ADDIO A GIANCARLO CONSONNI
di Angelo Gaccione

Giancarlo Consonni
Abbiamo perso un poeta vero, un amico, un difensore di
Milano.
![]() |
| Giancarlo Consonni |
La notizia che Giancarlo Consonni era stato ricoverato al
Policlinico mi era arrivata dall’attore e regista Silvano Piccardi domenica
mattina 8 febbraio. Il giorno prima, sabato 7, con Silvano e le rispettive
consorti, avevamo sfilato nel corteo partito da Porta Romana per esprimere il
nostro dissenso non alle Olimpiadi, come i gazzettieri di regime si sono
affrettati a scrivere e le tivù ad amplificare, ma al modo di usare la
città, alla sua mercificazione, alla sua gentrificazione, alle espulsioni
dei ceti popolari e del ceto medio impoverito. Alla politica degli sprechi,
degli illeciti, delle devastazioni territoriali ed ambientali. Eravamo nello
spezzone di corteo di Campsirago Residenza, di Ora, dell’Associazione Culturale
Ape Milano, di Errando per Antiche Vie, artisti e attivisti che di montagna e
di ambiente si interessano da tempo. Eravamo con questi giovani (e tanti non
più giovani come noi) che esibivano simbolicamente le sagome di cartone dei larici
abbattuti a Cortina, 500, “sacrificati per 90 secondi di gara su una pista da
Bob costata 124 milioni. Alberi centenari sopravvissuti a due guerre e alla
tempesta di Vaia” come è scritto nel volantino che ci hanno consegnato. Eravamo
con i musicisti della Banda degli Ottoni a Scoppio e di altri, con cui abbiamo anche
cantato, per dire no allo spreco di acqua, alla costruzione di impianti mentre
i ghiacciai si sfaldano, alla cementificazione non necessaria.
Appena Piccardi mi ha avvisato, ho cercato di contattare Graziella Tonon, la dolcissima devota moglie, e mettermi a disposizione per quanto potevo, per essere tenuto informato. Ad avvisarmi giovedì 12 che la situazione era precipitata è stato Gino Cervi. Cervi con Giancarlo ha recentemente curato il bellissimo volume fotografico-poetico Il verso di Milano presentato al Castello Sforzesco. Ieri mattina, venerdì 13, è stato il messaggio del critico e docente Giancarlo Sammito, a chiudere ogni speranza: la vicenda umana di Consonni si era definitivamente conclusa. Aveva compiuto 83 anni il 14 gennaio scorso: Giancarlo era nato il 1943. Poeta, urbanista, pittore, docente al Politecnico, Consonni era una voce discreta, ma seria, rigorosa, critica della città di Milano e della cultura. Ci univa il comune amore per questa città che abbiamo sempre difeso senza compromessi. Ammirava la dedizione di un non milanese come me e i tanti scritti che nel tempo gli ho dedicato. È venuto a parlare di quei libri in varie occasioni, e quando uscì La mia Milano mi disse: “Non te lo daranno mai l’Ambrogino d’Oro. La ami troppo”. Lo vedeva dagli articoli di “Odissea” che leggeva con attenzione, che commentava, che a sua volta faceva girare via WhatsApp. In comune avevamo anche l’amore per la lingua milanese e per la poesia: appena gli mandai in lettura la raccolta inedita Poesie per un giorno solo, mi inviò a sua volta un testo poetico con questa dedica: “A Angelo Gaccione e alle sue Poesie per un giorno solo”. La ritoccò più volte e l’ultima versione mi arrivò il 31 ottobre del 2021 accompagnata da poche parole di scuse: “Non mandarmi al diavolo. Un caro saluto. Giancarlo”.
Eravamo
d’accordo che l’avrei messa in apertura della raccolta. Ma poi Interlinea volle
anticipare l’antologia Piazza Fontana. La strage e Pinelli: la poesia non
dimentica, e Poesie per un giorno solo restò nel cassetto. Da uomo
di sinistra qual era, Consonni mi mandò subito dei suoi versi sulla strage. Li scrisse
il giorno stesso della mia richiesta, il 9 dicembre: secchi, incisivi,
essenziali, profondi, com’è in genere la sua poesia. Arrivarono anche quelli di
Graziella Tonon, entrambi dedicati a Pinelli; li avevano scritti sul momento: “Ce
li hai quasi suggeriti” mi dissero al telefono. Ecco il testo di Giancarlo
“È silenzio nel cortile.
Il sangue scorre senza far rumore.
Da quel 15 dicembre
non smette di scorrere.”
*
Questi invece sono i versi della poesia di Graziella
“Certe giornate pesano sul cuore
come massi sull’erba.
A volte lo schiacciano
come un uccellino finito sotto un Tir.”
![]() |
| Consonni legge a Palazzo Reale per Pinelli accanto all'opera di Baj A destra Graziella Tonon a sinistra Annitta Di Mineo |






.jpg)



.jpg)

.jpg)












