UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

sabato 28 settembre 2024

UNA VITA


Una vita, la mia nei fatti. E non può essere altrimenti, considerato che voglio parlarne. Mi prendo questa libertà senza interferire con quella altrui. Siamo tutti, tutte, “in vita”; in qualche modo qualcuno scrive, parla, in questo momento, in questo tempo. Lasciamo stare gli antichi romani, il Medio Evo. Non c’è nessuno di loro qui, adesso. Abbiamo tracce qui, in Porta Romana, di mura spagnole, ma non c’è nessuno di quel tempo. Il tempo non si è mai fermato e la vita umana continua. In questo attuale ci sono io e altri. C’è sempre stato qualcuno che ha raccontato il proprio tempo, ha riflettuto su quello che avveniva intorno. Anche adesso tento di farlo io con le mie esperienze di vita maturate nell’evoluzione della mia, nei tanti giorni che la Terra, la nostra casa, ha compiuto intorno ad una stella, il sole, che ci fa vivere.
I gruppi umani, sin dalle origini, non si sono mai veramente tollerati. Il confronto è stato sempre preferibilmente armato. Nei tempi odierni un “confronto” con le armi a disposizione (perfezionate e super-tecnologiche), se usate in una certa quantità, potrebbero addirittura spostare l’asse di rotazione della Terra, oltre a causare la distruzione di vite umane e di tutto ciò che ci circonda. Questa guerra, chiamiamola con il suo vero nome, non riguarderebbe solo gli Stati belligeranti, ma tutti gli altri, anche quelli non coinvolti. Vi sembra segno di intelligenza, di rispetto altrui, di “democrazia? Termine decisamente abusato in questo periodo da chi ha circa 900 basi militari nel mondo, come si trova scritto nei loro documenti ufficiali, in cui si indicano “nemici” da “combattere”, e la pretesa che i propri militari non potranno essere giudicati da nessun tribunale internazionale. Per me questa è la spiegazione della causa della guerra in Ucraina a partire dal 2024, aldilà delle evidenti colpe russe.
La mia scelta di rifiutare il mandato della violenza allo Stato non lo ritenete giusto e storicamente corretto, visto che potrebbero essere prese decisioni che riguardano la vita e la morte di milioni di persone? È sbagliato rifiutarsi di uccidere all’esterno del tuo Stato come non lo si può fare all’interno e smetterla di fare guerre? I problemi del Pianeta non stanno diventando di tutti? Clima, epidemie, cambiamenti climatici sempre più estremi, disuguaglianze… Come esseri umani non abbiamo tutte le stesse necessità, le stesse debolezze fisiche, gli stessi corpi che si degradano? Papa Francesco ci ha dato un esempio di grande umanità quando, nella sua visita in un quartiere milanese, non ha esitato ad utilizzare un gabinetto mobile per lavoratori edili, tra la sorpresa dei presenti. Il Papa ci ha voluto dimostrare che ogni uomo, anche il più potente, ha le stesse debolezze e le stesse necessità di ciascuno di noi. Prendiamone atto.
Giuseppe Bruzzone  

 

  

MILANO IN PIAZZA CONTRO LA GUERRA



Chiediamo alla città di scendere in piazza per dire basta alla guerra. L’ulteriore escalation militare in Libano e l’irresponsabile evocazione di scenari nucleari non fanno che aggravare il già inaccettabile bilancio delle vittime civili. Dobbiamo dare voce alla PACE.
Saranno in piazza:
Cgil Milano
Anpi Milano
Arci Milano
Acli Milano
Aned Milano
Coordinamento Democrazia Costituzionale
Libertà e Giustizia
PD Milano metropolitana
Alleanza Verdi Sinistra Milano
Rifondazione Comunista Milano
Movimento 5 stelle
“Odissea”
 
Per aderire:
segreteriageneralecdlmmilano@cgil.lombardia.it

FERMARE I MASSACRI
Non lasciamoci intimidire.




 

 

SCAVI E DISSESTI
di Idra


Scavi alla Stazione di Firenze
 
Valdarno: ancora cambi di progetto in corsa sulle terre di scavo, in arrivo da Firenze 1 milione e 300.000 metri cubi.
 
Idra, ricevuta dal sindaco di Cavriglia, documenta, riflette, mette in guardia: gravi le falle già registrate fra Castello e Campo di Marte!
 
Siamo venuti dopo il Mugello, vicenda che ha elevato la sensibilità e l’attenzione su questi temi. Con questa constatazione fortemente emblematica il sindaco di Cavriglia, Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, ha salutato al termine del lungo colloquio, protrattosi per oltre un’ora in un clima cordiale e disteso, la delegazione di Idra venuta a fargli visita la settimana scorsa per condividere circostanze, documenti, dubbi e incertezze sul trasferimento nella ex miniera di Santa Barbara di un milione e trecentomila metri cubi di terre da estrare dalle viscere di Firenze per la realizzazione della stazione sotterranea Foster e dei due lunghi tunnel TAV fra Campo di Marte e Castello. Rispettivamente parte civile e ad adiuvandum nel processo penale e in quello contabile celebratisi presso il Tribunale di Firenze e la Corte dei Conti della Toscana in conseguenza dei gravi danni ambientali consumatisi sopra e sotto l’Appennino e Monte Morello, l’associazione ha inteso mettere in guardia l’amministrazione comunale di Cavriglia sui rischi potenzialmente legati a una cattiva progettazione e/o esecuzione dell’opera. Non ne mancano nuove avvisaglie. La prima ed unica galleria TAV realizzata a Castello per il cosiddetto ‘scavalco Alta velocità’ gronda colibacilli fecali: il relativo rapporto ARPAT è stato trasmesso da Idra la scorsa settimana anche al sindaco di Firenze e alla USL Toscana Centro, con richiesta di attivarsi con sollecitudine in tutela della qualità dell’igiene pubblica. Lo stesso ‘scavalco’ è privo di collaudo tecnico-amministrativo: il presidente della Commissione di collaudo non ha ritenuto di accordarlo.


Piena dell'Arno a Firenze (1844)

A Palazzo Vecchio e in Regione intanto si ripete alla lettera il grave errore progettuale di cui portano tuttora le conseguenze 60 km di galleria fra Vaglia e Bologna, privi dei requisiti di sicurezza vanamente invocati nel 1998 dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze: anche sotto la città d’arte patrimonio dell’umanità, pluri-alluvionata nei secoli, si scava snobbando quel Comando e la sua denuncia: manca niente meno che il piano di emergenza! Il DM 28/10/2005 Sicurezza nelle gallerie ferroviarie - scrivono i Vigili del Fuoco - trova applicazione alle gallerie ferroviarie di lunghezza superiore a 1000 m, prevedendo l’adozione di un piano di emergenza fin dalle fasi progettuali. Ciò premesso, relativamente al progetto di cui all’oggetto, agli atti di questo Comando non risulta ancora essere stata depositata alcuna documentazione, tanto ai sensi del DPR 151/2011, quanto ai sensi del D.M. 28/10/2005”. L’informativa è stata trasmessa al Prefetto di Firenze a luglio 2023 Idra ne ha portato tempestivamente al corrente tutte le autorità, fino all’Anticorruzione a Roma. Nessuno interviene. Quindi, non c’è di che star tranquilli. Noi siamo purtroppo consapevoli che c’è una parte delle istituzioni assolutamente inaffidabile”, hanno sottolineato i componenti della delegazione di Idra, Girolamo Dell’Olio e Marco Mordini: “Siamo dalla vostra parte, dalla parte della vostra comunità e della legalità!


Alluvione di Firenze (1966)

È stato perciò confortante registrare il livello di competenza, attenzione e vigilanza che hanno attestato le parole di Romeo Segoni, dottore in scienze politiche ed esperto di diritto urbanistico e ambientale, membro dell’Osservatorio Ambientale di Santa Barbara (alla cui presidente Idra ha pure chiesto un colloquio), ma intervenuto all’incontro in veste di consulente del sindaco, con quaranta anni di servizio in Comune alle spalle. Pende infatti sul trasferimento delle terre di scavo da Firenze una nuova variante progettuale proposta dalle Ferrovie, dopo quella che ha modificato la pianificazione approvata nel 2016 introducendo un nuovo additivo per il trattamento delle terre, destinate a parco pubblico. È pervenuta recentemente infatti al Sindaco di Cavriglia una lettera di RFI nella quale si ‘ipotizza’ anche un’eventuale aggiunta di calce. Eppure la diagnosi del piano di utilizzo appena modificato recita: “Le indagini eseguite confermano l’utilizzabilità geotecnica dei materiali provenienti dagli scavi per la realizzazione della Collina Schermo, non risultando peraltro necessario il trattamento a calce”.

 

Lugo di Romagna
(2024)

Abbiamo dunque un nuovo ‘cambio in corsa’, che sembra dimostrare nella realizzazione della ‘grande opera’ la presenza di un’ulteriore lacuna progettuale. Consapevole delle ripercussioni che questa ulteriore novità promette, il dott. Segoni ha chiarito ciò che già l’ARPAT aveva anticipato alla delegazione di Idra ricevuta due giorni prima dal direttore generale e dai referenti del Settore VIA-VAS: una modifica del genere richiede preliminarmente una specifica valutazione procedimentale da parte del Ministero dell’Ambiente: è evidente infatti che cambiare il ph delle terre con cui realizzare una collina progettata e approvata con determinati requisiti comporterebbe non soltanto una rivisitazione dell’intero piano di cantierizzazione (ovvero delle modalità di gestione delle terre) ma anche una riprogettazione della collina. Ancora il procedimento, non è stato avviato,  ha precisato il dott. Segoni, al quale la delegazione ha chiesto di poter esserle di supporto nell’accesso alla documentazione tecnica e ai suoi aggiornamenti (per esempio in rapporto all’ampliamento delle piazzole e alle modifiche alle baie di essiccazione), laddove non siano già agevolmente reperibili nel sito del Ministero.


Esondazione del Terzolle (1992)

Al sindaco, invece, Idra ha chiesto la cortesia di adoperarsi per poter svolgere insieme un sopralluogo guidato all’ex miniera di Santa Barbara, che il presidente dell’associazione ebbe la fortunata opportunità di visitare venti anni fa, quando invero - e ne è stata lasciata in proposito la relativa rassegna stampa - i tre sindaci di Cavriglia, San Giovanni e Figline, con lettera firmata da Mauro Tarchi a nome di tutti, escludevano la propria disponibilità allo smaltimento nell’area mineraria valdarnese dei materiali di risulta dalle escavazioni, e aggiungevano: I Sindaci non solo respingono tali soluzioni opponendosi all’arrivo dello smarino nella linea ferroviaria (figuriamoci ai camions, problema per ora mai sollevato), ma rassicurano che in attesa di proposte serie ad oggi mai pervenute né dalla Regione né dalla Tav, impediremo con ogni mezzo tale offesa al nostro territorio”.

venerdì 27 settembre 2024

SARÀ GUERRA ATOMICA
di Angelo Gaccione

 

Degli attuali governanti del mondo, pochissimi hanno visto la seconda guerra mondiale o la ricordano. Quelli nati appena dopo hanno scarsa memoria delle rovine e dei morti: erano bambini e forse ne hanno appena sentito parlare. Non hanno visto le città rase al suolo, non hanno visto gli sfollati, la gente rimasta senza casa e immiserita. Non sanno della fame, di bucce di patate, delle erbe raccattate per le vie, del freddo, di uomini tornati a casa dopo anni ed anni di prigionia, di dispersi, e tanto altro ancora. Non hanno provato sulla loro pelle le conseguenze delle bombe americane sganciate su Hiroshima e Nagasaki, non hanno visto i feti malformati prodotti dalle contaminazioni radioattive. Il vostro presidente della Repubblica (mio non lo è più da quanto il conflitto russo-ucraino ci ha posto davanti al bivio: trovare una soluzione negoziata o scomparire, e si è messo anch’egli fra i fautori del tanto peggio tanto meglio, inconsapevole di quindicimila ordigni nucleari in grado di cancellare ogni forma di vita, compresa la sua, quella dei suoi familiari e discendenti; inconsapevole di vivere in epoca nucleare, epoca che può porre fine alla civiltà e alla storia. Non ce lo saremmo aspettati da un presidente cattolico e credente, come non ce lo saremmo aspettato da quanti si dicono patrioti e stanno lavorando per la scomparsa della patria; di quanti si dicono democratici e stanno portando, come i peggiori guerrafondai, il popolo alla morte), il vostro presidente della Repubblica, dicevo, è nato nel 1941: la guerra non l’ha vista e non ne conosce la barbarie. Il presidente americano era ancora più giovane, è nato nel 1942, e la guerra nel suo Paese non c’era. A morire i giovani americani vennero in Europa e in America tornarono le bare. Molti di loro sono seppelliti nei vari cimiteri europei e le madri non hanno potuto deporre sulle loro tombe nemmeno un fiore. Scholz è del 1958 come la Von der Leyen, Macron del 1977 come la Meloni, la guerra non la conoscono. Ecco perché a cuor leggero parlano di guerra e la parola pace non rientra nel loro vocabolario.



Ho scritto e detto più volte che a creare le tensioni internazionali non sono i cittadini. Sono i Governi, gli Stati e i loro apparati: eserciti, mercanti di armi, scienziati al servizio della distruzione, diplomazie, partiti irresponsabili, manipolatori di una stampa servile e compiacente, speculatori. Allora vi chiedo: perché le conseguenze del loro agire deve ricadere su uomini, donne, bambini e anziani incolpevoli? Perché costoro non risolvono le loro diatribe sfidandosi direttamente a duello senza mettere in pericolo le nostre vite? Chi li ha resi padroni della vita di miliardi di persone? Quale giustizia ha conferito loro questo smisurato e disumano potere? Se la guerra riguardasse le loro vite i cittadini non se ne darebbero pensiero, ma qui si tratta della vita del genere umano e delle altre creature – animali e vegetali inclusi – oltre all’immenso patrimonio mondiale della civiltà e della cultura. Lo scrittore Carlo Cassola che ai temi del disarmo ha consacrato una parte importante della sua vita, ammoniva, quasi mezzo secolo fa, che non sarebbe stato necessario avere al potere un pazzo criminale per precipitare il mondo nell’abisso nucleare, sarebbero bastati la proliferazione di armi di sterminio di massa, gli Stati sovrani armati e le alleanze militari. Tutte condizioni che si sono verificate dalla fine della seconda guerra mondiale in poi. L’Occidente ha contribuito in maniera notevole a tutto questo. Stati Uniti ed Europa non hanno voluto cogliere la grande occasione offerta dalla caduta del Muro di Berlino, della fine della Cortina di Ferro, dello scioglimento del Patto di Varsavia. Era avvenuto tutto miracolosamente senza spargimento di sangue. Una contingenza fortunata per iniziare a lavorare ad un mondo disarmato e collaborativo liberandosi del fardello nucleare, degli armamenti, delle divisioni e delle egemonie. Dell’oscena spesa militare che ha affamato il mondo e impedito di prenderci cura dell’ambiente e dei gravi problemi che lo minacciano. Si è scelto invece la strada peggiore: quella di un’alleanza militare ancora più vasta fondando la sicurezza sull’illusione delle armi. Le armi non lo hanno reso più sicuro, il mondo, e la crisi ucraina rischia di diventare presto la tomba per tutti noi.    

VERSO LA GUERRA ATOMICA
di Franco Continolo

 
Ieri solo tre giornali, il Sole 24 Oreil Fatto Quotidiano e la Stampa, hanno dato notizia con titoli in prima pagina dell’ammonimento di Putin – il titolo della Stampa, l'unico seguito dalle parole iniziali del commento – quello di una professionista dell’antiputinismo – è un esempio di superidiozia giornalistica: "Lo zar spalle al muro alza ancora la posta”. Il riferimento è al breve discorso con il quale mercoledì il presidente russo ha introdotto il Consiglio di Sicurezza dedicato alla revisione della dottrina della deterrenza nucleare. Si tratta di un ammonimento, e di un ammonimento molto tempestivo, perché è rivolto a Washington mentre è in corso la visita del fantoccio Zelensky, il quale, come si sa, avendo ormai esaurito le forze, vuole l’escalation e un più diretto coinvolgimento della NATO. L’ammonimento consiste nel minacciare l’uso dell’atomica anche nel caso di attacco non nucleare NATO; esso si aggiunge a quello di San Pietroburgo, con il quale il presidente spiegava perché l’impiego dei missili a lungo raggio contro la Russia rappresenti un attacco NATO. Siamo dunque a un passo dalla guerra nucleare, e il giornalismo mainstream, non solo nostrano, sottovalutando l’ammonimento, dà prova ancora una volta di asservimento e di irresponsabilità. La lodevole eccezione è Barbara Spinelli che, pur senza fare diretto riferimento all’ammonimento di Putin, denuncia la superficialità, l’incoscienza, con la quale il mondo, sotto la spinta degli Stati Uniti, dell'UE e di Israele, marcia spedito verso la catastrofe nucleare. Disarmo, nucleare in primis, è ormai una parola in disuso, dopo che Washington ha smantellato, uno alla volta, i trattati che avevano portato prima alla Distensione, poi alla fine della Guerra Fredda. Disarmo è una parola assente nella campagna elettorale americana, nota il Bulletin of the Atomic Scientists, che propone i suggerimenti di 9 esperti ai giornalisti per sollecitare il dibattito su una questione vitale. E, con l’eccezione del segretario generale, disarmo è una parola assente anche nell’aula dove si svolge l’Assemblea annuale delle Nazioni Unite. Qui il tono è dato dalle (abituali) fesserie di Baiden. Altri tempi e altra America quella di John Kennedy, il cui discorso del 1961 ha al centro il disarmo nucleare. Il valore di queste parole è accresciuto dal fatto che il presidente era ancora un “cold warrior”, come si può vedere dai giudizi sul Sud Est asiatico e su Berlino. Sarà poi la volontà di cambiare rotta in Vietnam uno dei moventi probabili dei suoi assassini – il criminale Johnson darà via libera immediata all’escalation. Probabile è anche che i mandanti dell’assassinio di Dag Hammarskjold, il segretario generale dell’ONU perito durante una missione di pace in Congo, al quale Kennedy rivolge un commosso omaggio, siano gli stessi del presidente. Sono due assassinii che segnano un cambiamento epocale per la democrazia americana e per il mondo, da allora sotto il giogo del deep state”.

LA MUSICA DELL’OCCIDENTE AL TRAMONTO!
di Luigi Mazzella


Caravaggio: Musicisti
 
Ho letto con molto interesse su “Odissea” l’articolo di Angelo Gaccione “Il Novellino e la Musica”. L’Autore ci ricorda che nella dodicesima novella del prezioso volume viene presa di mira e si biasima la musica accusata di corrompore gli animi perché “per dolcezza di suoni si perdono virtudi”.
Il pezzo di Gaccione fa riflettere e ci induce a chiederci: chi ha voluto l’attuale oltraggio alla musica, piegandola ad una barbarie senza pari e rappresentandola sul palcoscenico con immagini di suonatori che appaiono morsi dalla “tarantola”, in preda a convulsioni violente ed ossessivi rantoli epilettici, mal “svestiti”, tatuati, inanellati e chi più ne ha ne metta?
Difficile pensare che siano state le festanti, sgambettanti e dinoccolate teen ager, con i loro gridolini di stupida gioia. Neppure è pensabile che chi ha reso macabra l’attuale musica lo abbia fatto per far recuperare “virtudi” all’umanità che nell’intento dei personaggi del “Novellino” sembrano essere quelle belliche: Tra Kamala ridens, pulzella della Garbatella, e neo-nazi “tedesche di Germania” di guerrafondaie, già solo nel “gentil sesso” l’Occidente ne ha fin troppe!
Forse la realtà è ben diversa. Se è vero ciò che diceva Beethoven  (“la musica parla dove non arrivano le parole”), quella musica vuole farci capire che non è più il caso di “dilettarci” per allontanarci dal problema del catastrofico declino dell’Occidente.
Secondo gli ispiratori del cambiamento di “musica”, gli abitanti della parte ovest del Pianeta dovrebbero rendersi conto che di “irrazionalismi” non si può che morire e che averne cinque sul groppone (tre religiosi; giudaismo, cristianesimo e islamismo) e due ideologici (entrambi figli di papà Hegel): nazi-fascismo e social-comunismo) non è certamente un peso di poco conto.
Resta la domanda: Da chi proviene l’input? Difficile immaginare un profilo soggettivo ben definito. È più probabile che provenga dall’inconscio di una popolazione che dopo essersi abbeverata ai piaceri della fantasia generatrice dell’arte e della creatività non solo musicale, si è improvvisamente accorta, per un ritorno di fiamma della Ragione e con l’aiuto involontario di quei Paesi egemoni dove la feccia del bellicismo (a ogni costo) ha raggiunto i suoi più alti livelli, di fare parte di una sostanziale “inciviltà” sempre più pericolosa per la sopravvivenza dell’Umanità? È un’ipotesi. Chi ne ha altre… si faccia avanti!

UN ACCORDO NON COSÌ MINORE 
di Alessandro Pascolini - Università di Padova



Venerdì 20 settembre i governi di Cina e Giappone hanno comunicato di aver raggiunto un accordo sullo scarico nell'oceano delle acque reflue provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, scarico iniziato il 24 agosto 2023, con licenza dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica di Vienna (IAEA). L'accordo si articola in quattro punti:
1. Il Giappone si impegna esplicitamente ad adempiere agli obblighi previsti dal diritto internazionale, a fare del proprio meglio per evitare di lasciare un impatto negativo sulla salute umana e sull'ambiente, e a condurre continue valutazioni dell'impatto sull'ambiente e sugli ecosistemi marini.
2. Considerate le preoccupazioni della Cina e di tutte le altre parti interessate, il Giappone accoglie con favore l'istituzione, nell'ambito della IAEA, di un organo internazionale di monitoraggio a lungo termine che copra le fasi chiave dello scarico delle acque contaminate dalle radiazioni, e farà in modo che la Cina e tutte le altre parti interessate possano partecipare in modo sostanziale in tale organo e assicurerà ai paesi partecipanti la possibilità di effettuare campionamenti e monitoraggi indipendenti, nonché confronti interlaboratorio.
3. Entrambe le parti concordano di continuare un dialogo costruttivo e basato sulla scienza, con un grande senso di responsabilità per l'ecosistema, l'ambiente e la salute umana, per affrontare adeguatamente le preoccupazioni per lo scarico delle acque contaminate nell'oceano.
4. La Cina dichiara di aver preso precauzioni temporanee di emergenza nei confronti dei prodotti acquatici di origine giapponese in conformità alle leggi e ai regolamenti cinesi e alle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio. Dopo che la Cina avrà partecipato in modo sostanziale al monitoraggio internazionale e dopo che saranno stati effettuati i campionamenti indipendenti, la Cina riprenderà gradualmente le importazioni di prodotti acquatici giapponesi che soddisfino i requisiti e gli standard normativi.
Nel 2023, a seguito del primo rilascio di acque reflue da Fukushima nell'Oceano Pacifico, la Cina aveva appunto vietato l'acquisto di frutti di mare provenienti dal Giappone
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Il ruolo della IAEA
Il direttore generale della IAEA Rafael Grossi ha accolto con favore l'accordo: “Desidero elogiare il governo del Giappone per il suo continuo impegno con la IAEA e il governo cinese per le consultazioni costruttive tenute con l'Agenzia a sostegno di questo processo bilaterale che oggi si conclude positivamente. Confermo che questo accordo si è basato sulle nostre attuali attività di campionamento e monitoraggio. L'Agenzia si coordinerà con il Giappone e le altre parti interessate, compresa la Cina, per garantire che le misure aggiuntive siano attuate in modo appropriato, mantenendo l'integrità del processo in piena trasparenza per garantire che i livelli di scarico dell'acqua siano, e continuino a essere, in stretta osservanza e coerenti con gli standard di sicurezza internazionali".
Dall'incidente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi nel 2011, la IAEA ha contribuito attivamente a tutte le attività legate alla disattivazione sicura e alla gestione delle conseguenze dell'incidente. Un aspetto importante di questo lavoro riguarda l'acqua stoccata nell'impianto e la necessità di gestirla in modo sicuro. In seguito all'adozione della politica di base da parte del Giappone nell'aprile 2021, le autorità giapponesi hanno chiesto alla IAEA di contribuire alla revisione dei piani per garantire che siano attuati in modo sicuro e trasparente e in conformità con gli standard di sicurezza internazionali
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Il problema del trizio
Appena ripreso il controllo della centrale dopo le fasi emergenziali, la TEPCO, gestore dell'impianto, ha bloccato la dispersione in mare delle acque utilizzate per il raffreddamento degli impianti raccogliendole in cisterne che hanno via via coperto tutto lo spazio, con l'obiettivo di trattarle per eliminare le sostanze radioattive contaminanti. La IAEA ha creato una task force internazionale (composta da esperti tecnici da Argentina, Australia, Canada, Cina, Francia, Isole Marshall, Repubblica di Corea, Federazione Russa, Regno Unito, Stati Uniti e Viet Nam) per valutare il piano di decontaminazione scelto dalla TEPCO; sulla base dei lavori della task force, la IAEA ha pubblicato il 23 maggio 2023 un rapporto sulla determinazione dei radionuclidi presenti nell'acqua trattata dalla TEPCO mediante il metodo ALPS (Advanced Liquid Processing System). Il sistema ALPS è fondamentalmente un sistema di pompaggio e filtrazione che utilizza una serie di reazioni chimiche per rimuovere 62 radionuclidi dall'acqua contaminata. Il materiale radioattivo rimosso dall'acqua viene catturato in filtri che vengono conservati in loco in appositi contenitori. L'acqua trattata viene quindi immagazzinata in cisterne da 1000 m3 ciascuna (attualmente ci sono oltre 1000 cisterne per oltre 1,3 milioni di m3). Mentre ALPS è efficace per i radionuclidi pesanti (inclusi, per esempio, 60Co, 90Sr, 106Ru, 125Sb, 129I, 134Cs, 137Cs, 14C e 99Tc) non riesce a separare il trizio (l'isotopo dell'idrogeno composto da un protone e due neutroni), per la sua ridotta presenza e l'affinità chimica con l'idrogeno comune (prozio).
A differenza del prozio e del deuterio (un protone e un neutrone) il trizio è radioattivo, con un tempo di dimezzamento di 12,32 anni ed emissione di radiazione beta da 18,6 keV, per cui la task force ha dedicato particolare l'attenzione al trattamento dell'acqua tritonata (HTO), approvando il piano di versamento individuato dalla TEPCO e dal governo giapponese. I punti fondamentali del piano sono due: 1. la radioattività totale del trizio negli scarichi annuali non può superare quella del trizio presente negli scarichi effettuati quando la centrale era funzionante (22 tera bequerel); 2. la radioattività specifica dell'acqua versata non può superare 1500 Bq per litro (ricordiamo che il limite per l'acqua potabile fissato dall'Organizzazione mondiale della sanità è di 10000 Bq/litro).
Per raggiungere il valore previsto della radioattività specifica, la Tepco prevede di scaricare l'acqua con un processo in due fasi. In primo luogo, una limitata quantità di acqua trattata con ALPS viene diluita con la necessaria quantità di acqua di mare e immagazzinata in un pozzo di scarico verticale per campionare, misurare e verificare i livelli di trizio nell'acqua. L'acqua sarà poi scaricata in mare attraverso un tunnel sottomarino di 1 km. Il piano prevede lo scarico di circa un milione di m3 all'anno, in un processo che richiederà decadi per venir completato.


 

Qualche pregio del trattato
L'accordo raggiunto pone fine a un serio conflitto internazionale, che avrebbe potuto aggravarsi in modi imprevedibili (come sembra essere la regola dei correnti conflitti): la Cina si era opposta in modo duro al versamento in mare delle acque reflue di Fukushima dichiarandolo "irresponsabile" e bloccando le importazioni di prodotti marini giapponesi. Anche i paesi insulari del Continente blu del Pacifico avevano visto nell'iniziativa giapponese una "minaccia esistenziale", quasi in continuità con la contaminazione radioattiva dovuta ai test nucleari; la loro presenza nell'organo internazionale previsto dal trattato può fornire garanzie sul rispetto ambientale e sanitario del Pacifico.
L'accordo viene così a ridurre la tensione nel contesto indo-pacifico caratterizzato da crescenti conflitti fra i paesi rivieraschi dei mari inclusi nella "prima catena di isole" (https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/differenti-prospettive-sul-gran-mare-salato).
Un secondo punto da sottolineare riguarda il contributo della IAEA all'esito positivo di questa importante questione, raggiunto attraverso l'esercizio imparziale del suo mandato tecnico. Viene così confermata la sua competenza e autorità al riguardo della sicurezza nucleare specifica e globale. L'immagine e il prestigio internazionali dell'Agenzia vengono rafforzati in un momento particolarmente delicato, dovendo gestire i problemi di sicurezza delle centrali nucleari ucraine (e viciniori russe) e le questioni poste dal programma atomico iraniano. Il problema di immagine è particolarmente importante date le presenti difficoltà e discredito di gran parte delle istituzioni della famiglia dell'ONU, a partire dalla stessa Assemblea generale, alle prese con la sua incapacità di far fronte a una marea crescente di sfide, con i conflitti in corso (dall'Ucraina al Medio-oriente al Sudan) che stanno mettendo a dura prova l'intero sistema delle Nazioni Unite. Infine, nella presente eclisse di diplomazia attiva, l'accordo ribadisce l'efficacia del metodo negoziale per la soluzione dei conflitti, l'utilità della discussione fra paesi potenzialmente ostili su questioni fortemente divisive finalizzata a definire i dettagli di un compromesso, ove ogni parte deve rinunciare a qualcosa, dopo aver combattuto per la pignola definizione di ogni punto del testo.
In questo spirito, nel secolo scorso si riuscì a mantenere fredda la competizione fra l'Unione Sovietica e i paesi occidentali; una lezione che non andrebbe dimenticata.
 
 

 

 

 

 

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