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UNA NUOVA ODISSEA...
DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES
Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.
Angelo Gaccione
LIBER
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
martedì 14 luglio 2026
SOTTOVALUTAZIONE E
BATTAGLIA CULTURALE
di Franco Astengo
Mi è
capitato di ascoltare Vannacci in TV esporre il suo progetto di “reimmigrazione”.
Mi permetto di intervenire subito sull’argomento per esprimere una forte
preoccupazione non tanto posta sul piano del consenso elettorale, piuttosto
sulla “mala pianta” che idee di questo genere possono alimentare sul terreno
morale e culturale nella convivenza civile di questo Paese. Un’analisi che
dovrebbe essere rivolta anche ai partiti ed elettrici ed elettori di
centro-destra che non dovrebbero concedere spazio, anche sul piano della
alleanza politica, a siffatte ipotesi. Il progetto di “reimmigrazione” così
come esposto da Vannacci è un progetto di chiara matrice ideologica nazista:
ciò va affermato senza mezzi termini perché questo progetto di “reimmigrazione”
prevede la discriminazione preventiva di milioni di persone sulla base di un
requisito giuridico: quello della doppia cittadinanza. Elemento che non c’entra
nulla con la piaga dell’immigrazione clandestina (che si accompagna ad enormi
fenomeni di sfruttamento) e l’ordine pubblico (di cui dovrebbe occuparsi la
Polizia). Non viene precisato verso chi sarà esercitata la discriminazione
verso la doppia cittadinanza: saranno compresi in questa catalogazione
(distinguibile soggettivamente con il ripristino della stella gialla?) anche le
cittadine e i cittadini in possesso della doppia cittadinanza con i paesi
occidentali o con paesi del Sud America (al riguardo dei quali la doppia
cittadinanza deriva, nella maggior parte dei casi, da origini familiari in
Italia)?
Appare evidente che questa
diversità di trattamento è completamente fuori dall’articolo 3 della
Costituzione: articolo che tra l’altro deve essere considerato il pilastro
fondamentale dell’identità politica e culturale della Repubblica. Bisogna
essere chiari su questo punto fondamentale e non sottovalutarlo:
sottovalutazione che del resto si verificò per Fratelli d’Italia nel 2022 verso
cui non fu svolta con la forza necessaria una campagna antifascista. Esiste
comunque una differenza con Futuro Nazionale: Fratelli d’Italia rappresenta
l’eredità diretta della Repubblica di Salò (e la rivendica con forza, come è
stato nella recente commemorazione di Bignami a Bologna); eredità diretta di
Salò che fu ammessa, tramite l’MSI, nel consesso parlamentare.
Rimane comunque tutto intero il
tema costituzionale e quello antifascista: purtroppo nessuno dei partiti
presenti nell’arena attuale ha contribuito direttamente alla stesura della
Carta fondamentale ed era presente nell’Assemblea Costituente. Questo fatto ci
riporta alla frettolosità con la quale fu liquidato il sistema dei partiti
negli anni’90 che si cercò di sostituire con la personalizzazione e
l’esaltazione impropria della governabilità. Sicuramente nell’attualità sono
presenti soggetti che rivendicano quell’identità costituzionale ma è diverso
avere in quella identità di grande portata storica e culturale il protagonismo
diretto rispetto alla semplice rivendicazione di una eredità.
In sostanza sarebbe necessario
sviluppare una forte campagna che identifichi con precisione la matrice
ideologica del progetto di “reimmigrazione” (al di là delle difficoltà pratiche
di applicazione) dichiarando subito un “non riconoscimento” di un eventuale
governo che comprendesse un partito che nel proprio programma avesse scritto un
progetto del genere (si ricorda che la presentazione del programma rappresenta
un requisito obbligatorio per la partecipazione alle elezioni). La Presidenza
della Repubblica dovrebbe essere ben avvertita di questo stato di cose: saremmo
di fronte ad una evidente incostituzionalità di un soggetto che potrebbe far
parte di una futuribile compagine di governo e questo non potrà essere
accettato in ogni caso, ben oltre il semplice voto contrario nell’espressione
di fiducia.
Infine: a sinistra non si
commetta l’errore di “non parlare di Vannacci per non fargli pubblicità”.
Occorre invece una contestazione continua e una forte battaglia culturale di
contrasto radicale.
LE CAUSE DELLA
GUERRA IN UCRAINA
di Roberto
Zani

Penso che la Nato stessa sia
un criminale di guerra
Caro Gaccione,
spero di trovarla bene. È un po’ di tempo che non ci sentiamo e le scrivo per
condividere alcune considerazioni su questa guerra apparentemente
insensata ma sicuramente tremenda. Vorrei cercare di inquadrare quanto sta avvenendo
rivolgendomi, sia allo studio degli elementi che hanno causato questo
conflitto, e sia all’adeguatezza delle parole per descriverlo. L’elenco, per
difetto, degli elementi che: dalle volutamente disattese promesse della NATO di
non penetrare di “un pollice” i territori dell’ex Unione Sovietica, (iniziando
- viceversa - dal giorno dopo, ad installarvi basi USA e NATO); alle operazioni
della CIA culminate con Piazza Maidan del 2014; al “continuo abbaiare
nel giardino del vicino” (Papa Francesco); a l’accerchiamento costante da
Nord a Sud della Russia; alla “derisione” (Condoleeza Rice) della proposta
russa di neutralità dell’Ucraina; ecco, fermandoci solo a questi elementi
ritengo che la decisione della Russia di invadere l’Ucraina non potesse
purtroppo (vista dalla Russia) non esser presa. Pertanto, io la
chiamo invasione per legittima difesa.
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| Penso che la Nato stessa sia un criminale di guerra |
E ritengo, queste, le parole adeguate per rappresentarla. L’insensatezza apparente e la volontà di “allargare l’impero”: termini con cui gli USA, ma soprattutto i paesi europei, tentano di descrivere l’invasione russa si fonda, oltre che sull’ipocrisia di questi ultimi, sulla loro inettitudine e sull’abdicazione del ruolo della politica e e della diplomazia asservite, entrambe, allo strapotere dei produttori di armi. Ma oltre a ciò, questa descrizione, poggia sulla autonarrazione, questa sì insensata, stupida, sia della volontà russa di invadere l’Europa (sciocchezza che sta perdendo vigore, in verità, ma che continua a “giustificare” l’assurdo e scomposto riarmo dei paesi europei) e sia sulla “convinzione” di poter sconfiggere la Russia sul campo di battaglia. Ritengo - rispetto a quest’ultima “convinzione” che potrà essere possibile o probabile che la Russia non riesca a vincere una guerra convenzionale combattuta contro USA e NATO (per tramite l’Ucraina), ma sono persuaso che la Russia “non può perdere” questa guerra. Ovvero non può accettare di venire sconfitta, in quanto il “senso russo” di questa guerra poggia, oltre che su questioni di sicurezza, anche sull’identità profonda, storica e religiosa, di quel popolo e del suo significato esistenziale. Temo, pertanto, che Putin e i suoi combatteranno con le armi convenzionali sino a che il costo in uomini e armi potrà essere, secondo loro, accettabile e giustificato; quando questo non lo sarà più passeranno alle “bombe tattiche” nucleari. Scenario, purtroppo, abbastanza verosimile. Poi, il refrain continuo dei paesi UE che ripete la ricerca della “pace giusta e duratura” è un altro degli autoinganni semantici e propagandistici che mirano a non affrontare la realtà della situazione e a proseguire la corsa degli armamenti. Non sono uno studioso di conflitti e quindi non ho alcuna autorevolezza in materia ma, per quanto possa capire degli esiti delle guerre, questi non si fondano sull’ottenimento della pace “giusta” ma sull’accettazione della pace “possibile”. Le parole adeguate, da sole, certo, non faranno finire la guerra ma ci possono aiutare a comprendere e ad aver coscienza delle cause che l’hanno determinata e al necessario coraggio di affrontare la realtà per individuare i modi con i quali finirla. Ed è quindi, anche alle parole, che dobbiamo guardare e chiedere il loro aiuto. In attesa di sentirla la saluto cordialmente.
Roberto Zani
ESISTE UN SIONISMO
BUONO?
di Elisabetta Violani
Questa domanda è
stata formulata sui Social alla scrittrice genovese Elisabetta Violani. Ecco la
sua risposta attraverso “Odissea”.
L’origine dello stato ebraico è avvenuta con un atto di violenza
terribile sulla popolazione che abitava quelle terre ed è parte integrante del
sionismo propriamente detto, quindi a mio avviso il sionismo è amorale,
sacrilego e avvenuto con il consenso esplicito dell’Occidente. Inaccettabile.
Posso anche azzardarmi a dire che nella storia abbondano i soprusi e i furti di
terre, certamente non etici, ma che hanno evitato carneficine. Non esistono
quindi un sionismo buono e un0 cattivo, uno moderato e uno estremista, uno
progressista e uno conservatore, esiste un solo sionismo che pretende la terra
promessa biblica, giustificando la guerra come mezzo per ottenerla e la cui
conseguenza inevitabile è la morte, per lo più di civili innocenti, adulti e
bambini, neonati compresi, come succede in tutte le guerre, quindi non rinnega
il genocidio a Gaza (a me nulla importa della parola, non spendo neanche un
nanosecondo per giustificare o no la parola genocidio, per quello che mi
riguarda diciamo pure strage schifosa, annientamento apocalittico, eliminazione
totale di un popolo, chissenefrega di una parola di fronte a corpi di bimbi
ridotti a brandelli oppure sopravvissuti mutilati, privi di braccia o gambe o
magari sia di braccia che di gambe), l’invasione brutale della Cisgiordania e
quella del Libano. Ricordo solo che in un testo ebraico (non importa che sia la
T0ràh o il Talmud, se a qualcuno interessa questo particolare se lo vada a
cercare) si dice che “uccidendo un essere umano si annienta un universo” (non
so se le parole usate sono esattamente queste, ma il concetto è esattamente
questo qua, detto in maniera semplice, per essere capito da tutti). Ecco la mia risposta ai tanti che mi hanno fatto la domanda.
2027: UN VOTO
NECESSARIO
di Gabriella
Galzio
All’interno
della coalizione di centrosinistra è opportuno operare un distinguo. Così
Conte: “Siamo sotto attacco perché siamo contrari a questo folle riarmo, ma su
questa battaglia non ci tireremo mai indietro”. Nello stesso tempo, rivendica
che lui e il Movimento hanno sempre condannato l’aggressione di Mosca
all’Ucraina. “Ciò che contestiamo in realtà – sostiene – è la retorica di
un’imminente invasione dell’Europa da parte della Russia, funzionale a un piano
di riarmo che fa gola a vari settori e lobby”. D’altronde, prosegue Conte,
“come possiamo essere alternativi a Meloni e al suo governo se non ci battiamo
per contrastare questa economia di guerra, e per destinare queste ingenti
risorse, anziché alle spese militari, alla sanità, all’istruzione, a giovani e
donne, e al rilancio delle piccole medie imprese”. Per l’avvocato non si può
tornare indietro. Tanto più, ricorda, che “nella mozione unitaria con le altre
opposizioni delle scorse settimane abbiamo inserito un impegno a riconsiderare
urgentemente gli impegni assunti in sede Nato sulle spese militari”.
La cosa che
da noi più si avvicina a un Sanchez è forse Conte, ma al di là delle
pregiudiziali che tu hai nei confronti del M5S, cosa proponi di costruttivo
oltre la “partita persa” del campo largo? Quando saremo chiamati alle prossime
elezioni del 2027, quali saranno le tue indicazioni di voto? Un nuovo Santoro
che disperda i voti? L’Italia è uscita dalla Seconda guerra mondiale come
protettorato statunitense (e la stagione stragista lo testimonia), e questo
(che la rende più vulnerabile della Spagna) ha sortito che la nostra classe
politica, di destra, di centro e di centro-destra PD si allineasse alle
politiche guerrafondaie degli USA. Non è un caso che il perno della
colonizzazione europea da parte degli Stati Uniti, ovvero la Germania, abbia
consumato la sua svolta storica da potenza economica a potenza bellica. Non mi
illudo: chiunque andrà al governo in Italia potrà solo mitigare questa folle politica
bellicista euro-americana. Ma almeno sul piano della politica interna non
voglio permettere alle Meloni, ai Nordio, ai Valditara, alle Roccella ecc. di
riportarci indietro di mezzo secolo o, peggio, a un nuovo fascismo. Oggi per me
quel voto non è una delega a rappresentarmi, ma uno strumento per porre un
argine a un regime strisciante: mai come oggi si sta attentando alla
Costituzione, con un premierato, l’asservimento della magistratura all’esecutivo
e l’autonomia differenziata. Questo governo di destra ha emesso decreti legge a
raffica, scardinando l'ordinamento giuridico per garantire l'impunità a una
classe politica corrotta. La storia, inoltre, insegna che le crisi del
capitalismo hanno prodotto regimi totalitari. In più questa destra reazionaria
è anche quanto di più oscurantista sotto il profilo dei diritti civili. Insomma
siamo di fronte a un salto di livello antropologico che va scongiurato. Sia di
monito l’invito di Roberto Scarpinato (magistrato) a stringere un’alleanza per
la Costituzione contro la trimurti fascismi - potentati economici - mafie.
Votare per la coalizione di centrosinistra non è il solito “turiamoci il naso”.
Questo è un momento storico ad alto rischio. E va riconosciuto. Ecco perché ti
invito ad assumere un atteggiamento construens verso l’unica fragile
speranza che abbiamo di mandare a casa questa pericolosa accozzaglia che
abbiamo al governo.
AIUTARE I 5STELLE
Ciao Angelo. Condivido quello che hai scritto. E
dobbiamo insistere e insistere, resistere e resistere. Mi permetto
di dirti però che noi non dobbiamo ripudiare tutti i partiti che si definiscono
“progressisti”, nel senso che dobbiamo aiutare i 5Stelle ad essere più
conseguenti e ad aprirsi alle altre formazioni sparse e disperse, ai comitati,
ala cittadinanza attiva ecc. Ti mando
chiedendoti di aderire la dichiarazione/ autodenuncia/lettera aperta in difesa
dei prigionieri e perseguitati palestinesi. La renderemo pubblica giovedì 15.
Giuseppe
Natale - presidente Anpi Crescenzago - Milano
PARLAR CHIARO
Era prevedibile che il mio scritto di ieri avrebbe provocato
salutari fermenti. È questo il compito di un giornale come il nostro.
Facciamolo sapere ai decisori politici quello che pensiamo, noi lo facciamo
tutte le mattine. Intanto grazie a tutte e tutti. Abbiamo messo in pagina solo alcuni
dei primi messaggi ricevuti, erano troppi. [A. G.]
*
“Nessuno parla chiaro, eppure solo quello porterebbe la gente
al voto”
Maria Antonietta Montella
*
“Bellissimo. La sintesi del tutto è la foto del lenzuolo
finale [La foto alla fine dell’articolo in cui tre giovani donne reggono un
lenzuolo con su scritto: I ricchi vogliono la guerra. Noi vogliamo un futuro.
NdR]”
Roberto Marelli
*
“Tristemente d’accordo e se i Cinque Stelle non mettono come
imprescindibile la questione del riarmo e dello stop al finanziamento bellico
dell’Ucraina stanno semplicemente buttando fumo negli occhi”.
Oscar Brontesi
*
“Ciao Angelo, sono d’accordissimo con te! Ma pensi che basti
Odissea a far capire agli italiani… la posta in gioco? Odissea raggiunge
persone che già la pensano come me e te. Qui ci vuole ben altro… e quelli che
hanno ben altro non siamo Noi!!!”
Antonella Doria
*
Gentile
Gaccione, con grande interesse continuo a leggere articoli che mi manda, e
condivido al 100% il suo punto di vista. Le sarò molto grato se continui a
farlo.
Grazie mille, un grande saluto.
Branislav Jelic
*
“Sono pienamente d’accordo. Un saluto dai 38 gradi di
Firenze”.
Alba Andreini
*
“Concordo!”
Samuele Scognamiglio
*
“Leone è d’accordo. Papa Leone”.
Serena Accascina
*
“Bellissimo il tuo articolo: chiaro e totalmente
condivisibile”.
Maria Cristina Pianta
*
“Guarda, mi fanno schifo tutti, ma proprio tutti, Papa
compreso. Non ho dubbi caro Angelo che tu conosca persone pulite, come del
resto io. Ma purtroppo noi siamo in mano a politici che sono tutti uguali, e
che di noi “popolino” non gli frega niente. È triste, ma è la tragica
realtà!!”.
Maria Spinelli
*
“… D’accordo, anzi d’accordissimo, ma chi potremmo votare se
non qualcuno del campo largo? Calenda, Noi Moderati”.
Tata Marchi
*
“Tanto lo schifo, a livelli grandi e piccoli, continua!”
Adam Vaccaro
*
“Sono d’accordo su tutto ma a questo punto l’alternativa
quale è? Lasciarli trascinarci nell’abisso piangendo e leccandoci le ferite? O
scendere in piazza coi forconi? Mi sembra un po’ troppo tardi per quest’ultima
alternativa… o forse pensi ad altre che io non riesco a vedere… Sinceramente
dubbiosa”.
Mariel Musso
*
“Ciao Angelo mio amico caro. Ogni tua parola oggi è da
condividere. Forse non il mio sconforto che nasce dalla pochissima fiducia che
ormai nutro verso un genere che non ha più nulla di umano. E sempre di più mi
batte nel cuore il pensiero anarchico. Quello vero e nobile del termine”.
Zaccaria Gallo
*
“Disonoriamola la guerra. Abbasso l’imperialismo e il neonazifascismo”
Maurizio Nocera
*
“Disonoriamola sempre”
Alberto Casiraghy
*
“Buongiorno Angelo. Avremmo dovuto pensare al problema
climatico… e invece si sono dati alla guerra. Come il fatto vergognoso di aver
ricevuto in “dono” la pistola nell’ultimo incontro dei potenti… [Il regalo
di Erdogan ai membri della Nato all’incontro in Turchia NdR]
Tania Chimenti
*
“Buonasera, ho letto l’intervista col professor Marco Revelli
[Il campo largo non scalda su il Fatto Quotidiano di domenica 12 luglio
NdR]. Molto probabile la sconfitta alle politiche. Perché non facciamo tesoro
come Campo Progressista del sentire dell’80% del popolo italiano. No
all’innalzamento abnorme delle spese per il riarmo. Che avvicinano le guerre
anziché allontanarle. Come per la Prima guerra mondiale. La politica di pace
dovrebbe programmare invece accordi di disarmo graduale reciproco. Le spese
annue per il Riarmo votate dal Governo Meloni e dal PD in Europa più i circa
100 miliardi annui promessi alla Nato raggiungibili progressivamente in 10
anni. Non lasciano neanche le briciole per la sanità, la scuola, la sicurezza,
lo stato sociale. Prima si inventano il pericolo da far credere come vero, poi
ci spremono come un limone per portarci infine alla guerra. Giusta la posizione
di Conte su guerra Russia-Ucraina e Riarmo. Il pericolo russo: Putin come
Hitler. Fermiamolo ora altrimenti arriva a Roma. Tutte le televisioni
diffondono queste menzogne a canali unificati. Mi viene da rimettere. In
Scienze Politiche mi sono laureato alla Statale di Milano. So di cosa parlo.
Ottimi professori tra cui lo storico Giorgio Rochat. La Russia Impero
territoriale più vasto ha problemi di difesa non di ampliamento.
L’avvicinamento improvviso della Nato ai confini preoccupa i Russi. Invasi due volte negli ultimi 200 anni. Prima da Napoleone poi da Hitler. La Russia non ha
mai invaso l’Europa. Miope credere che la Russia un giorno non avesse reagito. Un
errore è peggio di un crimine. Joseph Fouché ministro di Napoleone
Bonaparte”.
Lanza Saverio
*
“Pienamente d’accordo con te! Buona
serata!”
Nicoletta Negri
lunedì 13 luglio 2026
LA PARTITA È PERSA IN PARTENZA
di Angelo Gaccione

... e chi la prepara col riarmo
Perché è più che sicuro che il cosiddetto “campo largo” non
vincerà le prossime elezioni? Per le ragioni che stiamo ribadendo fino alla
noia da quando è iniziato il conflitto russo-ucraino. Le forze che compongono
il “campo largo” non hanno mai incalzato il governo guerrafondaio delle destre
(ometto il fasullo termine centro che in politica dovrebbe connotare una
visione moderata, perché chi vota per riarmo, spesa militare e invio di armi su
un teatro di guerra per alimentare il massacro e la distruzione, non è un
moderato, ma uno spregevole criminale guerrafondaio e come tale va denominato),
perché se lo avessero fatto chiamando alla mobilitazione le forze produttive, i
ceti popolari, i giovani che stanno pagando il prezzo più alto dell’economia di
guerra, non avrebbe retto tutto questo tempo. Invece, non solo il governo
Meloni è stato lasciato prosperare, ma è stato appoggiato nelle scelte più
sciagurate, disumane e antipopolari: massacrare la spesa sociale per mandare
armi in Ucraina, aumentare la spesa militare, spingere il Paese al riarmo,
prepararlo alla guerra con la Russia.
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| ... e chi la prepara col riarmo |
Il Partito Democratico ha votato tutto lo
schifo guerrafondaio del governo Meloni in Italia, come ha votato tutto lo schifo
imposto dalla feccia guerrafondaia guidata da von der Leyen e da Kaja Kallas al
Parlamento Europeo. Un atteggiamento ambiguo su questa materia ha tenuto anche Alleanza
Verdi e Sinistra (AVS) in diverse occasioni, tanto da aver compromesso molto
della sua credibilità; e quanto al Movimento 5Stelle, per fortuna ha invertito la rotta in
tempo prima di finire come la Lega a percentuali di consensi ad una cifra.
Il “campo largo” viene anche definito “progressista”. Che c’è
di progressista nella politica di riarmo e di guerra? Che c’è di progressista
in un piano di riarmo di ben 800 miliardi? Che c’è di progressista nel
mantenimento di un’alleanza militare che ci obbliga a portare al 5% del Pil la
spesa nazionale? Non bastano già le armi nucleari accumulate nei vari arsenali
degli Stati per incenerire il mondo fino alla cancellazione di ogni forma di
vita? Si è consapevoli di questo?
Come si vede, non mi sono nemmeno azzardato a usare il termine sinistra per non suscitare il riso nei lettori. Non riesco neppure a concepire come si possa apparentare il temine sinistra ad orrori come militarismo, riarmo, guerra. E siccome da oltre 50 anni scrivo e milito contro tale barbarie, vi annoto il brano di una riflessione non di un disarmista come me, ma di un moderato liberale come Travaglio, nel caso vi foste perso il suo editoriale di venerdì 10 luglio su ‘il Fatto Quotidiano’ dal titolo “L’ultima piazza”, a commento del comizio pubblico tenuto a Napoli da quattro dei segretari del campo largo. “Da vent’anni lo spartiacque non è più l’asse destra/sinistra, ma la postura nei confronti dell’establishment nazionale ed internazionale: élite/popolo. L’antica distinzione ideologica è stata annullata dal tradimento del centrosinistra mondiale appecorinato alle élite su politiche antisociali dal camuffamento della destra globale, che parla la lingua dei poveri e ne prende i voti per poi fare gli interessi dei ricchi. Oggi il discrimine è il riarmo: si investe sulle guerre, che devono moltiplicarsi e durare il più possibile per giustificarlo”.
Sul riarmo come spartiacque tra fronte pacifista-progressista e fronte destre-guerrafondaie insiste ‘Odissea’ da quando è iniziato il conflitto russo-ucraino, e su riarmo ed opposizione alla guerra come spartiacque fra i due fronti insistono Travaglio, il suo giornale ed un nutrito e prestigioso gruppo di collaboratori. Da Elena Basile in primis, sempre molto efficace, a Marco Revelli; da Alfiero Grandi a Paolo Ercolani e tanti altri. Riarmo e guerra restano gli elementi ineludibili per differenziare i necrofori - portatori di morte - dai difensori della vita: cioè due visioni di mondo opposti; ribadire concretamente che non saranno più sprecate risorse nelle armi e nella morte. Che quell’immensa ricchezza destinata alla morte servirà per risollevare la nazione dallo sfascio in cui è stata precipitata. Si devono fornire cifre precise e ambiti di investimento. Cifre precise e a quali ceti verranno prelevate. Cifre precise e con quali strumenti si procederà nei confronti degli evasori. È disposto il “campo largo” ad assumersi questo compito e a differenziarsi dal fronte della morte e della guerra? È disposto a parlare chiaro? A mutare rotta? A fare un patto con gli elettori che sono stati traditi e delusi? Con noi che non ci fidiamo più? Se non siete disposti a questo programma minimo, ma concreto, non possiamo darvi nessun credito. Perché senza scelte come queste, anche in caso di vittoria elettorale, non avreste alcuna risorsa per le vostre promesse e tornereste a mentire, a diventare dei traditori, a prendere i nostri voti per fare gli interessi dei ricchi e dei guerrafondai. Pensateci: se non potete assumervi questo compito, noi non abbiamo nessun motivo per votarvi. E per il campo largo la partita è già persa in partenza.
Promemoria
https://libertariam.blogspot.com/2026/06/starmer-addio-di-angelo-gaccione-u-n.html
domenica 12 luglio 2026
IL CENTRO SINISTRA E LA
PACE
di Franco Astengo

... ma il Pd non è da meno
Il centro sinistra si trova in difficoltà su di un tema
fondamentale come quello della pace e del riarmo europeo. Si paga l’assenza di
una elaborazione politica e soprattutto della capacità di far valere la propria
di elaborazione e ci divide sul terreno scelto dall’avversario. Occorrono
lucidità e capacità analitica che sicuramente non rappresentano le
caratteristiche peculiari di chi sta elaborando questa specie di intervento. Purtuttavia
alcuni punti fermi si possono cercare di individuare: prima di tutto l’ipotesi
di un esercito europeo è tutta di là da venire, perché del tutto da venire è
una identità politica dell’Europa. Manca ancora a sinistra l’idea di
considerare l’Europa “spazio politico”. Tornando al tema degli armamenti: nella
situazione attuale la Germania è la sola a disporre di una siderurgia all’altezza
di una produzione capace di soddisfare un’ipotesi di adeguato riarmo (torna qui
il tema della capacità industriale di ogni singolo paese con particolare
riferimento all’Italia). La Rheinmetall produce già carri armati e Leonardo è
juniorpartner mentre è noto che l’industria meccanica italiana è del tutto
sussidiaria a quella tedesca in particolare nello strategico comparto del “Nord
Ovest”.
Inoltre, nell’eventualità,
si tratterebbe di un riarmo “da combattimento sul terreno” perché la migliore
tecnologia missilistica e dei droni sta da altre parti e questo è un altro
elemento da considerare. Quanto al nucleare la messa a disposizione del loro
potenziale da parte di Francia e Gran Bretagna vale più o meno un decimo del
potenziale russo (che rimane numericamente il più consistente) e americano,
oltre al presentarsi del problema di a chi sarebbe assegnato il comando
strategico (sempre con riferimento all’assenza di un esercito europeo).
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| ... ma il Pd non è da meno |
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