CONOSCI TE STESSO
di
Chicca Morone
È sempre
affascinante osservare come a un certo livello evolutivo sia facile intendersi,
capire quello che il nostro interlocutore empatico voglia comunicarci e quanto
al contrario sia difficile dialogare con chi (soprattutto in questi tempi) è
preda di ideologie. Oggi più che mai è importante decodificare i messaggi che
ci arrivano dall’esterno senza la rigidità di giudizio, per non essere
trascinati nelle categorie buono/cattivo, bello/brutto, amico/nemico,
giusto/sbagliato e formare così dicotomie nelle quali rimanere intrappolati. Tantissime
sono le informazioni che ci raggiungono costantemente, ma sta a noi, con il
radicamento in noi stessi, saper prendere le distanze o accogliere quanto ci
circonda.
Durante
la lettura di nuovi testi, ognuno di noi tende a “incasellare” nelle aree
cerebrali le informazioni, secondo una propria struttura non solo biologica, dando
così vita a quell’elemento definibile sincretismo personale, cioè cultura.
La
nostra vita nella materia inizia con la fecondazione dell’ovulo femminile:
secondo recenti ricerche sarebbe il Femminile a decidere quale spermatozoo
debba essere accolto per la creazione della nuova vita. In quest’ottica è una
logica spiegazione il concetto di seity del professor Federico Faggin che così
definisce l'unità di coscienza individuale e profonda: un campo quantistico
auto-cosciente, dotato di libero arbitrio e identità permanente, che esiste
prima e dopo il corpo fisico. Libero arbitrio da parte dell’Uno, quindi
decisione di realizzarsi nella materia per compiere quel tipo di esperienza,
sia come madre sia come figlio.
Così
quella creatura che prende vita, si sviluppa nell’utero materno attraverso il
cordone ombelicale: il suo centro è l’ombelico, il luogo definito in Oriente Hara.
Nel momento in cui viene alla luce ed è legato alla madre, il bambino respira
ancora attraverso la pancia per poi, con il taglio del cordone ombelicale e il primo
vagito, apprendere a mettere in funzione i polmoni e spostare il proprio
centro. Con il passare dei mesi, percependo di essere un’entità diversa dalla
propria madre, imparerà amare e a essere amato: così il cuore diventerà il
nucleo centrale del suo essere.
In
seguito un altro luogo sarà il propulsore evolutivo della creatura: la mente, la
ragione, l’intelletto. Sarà quindi condizionato non solo nel comportamento con
l’introiezione delle regole genitoriali, ma spesso anche nel lasciare poco
spazio alla funzione dell’emisfero destro del cervello dove la creatività può
essere soffocata. L’irrazionalità, vista come impedimento a un equilibrato
formarsi della personalità, tenderà a rendere il bambino (diventato adolescente
a volte ribelle) costretto in comportamenti “ragionevoli”.
Così
il suo nucleo privilegiato diventerà la mente e la dimenticanza scenderà sugli
altri due centri: la pancia (centro vitale, energetico e spirituale) e il
cuore.
Non
è un caso che proprio in questi momenti di grande caos mondiale il riferimento
spirituale sia diventato Leone XIV, un papa che proprio nel mese di maggio
compie un anno di apostolato: i discorsi tenuti in tale periodo sono stati incentrati
su parole come “cuore, parola di Dio, azione” tratti dall’insegnamento e
dall’esperienza di vita di Sant’Agostino. Così, nella messa del 18 maggio 2025
il Pontefice ha aperto l’omelia con l’incipit delle Confessioni “Ci hai
fatto per Te e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te”. Ma
più significativo ancora è il riferimento costante a “Non andare fuori di
te, ritorna in te stesso, la verità abita nell’uomo interiore” (De vera
religione - 39, 72) uno dei primi scritti del santo. Un insegnamento lucido con
radici antiche perché l’uomo per conoscere il divino deve prima trascendere la
propria esteriorità per giungere alla propria interiorità dove la fiamma divina
arde ed è impressa la sua immagine.
Concetto
non molto dissimile dall’iscrizione sul frontone del tempio di Apollo a Delfi
dove il “Conosci te stesso” suona come avvertimento al viandante giunto per
ascoltare l’oracolo... e nonostante in certi casi venga interpretato come
monito al riconoscimento della propria natura umana limitata e mortale, in
realtà indica l’appartenenza alla natura divina dell’uomo interiore e alla
possibilità di ricongiungimento con la Coscienza Universale seppure ancora
legato alla materia, cioè al corpo. L’illuminazione è testimoniata in diverse
parti della terra, non solo in Oriente, dove viene raggiunta attraverso
particolari tecniche meditative!
Infatti
se sappiamo unire le istanze mente, pancia (centro vitale, energetico e spirituale
dell’essere) ragionando con il cuore possiamo raggiungere quel grado di
evoluzione in cui sappiamo di essere tutt’uno con quanto ci circonda, di essere
una parte del Tutto e soprattutto smetteremmo di investire in armi per la
guerra.
Meglio
sarebbe ricordare i versi di John Donne “Nessun uomo è un’isola/intero in
sé./Ognuno è un pezzo del continente/una parte del tutto...” e la violenza
contro un altro essere umano sapremmo essere violenza contro noi stessi.




