UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

lunedì 30 marzo 2026

PER IL PARCO DEL PORO
di Francesco Pugliese




Petizione popolare alla Regione Calabria Per l’istituzione del Parco naturale dei valloni del Poro tra Capo Vaticano, Tropea e Vibo Valentia.


Link per firmare
https://www.ioscelgo.org/petizioni/un-parco-naturale-sul-poro-vv-per-vivere-meglio/

È da tempo che sono impegnato per la tutela e la valorizzazione di territorio e ambiente di uno spettacolare angolo di Calabria, mia terra d’origine che porto nel cuore e nella mente, senza retorica, da cui sono partito oltre 40 anni fa per il cammino della vita. L’ultima iniziativa avviata è una Petizione per proporre alla Regione la costituzione di un Parco e ai cittadini di impegnarsi in questa direzione. Sostenere la Petizione è una prospettiva di impegno; significa anche schierarsi e chiedere una politica diversa, non chiacchiere e clientelismo ma valorizzazione delle risorse locali per un futuro vivibile qui, senza dover emigrare. Significa chiedere alla politica impegno vero per il diritto alla salute che comincia proprio dalla tutela della natura non dal suo avvelenamento con discariche e spazzatura ovunque. È urgente e vitale per tutti fare la propria parte per curare la natura proprio dove si vive e si può, e per cambiare modelli di sviluppo che massacrano la Terra, le relazioni umane e le esistenze e sono alla base della crisi ecologica che mette in pericolo lo stesso Pianeta.
Occorre fare dell’ambiente una priorità anche nella nostra zona e operare di conseguenza magari imparando da tante bellissime esperienze attive in tutta Italia. L’ambiente è la nostra principale risorsa. La proposta mira a sollecitare e proporre un percorso nuovo, una strada nuova perché altrimenti qui si parlerà sempre e solo di sottosviluppo, emigrazione, malasanità, mafia, degrado, clientelismo. Abbiamo una miniera d’oro, spetta a noi saperla valorizzare. Dobbiamo cambiare mentalità, dobbiamo amministrare pensando al bene pubblico, con idee e progetti nuovi.



Occasione storica e sfida per la politica
Il Parco può essere un’occasione storica per paesi massacrati dall’emigrazione e dalla marginalità, un’occasione di sviluppo e di crescita di qualità, nei fatti e non a chiacchiere. Una sfida per le popolazioni perché siano protagoniste del loro futuro e capaci di valorizzare il proprio territorio e le proprie risorse senza depredarli. E una sfida per le classi dirigenti locali e i partiti. Il Parco potrebbe costituire occasione preziosa per arricchire e qualificare l’offerta turistica della Costa degli Dei. Potrebbe essere laboratorio privilegiato di turismo e sviluppo sostenibile, di educazione ambientale e strumento di promozione di tutto il territorio della provincia di Vibo Valentia; potrebbe avere davvero un valore inestimabile per le popolazioni locali, rappresentare una svolta di portata storica. Anche lievito di una nuova cultura. Una sfida perché siano protagonisti del proprio futuro valorizzando il proprio territorio e le proprie risorse senza depredarli. A patto che ci sia condivisione delle popolazioni e gestione efficace; a patto che si sia capaci di farsi ispirare dalle esperienze migliori d’Italia e ci si creda fino in fondo e non si faccia diventare un carrozzone clientelare. L’area che si propone a Parco è uno spicchio di territorio del promontorio del Poro e cioè le aree dei principali valloni del promontorio, in provincia di Vibo Valentia. Il promontorio noto per il litorale e per un mare da leggenda, ma l’interno è tutto da esplorare. Sua peculiarità è la diversità che tanto contribuisce a determinarne fascino e ricchezza. In pochi kmq. abbiamo un concentrato di beni e bellezze paesaggistiche e ambientali con pochi eguali: flora e fauna di pregio (anche le orchidee spontanee), un prezioso scrigno di biodiversità, antica civiltà contadina, il villaggio rupestre di Zungri, Mesiano Antico, Briatico vecchio (piccola Pompei), Papaglionti e la grotta di Trisulina, Alafito. La civiltà di Torre Galli; la meravigliosa grotta di Santu Liu. Mulini e trappeti, carcare, architetture rurali, le vecchie miniere di carbon fossile, siti paleontologici (Zungri, Cessaniti), il paese dei murales (Favelloni), graziosi piccoli borghi (San Marco, San Cono, Mandaradoni, Brattirò, Daffinà). Una morfologia assai diversificata compone scenari che arricchiscono il territorio e i sensi di suggestioni e fascino particolari. Ma c’è da fare un serio lavoro di risanamento da discariche e micro discariche.


 

Lavoro e sviluppo ecosostenibile
Offrire alle popolazioni del Poro uno strumento nuovo per la crescita (anche civile) e per uno sviluppo ecosostenibile a dimostrazione che anche qui possono nascere idee ed esperienze di avanguardia e di ampio respiro ideale, economico e culturale. Anche capaci di recepire quanto di meglio si produce a livello planetario come la Convenzione sulla Biodiversità, firmata a Rio anche dall’Italia, nel 1992, la quale dice tra l’altro che “Le Aree protette possono offrire opportunità allo sviluppo locale e all’utilizzo razionale delle terre marginali, generando reddito e occupazione, per la ricerca e il monitoraggio, per l’educazione alla conservazione, per la ricreazione e il turismo…”. L’istituzione del Parco risponde a bisogni globali e locali; con la protezione di un’area, anche piccola, si contribuisce a proteggere l’intero Pianeta. Si pensa ai benefici per le popolazioni locali ma anche ai benefici per il mondo.
Mi ci sono voluti degli anni - ha scritto Giuseppe Berto - per capire il paesaggio terrestre nel quale vivo… E anni che mi sono stati necessari per capire la bellezza di queste piante aspre e contorte del sud… degli anni ed ora sono infine arrivato a capire che il fascino di questo posto non sta solo in una costa bellissima… ma nella combinazione del paesaggio marino con quello agreste, la rusticità e la umiltà del campo a contatto con la gloria del mare, la circostanza che i buoi e le macchine che arano i campi vanno avanti e indietro sospesi tra due golfi.



In gran parte è l’area solcata dalle fiumare Ciappetta-Murria e Spadaro con relativi valloni. Aree di selvaggia macchia mediterranea si alternano ad aree coltivate così come i profondi valloni sono intervallati da piane, pianori, terrazzi. La gran parte dell’Area protetta è rappresentata da incolto e macchia. Alcuni angoli in specie sono di grande pregio naturalistico, nicchie naturali come nascosti negli anfratti dei valloni dove la natura sembra esprimere il meglio di sé; paradisi botanici preziosi e habitat vitali per la fauna, aggredita com’è da pesticidi, caccia, immondizia. Angoli salvi per miracolo dai periodici e puntuali incendi.
 

La petizione è rivolta ai cittadini, alle istituzioni locali, al mondo della scuola, della cultura, agli enti religiosi, alla Regione Calabria
 
Hanno aderito tra gli altri lo scrittore Corrado Stajano, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, il prof. Salvatore Settis, padre Alex Zanotelli, Fulco Pratesi (presidente onorario del WWF), gli economisti e ambientalisti Tonino Perna e Michele Boato (direttore della rivista Gaia di Venezia e dell’ecoistituto “Alex Langer”), Rocco Altieri (Centro Gandhi di Pisa), Luigi Casanova (già presidente di Mountain Wilderness), Demetrio Fortugno (università Mediterranea di Reggio Calabria); Vito Teti, antropologo e scrittore; don Filippo Ramondino (direttore Archivio storico Diocesi di Mileto);Vittorio Pallotti (presidente onorario del Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale di Bologna), Angelo Gaccione, scrittore e direttore del il giornale online “Odissea”.
Significative le adesioni già raccolte. Varie sono giunte finanche dal Giappone, raccolte dalla prof.ssa Yahmane della Ritsumeikan University; adesioni si stanno raccogliendo in Germania e in Inghilterra e in vari altri centri in Italia e nella zona del Poro.
 

Per adesioni
Scrivere al promotore Francesco Pugliese,
Centro Documentazione Terremoti; Zungri, Vibo Valentia
email: cdt1905@libero.it

APPELLO PER UN PRIMO MAGGIO UNITARIO 
Contro la guerra, contro il riarmo, contro la svolta autoritaria! 

  
 

 
Si avvicina la giornata che ha le più profonde radici storiche per il movimento operaio: il 1° Maggio. Questa giornata di lotta si fonda sulla prima e più antica parola d’ordine della classe operaia: l’unità internazionale dei lavoratori di tutti i paesi. Contro la guerra, contro il riarmo, contro la svolta autoritaria. Chiediamo che il 1° Maggio i sindacati organizzino cortei unitari.
Da ormai molti anni le manifestazioni del 1° Maggio vedono moltiplicarsi appuntamenti contemporanei in piazze diverse. Dopo gli scioperi separati contro la legge di Bilancio ed il vuoto di mobilitazione dei mesi successivi, è necessario rilanciare l’iniziativa unitaria dei lavoratori e l’opposizione sociale contro la guerra e le politiche neoliberiste sviluppate dal governo Meloni sulla scia di quelli che l’hanno preceduto, ossia contro lavoratori e lavoratrici.
Lottiamo insieme: Per dire No ai piani di riarmo e ad ogni intervento militare! Per forti aumenti dei salari, delle pensioni e della spesa sociale! Contro la precarietà del lavoro e per il salario minimo legale! Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario! Per dire No all’austerità e Sì alla tassazione delle grandi ricchezze! Per il diritto di cittadinanza ai/alle migranti e la chiusura dei CPR!
Da Gaza alla Cisgiordania, dall’Ucraina all’Iran, il capitalismo globale, sulle orme di Trump, sta marciando verso una nuova guerra mondiale. I governi d’Europa e dell’Italia seguono un “doppio standard” rispetto alla spesa pubblica: da tagliare senza limiti se si tratta di qualcosa di utile ai lavoratori e alle lavoratrici, da aumentare senza limiti se serve all’industria delle armi, dopo che per decenni sono stati imposti sacrifici, e pesanti tagli alla spesa sociale e alle pensioni in nome del contenimento del debito pubblico. Tutto ciò mentre il diritto di sciopero viene pesantemente limitato dalle leggi antisciopero (146/1990 e 83/2000), come denunciato di recente anche dalla CEDS (Comitato europeo dei Diritti Sociali), contro le quali dobbiamo lottare. 



Questo quadro non è ineluttabile, come hanno già ribadito milioni di lavoratori e lavoratrici, in un movimento di massa che non si vedeva in Italia da decenni, contro la guerra e contro il genocidio a Gaza. In quelle manifestazioni i sindacati di base e la CGIL, sulla spinta del movimento, hanno superato le divisioni e hanno agito uniti, potenziando e rafforzando le mobilitazioni. Quell’unità si è poi persa già nell’affrontare la manovra di bilancio del governo, con due scioperi separati: sindacati di base da una parte (28 novembre), CGIL dall’altra (12 dicembre), mentre i vertici di CISL, UIL e sindacati autonomi, nonostante la contrarietà di una parte dei loro iscritti, non solo non sono scesi in piazza ma hanno, di fatto, accompagnato le politiche sociali ed economiche del governo. Bisogna, invece, recuperare e rilanciare quella spinta formidabile: nulla sarebbe oggi più contrario al significato del Primo Maggio che organizzare iniziative sindacali ciascuno per sé. Alla logica dell’oppressione e dello sfruttamento - di classe e di genere - vogliamo contrapporre quella della solidarietà e del rispetto della dignità umana. È necessario compiere un passo avanti concreto e significativo verso l’unità d’azione dei lavoratori e delle lavoratrici, dei sindacati e dei movimenti che si oppongono alla guerra e al neoliberismo, costruendo convergenze con il movimento di liberazione delle donne e con le lotte dei precari e delle precarie, dei disoccupati e delle disoccupate, dei e delle migranti, degli studenti e delle studentesse, degli intellettuali. 
Perciò lanciamo questo appello per un 1° Maggio di unità e di lotta, e chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici, aderenti e non aderenti al Sindacato, di firmarlo e diffonderlo!



 
LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATE
 
Mariopaolo Sami - USB Vvf - Coord. prov. USP PI Genova
Francesco Cori Rsu Flc Cgil
Pasetti Luciano luca, dirigente provinciale e nazionale Flaica Cub Milano.
Giovanni Rivecca operaio Stellantis Melfi, direttivo Fiom Basilicata
Paolo Defilippi - SI Cobas Amiu - Genova
Fausto Cristofari iscritto SPI Torino
Marco Montemurro, impiegato, Fiom
Niccolò Di Francesco, USB scuola Lombardia.
Renato Caputo RSU CGIL
Enrico Baroni CUB pensionati
Davide Racca, RSU Flc Cgil
Monica Coin RSU IAM fp CGIL
Roberto Villani RSU FLC CGIL
Chiara Patrizia Tardivello SPI-CGIL AG-nazionale
Massimiliano Dancelli - Assemblea generale Fiom Cremona.
Pasquale Vecchiarelli FP CGIL
Fulvio Parisi FISAC CGIL
Giancarlo Vasino - assemblea generale SPI Piemonte
Selena Di Francescantonio RSU Fp Ministero Interno CGIL
Valentina Tedesco tesserata CGIL
Luigi Orru' Direttivo FLC CGIL Piacenza
Tania Poguisch Filcams Cgil Messina
Albanese Antonietta
Luca Scacchi, Flc cgil
Domenico Calbi
FP CGIL GENOVA - RSU
Tito Griffini SPI cgil
Lucia Cacciapuoti cgil
Giovanna Capelli Spi Cgil Milano
Antonello Patta
Amalia Masullo dipendente Ministero Infrastrutture e Trasporti
Riccardo Cosmelli SPI CGIL Genova
Lucia Deleo SPI CGIL Genova
Martina Capuano Nidl Cgil Genova
Erika Schenoni Roggero CGIL
Gustavo Filippucci CUB-università Bologna
Luca Corvitto    
Stefania Guatto Usb
Michel Tripepi    
Angelica Bergamini    
Mauro Covili SGB
Fabrizio Soddu    
Claudia Di Cioccio    
Maria Giuseppina Gianotti SPI CGIL
Lucia Pasquariello CGIL
Chiara A.L. Casella FLC-CGIL
Massimiliano Pepe Cgil
Valentina Paravano FLC CGIL
Fabrizio Baggi    
Cadigia Perini Spi-Cgil
Aurora Frigerio Uil
Chiara Giacometti Flc Cgil
Romolo Calcagno RSU FLC CGIL
Valerio Cordiner    
Marco Beccari FLC CGIL
Anna Maria Cicellyn Comneno Cgil
Giuseppe Aragno    
Aristide Donadio    
Gabriella Nicolì Cobas scuola
Vittorio Bongiorno    
Nadia Primerano    
Emilia Antonucci     
Elisa Rabino    
Marina Moriconi FLC CGIL
Francesco Paolo Caputo FLC-CGIL
Francesco Bianco Usb
Rita Coppola    
Mariangela Calderone    
Luisa Barba FLC - CGIL
Lucia Cacciapuoti Cgil
Emiliana Casu CGIL
Norma Bertullacelli Cobas
Matteo Gigliotti    
Marco Besana USB
Stefania De Marco Cgil
Michele Losindaco Cgil
Luciana Piccinni    
Veronica Morea RSU FLC-CGIL
Chiara Petrelli    
Laura Petermaier Flc- Cgil
Filippo Domenicucci Non iscritto
Antonietta Albanese    
Francesca Lupo    
Nicola Candido CGIL FP Siracusa
Anna Mostocotto CGIL
Valeria Allocati    
Sarah Morteza USB
Elena Costanzi    
Sandy Da Fre    
Francesca Bardi    
Alessandra Varisco    
Stefania Ravasio Cisl
Beniamino Caputo FLC CGIL
Maria Paola Savo CISL
Fabio Cannizzaro FLC CGIL
Margherita Dametti RSU FILCAMS Cgil
Lidia Carra UIL
Giuliano Ciampolini ex operaio, iscritto alla CGIL
e delegato nelle aziende dove ho lavorato
Silvia Grinzato Cgil Alto Adige
Paola Vada USB pensionati PI
Monica Costanzo    
Luisa Barba FLC CGIL
Fabrizio Colombelli    
Riccardo Filesi FLC CGIL Roma
Luca Cangemi RSU FLC CGIL Catania 
Beniamino Caputo FLC CGIL
Francesca Aureli Cgil
Massimiliano Chiantese    
Simone Antonioli USB
Paolo Carsetti FLC CGIL
Letizia Adduci FLC CGIL
Simona Cuomo Cgil
Maria Durante Cgil
Tatiana Bertini Cgil fp
Piero Del Frate    
Chiara Tucci    
Rossana Ferraro CGIL
Isabella Cellerino Spi CGIL
Adriana Piccari   
Maria Leonarda Notarangelo Cgil
Andrea Ilari FLC CGIL
Guido Masotti RSU FLC CGIL Provincia di Lucca
Elena Bovolenta    
Giulia Bertagna    
Antonio Masullo    
Marina Boscaino Nessuno
Caterina Cacciabaudo Cgil
Giorgio Colombo Spi Cgil
Quotidiano online “Odissea” - Milano

 

  

ISRAELE STATO CANAGLIA



Parte ufficialmente una nuova campagna di boicottaggio BDS Italia contro le Banche complici di Israele.  

BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), in un recente documento, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele:
 
Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi.
La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo).
L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale.
Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. 
I due obiettivi principali della Campagna BDS Italia Banche Complici sono:
1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania).
2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici.


BDS Italia – gruppo di lavoro Embargo Militare/Banche complici:


bdsitalia.embargomilitare@gmail.com – referente Loretta Mussi +39 3338312194


Segreteria Campagna di pressione “Banche armate”: 


campagnabanchearmate@gmail.com – Rosa Siciliano +39 3391380637 


Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org


Per ulteriori informazioni sulla Campagna di pressione alle “Banche armate”: banchearmate.org


BDS ITALIA
sito: bdsitalia.org
email: bdsitalia@gmail.com
social: instagram | facebook
Per contatti: 
BDS Italia Comunicazione
bdscomunicazione@gmail.com


 

 

LA CATASTROFE NEOLIBERISTA
Sala Stampa Camera dei Deputati



Con Angelo D’Orsi, Stefania Basile, Stefania Ascari.

LA NATO CI METTE IN PERICOLO
Da Ghedi a Milano sempre contro la guerra. 





CONTRO I SIGNORI DELLE GUERRE 
Mobilitazione a Monfalcone.


    


domenica 29 marzo 2026

MUSICA
di Eliana Grasso
 

Napoleone tra mito e rovina nella musica di Beethoven e Liszt.
 
La figura di Napoleone Bonaparte incarna l’ideale dell’eroe moderno: geniale, ambizioso, capace di sfidare il destino, ma inevitabilmente destinato alla caduta. Questa duplice dimensione - grandezza e rovina - attraversa tre opere musicali profondamente legate al suo mito: le Variazioni sul tema della Sinfonia n. 3 “Eroica”, la Sonata “Appassionata” op. 57 e la Vallée d’Obermann. Nelle Variazioni, Beethoven rielabora il motivo dell’“Eroica”, inizialmente dedicata a Napoleone. Il tema si trasforma in un percorso simbolico: dall’entusiasmo rivoluzionario alla consapevolezza tragica, riflettendo la parabola dell’eroe che da liberatore diventa tiranno. Nelle prime battute, il basso si presenta con il contrasto drammatico dei tre colpi del fortissimo sulla dominante; su questa base, Beethoven sviluppa contrappunti a due, a tre e quattro voci, prima che emerga il tema principale. Le prime variazioni seguono uno stile più tradizionale, con una raffinata scrittura virtuosistica che interviene sia sul tema, sia, occasionalmente, sul basso. La settima variazione introduce un canone indipendente dal tema, con un’ironia arguta, mentre l’ottava variazione si apre a un mondo melodico differente, ricordando l’intensità di un breve klavierstück romantico. La nona riprende un tono brillante, segnando l’inizio di una nuova fase del ciclo. La quattordicesima variazione, in tonalità minore, si distingue per la ricchezza armonica e si collega direttamente alla quindicesima, in tempo lento, caratterizzata da un’ornamentazione originale che rielabora in chiave innovativa elementi barocchi, culminando nella splendida fuga finale. La Sonata “Appassionata” fu composta negli anni segnati dalle guerre napoleoniche. Alcune fonti ricordano la sua circolazione manoscritta durante l’occupazione francese di Vienna nel 1805, riflettendo il clima drammatico del periodo. In essa Beethoven esprime la lotta titanica dell’uomo contro il destino, la stessa tensione che animò Napoleone. Con la Vallée d’Obermann, Liszt trasforma l’eroismo in meditazione. L’artista romantico diventa l’erede disilluso di Napoleone: non più conquistatore del mondo, ma esploratore della propria anima. La grandezza si fa introspezione, e la battaglia si sposta dall’azione alla coscienza.
 

 

 

 

 

MUSICA
di Bruna Panella
 


I concerti dell’Assunta in Vigentino    
 
Bel concerto, con Graziella Baroli al cembalo, Marta Fumagalli contralto e l’Orchestra dell’Assunta diretta da Paolo Volta quello di mercoledì 25 marzo 2026 alla Chiesa di Santa Maria Assunta. La prima parte del programma era dedicata interamente a J. S. Bach con lo splendido concerto n. 2 BWV 1053 per cembalo, eseguito con piglio e precisione ritmica richiesti dalla scrittura bachiana di questo estroverso mi maggiore. Come sempre il grande Bach riesce a conciliare il rigore matematico con l’espressività dei suoi temi andando a toccare le corde profonde dell’animo. Aspetto questo molto evidente nel movimento centrale del concerto nella malinconica tonalità di do# minore. Il programma è proseguito con la Cantata BWV 200 seguita da un Recitativo e Aria tratti dalla Passione secondo Matteo BWV 244 dove il contralto Marta Fumagalli ha saputo rendere con grande espressività e drammaticità il contesto struggente del dolore “Se le lacrime sulle mie guance non possono nulla, oh, allora prendi anche il mio cuore!” È stata poi eseguita una delle otto Sinfonie per archi giovanili di Felix Mendelssohn, la terza in mi minore, composte fra il 1821 e il 1823 fra l’età di 12 e 14 anni (!) dando prova di una incredibile maturità musicale e mettendo in evidenza non solo la cantabilità dei suoi temi ma anche un rigore di scrittura derivato, in età così giovane, da uno studio già molto approfondito della composizione contrappuntistica. Non a caso sarà lui a “riscoprire” la Passione secondo Matteo dopo anni di oblio. 



Abbiamo poi ascoltato un pregevole “Salve Regina” del compositore Giacomo Francesco Milano Franco d’Aragona, a torto poco conosciuto. Eseguito dal contralto Marta Fumagalli che ancora una volta ha messo in luce il suo timbro di voce caldo ed espressivo, ricevendo, assieme a tutta lorchestra magnificamente diretta, ripetuti ed entusiasti applausi. Calabrese di nascita (1699 - 1780), Milano era un personaggio eclettico: diplomatico, uomo politico, musicista di talento e apprezzato cembalista, ma anche marchese di San Giorgio e di Polistena, principe di Ardore e del Sacro Romano Impero. Fu allievo a Napoli di Francesco Durante cui regalò un puledro di razza selezionato nelle sue scuderie di  Polistena. Per sdebitarsi Durante gli dedicherà un suo “Salve Regina”.

 

LEONOR FINI SCENOGRAFA E COSTUMISTA  
di Angelo Gaccione



L
a Galleria d’arte “Tommaso Calabro” ha sede in un magnifico palazzo di Corso Italia al numero 47: Casa Grondona. Il proprietario, l’industriale Felice Grondona, produttore di veicoli ferroviari, se l’era fatta costruire dall’architetto Enrico Terzaghi nel 1876. La facciata si presenta con uno stile sobrio e gradevole, arricchita da finestre con cornici, timpani e balconi. Quello centrale è sorretto da quattro colonne. Il lungo sotto-gronda mostra mensoloni che raffigurano maschere grottesche poco raccomandabili. Il giardino interno, subito dopo l’atrio, è un’oasi di pace e non giunge all’interno nessun rumore del traffico sempre molto intenso sul corso. Di questo silenzio godono le stanze della Galleria che si raggiunge salendo i pochi gradini, e che vi fa sentire come foste in un salotto privato invitato ad ammirare la collezione di un amico. Ogni volta che ci torno si rinnova questa sensazione. Come ora che sono venuto per vedere i disegni e gli acquerelli di Leonor Fini: tutti “appunti”, bozzetti e studi su carta, realizzati per scene teatrali e balletti, che la galleria Calabro ha acquistato da un privato, un amico dell’artista di New York. 




Sono lavori realizzati a partire dalla metà degli anni Quaranta fino agli anni Sessanta del secolo scorso e si vede la mano duttile della scenografa, della costumista. Si tratta, infatti, di costumi per spettacoli di altri e di sé stessa, come per esempio Le Rêve de Leonor, il balletto da lei ideato nel 1949. Ci sono i personaggi del teatro della Commedia dell’Arte fra questi schizzi e disegni, e c’è lei stessa, se me la ricordo bene, divenuta sempre più magra e malata, quando la vidi a Milano per un lavoro che sulla pittrice stava realizzando l’amico franco Alimena della International Film. L’acquerello della madama in vestito rosso e corona in testa esposto in mostra è lei, ne sono certo. La grande visionaria surrealista amava travestirsi anche nella vita quotidiana ed esibire vestiti di grande originalità e pettinature che di sicuro non passavano inosservate.
 


ALBUM





















Galleria Tommaso Calabro
Corso Italia 47 - Milano
Info@tommasocalabro.com
Tel. 02 - 49696383
Orari di apertura 11 - 19
Da martedì a sabato

 

 




 

I GIOCHI OLIMPICI
di Luisa Bonetti
 

Adesso che i Giochi Olimpici Milano Cortina sono terminati è il momento per una riflessione sulla loro attualità e il loro impatto emotivo. Una lunga storia questa delle Olimpiadi che si è potuta ripercorrere nelle sale della Fondazione Rovati con la mostra I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni. Reperti greci, etruschi, romani accanto a memorabilia del secolo scorso e di un passato più recente si alternano, si confrontano e si intrecciano in un continuum tra mondo antico e mondo moderno. Le Olimpiadi antiche, nate nel Santuario di Olimpia nel 776 a.C. in onore di Zeus, si sono diffuse poi anche tra il popolo etrusco e romano. Dopo millenni vennero sospese dall’imperatore Teodosio I nel 393. Come si sa le Olimpiadi moderne furono volute da Pierre de Coubertin nel 1896 e si svolgono ogni quattro anni in una sede differente toccando i cinque continenti e dando così un significato preciso al concetto di universalità, non solo per la provenienza degli atleti in gara ma anche per la copertura geografica. Nel 1926 vennero riconosciuti dal CIO i Giochi Invernali la cui prima edizione non ufficiale si svolse a Chamonix nel 1924. Le Paralimpiadi, sulle quali da alcuni anni si sta cercando di attirare sempre di più l’attenzione del grande pubblico per la loro valenza educativa, hanno una storia particolare. Tutto inizia nel 1948, in Inghilterra, quando si organizzano dei giochi per i veterani della Seconda guerra mondiale come terapia riabilitativa attraverso lo sport. La prima edizione estiva si svolse a Roma nel 1960 e quella invernale nel 1976 in Svezia. I Giochi furono sospesi solo nel 1914 e nel 1940 per le due guerre mondiali e rinviati nel 2020 a causa della pandemia. I principi dello spirito olimpico, definito Olimpismo, sottolineano come lo sport sia indispensabile per promuovere una società pacifica, inclusiva, e rispettosa della dignità umana, favorendo amicizia, fair play, solidarietà. Si potrebbe obbiettare che alcuni di questi ideali non solo trovano difficile applicazione all’interno di alcuni livelli del mondo olimpico ma sono completamente disattesi nel mondo d’oggi. Tuttavia, la validità del messaggio olimpico è sempre attuale e importante, soprattutto quando si vivono tempi che sembrano portare la civiltà umana verso il baratro. La presenza di tanti giovani visitatori alla Fondazione Rovati può accendere una speranza sul futuro dell’umanità.

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