UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

venerdì 13 dicembre 2013

MINIMA IMMORALIA

Nella rivista “Una Città” troviamo questa notizia tratta da “La Fiera Letteraria” del novembre 1948.
“La Camera italiana si compone di 443 deputati: ossia, sopra una popolazione di circa 23 milioni, un deputato per ogni 60 mila abitanti. Sono già state convalidate 438 elezioni: presto saranno decise le altre. Di questi 438 deputati, da parte di 7 dimissionari e 5 morti che, ben inteso, non contano più, 2 sono principi, 3 duchi, 29 conti, 23 marchesi, 26 baroni, 50 commendatori o gran croci, 117 cavalieri, de’ quali 3 della Legion d’onore; 135 avvocati, 25 medici, 21 ingegneri, 10 preti, fra cui Apollo (!) Sanguinettti, uno de’ più ostinati seccatori del Ministero, Ippolito Amicarelli e Flaminio Valente, sacerdoti silenziosi; 1 prelato, 4 ammiragli, 23 generali, 13 magistrati, 52 professori od ex professori o che si danno come tali, 13 colonnelli, 6 maggiori, 5 consiglieri di Stato: in realtà 69 impiegati in attività di servizio, sopra 88 ammessi dallo Statuto; un bey dell’impero Ottomano, l’onorevole Paternostro, 2 ex dittatori, 2 ex prodittatori, 19 ex ministri; 6 o 7 milionari, 5 banchieri, 8 commercianti; 25 nobili senza titolo, altri senza professione, 4 solo letterati, e Verdi, il maestro Verdi!”.

Il quale Verdi era stato pressoché obbligato da Cavour a presentarsi alle elezioni per il collegio di Busseto. Sapevamo che il Parlamento uscito dal Risorgimento aveva escluso il popolo, ma ignoravamo che lo avesse fatto a questi livelli. Va detto però che mancavano i delinquenti. O no?  
F. P.

giovedì 12 dicembre 2013

RIPARTE IL FUTURO
Firmate questo appello di don Luigi Ciotti.

AGLI ASSESSORI REGIONALI ALLA SANITÀ
E AI DIRETTORI GENERALI DEGLI STESSI ASSESSORATI:

La corruzione mette in pericolo la sanità pubblica e la vita di ciascuno di noi. I dati sono allarmanti: nel 2012 il 5,6% delle risorse investite in Europa per la sanità è andato perso in tangenti *.
Nel triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati per oltre 1 miliardo e mezzo di euro, quanto basta per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello.
La salute è l’unico diritto fondamentale esplicitamente definito dalla nostra Costituzione. Vogliamo un sistema sanitario pubblico trasparente e libero dalla corruzione. Un sistema efficace che renda conto di come spende le nostre risorse.
Quando la corruzione colpisce la salute non causa solo gravi danni economici, ma mette in crisi l’intero sistema sanitario che dal 1978 è una garanzia per tutti, senza discriminazioni.
L’illegalità ruba fondi destinati agli ospedali, all’acquisto di medicine e all’assistenza, compromette la salute nostra e dei nostri cari e può addirittura diventare una causa di morte.
Nonostante le disposizioni previste dalla legge 190/2012, ad oggi sono molto poche le Aziende sanitarie che rispettano gli obblighi di anticorruzione e trasparenza.
Chiediamo quindi ai 21 Assessori regionali alla sanità e ai 21 Direttori generali degli stessi assessorati di far rispettare da ciascuna Azienda sanitaria le prescrizioni di legge che prevedono di:
nominare il Responsabile locale anticorruzione
pubblicare online il Piano triennale anticorruzione
fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo) rendendo pubblici il cv comprensivo di tutti gli incarichi pubblici e privati ricoperti, l’atto di nomina e il compenso.
Chiediamo di conoscere chi governa gli enti pubblici e chi è chiamato a vigilare sul rispetto della normativa anticorruzione. Auspichiamo la creazione di una rete nazionale dei referenti anticorruzione e la promozione del loro rapporto coi territori. Vogliamo che i Piani anticorruzione siano consultabili online e che i cittadini possano dire la loro.
La legge richiede che questo adeguamento avvenga entro il 31 gennaio 2014.
Per la prima volta nella storia del nostro Paese sarà la società civile a monitorare attribuendo a ogni Azienda sanitaria un punteggio: via via che ognuna di esse rispetterà le richieste della petizione e le prescrizioni di legge il punteggio aumenterà. Il nostro obiettivo è che tutte le 237 Aziende sanitarie raggiungano al più presto il 100%.
Trasparenza e anticorruzione possono salvarci la vita. Firmiamo per dare inizio a un’efficace terapia che renda integro e trasparente il nostro Servizio sanitario nazionale. C’è in gioco la nostra salute.

* dati Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore Sanitario.

Ciao Angelo,
Il nostro sistema sanitario è minacciato da un grave morbo, fatto di opacità, illegalità e corruzione, che sottrae risorse preziose per la nostra salute. Purtroppo sono i dati a confermarcelo: nel solo triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati nella sanità per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Questi soldi basterebbero per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello. Troppi stanno alla finestra a guardare, dobbiamo invece ribellarci all’idea che non sia possibile cambiare. Ecco allora questa petizione molto concreta indirizzata al mondo della sanità pubblica. Per prima cosa vogliamo quindi Aziende sanitarie trasparenti, perché la trasparenza è il primo e più importante antidoto contro l'illegalità e la corruzione. C’è una legge chiara in merito, la 190/2012, ma sono ancora molte le Aziende sanitarie che non hanno applicato le norme anticorruzione. Chiediamo allora con forza agli Assessori regionali e ai Direttori generali alla Sanità di impegnarsi per far rispettare gli obblighi di legge da ciascuna delle 237 Aziende sanitarie del nostro Paese.
È dal 1978 che l’Italia si è dotata di un Servizio sanitario nazionale che ha dato a tutti, senza discriminazioni, cure e assistenza. Questo sistema ci ha resi più sani, ha protetto noi e le nostre famiglie ed è fondamentale preservarlo. Per questo ti chiedo ora di fare la tua parte. Firma anche tu e chiedi ai tuoi amici di firmare questa importante petizione. Insieme possiamo davvero fare la differenza. Grazie,
Luigi Ciotti


GIU' LE MANI DALLE EX AREE THYSSENKRUPP – ILVA
NO A SPECULAZIONI EDILIZIO-URBANISTICHE
IL COMUNE ONORI E RISPETTI LA VOLONTÀ DELLE FAMIGLIE DELLE SETTE VITTIME DELLA STRAGE DEL 6 DICEMBRE 2007 E DEGLI EX LAVORATORI TK

TORINO. In coincidenza con il Sesto Anniversario della strage del 6 dicembre del 2007, che vide perire in modo così orrendo i nostri compagni di lavoro Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario e Giuseppe, noi famigliari ed ex-Lavoratori chiediamo al Cumune di Torino, in particolare al Sindaco e al Consiglio Comunale di NON DIMENTICARE ciò che é successo in quella maledetta notte e mantenere viva la memoria della più grande ferita inferta alla città dopo i rastrellamenti e i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Città e cittadini, un’intera comunità che tanto rimasero colpiti e segnati in quei giorni di lutto e cordoglio e che in modo naturale e solidale si strinsero in un abbraccio collettivo attorno alle famiglie dei sette operai e ai lavoratori TK che in quei giorni drammatici oltre che veder perdere la vita dei loro compagni e rischiare essi stessi la vita, avevano visto attuarsi lo sciagurato piano industriale della direzione aziendale TK di chiudere senza alcun preavviso il sito produttivo di Torino. Senza che per altro il Comune (l'allora Amministrazione Chiamparino) facesse nulla per impedirlo. Per noi mantenere viva la memoria ed il ricordo dei nostri compagni di lavoro non vuol dire solo commemorarli, una volta l’anno, in un doveroso e pur importante “momento istituzionale”, attraverso la celebrazione della messa e il saluto del Sindaco e delle Autorità, come si è appena rinnovato venerdì scorso al Cimitero Monumentale. Per noi ricordare ed onorare ciò che è successo vuol dire anche e soprattutto far diventare “Patrimonio Collettivo” il fatto che nella nostra città culla del lavoro, in particolare dell’industria e nel segno della tradizione e della storia operaia, non accadano più stragi sul lavoro e siano riattualizzati valori come la dignità del lavoro ed il rispetto della salute e della vita dei lavoratori, ma anche dei cittadini che vivono nei pressi degli insediamenti produttivi rimasti in Città, proprio come ha ricordato nel suo ultimo discorso il Sindaco Fassino. Una città che in più di un secolo è radicalmente cambiata e si è trasformata, pur tra enormi sacrifici e notevoli travagli socio-economici, e dopo alcuni decenni è passata dall'essere universalmente riconosciuta come la Città dell’Auto, simbolo del lavoro operaio e manifatturiero all'odierna “Moderna Città dei Servizi e del Turismo Europeo”: in sintesi la Torino Olimpica e degli eventi mediatici, che in questo scenario si è trasformata anche sul piano urbanistico con massicci interventi di riqualificazione attraverso il cambio di destinazioni d’uso di enormi ex-aree industriali. Milioni di metri quadri spesso “donati” ai privati, che vi hanno speculato costruendoci residenze private e supermercati, con rivalutazioni fondiarie rilevanti e perdita, per la Città, di importanti Aree che sarebbero dovute essere trasformate e destinate ad un miglior utilizzo per tutta la comunità con finalità sociali.
Come Ass. Legami d’Acciaio e come ex lavoratori e quindi semplici cittadini torinesi invitiamo il Sindaco, l’Assessore all'Urbanistica e tutto il Consiglio Comunale affinché la variante urbanistica (ex 221), che prevede un cambio di destinazione urbanistica diverso dai fini industriali-produttivi previsti, venga discussa con le modalità e l’iter più corretto ed idoneo della variante strutturale e non come si sta tentando di fare, cioè velocizzando inspiegabilmente la discussione prima in Commissione e poi in Consiglio con una “variante semplice” che non terrebbe in debita considerazione la complessità, i numeri ingenti in ballo (metri quadri, SLP, ecc...) ma soprattutto le doverose bonifiche (che dovrebbero essere poste a carico della ThyssenKrupp e non del Comune; e quindi gravare su noi cittadini) e le relative criticità ambientali. Area che è stata investita per circa 60 anni da attività industriali siderurgiche molto inquinanti, con il loro relativo impatto protrattosi per decenni anche a livello infrastrutturale, con cunicoli e/o gallerie sotto la superficie dei capannoni. Inoltre non bisogna sottovalutare l’altissimo rischio di esondabilità presente in tutta l’area a valle del Parco della Pellerina, come dimostrato nei fatti con l’alluvione dell’ottobre del 2000, che vide i nostri reparti di lavoro completamente invasi e gravemente danneggiati dalle acque della Dora Riparia. Quindi chiediamo all’Amministrazione Comunale e a chi ne ricopre le responsabilità di soprassedere e valutare bene il destino di quelle Aree, di tenere bene in conto degli elementi di discussione accennati sui rischi e sulle ricadute ambientali (prima di cospargerci il capo di cenere o inutili recriminazioni su danni a cose o a persone che sarebbero a rischio alluvione), di considerare per le stesse cose dette e delle promesse fatte negli anni da questa e dalla precedente Amministrazione. Per noi questo vorrebbe dire veramente Ricordo e Memoria per ciò che è successo, e non solo commemorare la data del 6 dicembre, un rito collettivo che appare anche solo in parte routine e retorica con cui lavarsi la coscienza. Il solo ricordo non aiuterà a migliorare la città e la vita quotidiana dei suoi cittadini. Legami d’Acciaio non ha la presunzione né proposte specifiche da avanzare per la riqualificazione dell’Area, certamente non nel merito tecnico. Questo non compete a noi. L’unica cosa di cui siamo certi è che l’area così com’è non può restare, va restituita alla Città con un riutilizzo in termini di superfici a maggioranza con finalità pubbliche e siamo altrettanto convinti che sull’area non debbano esserci “svendite”, come già successo, a privati o amici degli amici che le usino a fini speculativi. Se non sono state vendute in sordina nel frattempo le ex aree ci risultano appartenere alla Fintecna o meglio l’immobiliare CimiMontubi S.p.A., almeno per le aree ex-ILVA. Legami d’Acciaio esorta l’Amministrazione, il Sindaco, il Consiglio a confrontarsi con la cittadinanza, i comitati di cittadini nati o esistenti da anni in quelle Aree, che si stanno impegnando a valorizzare anche con progetti e proposte per il riutilizzo dei milioni di metri quadri di questo pezzo importante di accesso alla città (varco Ovest). Ragionare tutti insieme, anche con noi famigliari ed ex-lavoratori, non solo per salvaguardare la memoria un pezzo di Storia della città, di ciò che era, ma soprattutto per ciò che riguarda il proprio futuro di moderna città solidale e sostenibile e del volto che Torino dovrà per forza di cose ricostruirsi, dopo la pesantissima fase di dismissione e delocalizzazione industriale di numerosi siti produttivi dovuti alla crisi degli ultimi anni.
Torino potrà superare questa crisi solo se verrà rilanciato il LAVORO: per esempio realizzando i lavori di bonifica dell'ex area Thyssen assumendo tra i numerosi cassintegrati e disoccupati. Tra questi pure alcuni ex lavoratori ThyssenKrupp a cui Fassino ha promesso un lavoro, mai giunto. Francamente sia questa che la passata Amministrazione hanno usato molto la vicenda a fini mediatici ma poi in concretamente non hanno fatto niente di niente sia sul versante del miglioramento della sicurezza e della salubrità dei luoghi di lavoro, sia per quanto riguarda l'occupazione (ai minimi storici e peggio che nel resto d'Italia). L'ex Sindaco Chiamparino è stato premiato per la sua politica “rivolta ai cittadini” con la nomina ai vertici della Fondazione San Paolo. Piero Fassino invece preferisce investire sulla militarizzazione della Val Susa e l'inutile progetto T.A.V. (Treno a vapore), la svendita ai privati delle ex società municipalizzate, il taglio dei servizi (taglio ai percorsi G.T.T., ridimensionamento del servizio e del numero degli asili, peggioramento delle condizioni di studio, nessuna manutenzione agli edifici scolastici), appaltare scale mobili e ascensori per le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa proprio a quei criminali della ThyssenKrupp. Proprio una bella mossa che rivela grande sensibilità da parte dell'Amministrazione! Ecco come si è concesso di recuperare gli oltre 36 milioni di euro che Thyssen ha dovuto risarcire a tutte le Parti Civili. Alla fine dopo la strage la ThyssenKrupp ci ha pure guadagnato: 7 morti, nessuno in galera, nessun colpevole, nessuna bonifica, introiti dalla cessione dell'area e anche proventi per i lavori nelle due stazioni ferroviarie torinesi. Il Comune di Torino: una manna per i padroni!?
Sindaco Fassino: possibile che non si rende conto che Torino sta morendo? E neanche tanto lentamente. Forse lei è troppo impegnato a seguire le questioni che riguardano il suo Partito ma la nella città in cui vivono 890 mila persone e che Lei amministra chiudono i negozi, nei mercati i banchi scompaiono, la Metro è pressoché deserta, i giovani non trovano lavoro, sempre più persone chiedono aiuto per arrivare a fine mese, la gente ruba per fame, gli spazi di aggregazione sono messi in discussione, sempre più tasse e meno servizi offerti ai cittadini. Ci manca solo uno scempio urbanistico di fronte al più grande e bel parco di Torino e siamo apposto! Ma noi siamo sempre ottimisti e propositivi. Ecco alcune misure che può attuare fin da subito: mantenere la promessa fatta agli ex lavoratori ThyssenKrupp di un posto di lavoro sicuro e dignitoso; abbandonare il folle progetto TAV e destinare i soldi a cose più utili; potenziare il trasporto pubblico anche nelle ore notturne; aprire musei e mostre oltre gli orari attuali, ristrutturare le scuole che cadono a pezzi (le suggerisce niente il nome di Vito Scafidi?) e tante altre cose ancora. In ultimo, caro Sindaco, la finisca di trincerarsi dietro questa puerile scusa che mancano i soldi per fare le cose. Nessuno la accuserà di infrangere il Patto di stabilità se userà l'influenza, l'autorevolezza e i mezzi di cui dispone per realizzare anche solo metà della metà delle cose che abbiamo proposto! Noi non vogliamo far crescere i nostri bambini in una città dove ci capita sempre più spesso di vedere anziani (e non) rovistare nei cassonetti della spazzatura! Non ci meritiamo questo e non vogliamo che la Città prima capitale d'Italia, culla del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Medaglia d'Oro della Resistenza (Lei lo sa bene, suo padre era un Partigiano) e del Movimento Operaio diventi una città vuota, sterile, indifferente e cinica proprio come chi fa profitti sulle spalle dei lavoratori. Altrimenti non si stupisca dei fischi e delle contestazioni che accompagnano sempre più spesso le sue (sempre minori, a dire il vero...) apparizioni pubbliche.
Sempre pronti a discutere e confrontarsi.
Familiari ed ex Lavoratori
ThyssenKrupp Torino






mercoledì 11 dicembre 2013


PAGINAUNO

Considero “Paginauno” fra le più lucide e interessanti
riviste italiane. La potete trovare nelle librerie o richiederla
direttamente alla Redazione: Paginauno McNelly
via A. Villa n. 44    20854 Vedano al Lambro (MB)

È uscito il numero 35 della rivista
mesi dicembre-gennaio
(anno VII). www.rivistapaginauno.it

In questo numero:
Deontologia giudiziaria e legittimità del Terzo potere: il ruolo politico della magistratura, le nove massime di Ferrajoli e il processo Brega Massone. Il mercato neoliberista della guerra: inchiesta sulle spese militari e sulle ‘missioni di pace’ del Capitale. La produzione culturale ai tempi del capitalismo: Industria Editoriale e Case Editrici, l’analisi mancante nel dibattito Bajani/Ferracuti. L’estrema destra e il confuso antifascismo del Pd: il Festival Boreal, quando essere di sinistra significa essere solo democratici. Razzismo e discriminazione: l’aspetto giuridico e quello culturale, nella società dei consumi. La nouvelle droite: il Mouvement Identitaire francese, dal gramscismo di destra a Terre et peuple. E ancora: Questione donna, lo spazio del divenire; habitus, tra linguaggio comune, cultura e filosofia; la rivista satirica Cane Caldo e l’intervista a Gianfranco Manfredi; critica musicale, recensioni di romanzi e saggi, arte con le opere di Annalisa Mitrano e la copertina di Peppo Bianchessi. E tanto altro...


SOMMARIO

RESTITUZIONE PROSPETTICA
Troppi libri: le illusioni perdute
di Walter G. Pozzi

POLEMOS
Nessun giudice a Berlino
La deontologia giudiziaria e il processo Brega Massone
di Giovanna Cracco

Destra/sinistra: il confuso antifascismo del Pd
di Domenico Corrado

Divenire donna oggi: una creazione
di Alberto Simonetti

INCHIESTA
Spese militari: il primato della violenza nel mercato neoliberista della guerra
di Davide Corbetta

(DIS)ORIENTAMENTI
Il Mouvement Identitaire francese: dal gramscismo di destra a Terre et peuple
di Matteo Luca Andriola

DURA LEX...
Razzismo contro-evolutivo
di Giovanna Baer

PER LA CRONACA
Il Divo: la misteriosa storia d’impunità di Giulio Andreotti
di M.L.A.

FILO-LOGICO
Habitus
di Felice Bonalumi

INTERVISTA
Gianfranco Manfredi. Hot Dog a Macondo
La breve stagione della rivista satirica Cane Caldo
di Giuseppe Ciarallo

 SOTTO I RI(F)LETTORI
Lucciole in pieno inverno
Recensione di Una famiglia americana, Joyce Carol Oates
di Sabrina Campolongo

IN LIBRERIA narrativa
Il ritorno, Dulce Maria Cardoso (R. Brioschi)
Con i piedi nell’acqua, Cecco Bellosi (I. Adami)
Ballando a notte fonda, Andre Dubus (V. Sartorio)

IN LIBRERIA saggistica
Intervista a Playboy, Marshall McLuhan (C. Pezzuto)
La democrazia giudiziaria, Carlo Guarneri e Patrizia Pederzoli (G. Cracco)
L’era dello schermo, Vanni Codeluppi (G. Cracco)

LE INSOLITE NOTE
Lou Reed, New York
di Augusto Q. Bruni

ZONA FRANCA
Cosmopolis, David Cronenberg
Oltre il giardino, Hal Ashby
Oldboy, Park Chan-wook
di Andrea Cocci


Trovi la rivista in libreria oppure puoi ordinarla online in formato cartaceo o PDF. Sul sito puoi leggere gli articoli dei numeri precedenti oltre ai contenuti aggiornati costantemente.
Notizia diffusa dal Gruppo Consiliare M5S Milano
 a gdl-acqua-m5s-., Energia, Attivazione, Amianto, Bilancio, Eugenio, Ettore

 Ciao a tutti,
domani 12 dicembre a Milano un importante un convegno di Federutility.
Chi può, sarebbe interessante partecipare per capire questi dove vogliono andare in merito alla gestione dell'acqua e dei servizi di pubblica utilità.
Ovviamente, c'è da aspettarsi di tutto: aumento delle tariffe, privatizzazioni, ecc.
Ecco il link.

http://www.federutility.it/news_sing.aspx?IDDOC=bbcecf0f-3682-4276-97f6-cfd47a3639e4

https://groups.google.com/groups/opt_out
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