UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

venerdì 23 ottobre 2026

VOGLIONO ESSERE VISTI 
di Rosella Simone
 


La periferia è arrivata in piazza Duomo e ha fatto scandalo, ha rotto le vetrine della Decatlon, è addirittura entrata nella libreria Feltrinelli, baluardo della cultura della sinistra radical! (Chissà come avrebbe reagito il fondatore). E adesso, a Milano, manderanno l’esercito per fermare questa “marmaglia” atipica e imprevista. Hanno dai 14 ai 20 anni e sono qui da un po’: da quattordici o vent’anni appunto, rilegati nelle periferie a sentirsi dire in continuazione che inquinano la nostra gioventù, che le scuole dove vanno loro sono degradate e quindi vanno rinchiusi in classi separate dove possono marcire di ignoranza, parcheggiati in attesa di un lavoro che per loro non ci sarà. Non ci sarà nemmeno quello povero che ha sfiancato i loro genitori, perché le nuove tecnologie stanno per arrivare e bisogna fare largo all’AI che si occuperà di tutto, persino del delivery, della cure alle persone, dell’assistenza agli anziani.
Sono qui da quattordici anni e hanno visto i loro genitori farsi il culo per una vita dignitosa che hanno appena sfiorato e che per loro finisce qui; non avranno neanche la possibilità di avere una casa perché non si possono toccare neanche le multinazionali che gestiscono ciascuna 10.000 alloggi vacanze. E lo dicono a loro che l’unico viaggio che hanno fatto è da un paese disperato dell’Africa o dall’Asia a una periferia della metropoli. Classificati in blocco come “maranza” “giovane che fa parte di comitive o gruppi di strada chiassosi, atteggiamenti smargiassi e sguaiati e con tendenza ad attaccar briga…” recita la Treccani. Insomma, rifiuti già a 14 anni. 



Sono qui da quindici anni e hanno visto i loro genitori cadere dalle impalcature, venire stritolati dalle attrezzature di lavoro e i loro corpi gettati in strada come spazzatura per non disturbare i profitti del capitale. 
Sono qui da sedici anni minacciati di essere rispediti, loro e le loro famiglie, nei paesi di provenienza, da dove sono venuti via nei modi che sappiamo, spinti dalla fame, dalle guerre, dalla siccità che noi, paesi “democratici”, abbiamo sobillato e fatto di tutto per esasperare. 
Sono qui da diciott’anni e si sentono dire che forse non avranno diritto alla cittadinanza, e che anche i loro genitori che qui hanno sudato sangue e pagato le tasse dovranno essere espulsi. E via con l’ennesimo provvedimento di ordine pubblico come se le persone non avessero ragioni e diritti ma solo quello di piegare la testa e sparire. 
Sono qui da vent’anni ad ascoltare che l’unica cosa che conta è il successo e l’unica felicità sono le griffes esposte in negozi dove loro, con quelle facce da poveri, non li farebbero neanche entrare e si sono presi i vestiti di una moda che hanno inventato loro e che gli stilisti hanno copiato senza pagare il copyright. Si sono presi i dischi di rap trap etc. che cantando la loro rabbia ma che possono comprare solo i figli della borghesia.



Hanno visto usare popoli e territori come stracci e hanno capito che nessuno di loro può fondare la propria fiducia su destini già scritti o fare calcoli futuri. Piaccio o meno, loro vivono il presente e potrebbero essere, e forse sono (nel bene o nel male dipenderà da noi) la rivolta, l’atto puro di rottura che immette la storia nel presente; che distrugge, come diceva Furio Jesi, la macchina mitologica tecnocratica che domina l’attualità e cambia il mondo. Non vogliono essere “oggetti” del destino ma “soggetti” della Storia, quanto effimeri si vedrà, ma per ricacciarli in periferia non basterà sventolare il gran Bubu del presente: la guerra ibrida della perfida Mosca. 
Abbiamo creato mondi paralleli incomunicanti, pensando di poter usare esseri umani come scarti, sviluppando una apartheid mascherata da condiscendenza e nascosta nell’invisibilità. E guarda un po’, meraviglia delle meraviglie, loro non ci stanno e chiedono con rabbia, l ’unico sentimento che possono permettersi, ma anche con ironia di essere visti. Visti come persone, come soggetti di diritti e, ebbene sì, anche di doveri, ma prima di chiederglieli dobbiamo avere il coraggio e la voglia di vederli come persone non come scarti di periferia. Dobbiamo conoscerci, scambiare culture e saperi. 



In quel magma di adolescenti c’è di tutto, e anche di più e anche di peggio. La scommessa è che i giovani, insieme, facciano qualcosa di più e meglio del 1968: incontrarsi con gli studenti e gli operai e pensare insieme un mondo più comunitario, più generoso e meno avido di questo. Non mi rivolgo alla destra che è nel suo DNA la razza, la repressione, la reazione, ma alla sinistra che se non fa uno sforzo di realtà, ammesso che ci sia ancora tempo, ci ritroveremo a scannarci tra di noi pezzenti per far felici le destre e i centri di profitto. Ci siamo chiusi nei centri sociali, ci siamo impegnati nei diritti civili, ci siamo battuti in difesa di popoli ma siamo irrilevanti, ci concedono caramelle e ci tolgono la vita. Un’Europa abituata all’agio si trova ad affrontare l’inverno senza riscaldamento, senza quattrini, con le fabbriche che se ne vanno, i negozi che chiudono, i supermercati senza derrate mentre i governi d’Europa promettono guerra e stiamo qui a chiederci perché i ragazzi sono incazzati? Non sarà che siamo noi ciechi e sordi?  Gli invisibili vogliono essere visti. 
Ce n’est que le début?

 

RABBIA SOCIALE E TEPPISMO
di Cataldo Russo
 

La violenza non si alimenta dal nulla, ma nasce dall’esasperazione
 
Gli atti vandalici ai negozi dei centri di Milano, Torino, Genova, Bologna e altre città, per le modalità in cui si sono svolti, mi sono sembrati azioni di professionisti dei disordini - blitz di infiltrati prezzolati (Cossiga docet) - piuttosto che l'opera di adolescenti alle prime esperienze di manifestazioni e cortei di protesta. Questo non vuol dire che tanti teenagers non vi abbiano preso parte e che non siano responsabili di alcuni dei danni che sono stati causati. Basti conoscere le dinamiche di gruppo delle azioni giovanili per rendersi conto che, il più delle volte, la loro implicazione negli atti di bullismo, violenza e danneggiamenti è più di tipo istintivo e goliardico che premeditato, anche se le conseguenze possono essere serie.
Cerchiamo di capire da dove nascano tanta rabbia e tanta violenza da parte di strati della popolazione sempre più ampi come studenti, camionisti, operai, contadini, coltivatori, impiegati, ecc. A mio avviso, tutto questo nasce dall’impossibilità di ricevere ascolto da parte delle istituzioni con le “buone”. Il potere troppo spesso si comporta come Ponzio Pilato: ti lascia parlare, si lascia anche insultare, magari ti regala pure un sorriso o una pacca sulla spalla, ma non dà risposte ai tuoi problemi. Anzi, aggrava con le sue scelte il tuo disagio, le tue difficoltà, la tua solitudine. E allora non rimane che reagire: mobilitarsi, sfilare, protestare, occupare, bloccare le strade, urlare la propria rabbia.



Quali sono state le risposte che uno dei governi più longevi della storia d’Italia ha dato ai problemi dei giovani, dei camionisti, degli operai, dei portuali, degli impiegati, degli studenti universitari fuori sede, dei piccoli commercianti? Zero. Anzi, meno di zero. Quello che ha dato con “allegra generosità” sono state leggi repressive, decreti limita libertà, divieti di ogni genere, DASPO, inasprimento delle pene e arresti preventivi. Con il Governo Meloni le condizioni di lavoro e di vita sono diventate sempre più difficili. Le scuole cadono a pezzi, la sanità pubblica viene depotenziata e progressivamente smantellata, la sicurezza sul lavoro è una chimera, gli affitti per gli studenti fuori sede sono saliti alle stelle, così come sono aumentati a dismisura i prezzi dei carburanti, del concime, degli alimentari e via discorrendo. I salari durante gli anni di questo governo sono rimasti pressoché immutati, ma il costo della vita in molti casi è più che raddoppiato. Persino la solidarietà, espressa con grande e strumentale generosità alle forze dell’ordine da parte dei partiti al governo, ha il sapore di una beffa.  



Le tensioni sociali si disinnescano, non si esasperano per creare rabbia, e non si criminalizzano a priori i giovani e i dimostranti al solo scopo di mostrarsi dalla parte della ragione. Soprattutto non si porta la popolazione alla fame con l’aumento sconsiderato dei prezzi dei generi di prima necessità, degli affitti, dei medicinali, dei carburanti, delle rette scolastiche, delle assicurazioni, fino a costringerla a reagire, per poi sguinzagliare nelle piazze e nelle strade le forze dell’ordine solo con compiti repressivi e non preventivi. In questo modo non si sta dalla parte della Polizia. Anzi, si agisce contro la sicurezza degli uomini in divisa, ai quali va spesso una solidarietà strumentale da parte di alcune forze politiche, utile solo ad aumentare il loro consenso elettorale.
L’esito di quello che è accaduto nelle grandi città italiane è l’effetto perverso di una politica ottusa, repressiva, accecata dall’odio di classe di stampo fascista, dove i potenti fanno quello che vogliono e gli altri devono soltanto obbedire. Le violenze di cui siamo stati testimoni a Milano, non solo da parte dei dimostranti ma anche da parte delle forze dell’ordine, sono destinate a ripetersi perché, quando si raschia il fondo del barile e sulle tavole non c’è nulla da mangiare, è inevitabile, con o senza leggi speciali, che le popolazioni si ribellino.

IN PIAZZA A ROMA CONTRO LA GUERRA
Appuntamento in piazza Esedra alle ore 14



Il Comitato promotore della manifestazione nazionale “Fuori l’Italia dalla guerra”, in programma a Roma sabato 24 ottobre, ribadisce con forza il carattere pacifico e nonviolento dell'iniziativa. Scendiamo in piazza per chiedere pace, il ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della Costituzione, la fine del coinvolgimento del nostro Paese nei conflitti armati, la solidarietà con i popoli che resistono all’imperialismo e al sionismo. Chi aderisce alla manifestazione lo fa condividendone pienamente lo spirito: volti scoperti, mani libere, parole chiare. Il Comitato respinge in modo netto ogni tentativo di strumentalizzazione violenta da parte di elementi estranei alla manifestazione, ai suoi contenuti, alle realtà che l’hanno promossa ed a quelle che hanno aderito. Chiunque intenda servirsi del corteo per compiere atti di violenza, danneggiamenti o scontri si pone fuori dalla manifestazione e contro di essa. Di questo tutti devono essere consapevoli, dai manifestanti agli organi di informazione. Nessuno provi a screditare il movimento per la pace e a spostare l’attenzione dalle ragioni della protesta. Invitiamo tutti i partecipanti a seguire le indicazioni del servizio d’ordine, a non raccogliere alcuna provocazione, a isolare immediatamente eventuali comportamenti violenti e a segnalarli agli organizzatori. Il 24 ottobre Roma vedrà una piazza ampia, plurale, determinata e pacifica. Perché la pace si costruisce con la pace.
Il Comitato promotore della manifestazione 

“Fuori l'Italia dalla guerra”

DAVANTI ALLA BASE NUCLEARE DI GHEDI 
Fermare la guerra.




EX SANATORIO BANTI
di Associazione di volontariato Idra


 

La lettera della sindaca di Vaglia all’associazione Idra, che invoca: si promuova la destinazione sociale del complesso!
 
“La informo che abbiamo richiesto e ottenuto da ASL Toscana Centro un sopralluogo all'ex Sanatorio Banti, previsto entro la fine del mese corrente. Tale sopralluogo sarà propedeutico alla verifica dello stato dei luoghi e alla costatazione delle opere di ripristino necessarie per la mitigazione del rischio, a carico dell'Ente proprietario, nella speranza che gli sforzi congiunti possano presto restituire questo meraviglioso manufatto a vita nuova e al decoro che merita”.
Così aveva scritto un mese fa, suscitando favorevoli aspettative, la sindaca di Vaglia Silvia Catani all’associazione promotrice della giornata di studi sul Banti organizzata lo scorso 9 maggio a Villa Demidoff e patrocinata unitamente dal Comune e dalla Città metropolitana di Firenze.
“Cogliamo l’occasione - aveva immediatamente risposto Idra esprimendo soddisfazione per il risultato conseguito dall’Amministrazione comunale - per chiedere a lei e alla Sindaca Metropolitana di ottenere dall’Azienda proprietaria l’autorizzazione alla presenza - in occasione del sopralluogo - di una delegazione di Idra e di una rappresentanza dei relatori al convegno di maggio, dei cittadini e degli studiosi che hanno a cuore il recupero del gigante devastato e del suo Parco”. 



A distanza di quattro settimane, però, il resoconto pervenuto venerdì scorso all’associazione recita: “A valle della caduta di materiale che si è verificato a seguito dell'evento intenso di maltempo dello scorso agosto, abbiamo chiesto e ottenuto un sopralluogo tecnico ad Asl toscana centro, sia all'area esterna dell'ex sanatorio Banti che alla Garena adiacente, insieme al nostro ufficio tecnico, alla nostra Polizia Locale e alla Soprintendenza”. Non è stata resa nota la data in cui è avvenuta la visita, ma si aggiunge: “Contestualmente, gli stessi proprietari del bene ci hanno informati che stanno lavorando alla ultimazione della procedura di alienazione del manufatto, che confidiamo possa concludersi in tempi brevi e con esito positivo, per riportare questo meraviglioso luogo al decoro e alla rinascita che merita”. Dunque, l’opportunità di partecipare al sopralluogo è silenziosamente sfumata.
Scontato il commento che Idra ha dovuto trasmettere stamani alle referenti delle istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa del simposio di giugno, Silvia Catani e Sara Funaro: “Dispiace costatare che, a quattro settimane dalla nostra richiesta di poter essere ammessi a esserne parte assieme a una rappresentanza della cultura e della cittadinanza intervenute al convegno, nessun riscontro sia stato fornito a tale istanza di partecipazione, né leggiamo nella cortese Sua nota riferimenti alle circostanze che l’avrebbero resa inaccoglibile”. 



Idra registra inoltre, alla luce di quanto appreso dalla sindaca Catani, che le tante aste progressivamente al ribasso succedutesi e andate deserte negli ultimi lustri non sembrano aver dissuaso dal procedere ancora una volta al riparo da opportunità di confronto con le ragioni e le proposte della società civile. E chiosa: “Per come viene descritta, non comprendiamo come la procedura di alienazione possa rappresentare di per sé, quand’anche si reperisca un acquirente, una garanzia di ‘lieto fine’ per il Banti, in grado di “riportare questo meraviglioso luogo al decoro e alla rinascita che merita”, come Ella scrive di desiderare. Quali salvaguardie della sua vocazione pubblica e sanitaria, ci domandiamo, sono state fornite all’Amministrazione comunale di Vaglia e a quella della Città metropolitana di Firenze? In che misura è lecito confidare che, come Ella auspicava nella lettera indirizzataci lo scorso 17 settembre, “gli sforzi congiunti possano presto restituire questo meraviglioso manufatto a vita nuova e al decoro che merita”? Quale spazio è stato riservato ai contributi tecnici e scientifici che la cittadinanza ha offerto in maniera costruttiva e concreta nel simposio patrocinato, per l’appunto, dal Comune di Vaglia e dalla Città metropolitana di Firenze?”.



Infine, un richiamo al significato e ai risultati dell’appuntamento di maggio a Villa Demidoff: “Temiamo, gentili Sindache, che non sia stato colto a pieno, fin qui, il messaggio che la giornata di studi di maggio ha inteso trasmettere: il coinvolgimento del mondo della cultura, della cittadinanza attiva, dell’associazionismo e del volontariato potrebbe utilmente affiancare la USL proprietaria (pubblica) del Banti nel compito istituzionale di garantire “decoro e rinascita” a questo importante monumento sanitario e architettonico. Nelle righe di aggiornamento informativo ricevute non vediamo fugato il rischio che si dia corso - in assenza di impegni assunti attraverso il confronto con la società civile - a un’alienazione mirata unicamente a far cassa, con buona pace dell’impellente domanda sociale di recupero e valorizzazione dell’eredità di un bene comune così prezioso”.



Dinanzi a un esito così poco rassicurante, a fronte della mole di impegno e di spunti che il seminario di Villa Demidoff ha prodotto, si impone - osserva Idra - una riflessione di fondo, e un appello: “Non è un mistero, gentili Sindache, che gran parte del dibattito pubblico in pieno svolgimento in questa difficile stagione economica a tutti i livelli - locale, nazionale ed europeo - verte attorno al dilemma ‘burro o cannoni?’, ‘salute o guerre?’. Siamo certi che ve ne sia profonda consapevolezza negli ambienti che codeste Amministrazioni, impegnate nella tutela del Banti, abitano e condividono. Seguitiamo quindi ad auspicare che esse contribuiscano a promuovere - in tutela della storia e della vocazione dell’ex Sanatorio di Pratolino - una scelta sociale nella destinazione delle risorse, all’interno del perimetro delle esigenze primarie delle comunità: la vita e la salute”.

giovedì 22 ottobre 2026

TURSI NEL CUORE


Il Santuario di Santa Maria
 
Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18:30, nella sede dell’Associazione Culturale Ce.C.A.M., in Piazza Elettra, a Marconia, sarà presentato il libro: Tursi dentro di noi. Dopo i saluti di Antonio De Sensi (Assessore alla Cultura Comune di Pisticci) e Giovanni Di Lena (Presidente Associazione Culturale Ce.C.A.M.); interverranno Dolores Troiano (Docente di Lettere) e Luigi Caldararo (Autore, Pittore).
Tursi è il paese che conserva il fascino del paesaggio lucano, fatto di colori improvvisi, di castelli leggendari, di cattedrali maestose. Nel corso dei secoli è stato indubbiamente a contatto con il mondo greco, gotico, arabo, bizantino, franco. Senza dubbio più di qualche voce straniera è rimasta nel nostro parlare. Conserva, comunque, i tratti di una grande lingua, possiede i caratteri del neolatino, “l’ultima lingua della poesia romanza”, come lo definì il linguista Gianfranco Folena e che Gianfranco Contini considerò metaforicamente protostorico vale a dire il secondo periodo della preistoria compreso tra la prima età del bronzo e quella del ferro. Dall’introduzione […]  
N.B. Dopo la presentazione del libro sarà inaugurata la personale di pittura di Luigi Caldararo che rimarrà aperta fino al 31 ottobre c.a.


La locandina dell'incontro


 

 

MUSICAL AL TEATRO LIRICO
The Great Gatsby
 

Jazz, danza e passione: “The Great Gatsby – The Show” illumina Milano Dal 21 al 25 ottobre 2026 al Teatro Lirico Giorgio Gaber Milano, 8 maggio 2026. Dopo aver registrato sold out al Tyrolean State Theater di Innsbruck e aver conquistato pubblico e critica in importanti palcoscenici internazionali, tra cui il Deutsches Theater di Monaco, Monte Carlo, Barcellona, Istanbul e molte altre, la produzione prosegue il suo tour globale che nel 2026 toccherà diverse città europee, tra cui Milano. Ispirato al celebre romanzo di F. Scott Fitzgerald, lo spettacolo porta in scena una reinterpretazione contemporanea del mito di Gatsby attraverso un linguaggio scenico che fonde danza, teatro e musica dal vivo, trasportando il pubblico nell’atmosfera elegante e decadente dei ruggenti anni Venti. Firmato dalla Enrique Gasa Valga Dance Company, con un libretto scritto dallo stesso Enrique Gasa Valga insieme a Birgit Edelbauer-Heiss, lo spettacolo si distingue per una narrazione visiva intensa ed emozionale che esplora i temi universali del desiderio, dell’illusione e della fragilità del sogno americano.



Elemento distintivo dello spettacolo è la musica eseguita dal vivo, con un repertorio che spazia dai grandi classici jazz di artisti come Nina Simone, Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, fino a composizioni originali. In questo contesto, si inserisce anche una significativa presenza italiana, a partire dalla direzione musicale affidata a Roberto Tubaro e dalla voce di Greta Marcolongo, accompagnati da un ensemble di musicisti italiani di alto livello. In scena, un cast internazionale di danzatori dà vita a una coreografia articolata in venti scene che raccontano l’ascesa e la caduta di Jay Gatsby, attraverso lo sguardo del narratore Nick Carraway, in un intreccio di emozioni, eccessi e tragedia. Con scenografie curate nei minimi dettagli, costumi eleganti e un forte impatto visivo, “The Great Gatsby – The Show” si conferma come uno degli spettacoli più affascinanti del panorama contemporaneo internazionale.



Il Team Creativo
Direzione e coreografia: Enrique Gasa Valga
Direzione musicale: Roberto Tubaro
Set Design: Helfried Lauckner
Costume Design: Birgit Edelbauer-Heiss
Ballet Masters: Lara Brandi & Gabriel Marseglia
Lighting Design: Manfredi Michelazzi
Libretto: Enrique Gasa Valga, Birgit Edelbauer-Heiss
 
Cast
Jay Gatsby:
Locke Venturato
Daisy Buchanan: Camilla Danesi
Thomas (Tom) Buchanan: Martin Segeta
Nick Carraway (Cugino di Daisy): Matthew Humphreys
Jordan Baker (Migliore amica di Daisy): Sayumi Nishii
Myrtle Wilson: Alice Amorotti
George B. Wilson: Gabriel Marseglia
 
Ensemble
Sandra Chamochumbi, Chiara Malavasi, Gabriele Tamolli, Ayda Frances Güneri, Matthew Humphreys, Sayumi Nishii, Camilla Danesi, Mitsuru Ito, Martin Segeta, Gabriel Marseglia, Alice Amorotti, Emma Frandino e Locke Venturato.



La Band
Greta Marcolongo: voce
Roberto Tubaro: basso / pianoforte / voce / arrangiamenti
Stefano Nicli: arrangiamenti / chitarra
Marco Stagni: basso
Matteo Cuzzolin: sax tenore
Marco Pisoni: clarinetto e sax baritono
Matteo Dallapè: batteria
 
 

Da Mercoledì 21 a Domenica 25 Ottobre 2026
Orario spettacoli Mercoledì - Venerdì 20:30 |
Sabato 15:30 e 20:30 |
Domenica 20:30
Biglietti in vendita su Teatro Lirico Giorgio Gaber - Milano - Il Grande Gatsby -TicketOne e presso la biglietteria del Teatro Lirico Giorgio Gaber (da martedì a venerdì dalle 13.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 14.00 alle 19.00)   Via Larga, 14, 20122 Milano
www.teatroliricogiorgiogaber.it Instagram: @teatroliricogaber Facebook: Teatro Lirico Giorgio Gaber Ufficio stampa Teatro Lirico Giorgio Gaber: press@teatroliricogiorgiogaber.it International distribution - Nova Touring International S.L www.novatouring.com Tel: +34 93 349 2374 eli.casanova@novatouring.com

MUSICA IN SAN CALIMERO A MILANO 




Cliccare sulla locandina per ingrandire


A LANCIANO, AL TEATRO FENAROLI



La Fondazione abruzzese per le scienze della vita promuove l’evento: “Dall’umanizzazione alla territorialità e accessibilità alle cure oncologiche”.

Il 23 ottobre alle ore 20.00, grazie al Patrocinio del Comune di Lanciano, nonché della collaborazione dell’Associazione Amici della Musica “Fedele Fenaroli”  (presidente l’avv. Antonio Litterio) presso la stupenda cornice del teatro Fedele Fenaroli, si alzerà il sipario per dare vita ad un evento di straordinaria  importanza: “Dall’umanizzazione alla territorialità e accessibilità alle cure oncologiche, promosso dalla Fondazione abruzzese per le scienze della vita (presidente l’avv. Danilo Di Rocco).
L’evento di beneficenza il cui ricavato sarà devoluto al reparto di Oncologia dell’Ospedale di Lanciano per potenziare le attività volte all’umanizzazione delle cure oncologiche, vedrà sul proscenio la presenza del dott. Nicola D’Ostilio, Dirigente Responsabile dell’Oncologia Di Lanciano-Vasto, nonché della Dott.ssa Donatella Traisci, Dirigente medico.

E sarà da applauso - crediamo noi - poter fruire ed ascoltare oltre che ai noti  e pregevoli relatori sopra citati, anche accogliere l’abbraccio, “invisibile” ma penetrante e terapeutico della musica, che gli internazionali artisti a tutto tondo Danilo Rea al pianoforte e Luciano Biondini alla fisarmonica, sapranno donarci.


Danilo Rea



Luciano Biondino

Presenterà lo straordinario evento la meravigliosa Grazia Di Dio.
Pierangela Micozzi

SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE



 
Carissimi soci e sostenitori,
vi inviamo il report delle attività svolte nel mese di settembre 2026 nell’ambito del progetto di emergenza umanitaria per il “Sollievo e cura ai feriti nella striscia di Gaza”, promosso da Fonti di Pace Odv e realizzato in collaborazione con la Palestinian Medical Relief Society (P.M.R.S.), grazie al finanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Nonostante le enormi difficoltà logistiche dovute alla distruzione delle strade, ai bombardamenti e ai continui spostamenti forzati delle famiglie, il nostro team sanitario (composto da medico generico, infermiera, psicologo e tecnico della riabilitazione) ha operato quotidianamente nelle scuole dell’UNRWA, negli accampamenti di tende e nelle aree di Khan Yunis e Al-Mawasi.



Nel corso del mese di settembre:
Sono stati seguiti complessivamente 418 pazienti.
Sono state erogate 939 prestazioni sanitarie gratuite, comprensive di visite mediche, medicazioni infermieristiche, supporto psicologico e sedute di riabilitazione motoria, oltre alla distribuzione gratuita di farmaci e materiali igienico-sanitari.



Ringraziamo di cuore tutti voi per il continuo sostegno che rende possibili questi interventi di solidarietà e cura.
Un caro saluto,

Silvana Barbieri - Fonti di Pace Odv

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