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L'illustrazione di Adamo Calabrese
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(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
sabato 9 maggio 2026
ANCORA
SU GENTILEZZA E DOLCEZZA
Lettrici,
lettori, collaboratori, un vero coro di voci, da tutta Italia.

Alberto Casiraghy
Uovo (maggio 2026)
Gentilezza e dolcezza. Meravigliose doti! Bellissimo articolo,
e tu sempre bravissimo. Buona giornata e grazie. [Maria Spinelli]
Complimenti per un articolo che sembra proveniente da un altro
mondo ma è nutrito di sentimenti e sensibilità che accomunano gli umani degni
dell’evoluzione degli ultimi 10 milioni di anni. [Romano Rinaldi]
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| Alberto Casiraghy Uovo (maggio 2026) |
La bellezza conturbante, capace di turbamento profondo, una
dirompente vertigine, è quella che colse Stendhal all’uscita da Santa Croce a
Firenze nel suo Grand Tour. Sottile disquisizione tra dolcezza e gentilezza,
l’una sì un linguaggio dell’anima, l’altra una conquista, raggiunta attraverso
il proprio codice morale e comportamentale, supportata da mitezza ed empatia,
favorente relazioni sociali e la nostra aura energetica. Allineata al tuo
squisito sentire. [Tata Marchi]
Caro Angelo, è un pensiero tenero che oggi manca veramente!
Grazie per le tue riflessioni su queste cose fondamentali e un po’ neglette… [Julia Pikalova]
Che meraviglia Angelo amico mio carissimo. Sono sulla riva del
fiume delle tue parole ammirando scorrere le condivise acque della dolcezza e
della gentilezza. Grazie. Ti abbraccio forte. [Zaccaria Gallo]
In riferimento alla mia poesia ho parlato di “epica gentile”
di contro all’epica guerresca… penso che la gentilezza sia un tratto femminile
che permea anche l’anima degli uomini migliori. [Gabriella Galzio]
Gentilezza e dolcezza non hanno molto a che fare con la
bellezza. Le prime sono virtù, l’ultima è fuori dai comportamenti abituali.
Grazie. [Maurizio Nocera]
La gentilezza impegna. Sono tempi senza impegno. [Maria
Antonietta Montella]
Molto bello il tuo pezzo di oggi. Bravo! Oddio, detto
così può fare pensare che io consideri molto meno belli gli altri. Ovviamente
non è così. Sono stato colpito dal fatto che hai trattato due temi ordinari e
usurati, dolcezza e gentilezza, riportandone i valori alla nostra attenzione.
Dicendo cose che tutti noi pensiamo e avremmo potuto dire. Solo che l’hai fatto
tu e l’hai scritto tu. [Giuseppe Cinà]
Toccante l’articolo sulla gentilezza. [Emma Atonna]
Grazie delle tue bellissime parole e per le perle di
saggezza dei grandi. Chi possiede la virtù della gentilezza, possiede anche una
grande interiore bellezza. Buona sera Angelo. [Teresa Straface]
Caro Angelo, che bella coppia che siete! E condivido
il tuo apprezzamento della dolcezza e della gentilezza, anche se a me essere
sempre gentile non è servito a molto, sopraffatta come sono stata dalla
prepotenza altrui per tutta la vita. Ma Matteo (vv. 5,5) mi consola: “Beati
i miti perché erediteranno la terra”. Quando? Un caro
saluto. [Alida Airaghi]
Sempre a fare centro! [Giuseppe Faragasso]
Grazie Angelo. Quello di cui avremmo bisogno, la gentilezza se
non finanche la dolcezza. [Tania Chimenti]
Se tutti facessimo la nostra parte al di là delle stupide
ideologie il mondo sarebbe migliore e scongiureremmo la guerra che un manipolo
di criminali vuole imporci… [Chicca Morone]
Molto bella questa riflessione, siamo così disabituati a
riceverne che quando ci sono ci sorprendono, quasi ci destabilizzano, non
sappiamo più “fronteggiarle” ormai addestrati alla difesa. [Assunta Fusaro]
Molto bello. [Alberto Romeo]
Apprezzo e condivido e vorrei aggiungere che la gentilezza non
conosce gerarchie e ha nei confronti del mondo un atteggiamento empatico. [Valeria
Dal Bo]
È molto utile sottolineare queste qualità dell’essere umano
tanto trascurate, quanto trascurato l’uomo, cioè la sua vera natura in questo
momento. È importante riconoscere nell’altro queste qualità perché riconoscerle
nell’altro implica il riconoscerle anche in noi stessi. La gentilezza è
contagiosa. La dolcezza suscita tenerezza. Abbiamo tutti bisogno di dolcezza e
tenerezza. Ti mando una bellissima canzone di Bourville sulla tenerezza che è
cugina della dolcezza. È in francese. [Gianna Caliari]
Condivido. Da borgnana apprezzo moltissimo la
gentilezza e chi ne coglie il valore. Grazie. [Roberta Guccinelli]
Fai bene a ricordarne il valore in un momento in cui sembra si
sia perso tutto ciò che non sa di violenza e sopraffazione. [Aldo Stroppi]
S’apre il mondo a chi ha il cuor gentile. [Claudio Fantozzi]
Sono totalmente d’accordo… Grazie. [Chiara Pasetti]
Grazie Angelo. È il quadro che è sul mio letto dal 7 maggio
1962, data del nostro matrimonio. (è l’immagine messa a corredo dello scritto ndr). [Carla Zarro]
Ottime considerazioni su gentilezza e dolcezza, virtù
importantissime. ]Franco Toscani]
Viva la
gentilezza! E anche la fragile dolcezza… [Gabriele Scaramuzza]
Mi dispiace se sulla gentilezza e dolcezza ho un
punto di vista diverso, soprattutto come persona di sesso femminile. È una
questione culturale.
Ciò che
per me sarebbero qualità normali non mi commuovono, purtroppo faccio i conti da
quando sono nata con pochi esempi di gentilezza e dolcezza da parte di persone
sia uomini sia donne. Ho incontrato angeli sulla mia via. Non mi avrebbero mai
lasciata sola, mi avrebbero cercata e sostenuta con premura affetto dolcezza.
Alcuni, anche molto giovani non ci sono più fra noi e altri abitano in altre
città. Mio padre era persona dolcissima e gentile, uomo educato, rispettoso,
antifascista. D’altra parte la persona commossa è un uomo. Sicuramente buono
come sei tu. Angelo. Se c’è una riflessione redenta ben venga per promuovere
gentilezza, e commoviamoci... per una normalità rara, vista l’involuzione
umana. Essere gentili non è un merito come non lo è essere onesti. Il mondo è
un inferno e forse Dante lo riscriverebbe. [Laura Margherita Volante]
venerdì 8 maggio 2026
A PROPOSITO DI
GENTILEZZA E DOLCEZZA
di Renzo Vidale
Caro Angelo il tuo articolo mi ha commosso. Mi permetto di dire che è tra gli articoli più belli che tu hai scritto, e che non sono certo pochi. La gentilezza, quella vera, non formale, cioè quella accompagnata dalla dolcezza, è la cartina di tornasole per giudicare l’essenza degli esseri umani. La gentilezza poi necessita anche di coraggio. Un esempio personale: recentemente, dopo che entrambi avevamo fatto gli esami del sangue, una giovane donna si è girata all'improvviso verso di me e mi ha offerto i biscotti che stava mangiando. “So cosa vuol dire essere a digiuno da molte ore” mi ha detto, precisando poi che i suoi esami quel giorno erano particolari, e richiedevano più prelievi e dunque più tempo del normale. Era molto giovane, tra i venti e i ventitré anni, credo. Aveva posato nella sedia accanto a sé un romanzo giapponese, di cui non ricordo l'autore, e io ne ho approfittato per chiacchierare un po’ con lei di letteratura. La sua gentilezza, la sua età, il fatto che leggesse un libro in carne ed ossa e, “last but not least”, i biscotti nello stomaco, mi hanno riconciliato subito con la giornata. Ho pensato in seguito che io, a parti rovesciate, non avrei avuto il coraggio di fare lo stesso suo gesto, per timidezza e per paura di essere frainteso. Il comportamento di quella ragazza mi ha dato un po’ di forza e speranza per un futuro migliore di quello post-umano (e disumano) che stiamo già vivendo. Insomma, la gentilezza/dolcezza salverà il mondo.
RUSSIA ALLA BIENNALE?
di Julia Pikalova

Prigionieri politici in Russia
Sono contraria alla “cancellazione della cultura”, poiché sono convinta che
l’arte debba essere un ponte, non un muro. Tuttavia, il padiglione russo
di oggi alla Biennale non è una rappresentazione della cultura russa. Vi
compare soltanto quella sua parte affiliata al regime e dotata della sua
sanzione ufficiale. Una parte significativa dell’arte
oggi si trova altrove: o dietro le sbarre, o in esilio. Il numero dei
prigionieri politici in Russia ha ormai superato quello dell’epoca brežneviana,
e una quota rilevante di questo elenco è composta da persone di cultura:
artisti, scrittori, registi. Coloro che non hanno accettato compromessi con la
coscienza e non hanno taciuto sono stati privati della libertà o spinti fuori
dal Paese. Parlo anche per esperienza personale. Nella Russia
contemporanea la censura dei libri, e perfino il loro divieto, sono diventati
prassi. Ho preparato un manoscritto di poesie scritte tra il 2022 e il 2026, ma
sono pienamente consapevole che nella Russia di oggi non verrà pubblicato. Il
padiglione della Federazione Russa alla Biennale non rappresenta la cultura
russa, ma soltanto la sua “versione consentita”, sterilizzata e leale, nel
migliore dei casi semplicemente neutrale. Storicamente, la cultura russa è
sempre stata una voce antagonista al potere, una voce di verità contro la
forza. Altrimenti non sarebbe stata perseguitata in questo modo. Ricordate la
finta esecuzione di Dostoevskij, la morte di Mandel’štam nel lager, il divieto
di pubblicazione imposto a Achmatova, le torture e l’esecuzione di Mejerchol’d,
le persecuzioni di Šostakovič e di Pasternak, il ricovero forzato di Brodskij
in un manicomio, e poi la sua espulsione dall’URSS. Sto citando solo i nomi più
noti in Occidente. Oggi sta accadendo la stessa cosa! Non è necessario
chiudere il padiglione, ma ricordiamolo: la cultura viva e autentica non ha
nulla a che vedere con facciate ufficiali.

CONOSCI TE STESSO
di
Chicca Morone
È sempre
affascinante osservare come a un certo livello evolutivo sia facile intendersi,
capire quello che il nostro interlocutore empatico voglia comunicarci e quanto
al contrario sia difficile dialogare con chi (soprattutto in questi tempi) è
preda di ideologie. Oggi più che mai è importante decodificare i messaggi che
ci arrivano dall’esterno senza la rigidità di giudizio, per non essere
trascinati nelle categorie buono/cattivo, bello/brutto, amico/nemico,
giusto/sbagliato e formare così dicotomie nelle quali rimanere intrappolati. Tantissime
sono le informazioni che ci raggiungono costantemente, ma sta a noi, con il
radicamento in noi stessi, saper prendere le distanze o accogliere quanto ci
circonda.
Durante
la lettura di nuovi testi, ognuno di noi tende a “incasellare” nelle aree
cerebrali le informazioni, secondo una propria struttura non solo biologica, dando
così vita a quell’elemento definibile sincretismo personale, cioè cultura.
La
nostra vita nella materia inizia con la fecondazione dell’ovulo femminile:
secondo recenti ricerche sarebbe il Femminile a decidere quale spermatozoo
debba essere accolto per la creazione della nuova vita. In quest’ottica è una
logica spiegazione il concetto di seity del professor Federico Faggin che così
definisce l'unità di coscienza individuale e profonda: un campo quantistico
auto-cosciente, dotato di libero arbitrio e identità permanente, che esiste
prima e dopo il corpo fisico. Libero arbitrio da parte dell’Uno, quindi
decisione di realizzarsi nella materia per compiere quel tipo di esperienza,
sia come madre sia come figlio.
Così
quella creatura che prende vita, si sviluppa nell’utero materno attraverso il
cordone ombelicale: il suo centro è l’ombelico, il luogo definito in Oriente Hara.
Nel momento in cui viene alla luce ed è legato alla madre, il bambino respira
ancora attraverso la pancia per poi, con il taglio del cordone ombelicale e il primo
vagito, apprendere a mettere in funzione i polmoni e spostare il proprio
centro. Con il passare dei mesi, percependo di essere un’entità diversa dalla
propria madre, imparerà amare e a essere amato: così il cuore diventerà il
nucleo centrale del suo essere.
In
seguito un altro luogo sarà il propulsore evolutivo della creatura: la mente, la
ragione, l’intelletto. Sarà quindi condizionato non solo nel comportamento con
l’introiezione delle regole genitoriali, ma spesso anche nel lasciare poco
spazio alla funzione dell’emisfero destro del cervello dove la creatività può
essere soffocata. L’irrazionalità, vista come impedimento a un equilibrato
formarsi della personalità, tenderà a rendere il bambino (diventato adolescente
a volte ribelle) costretto in comportamenti “ragionevoli”.
Così
il suo nucleo privilegiato diventerà la mente e la dimenticanza scenderà sugli
altri due centri: la pancia (centro vitale, energetico e spirituale) e il
cuore.
Non
è un caso che proprio in questi momenti di grande caos mondiale il riferimento
spirituale sia diventato Leone XIV, un papa che proprio nel mese di maggio
compie un anno di apostolato: i discorsi tenuti in tale periodo sono stati incentrati
su parole come “cuore, parola di Dio, azione” tratti dall’insegnamento e
dall’esperienza di vita di Sant’Agostino. Così, nella messa del 18 maggio 2025
il Pontefice ha aperto l’omelia con l’incipit delle Confessioni “Ci hai
fatto per Te e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te”. Ma
più significativo ancora è il riferimento costante a “Non andare fuori di
te, ritorna in te stesso, la verità abita nell’uomo interiore” (De vera
religione - 39, 72) uno dei primi scritti del santo. Un insegnamento lucido con
radici antiche perché l’uomo per conoscere il divino deve prima trascendere la
propria esteriorità per giungere alla propria interiorità dove la fiamma divina
arde ed è impressa la sua immagine.
Concetto
non molto dissimile dall’iscrizione sul frontone del tempio di Apollo a Delfi
dove il “Conosci te stesso” suona come avvertimento al viandante giunto per
ascoltare l’oracolo... e nonostante in certi casi venga interpretato come
monito al riconoscimento della propria natura umana limitata e mortale, in
realtà indica l’appartenenza alla natura divina dell’uomo interiore e alla
possibilità di ricongiungimento con la Coscienza Universale seppure ancora
legato alla materia, cioè al corpo. L’illuminazione è testimoniata in diverse
parti della terra, non solo in Oriente, dove viene raggiunta attraverso
particolari tecniche meditative!
Infatti
se sappiamo unire le istanze mente, pancia (centro vitale, energetico e spirituale
dell’essere) ragionando con il cuore possiamo raggiungere quel grado di
evoluzione in cui sappiamo di essere tutt’uno con quanto ci circonda, di essere
una parte del Tutto e soprattutto smetteremmo di investire in armi per la
guerra.
Meglio
sarebbe ricordare i versi di John Donne “Nessun uomo è un’isola/intero in
sé./Ognuno è un pezzo del continente/una parte del tutto...” e la violenza
contro un altro essere umano sapremmo essere violenza contro noi stessi.
GRAZIE ALEX
di Laura Margherita Volante

Alex Zanardi
Se il 31
ottobre 2006 per un incidente mortale sulla super strada per Roma ce l’ho fatta
è grazie a te. Mia figlia mi portò, mentre ero ricoverata in gravi condizioni,
la rivista di Psicologia Contemporanea (ero abbonata da anni).
Leggendo l’intervista ad Alex
Zanardi sull’incidente che gli tranciò le gambe, mi colpì una delle sue
risposte. Col suo spirito semplice e intelligente dichiarò di concentrarsi
sulla metà che gli era rimasta. Questa risposta cambiò il mio approccio con la
vita, con il rischio realistico di fronte ad una eventuale amputazione. Nessuno
ne parlava ma avevo intuito di essere in pericolo di vita o di rimanere su una
carrozzella. Reagii di colpo alla celata disperazione con la forza della speranza:
“Se ce l’ha fatta lui ce la farò anch’io”. Pensai. “Con le protesi starò in
piedi, di giorno con il bastone dal manico di cuoio e la sera con quello di
vernice nera con lo swarovski” dissi
all’infermiera divertita. Subii molti interventi chirurgici, anche di molte
ore, affrontai una ventina di camere iperbariche, un innesto di lembo muscolare,
ecc...
In piedi sulle mie gambe ho
potuto, dopo un paio di anni, fare dei viaggi da sola, con treni e aerei, avendo
introiettato nella mia anima l’esempio e la lezione di Zanardi. Non è passato
giorno senza pensare a lui, al mio amico reale nella mia immaginazione. Grazie
campione dei campioni, eroe di coraggio e umanità. Ti ho voluto bene anche
senza conoscerti di persona. Ti seguivo in tivù piena di stima e ammirazione,
emulandoti e con le mie modeste capacità ho affrontato con accettazione ogni
difficoltà, che si è presentata. E soprattutto con la serenità e la fiducia trasmessemi.
Persino i medici si stupirono non poco. E ancora oggi. La tua forza è stata la
mia come un miracolo. Buon viaggio Alex, il cielo ha grandi spazi per
accoglierti con amore.
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| Alex Zanardi |










