiegando i motivi alla base della conservazione del valore dello scorso anno. Il cambiamento dell'amministrazione americana avrebbe potuto costituire un fattore per mitigare la corsa globale verso la catastrofe, ma di fatto i risultati concreti non sono stati all'altezza delle aspettative e comunque insufficienti a invertire le tendenze internazionali negative per la sicurezza, che erano da lungo tempo in continuo sviluppo e si sono consolidate nel corso del 2021 Le relazioni degli Stati Uniti con la Russia e la Cina restano tese, con tutti e tre i paesi impegnati in una fase di modernizzazione ed espansione nucleare, compresi: il programma cinese di ampliamento su larga scala dei propri missili nucleari a lungo raggio; l'impegno di Russia, Cina e Stati Uniti a sviluppare missili ipersonici; e i test di armi antisatellite da parte di molte nazioni. Se non limitati, questi sforzi potrebbero segnare l'inizio di una nuova pericolosa corsa agli armamenti nucleari. Altri pericoli nucleari crescenti comprendono i programmi nucleare e missilistico della Corea del Nord e i tentativi ancora falliti di rilanciare l'accordo nucleare con l'Iran. L'Ucraina rimane un potenziale punto critico e il dispiegamento di truppe russe presso il confine ucraino intensifica le tensioni quotidiane. Per molti paesi esiste ancora un enorme divario tra gli impegni a lungo termine per la riduzione delle emissioni dei gas serra e le azioni a breve e medio termine necessarie per 2 raggiungere quegli obiettivi. Anche se gli Stati Uniti sono ritornati nell'accordo di Parigi, mancano ancora politiche concrete. I paesi sviluppati hanno migliorato le loro risposte a contrastare. la pandemia di COVID19 nel 2021, ma la risposta mondiale è rimasta del tutto insufficiente. Piani per una rapida distribuzione globale dei vaccini sono essenzialmente crollati, lasciando i paesi più poveri in gran parte non vaccinati e consentendo così nuove varianti del virus SARS-CoV-2. Al di là della pandemia, la preoccupante carenza di bio-sicurezza e di bio-protezione ha reso evidente che la comunità internazionale deve concentrarsi con seria attenzione sulla gestione della ricerca biologica globale. Inoltre, la creazione di programmi di ricerca di armi biologiche in molte nazioni segna l'inizio di una nuova corsa agli armamenti biologici. La nuova amministrazione americana ha fatto progressi nel ristabilire il ruolo della scienza nella gestione politica, ma la corruzione dell'ecosistema dell'informazione è continuata a ritmo sostenuto nel 2021, mettendo a rischio la stessa democrazia americana. Dato questo misto contesto di minaccia - con qualche sviluppo positivo contrastato da rafforzate e preoccupanti tendenze negative - i membri del Board trovano che il mondo non sia più sicuro di quanto lo fosse l'anno scorso e quindi hanno deciso di mantenere l'orologio del giorno del giudizio a 100 secondi da mezzanotte. Questa decisione non suggerisce, in alcun modo, che la situazione della sicurezza internazionale sia stabilizzata. Al contrario, il mondo rimane bloccato in un momento estremamente pericoloso. "Nel 2019 abbiamo chiamato tale situazione la “nuova anormalità”, e la condizione purtroppo persiste." L'anno scorso, nonostante gli sforzi lodevoli di alcuni leader e del pubblico, tendenze negative nel campo delle armi nucleari e biologiche, i cambiamenti climatici e una varietà di tecnologie dirompenti -tutte esacerbate da un corrotto mondo dell'informazione che mina ogni processo decisionale razionale -hanno mantenuto il mondo sul ciglio dell'apocalisse. "I leader e il pubblico non si stanno muovendo per nulla con la velocità e l'unità necessarie a prevenire il disastro." Il documento richiede che i leader di tutto il mondo devono impegnarsi immediatamente per una rinnovata collaborazione in tutti i vari modi e luoghi disponibili per ridurre il rischio esistenziale. I cittadini del mondo possono e devono organizzarsi per esigere che i loro leader lo facciano e rapidamente. "La soglia del destino non è un posto dove bighellonare."

 
Il filo del rasoio nucleare
Durante il 2021, alcuni rischi nucleari sono diminuiti mentre altri sono aumentati. Il rinnovo tra Stati Uniti e Russia dell'accordo NewSTART per cinque anni è uno sviluppo decisamente positivo. Questa estensione crea una finestra di opportunità per un futuro accordo sul controllo degli armamenti tra i due paesi che possiedono il 90 per cento delle armi nucleari sul pianeta. USA e Russia hanno deciso di iniziare dialoghi su come mantenere la “stabilità nucleare” e plasmare futuri accordi di controllo delle armi. Altri punti significativi sono i negoziati per il ripristino del JCPOA con l'Iran e l'impegno americano di iniziare trattative di stabilità strategica con la Cina. Da parte della Corea del Nord non ci sono stati nuovi test nucleari e di missili intercontinentali. Altri sviluppi, tuttavia, secondo il Board vanno conteggiati come negativi: l'Iran continua a costruire scorte di uranio arricchito, e la finestra di opportunità per l'accordo JCPOA rischia la chiusura. Vicini dell'Iran, in particolare l'Arabia Saudita, potrebbero sentirsi costretti ad acquisire capacità simili, prefigurando la spaventosa possibilità di un Medio Oriente con più paesi con le competenze e il materiale per costruire armi nucleari. 3 I cinesi hanno iniziato a costruire nuovi sili per missili balistici intercontinentali su larga scala, generando preoccupazioni che la Cina possa cambiare la sua dottrina nucleare. Cina e Russia hanno testato recentemente armi antisatellite, che potrebbero causare una rapida escalation di un qualsiasi conflitto convenzionale con gli Stati Uniti. Gli intensi sforzi di tutti e tre i paesi nel campo dei missili ipersonici stanno dando risultati, in una concorrenza intensificata. Mentre gli esperti non sono d'accordo sulle motivazioni e le conseguenze di questi programmi, essi chiaramente segnano l'inizio di una nuova competizione militare. I nordcoreani continuano a testare missili a corto e medio raggio con capacità nucleare e risulta evidente una ripresa della produzione di plutonio; inoltre, durante lo scorso anno non ci sono stati contatti ad alto livello fra i governi nord-coreano e americano. India e Pakistan stanno aumentando in numero e qualità i loro arsenali nucleari, mentre non diminuisce il rischio di un loro conflitto nucleare. Come ha dimostrato l'insurrezione del 6 gennaio 2021 negli Stati Uniti, nessun paese è immune da minacce alla sua democrazia, e in uno stato con armi e materiali nucleari, questi e quelle possono essere obiettivi di terroristi e fanatici.


Cambiamento climatico: tante parole, poca azione
I negoziati sul clima dell'anno scorso a Glasgow hanno segnato una pietra miliare importante nel multilateralismo climatico. I paesi erano sotto pressione per rafforzare i loro impegni di riduzione delle emissioni in modo significativo rispetto ai loro impegni di sei anni fa a Parigi. I risultati, purtroppo, sono risultati insufficienti. Cina e India hanno affermato che si sarebbero allontanate dall'uso del carbone solo gradualmente, con l'obiettivo di raggiungere lo “zero netto” solo nel 2060 e nel 2070, rispettivamente. Ci sono stati solo progressi parziali verso regole ben definite per consentire lo sviluppo di politiche riguardo all'emissione e all'assorbimento dei gas serra. I paesi sviluppati ancora una volta non sono riusciti a rispettare gli impegni del trattato di fornire il necessario supporto finanziario e tecnologico. Nel complesso, i piani dei paesi per la produzione di combustibili fossili sono tutt'altro che adeguati, per raggiungere gli obiettivi globali di Parigi per limitare il riscaldamento della superficie del pianeta a “ben sotto i due gradi Celsius” rispetto alla temperatura all'inizio della rivoluzione industriale. Diversi paesi (oltre a istituzioni finanziarie e società) hanno annunciato l'impegno a raggiungere lo zero netto di emissioni di anidride carbonica entro il 2050 o giù di lì. Questi annunci sono significativi, poiché raggiungere zero emissioni di anidride carbonica a livello globale fermerebbe l'accumulo di gas serra nell'atmosfera, che è assolutamente fondamentale per fermare l'incremento del riscaldamento. Sforzi seri per raggiungere questi obiettivi, apparentemente distanti, richiedono una concertazione di azioni nell'immediato, tra cui il re-indirizzamento degli investimenti lontano dalla produzione e l'uso di combustibili fossili e verso fonti rinnovabili ed efficienza energetica, massiccio potenziamento delle infrastrutture esistenti e cambiamento nell'uso del suolo e nelle pratiche agricole. Il vero test della significatività di questi impegni per lo zero netto sta nell'effettiva riduzione delle emissioni a breve e medio termine. Il Board nota come molto positivo il drammatico cambio di tono sulle questioni ambientali e climatiche della presente amministrazione americana rispetto a quella precedente. Biden ha tentato di procedere velocemente, col rientro degli Stati Uniti nell'accordo di Parigi e annunciando l'impegno di una riduzione del 50 per cento delle di 4 emissioni entro il 2030. Ha anche segnalato attenzione per la connessione tra azione per il clima e giustizia ambientale, sia in ambito domestico che nel contesto internazionale. Si è impegnato nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a raddoppiare il finanziamento "climatico" ai paesi in via di sviluppo. Tuttavia, il progresso realizzabile negli Stati Uniti attraverso il processo politico è fortemente vincolato e fragile, e qualsiasi presidente successivo potrebbe far oscillare il pendolo all'indietro. Il pacchetto infrastrutturale approvato nel 2021 è molto lontano da una "legge climatica" e gli obiettivi climatici del disegno di legge "Build Back Better" restano bloccati da un Congresso nettamente diviso. Non è quindi ancora chiaro quanto gli Stati Uniti progrediranno nel prossimo anno per l'annunciata riduzione delle emissioni e la promessa finanziaria. Da oltre quattro decenni è stato mestamente annotato che la minaccia climatica peserà sulle "generazioni future". Poiché il riscaldamento ha continuato ad aumentare le temperature - con un'inedita temperatura estremamente alta di 38 gradi celsius nell'Artico siberiano e la "cupola di calore" sugli stati occidentali del Canada e Stati Uniti - i giovani di oggi si vedono sempre di più come future vittime. Sono testimoni delle tragedie umane e dell'ecosistema causate, ad esempio, dalla siccità nell'Africa orientale e negli Stati Uniti, da inondazioni in Cina e in Europa e dagli incendi che imperversano in tutto il mondo, foriere di conseguenze ancora più terribili per l'aumento del cambiamento climatico nel corso della loro vita. L'esperienza di una crisi sempre più profonda ha animato proteste e altre espressioni di allarme da parte della società civile. Queste si sono verificate in occasione di grandi eventi politici (come il Vertice G7), da movimenti giovanili per il clima (come il Fridays for Future), alla Settimana del clima a New York, alla COP26 a Glasgow, e nei singoli siti di nuove infrastrutture per i combustibili fossili (come la Linea 3 negli Stati Uniti, il Trans Mountain Pipeline in Canada e il gasdotto EACOP in Uganda e Tanzania). Queste azioni focalizzano l'attenzione del pubblico sui cambiamenti climatici e ne aumentano la rilevanza politica, ma se sapranno effettivamente trasformare politiche, investimenti e comportamenti rimane tra le più importanti questioni della società globale.


La crescente minaccia biologica alla civiltà
Da anni, gli USA e molti altri paesi investono in modo inadeguato nella difesa contro le minacce biologiche naturali, accidentali e intenzionali. Hanno anche sottovalutato l'impatto che una minaccia biologica potrebbe avere sul mondo intero. Il COVID-19 ha rivelato vulnerabilità in ogni paese e la capacità collettiva del mondo a prepararsi, rispondere, e guarire dai focolai di una malattia infettiva. La pandemia di COVID-19 ha giustamente assorbito l'attenzione mondiale, data la sua capacità dimostrata di ammalare e uccidere milioni, indebolire le economie nazionali e le catene globali di approvvigionamento e destabilizzare i governi e le società. E tuttavia, ciò che il mondo ha sperimentato durante questa pandemia non è affatto prossimo allo scenario del caso peggiore. Per affrontare la crisi in corso, il mondo ha concentrato quasi tutti i suoi sforzi sul COVID-19, trascurando altre minacce biologiche. Prevenire e mitigare futuri eventi biologici richiede una lente più ampia per vedere le minacce biologiche. Ad esempio, lenti tassi di vaccinazione hanno permesso mutazioni del virus, perpetuando la minaccia da COVID-19. Allo stesso modo, non affrontare la resistenza agli antibiotici potrebbe innescare entro un decennio una pandemia mondiale dovuta a organismi resistenti agli antibiotici.
Ricerche su nuove malattie sono proliferate in laboratori ad alto contenimento in tutto il mondo. Alcuni di tali laboratori rilasciano inavvertitamente agenti patogeni nell'ambiente. Alcuni regimi di monitoraggio e regolamentazione dei laboratori sono percepiti dai loro ricercatori eccessivamente onerosi e restrittivi. Allo stesso tempo, la Convenzione sulle armi biologiche fa ancora fatica a trovare modi efficaci per far rispettare i suoi divieti di sviluppo e produzione di agenti e armi biologici. Organizzazioni terroristiche come Al Qaeda e Daesh e alcune organizzazioni criminali continuano a professare la loro determinazione a costruire, acquisire, e utilizzare armi biologiche per raggiungere i loro obiettivi. La risposta globalmente inadeguata al COVID-19 serve solo a sottolineare che un attacco con un'arma contenente agenti biologici progettati per resistere alle contromisure mediche esistenti potrebbe garantire agli attaccanti di perseguire gli obiettivi tattici, operativi, strategici ed economici che cercano. Il mondo ora vive in un'era d'innovazione biologica. Molti paesi e imprese stanno facendo enormi investimenti in scienze biologiche, biotecnologie e scienza e tecnologia combinate, riconoscendo che hanno immense opportunità di creare e far crescere bioeconomie. Ricerca e sviluppo in biologia innovativa allo stesso tempo aumentano e diminuiscono il rischio biologico. Il CRISPR-Cas9, lo strumento rivoluzionario di ingegneria genetica scoperto nel 2012, è oggi economico e onnipresente, stimolando gli investimenti in test genetici e tecnologie di cellule staminali adulte. Paesi e attori non statali stanno esplorando modi per creare super soldati, personalizzare la medicina, aumentare le prestazioni degli esseri umani, migliorare la terapia genetica umana, e sintetizzare la biologia. Innovazioni come la biologia sintetica hanno creato nuove aree di scoperta, superando le misure attuali di salute pubblica, protezione e sicurezza. Il mondo non riesce a riconoscere la natura multiforme della minaccia biologica. Progressi nella scienza e nella tecnologia biologica possono danneggiarci oltre che aiutarci. I leader devono riconoscere che il COVID-19 non è l'ultima minaccia biologica che dovremo affrontare nella nostra vita o, forse, anche quest'anno.

 
Tecnologie dirompenti nell'era della disinformazione
La nuova amministrazione americana ha fatto molto per ristabilire il ruolo degli scienziati nella vita politica, e ancora di più per ridurre al minimo confusione e caos deliberatamente emanati dalla Casa Bianca. D'altra parte, disinformazione fomentata anche da alcuni membri del Congresso e da leader di molti stati sembra aver messo radici in modi allarmanti e pericolosi. Una significativa frazione del Congresso e del pubblico americano continua a negare che Joe Biden abbia legittimamente vinto le elezioni presidenziali, e le opinioni su questa questione sembrano piuttosto inasprirsi che moderarsi. Tendenze simili per quanto riguarda la disinformazione relativa al COVID sono evidenti in tutto il mondo, paralizzando la capacità delle autorità sanitarie pubbliche di ottenere tassi di vaccinazione più elevati. Indossare la maschera e il distanziamento sociale sono similmente scoraggiati dalla disinformazione. Mentre attualmente si conosce di più sul ruolo delle campagne di social media per sfruttare vulnerabilità nella psicologia umana per diffondere disinformazione e disunione sociale, il comportamento delle aziende di social media non è cambiato quasi per niente. Continuano di buon passo attacchi politici alle istituzioni che forniscono continuità societale e conservano le conoscenze acquisite duramente. 6 Nel conflitto informatico, gli aggressori informatici sono diventati più audaci. L'hack di Solar Winds, un attacco a Microsoft Exchange che ha colpito milioni di persone nel mondo, e l'attacco per riscatto al Colonial Pipeline (risolto solo con il pagamento di 4,4 milioni di dollari) dimostrano la portata e le ramificazioni delle cyber-vulnerabilità. Buone notizie nel cyber-mondo includono iniziative del governo americano sulla sicurezza informatica e, contro ogni previsione, il consenso preliminare su norme di comportamento cibernetico sia del Gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite che del Gruppo di esperti governativi. Resta da vedere se queste norme influiranno effettivamente sul comportamento degli attori nazionali nel cyberspazio, ma è meglio avere queste norme in vigore che non averle affatto. Sembra anche che l'uso cinese della tecnologia di sorveglianza abbia raggiunto nuove vette nell'ultimo anno. Intelligenza artificiale e sistemi di riconoscimento facciale destinati a rivelare gli stati emotivi sono stati testati su Uyguri nello Xinjiang. La Cina sta cercando di sviluppare standard per l'utilizzo di riconoscimento facciale ottimizzato a distinguere gli individui a secondo del gruppo etnico. La diffusione di queste tecnologie presenta una chiara minaccia per i diritti umani in tutto il mondo. Infine, sono aumentate negli ultimi anni le tensioni sulle attività spaziali militari. Per esempio, la Russia ha condotto un test missilistico antisatellite in novembre, distruggendo uno dei suoi satelliti e creando una nuvola di detriti pericolosamente vicino alla Stazione spaziale internazionale. La Russia ha anche posto in orbita un oggetto che successivamente si avvicinò a un altro satellite russo già in orbita, indicando un possibile utilizzo come arma antisatellite. Fonti di stampa hanno suggerito che il comando spaziale degli Stati Uniti sia sul punto di rivelare una nuova arma antisatellite. D'altra parte, corrono voci che funzionari statunitensi stiano redigendo una bozza di risoluzione ONU per vincolare i comportamenti nello spazio, al fine di ridurre la probabilità che si verifichino incidenti spaziali.


Azioni pratiche per allontanare il mondo dalla catastrofe
Il Board passa infine a suggerire alcuni passi necessari per proteggere l'umanità da rischi esiziali:
• I leader russo e americano dovrebbero identificare più ambiziose limitazioni delle armi nucleari e dei loro vettori, ridurre il ruolo delle armi nucleari nelle loro strategie e diminuire i finanziamenti relativi.
• Gli USA e gli altri paesi devono accelerare il loro impegno di decarbonizzare e introdurre politiche adeguate. La Cina dovrebbe perseguire percorsi di sviluppo sostenibile nella sua iniziativa Belt and Road.
• I leader mondiali dovrebbero lavorare, attraverso l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altre istituzioni internazionali, per ridurre i rischi biologici di ogni tipo attraverso un più attento monitoraggio delle interazioni uomo-animale e potenziando la sorveglianza internazionale delle malattie e lo scambio di informazioni; aumentando la capacità di produrre e distribuire rapidamente i presidi sanitari; e aumentando la capacità ospedaliera.
• Gli Stati Uniti dovrebbero persuadere alleati e rivali che il non-uso-per-primi delle armi nucleari è un passo verso la sicurezza e la stabilità e quindi dichiarare una tale politica in concerto con la Russia (e la Cina).
• Il presidente Biden dovrebbe eliminare il potere riservato al solo presidente di lanciare un attacco nucleare e dovrebbe convincere i leader degli altri paesi nucleari a creare analoghe barriere.
• La Russia dovrebbe tornare a partecipare al Council Russia-NATO e collaborare a misure per la riduzione dei rischi e dei pericoli di escalation.
• La Corea del Nord deve formalizzare una moratoria verificata dei test di ordigni nucleari e di missili di lunga gittata e collaborare alla sospensione della produzione di uranio arricchito e plutonio.
• Gli Stati Uniti e l’Iran dovrebbero ritornare contemporaneamente al pieno rispetto dell’accordo nucleare JCPOA e iniziare ampi colloqui sulla sicurezza del Medio-oriente e su limitazioni dei missili.
• Investitori pubblici e privati dovrebbero spostare gli investimenti dai progetti di combustibili fossili a piani favorevoli alla soluzione dei problemi climatici.
• I paesi più ricchi dovrebbero fornire maggiore supporto finanziario e cooperazione tecnologica agli altri paesi per intraprendere una forte azione per il problema climatico. Investimenti per la ripresa dal COVID dovrebbero favorire la mitigazione del clima e obiettivi di adattamento in tutti i settori economici e affrontare l'intera gamma di potenziale riduzione dell'emissione di gas serra, compresi gli investimenti di capitale nello sviluppo urbano, agricolo, trasporti, industria pesante, costruzioni ed energia elettrica.
• Leader nazionali e organizzazioni internazionali dovrebbero individuare regimi più efficaci per monitorare la ricerca biologica e i suoi sviluppi.
• Governi, le principali aziende di tecnologie per le comunicazioni, esperti accademici e organizzazioni responsabili dei media dovrebbero collaborare per trovare e implementare metodi pratici ed etici per combattere disinformazione e mistificazione via Internet.
• Ad ogni ragionevole occasione, i cittadini di tutti i paesi dovrebbero responsabilizzare i loro funzionari politici locali, regionali e nazionali e i leader economici e religiosi chiedendo “cosa state facendo per affrontare il cambiamento climatico?” Senza un'azione rapida e mirata diventano più probabili, eventi davvero catastrofici, eventi che potrebbero porre termine alla civiltà come la conosciamo.
"Quando l'orologio si ferma a 100 secondi da mezzanotte, siamo tutti minacciati. Il momento è sia pericoloso che insostenibile, e il momento di agire è adesso."
 
*Università di Padova

Teatro
VALERIO LUNDINI AL POLITEAMA



 
Personaggio dell’anno, acclamato dalla critica e dagli addetti ai lavori, il comico e conduttore Valerio Lundini arriva al Teatro Politeama di Catanzaro. L’appuntamento fuori abbonamento di giovedì 27 gennaio, alle ore 21, con “Il mansplaining spiegato a mia figlia - tour teatrale” sarà l’occasione per Lundini di incontrare il pubblico dal vivo, portando con sé il suo rinnovato linguaggio di comicità televisivaDopo gli ascolti da record in seconda serata su Rai Due, con le irriverenti interviste di Una Pezza di Lundini, il conduttore porta per la prima volta sui palcoscenici dei grandi teatri italiani sketch surreali, canzoni, giochi satirici di parole ed effetti speciali multimediali, il tutto proposto nel suo inconfondibile stile.
Lundini ha portato nella televisione italiana un inedito, rinnovato e originale late night comedy, con servizi surreali lontani dai luoghi comuni, dal buonismo e dai cliché. Con lo spettacolo teatrale il pubblico avrà modo di scoprire la versatilità ironica, sarcastica e giocosa di un nuovo fuoriclasse della risata inaspettata che vanta, lontano dalla tv, un decennio di gavetta sui più disparati palcoscenici, ma anche come fumettista, in radio come autore e non solo. Lo scorso anno è uscito anche il suo primo libro dal titolo Era meglio il libro – una raccolta di racconti e schegge surreali e irresistibili pubblicato da Rizzoli – entrato direttamente al primo posto nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa Italiana. Nell’estate 2021 con il suo primo trionfale tour de “Il Mansplaning spiegato a mia figlia” ha registrato ovunque sold out: lo show ha riscosso un enorme riscontro di pubblico e di consenso tra gli addetti ai lavori, ribadendo l’eclettica creatività del comico e presentatore romano.
Per informazioni e prevendite è possibile consultare il sito www.politeamacatanzaro.net oppure contattare il botteghino del teatro al numero 0961-501818. Sulle pagine facebook e instagram si possono seguire tutti gli aggiornamenti sulla stagione teatrale. 
  

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