UNA SPIACEVOLEZZA
di Peppe Sini*
La cosiddetta “riforma della giustizia” votata dalla maggioranza
parlamentare di estrema destra ha come scopo l’indebolimento dell’autonomia e della indipendenza della magistratura, e quindi ed esplicitamente la rottura di
uno dei principi fondamentali dello stato di diritto e dell’ordinamento
democratico: il principio della separazione dei poteri che prevede che potere
legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario siano separati, poiché laddove
separati non sono quel regime si chiama dittatura. È tutto qui, senza tanti
giri di parole. Per questo confido che ogni persona ragionevole e sollecita del
pubblico bene voti No al referendum di fine marzo. La democrazia, tutti lo sanno, è una forma politica - e un’esperienza sociale -
conflittuale e complessa, quasi sempre faticosa, sovente noiosa e sicuramente
imperfetta; ma la dittatura - sotto qualunque veste si presenti, anche la più
seducente - è sempre peggio.
*Responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa
della biosfera” - Viterbo
centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it


