STATI ARMATI
di Angelo Gaccione

Costa Rica Stato senza esercito
“La somma aritmetica dei delitti commessi dagli Stati, è
numericamente ineguagliabile dalla somma dei delitti compiuti dagli individui”. Avevo 30 anni quando annotai questa
riflessione, confluita poi nella raccolta di pensieri e aforismi dal titolo Il
calamaio di Richelieu, e pubblicata nel 1983. Ma avevo imparato prestissimo,
sin dagli anni del Ginnasio, che gli Stati armati sono tutti criminali. Lo
imparai dallo studio della storia e dal dominio dei grandi imperi, e sempre mi
sono stupito che uomini di non comune intelligenza ne abbiano potuto tessere le
lodi. Lo imparai da quella che è stata la più pervicace costanza della storia:
la guerra. Per fare la guerra erano necessari gli eserciti, e per mantenere ed
equipaggiare gli eserciti erano necessarie enormi risorse economiche e
finanziarie che solo Stati e Imperi possedevano. Era la forza militare che garantiva
il potere, e chi controllava gli eserciti, il potere se lo poteva garantire e
mantenerlo. Poteva persino marciare contro l’istituto senatorio e sottometterlo
al proprio volere. Non può esistere dittatura senza apparato militare; non può
esistere tiranno senza esercito, non può esistere Stato guerrafondaio senza
esercito, non può esistere Stato imperialista senza un solido apparato di
morte.


Distruzioni di guerra
Non c’è nefandezza criminale che uno Stato non possa
compiere: ne ebbi la prova a 18 anni di età con la strage di Stato di Piazza
Fontana a Milano nel dicembre del 1969, e con quelle successive che si
verificarono nel nostro Paese. Una lunga scia di sangue innocente con attentati
e bombe a treni, stazioni, piazze piene di lavoratori, studenti, impiegati. A tramare ed uccidere apparati dello Stato, nazifascisti, uomini delle forze armate e delle
istituzioni. Poi, persino in combutta con la mafia ai danni di magistrati, e con
i servizi segreti di nazioni straniere, per il rapimento e l’uccisione di Aldo
Moro.

Avendo imparato presto la lezione, il Novecento, secolo in
cui sono nato e maturato, con tutto il suo sanguinoso corso di guerre,
invasioni, colpi di Stato in ogni dove, non ha fatto che confermarmi nella
convinzione che non esista criminale più grande e feroce dello Stato armato. Il
secondo millennio, nel primo quarto di secolo, ci ha mostrato a dismisura cosa
sono in grado di fare, in termini di distruzione e di sterminio i vari regimi
armati: si tratti di fanatici clan tribali, teocrazie religiose, dittature
militari, democrazie parlamentari, monarchie costituzionali, repubbliche
presidenziali. Come stupirsi che abbiano potuto produrre autentici criminali in
ogni parte del globo, persino nelle decantate democrazie liberali di quello che
definiamo Occidente?
Come stupirsi che i loro leader e le loro classi dirigenti facciano carta straccia delle Costituzioni e dei regolamenti internazionali che si sono dati? Netanyhau usa il suo Stato armato per compiere impunemente un genocidio, Trump usa il suo Stato armato per bombardare il Venezuela, Putin il suo Stato armato per massacrare in Ucraina, Zelensky il suo Stato armato per massacrare i russofoni. Una interminabile sequela di Stati armati e di massacri in ogni dove. L’Europa degli Stati armati della Nato si sta preparando alacremente per il prossimo prevedibile macello. E poiché l’essenza dello Stato armato è la guerra, esso non può che produrre criminali che prima o poi lo porteranno in guerra.

Ex presidente Costa Rica

Noi pacifisti non possiamo neppure pronunciare la locuzione Stato disarmato senza essere derisi, e persino il Papa viene largamente censurato se osa parlare di pace disarmata e disarmante: questa è l’epoca e questa è la cultura dominante. Non c’è che uno Stato al mondo che ha rinunciato all’esercito, cioè alla guerra, la Costa Rica. Saggiamente, dopo la guerra civile del 1948, ha deciso di apportare una modifica alla sua Costituzione l’anno successivo, abolendo l’esercito. “Il bilancio militare fu convertito e confluì nel bilancio educativo per l’istruzione”, scrivono con orgoglio. Istruzione, sanità, sviluppo umano, benessere sociale, questo paese neutrale e pacifico è un vero esempio per il mondo. È diventato anche sede dell’Università per la Pace (UPEACE) istituita dalle Nazioni Unite nel 1980, ma nessuno dei Paesi ritenuti civili lo ha imitato.



