UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

giovedì 11 giugno 2026

DRAGHI E PALADINI
di Chicca Morone


La firma dell'Armistizio

Sono passati 34 anni da quel 2 giugno 1992. Troppi anni da un vero e proprio tradimento della Repubblica italiana pur sempre confezionata dagli angloamericani a Cassibile l’8 settembre 1943: l’immagine del generale Castellano che cede la sovranità del nostro Paese agli alleati - pur non avendone il diritto - è qualcosa che fa male, ma non quanto il Britannia che salpa dal porto di Civitavecchia. La firma a Cassibile veniva dopo il colpo di stato ordinato dal re Vittorio Emanuele III con l’arresto del presidente del Consiglio, Benito Mussolini il 25 luglio del 1943: il primo di una lunga serie di colpi di Stato. L’episodio del Britannia è una delle logiche conseguenze di quella firma. “Britannia” significa tradimento non solo contro la festa della Repubblica, ma tradimento contro gli italiani tutti, perché i rappresentanti della classe politica e industriale italiana hanno consegnato i gioielli della nostra industria pubblica alle banche angloamericane, cioè nelle ben note mani di usurai e affaristi spietati. Gran cerimoniere della svendita, Mario Draghi, per nulla turbato di svalutare le partecipazioni statali italiane in modo che banche come JP Morgan e Goldman Sachs, fossero particolarmente soddisfatte: per i molti che quella notte si trovavano a bordo della nave fu un vero e proprio trampolino di lancio. Draghi disse in tale occasione che si “stava per passare dalle parole ai fatti 



Ce ne siamo accorti, perché il progetto datava sicuramente molti anni precedenti. Forse non è sbagliato fare riferimento al Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei, una sorta di cenacolo di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea, da cui poterono emergere le linee guida per radicali cambiamenti nel nostro paese. Da quarta potenza economica e industriale mondiale negli anni Ottanta, prima della nascita dell’Europa di Maastricht, a oggi il panorama è desolante. Prodromi di una visione globalista, iniziarono a emergere leggi e normative volte a snaturare l’Italia attraverso una destrutturazione non solo economica e finanziaria ma soprattutto con una apatia spirituale senza i precedenti riferimenti della civiltà cristiana su cui si sono rette la cultura e le radici di questo Paese per quasi due millenni. Il vaticinio di Leone XIII si stava avverando. 



Il passaggio era stato deciso già allora da una paziente strategia tesa a scardinare dall’interno il nostro stato, ma personaggi come Andreotti, Craxi, Moro e altri che si erano formati alla scuola di Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi e loro stessi padri costituenti potevano essere solo un intralcio ai progetti dell’anglosfera. Come falciare una simile compagine di politici non disposti ad obbedire ciecamente agli ordini dell’oltreoceano? Mani Pulite è stato il coniglio estratto dal cappello... Con la conseguente Seconda Repubblica abbiamo avuto l’azzeramento completo della nostra sovranità territoriale e giuridica perché i politici emersi hanno fatto e stanno facendo di tutto, tranne che tutelare gli interessi dei cittadini. 



D’altra parte Beppe Grillo non si trovava forse sul Britannia quel famoso 2 giugno 1992? Non è nell’Ambasciata americana a Roma che il comico ha festeggiato il successo del partito pentastellato? Vanno di moda i comici quando la regia ha colori oscuri...
Siamo nelle mani di personaggi senza scrupoli che non guardano in faccia a nessuno per il proprio tornaconto e non si vergognano, raccontando frottole senza senso. Ascoltare il discorso di Mario Draghi da poco insignito del premio Carlo Magno ad Aquisgrana fa venire i brividi. D’altra parte la coerenza non è la sua qualità principale: allievo dell’economista Federico Caffè (sparito in circostanze misteriose nell’aprile 1987) aveva discusso la tesi di laurea venendo alla conclusione che non vi fossero le condizioni per una moneta unica europea, definendola una “sciocchezza” dal punto di vista economico. Poi, però ne è diventato uno dei più maggiori fautori: forse l’imprimatur del nome “Euro”, il venticello che spira saltuariamente all’aurora, ha portato nella sua mente idee innovative... oppure è stato altro!



Il Premio Carlo Magno, un premio che ben lo accomuna agli ultimi tre colleghi: nel 2023 a Volodymyr Zelens’kyj, ex-attore comico e presidente dell’Ucraina dal 2019; nel 2024 a Pinchas Goldschmidt, Rabbino Capo, Presidente della Conferenza dei Rabbini d’Europa (CER) e le comunità ebraiche in Europa; nel 2025 a Ursula von der Leyen, nata Albrecht, politica tedesca, membro della CDU e presidente della Commissione europea dal 2019. Contrariamente ai suddetti colleghi, che hanno studiato il Talmud, Mario Draghi è cresciuto con un’educazione gesuita e forte devozione a Sant’Ignazio di Loyola: forse è proprio l’impronta pragmatica di combattente di questo Maestro ad avergli fatto sottolineare l’importanza di creare al più presto una difesa comune integrata e un mercato unico davvero forte, a suo avviso per una reale necessità di sopravvivenza. D’altra parte non può sfuggire il parallelo con la Chanson de Roland in cui Carlo Magno viene preso dall’angoscia di un sogno profetico in cui il nipote Orlando muore a Roncisvalle, così come al suo mandato da Presidente del Consiglio non ha fatto seguito la Presidenza della Repubblica. 



Ma nell’ultimo capitolo del poema medievale, ahimè, compare l’arcangelo Gabriele e ordina all’imperatore, ormai vecchio e stanco, di mobilitare le sue armate per difendere le terre cristiane... l’idea della mobilitazione - non più nascosta - di un esercito per difenderci da un nemico che ha dimostrato in mille modi di non essere interessato a rispondere alle continue provocazioni, è veramente insopportabile. Non sarebbe ora che l’Italia, al di là dei suoi governanti (marionette di burattinai stranieri) si dichiarasse neutrale e non partecipasse davvero a questa giostra demenziale portatrice di morte e dolore ovunque? Una proposta di legge di iniziativa popolare è stata lanciata da Marco Rizzo e Francesco Toscano per modificare l’articolo 11 della Costituzione e sancire la neutralità permanente dell’Italia. Potremmo così uscire dalle logiche NATO, ridurre le spese militari, riaprire il commercio energetico con la Russia e negoziare liberamente con Cina e India.

A GENOVA LA POESIA CIVILE
di Angelo Gaccione



Si apre a Genova la trentaduesima edizione del Festival Internazionale della Poesia.


Genova non è solamente una bella città, per molti aspetti è anche unica, come lo è Napoli per i suoi vicoli e come lo è lei per i suoi caruggi. Unica come Napoli è la sua atmosfera, e se non è stata celebrata e cantata a dismisura come Napoli, “La Superba” è stata pur sempre immortalata dai versi di poeti come Eugenio Montale, Dino Campana, Giorgio Caproni, Camillo Sbarbaro, per rimanere al solo Novecento. I musicisti non sono stati da meno: le strofe di Paolo Conte e le ballate di Fabrizio De André ce le abbiamo tutti negli orecchi. Come le interpretazioni di Bruno Lauzi. Ma sarebbe imperdonabile se non ricordassimo il poeta Nicola Ghiglione e quelli a noi più vicini, ed io ci aggiungerei un poeta calabrese scomparso da un po’ di anni e che vi ha a lungo vissuto, Raffaele Talarico che gli ha dedicato una sezione intera “Luci di Liguria”, della sua raccolta Frammenti di vento, ben 49 testi di questo libro! Genova ha un ottimo rapporto con i poeti e il Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” ne è la prova. Giunto alla 32a edizione, apre oggi 11 giugno il suo fitto calendario e si concluderà domenica 21; gli incontri si svolgeranno negli spazi più prestigiosi della città. Martedì 16 ci confronteremo sulla poesia civile, tema suggerito dalla poetessa Donatella Bisutti che coordinerà gli interventi, presso la Biblioteca Universitaria di via Balbi 41. Introdurrà Eros Barone. Saremo 9 autori: oltre a me, Caserza, Langella, Macciò, Nocerino, Panetta, Sella, Sica, Vaccaro. Tema forte quello della poesia civile. Come ha scritto Camus: “Per agire l’uomo deve parlare”, mentre Marx ci esorta a vivere come si pensa, per evitare di pensare come si vive. Ne discende che se vogliamo un mondo migliore dobbiamo pensare e agire di conseguenza, altrimenti diamo ragione ad un mio aforisma che così recita: “Pretendono un mondo migliore, ma non muovono un dito perché lo diventi”. Risponderemo alla seguente domanda: La poesia civile può avere oggi un impatto sulla società? Io sono convinto di sì. Per la sua particolarità e per la sua sinteticità, essa è molto più efficace di tante altre forme espressive. Al poeta bastano pochi versi per arrivare al cuore delle cose: che sia il genocidio di Gaza, le guerre, o qualunque altro fatto umano che ci riguardi.   

FOGGIA SI MOBILITA  



Liberare Dina Alberizia e Domenico Centrone del Global Sumud Land Convoy.
 
Oggi 11 giugno alle ore 17:30, si terrà un presidio nei pressi della Prefettura di Foggia (sul marciapiede dell’Accademia di Belle Arti, all’angolo con via Schiraldi) per chiedere con forza l’immediata liberazione di Dina Alberizia, originaria di Foggia, residente in Piemonte e membro del Coordinamento provinciale Capitanata per la pace. Insieme a lei, si chiede il rilascio del molfettese Domenico Centrone e degli altri otto componenti del Global Sumud Land Convoy, bloccati in Libia dallo scorso 24 maggio.



I dieci volontari sono stati fermati nella Libia orientale mentre tentavano di negoziare il passaggio del convoglio, diretto via terra a Gaza per portare aiuti alla popolazione civile. Nelle ultime ore è giunta la notizia del secondo prolungamento della loro detenzione - una misura considerata totalmente ingiustificata dai promotori della mobilitazione - da parte delle autorità libiche. Il caso ha assunto una rilevanza nazionale. Questa sera, mercoledì 10 giugno alle ore 19:00, si terrà una conferenza nella sala stampa della Camera dei Deputati. “Siamo qui per chiedere la libeazione immediata di Centrone e Alberizia e di tutti gli attivisti internazionali”, ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla.
Il Consiglio regionale della Puglia ha già approvato all’unanimità, in data 9 giugno, una mozione che esprime preoccupazione per la sorte dei due attivisti e impegna il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo italiano perché promuova ogni azione utile a garantire il loro rapido ritorno a casa.
Al presidio di domani a Foggia sarà presente anche il fratello di Dina, Giuseppe Alberizia, che ha lanciato un appello accorato: “Dobbiamo essere uniti per riportarli a casa”. L’iniziativa testimonia la determinazione della famiglia e della comunità nel chiedere alle istituzioni italiane un intervento diplomatico più forte e deciso. Gli organizzatori hanno già formalizzato la richiesta di essere ricevuti dal Prefetto di Foggia durante la manifestazione.



L’iniziativa si inserisce nel solco dei precedenti presidi già tenutesi a Foggia e a Molfetta, unendo idealmente le due comunità in un unico abbraccio di solidarietà per Dina e Domenico e per affermare che le missioni umanitarie non devono essere ostacolate.
La cittadinanza, le associazioni e gli organi di informazione sono invitati a partecipare numerosi per rompere il silenzio e chiedere a gran voce la libertà per gli attivisti di pace, che ne sono privati da ormai 18 giorni.

 

CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA



Mozione

Premesso che:
1) Il 24 maggio 2026 dieci attivisti della spedizione di terra della Global Sumud Flotilla sono stati catturati nei pressi di Sirte, in Libia, e da allora sono trattenuti nelle carceri di Bengasi;
2) Nel gruppo dei predetti attivisti ci sono anche due italiani di origini pugliesi, Domenico Centrone, detto Nico, di Molfetta, e Leonarda Alberizia, detta Dina, originaria di Foggia e residente a Torino;
3) La spedizione di terra della Flotilla, di cui Nico e Dina facevano parte, era composta da circa 200 persone provenienti da ogni parte del mondo, e aveva come obiettivo quello di raggiungere la Striscia di Gaza, passando dal varco di Rafah, in Egitto, per portare aiuti umanitari destinati alla popolazione civile palestinese;
4) Ad oggi restano ancora limitate e incerte le informazioni disponibili sulle contestazioni effettivamente mosse agli attivisti fermati e sui tempi della loro liberazione, nonostante la situazione sia costantemente seguita dal Governo italiano;
5) In un comunicato stampa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del 2 giugno 2026, si legge che “i due connazionali partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono apparsi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Il Console generale a Bengasi ha presentato una richiesta formale di visita consolare ai due italiani. La Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e il Consolato generale a Bengasi continuano a seguire la vicenda in raccordo con le autorità locali al fine di consentire il rientro in Italia dei connazionali il prima possibile. Le famiglie dei connazionali sono informate dello stato della detenzione e dei passi diplomatici effettuati per la tutela dei due familiari”;
6) Da quanto si apprende, gli attivisti fermati compariranno nuovamente dinnanzi al Tribunale libico martedì 9 giugno;
7) Come confermato da numerose agenzie di stampa, nei giorni scorsi, Nico Centrone e alcuni degli altri attivisti fermati hanno intrapreso uno sciopero della fame e della sete per protestare contro la loro detenzione illegittima;
8) Nelle scorse ore i genitori di Nico Centrone sono comparsi in TV per diffondere un drammatico appello a tutte le autorità italiane affinché tutti gli attivisti bloccati vengano presto rilasciati; Consiglio Regionale della Puglia Tutto ciò premesso, il Consiglio Regionale della Puglia, nell’esprimere la massima solidarietà agli attivisti bloccati e alle loro famiglie,



Impegna il Presidente della Regione Puglia, per quanto di sua competenza:
ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché venga profuso ogni sforzo diplomatico, in ogni sede competente, volto alla liberazione di tutti gli attivisti ingiustamente trattenuti, in modo da consentire il loro rientro in Patria, presso le rispettive famiglie, nel più breve tempo possibile.
I Consiglieri proponenti 

A CASSANO D’ADDA PER GRAMSCI




A TRIESTE CONTRO GLI OGM



Il 17 giugno il parlamento europeo dovrebbe pronunciarsi sulla deregolamentazione dei nuovi Ogm - denominati Tea - sponsorizzati dalla commissione di Ursula von de Leyen. L'obbiettivo degli eurocrati non è solo quello di introdurre cibo geneticamente modificato nella nostra alimentazione, ma negarne addirittura l'obbligo di indicazione in etichetta.
Qui sotto si trova il collegamento di rete per scrivere agli europarlamentari in vista del voto del 17 giugno. https://www.blacked-out-ingredients.eu/it/take-action/
 Martedì 16 giugno alle 17.30 saremo in Largo Barriera per un presidio contro i nuovi Ogm.
Giù le mani dal nostro cibo, no alla privatizzazione del vivente, fermiamo i nuovi Ogm.  
Coordinamento No Green Pass e Oltre

A NOVATE MILANESE
Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio.



  

mercoledì 10 giugno 2026

LA “LETTERA DI PACE” DI ZELENSKY
di Massimo Mazzucco
 


La diplomazia dei dilettanti.
 
Chiudete per un attimo gli occhi, e immaginate di essere Volodymir Zelensky: siete stufi della guerra che massacra il vostro popolo da 4 anni, avete capito che Putin non si ritirerà mai dal territorio acquisito, e decidete che è giunto il momento di arrivare ad un trattato di pace, per iniziare a ricostruire la vostra nazione. Prendete carta e penna e scrivete a Putin, affinché vi possiate incontrare. Come impostate questa lettera? Qualunque persona sensata inizierebbe con un tono conciliante, e direbbe qualcosa del tipo “Caro Vlad, fino ad oggi ce le siamo date di santa ragione, ma mi sembra giunto il momento di mettere fine alle sofferenze dei nostri popoli. In fondo, i nostri popoli sono sempre stati fratelli. Mettiamoci alle spalle tutto quello che è successo, incontriamoci da qualche parte e vediamo di trovare una soluzione che sia onorevole per tutti”. Così scrivereste, no? Invece Zelensky scrive:
 
Quando più di 26 anni fa avete preso il comando della Russia, molti in Ucraina avevano un atteggiamento positivo nei vostri confronti. Ma questo ormai appartiene al passato”.
 
Quindi, nella sostanza gli stai dicendo: Guarda che qui ti odiano tutti.
 
Oggi la stragrande maggioranza degli ucraini vede con favore il fatto che i nostri droni a lungo raggio abbiano visitato l’inaugurazione del vostro forum a San Pietroburgo, superando una distanza di oltre 1.000 chilometri. Come sapete bene, questa distanza non è il limite delle nostre capacità”.
 
Quindi, nella sostanza gli stai dicendo: Siamo felici di colpire bersagli in Russia, e possiamo farlo quando ci pare.


Qualunque cosa diciate sulla NATO, sulla geopolitica e sulla lingua russa, questa guerra è una vostra scelta personale: una guerra senza una vera ragione. È così che la storia la ricorderà”.
 
Quindi gli stai dicendo: Hai fatto la guerra senza motivo, e passerai alla storia come un criminale senza giustificazioni.
 
Ai russi non piacciono i nostri droni e i nostri missili. Non gli piace la carenza di benzina e il costante aumento dei prezzi. Non gli piace la vostra intenzione di organizzare una seconda ondata di mobilitazione. Non gli piace il fatto che non si veda la fine della vostra guerra. Non avrete abbastanza denaro né potere politico per continuare a comprare la fedeltà dei russi, come avete fatto per 26 anni. Faremo tutto il possibile affinché il mondo si occupi del problema”.
 
Quindi: Il tuo popolo è contro di te. Sei un sovrano illegittimo, verrai rovesciato dalle forze dell’occidente.
 


Conta anche che voi, regolarmente ogni pochi mesi, rinviate le scadenze per la conquista delle nostre regioni, in primo luogo quella di Donetsk. Non la conquisterete nemmeno quest’anno
 
Quindi: Militarmente siete delle pippe.
 
Abbiamo portato la guerra sul vostro territorio e non sareste riusciti a farcela senza l’aiuto della Corea del Nord. Siete il primo sovrano russo costretto a rivolgersi a Pyongyang per chiedere aiuto”.
 
Siete talmente delle pippe che avete addirittura bisogno dei coreani.



Dopo 26 anni, la vecchiaia ha iniziato a farsi sentire. Più andate avanti, più grande sarà la vostra stanchezza”.
 
Sei un vecchio bollito che perde colpi ogni giorno.
 
Ieri ho ricevuto un rapporto sulle perdite del vostro esercito sul fronte in Ucraina nel mese di maggio. Ancora una volta si tratta di oltre 30.000 russi tra morti e feriti gravi. Sappiamo che il 63% delle vostre perdite sul fronte sono morti e solo il 37% feriti. Nel XXI secolo gli eserciti non possono permettersi un tale bilancio. In futuro la quota di morti aumenterà. E anche se il livello delle perdite ucraine è di uno a cinque o uno a sei rispetto a quelle russe, questo conta comunque molto”.
 
Praticamente: Arrenditi, perché vi stiamo facendo un culo come una capanna.
 
 

Ragazzi, questa non è una lettera di uno che vuole la pace. Questa è una provocazione bella e buona. Una provocazione intesa chiaramente ad irritare il leader russo e a fargli rispondere di no, in modo da poter poi piagnucolare davanti al mondo e dire “lo avete visto, è lui che non vuole la pace!”. Tanto più che Zelensky ha reso la lettera pubblica, mentre poteva tranquillamente scrivergli in privato. Quindi è chiaro che il suo intento fosse quello di irritarlo, rendendo pubbliche le sue offese. (Se lo avesse offeso in privato, Putin avrebbe fatto al massimo un sorrisino di sufficienza. Avendolo invece offeso pubblicamente, lo ha obbligato a reagire pubblicamente). Ora io mi domando: è possibile che non esista un solo giornalista in Italia che abbia capito questo giochino? Sarebbe bastato leggere la lettera per capire queste cose. Quindi, tutti i giornalisti che hanno scritto “Zelensky offre la pace, Putin la rifiuta”, o la lettera non l’hanno letta, oppure sono tutti delle squallide prostitute che hanno fatto finta di non capire, pur di mandare avanti la becera propaganda occidentale. Tertium, temo, non datur. 

TRAFFICANTI DI ARMI A TRIESTE E MONFALCONE



Conferenza stampa di presentazione della Lettera Aperta al Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste e Monfalcone.  
L’11 giugno alle 10.30 in Piazza Unità, il Comitato No Imec terrà una conferenza stampa in Piazza Unità a Trieste, per presentare una lettera aperta rivolta al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale, Dottor Marco Consalvo, in merito al traffico di armi nei porti di Trieste e Monfalcone, all’integrazione di quest’ultimi nelle strategie di Stati Uniti, dell’Ue e di Israele e del Corridoio Imec. Presenteremo la lettera davanti al palazzo della Regione in Piazza Unità, dove, in contemporanea, si svolgerà la tavola rotonda “Piano del Mare: dialogo tra blue economy, innovazione e IMEC”, nell’ambito del simposio Geo Adriatico, con la partecipazione dello stesso Consalvo. L’ennesimo convegno di propaganda politica sull’Imec che andremo proprio a smontare con la lettera aperta.
Comitato No Imec (a cui aderisce il Coordinamento No Green Pass e Oltre)
comitatonoimec@yahoo.com

BARI CONTRO ARMI E GUERRA
Presentazione pubblica della petizione “No Armi” 



Lunedì 15 giugno ore 17,30 nella Sala dell’ex Tesoreria (Palazzo di Città, Corso Vittorio Emanuele). Abbiamo invitato a discuterne i parlamentari pugliesi. Intervengono esponenti di comitati, gruppi e associazioni pacifiste in Puglia. Questo del 15 giugno può essere un appuntamento utile per confrontarsi senza ambiguità con le posizioni dei partiti politici presenti in parlamento (e quindi con qualche potere di cambiare il corso delle cose) sul coinvolgimento italiano nella guerra. Si può firmare la petizione ai gazebo (Bari, martedì e giovedì, ore 17,30 - 20.30 in Via Sparano angolo via Dante; mercoledì ore 9.30-12.30 ingresso centrale del Policlinico, piazza G. Cesare), oppure online sul sito www.art11.it, dove si trovano anche materiali e articoli utili per il movimento contro la guerra. 

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