RES INTER ALIOS ACTA
di Luigi Mazzella
Orazio dice che “Dulce est
desipere in loco” (È piacevole, al momento opportuno, essere stupidi).
È un motto ambiguo che si presta a essere male interpretato, circa il
significato di “momento opportuno”. I nostri Governanti in carica e i nostri
rappresentanti dell’opposizione in Parlamento, nonché molti uomini politici e
commentatori Italiani (ed ancor più per Europei) hanno inteso l’anelito
alla stupidità come un loro bisogno costante, permanente. Addirittura come un must valido
in ogni circostanza della vita privata e pubblica. In altre parole, per i
leader dell’“Occidente dei cinque irrazionalismi” si dev’essere stupidi sempre
se si vuole avere il consenso della maggioranza, che con il sovra affollamento del Pianeta, è diventata per legge di natura sempre più condannata
all’imbecillità e sempre più ostile alle “cime” di intelligenza. Orbene, da quando alcuni
rappresentanti di Stati Europei, asserviti, per il tramite dei servizi segreti deviati deviati al Deep State americano (sorretto dal
Partito Democratico di Obama e Clinton) hanno cominciato, dopo la sconfitta
elettorale subita ad opera di Trump, a diffondere odio e litigiosità nel
Pianeta, gli stupidi di tutto l’Occidente si sono sentiti chiamati a raccolta e
hanno iniziato a dire melensaggini sulla stampa, in televisione (e on
line, persino in blog che erano riusciti a
guadagnarsi un certo rispetto tra persone di un buon quoziente
intellettivo). È così che
il “caso Groenlandia” è diventato il test più significativo (e preoccupante per
i risultati) circa il cattivo uso del raziocinio di cui può essere capace un
essere umano. Vediamo di
analizzarlo. Il territorio
che vorrebbe essere acquistato da Trump per costituire come le isole Hawaii una
parte distante e al tempo stesso facente tutt’uno con gli altri Stati Uniti
d’America è attualmente annesso (in realtà “sottomesso”) alla Danimarca, dopo
essere stato sotto il dominio della Norvegia. Dall’uno e dall’altro Paese, i
suoi abitanti, mongoli Inuit, chiamati dispregiativamente Eschimesi (mangiatori
di carne cruda) sono stati a lungo dileggiati per i propri costumi sessuali
liberi e contrari alle mortificazioni religiose di luterani incalliti come
quelli scandinavi (vedi sul punto: Hedy Belfort, Romanzo di una
cortigiana anonima, Effigi editore, 2025)
È evidente, per chi ha l’animo
libero da odi, rancori, passionalità politiche che gli unici a dover trattare
per la compravendita sono i danesi e gli statunitensi.
Gli altri sono terzi e per il
brocardo latino che anche gli stupidi (se non totalmente incolti) dovrebbero
conoscere: Res inter alios acta, tertio neque nocet neque prodest ciò che è negoziato tra alcuni non nuoce e non giova ad altri. È il principio di relatività,
applicato in materia di contratto ma il suo valore ha assunto un significato
universale (Nessuno dev’essere in grado di interferire nella vita degli
altri né con atti vantaggiosi, né tantomeno con atti nocivi). Anche gli
“impiccioni” per natura dovrebbero tenerne conto: il rispetto della sfera
giuridica che non è quella “propria” deve ritenersi sacrosanto!
Nel caso in esame
(Groenlandia) i “terzi” devono solo mantenersi equidistanti dai due
Paesi che sono oggettivamente contraenti: il contesto non li riguarda.
Domanda: Ed invece che sta accadendo oggi
per odio malsano e malato contro Trump? I governanti Europei (i
“volenterosi” di tutte le guerre, in prima fila, seguiti a ruota dalla
scodinzolante pulzella italica) e i loro ancora più idioti seguaci ritengono di
doversi impicciare di affari di danesi e statunitensi fino all’iniziativa “super-beota”
di mandare addirittura propri militari nella zona controversa, senza avvedersi
neppure del “ridicolo”! Cosa li induce a tanta imbecillità? L’idea che la
Danimarca aderisce alla NATO? Ma l’alleanza atlantica non comporta affatto né
la perdita della sovranità territoriale della Danimarca né una loro acquisita
“co-sovranità”.
E ciò senza
dire che a quell’Alleanza aderisce, in primis, l’America
del Nord e che Trump si è solo posto, correttamente, come contraente
estraneo per l’acquisto e non come preteso “co-proprietario”, come pretendono,
invece, di comportarsi Macron, Starmer e Merz (per non dire di Meloni che
sinora, nonostante Crosetto e Tajani, si è limitata a flebili miagolii, privi
di senso).
Conclusione: Il caso Groenlandia costituisce
la prova del nove della irrazionalità Europea, perché dimostra che i suoi sciocchi leader continuano
a essere prostrati a dispetto del risultato elettorale, dinanzi
all’America di di Obama & co, guerrafondaia e servile nei confronti del Deep State, espressione
di spioni e generali al servizio dell’industria delle armi. Povero Vecchio
Continente!



