Pagine
- HOME
- IL LATO ESTREMO
- FUORI LUOGO
- AGORA'
- LA LAMPADA DI ALADINO
- ALTA TENSIONE
- FINESTRA ERETICA
- ARTE
- SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO
- I DOSSIER
- I LIBRI DI GACCIONE
- BIBLIOTECA ODISSEA
- SEGNALI DI FUMO
- I TACCUINI DI GACCIONE
- NEVSKIJ PROSPEKT
- LA GAIA SCIENZA
- LIBER
- GUTENBERG
- GROUND ZERO
- LA CARBONERIA
- CAMPI ELISI
- LA COMUNE
- OFFICINA
- QUARTIERE LATINO
- IL PANE E LE ROSE
- MARE MOSSO
- LITTERAE
- DALLA PARTE DEL TORTO
- NO
- NOTE
- FORO
- KAOS
- LUMI
- ARCA
- CIAK
- IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE
UNA NUOVA ODISSEA...
L'illustrazione di Adamo Calabrese
FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)
Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)
martedì 9 giugno 2026
LA SCOMPARSA DELLO STUDIOSO PASQUALE GALLO
di Zaccaria Gallo

Pasquale Gallo
Con la scomparsa del Prof. Pasquale Gallo
perdiamo, non solo un autorevole docente di lingua e letteratura tedesca, ma
anche uno studioso appassionato, un intellettuale curioso e un uomo che ha
dedicato la sua vita alla ricerca, alla cultura e alla memoria. Il suo percorso
accademico è stato segnato, fin dagli anni della formazione, da un profondo
interesse della lingua e della civiltà tedesca. La borsa di studio presso il Goethe Institut
di Monaco di Baviera contribuì, nella sua vita a rafforzare quel legame
culturale e scientifico che lo avrebbe accompagnato, per sempre, dopo gli studi
universitari, la laurea e l’incarico di docenza presso l’Università di Bari. Questo
gli permise di distinguersi negli studi e nelle pubblicazioni dedicate alla
letteratura contemporanea tedesca, approfondendo l’opera di importanti
scrittori, come il drammaturgo e poeta tedesco, saggista e direttore di teatro
Heiner Muller, i cui “pezzi enigmatici e frammentari” sono un contributo
significativo al teatro postmoderno. Pasquale Gallo ha avuto così. uno sguardo sempre attento alla complessità
della storia della cultura e della condizione umana. Il suo lavoro di ricerca
non si è limitato all’ambito giornalistico ma ha assunto l’aspetto più vasto
dell’approfondimento saggistico. Infatti, proprio la profondità dei suoi studi,
gli hanno offerto la possibilità di perseguire la costante ricerca degli elementi
di interculturalità che potevano legare la letteratura e la storia tedesca e
austriaca (quanto amava parlare di Vienna) con la storia della nostra regione e
della nostra cultura. Con passione civile e rigore documentario, ha dedicato
anni di studio ad una pagina poco conosciuta della storia pugliese italiana: la
presenza ad Alberobello e altre località della nostra regione di campi di
raccolta e di prigionia per gli ebrei detenuti dal regime fascista e sopravvissuti
nella Shoah. E non solo. Ha successivamente allargato lo sguardo alla Puglia e agli
anni straordinari della Bari liberata dagli alleati. Attraverso libri, saggi e
interventi, anche personali, in Convegni e nelle Scuole, ha contribuito a
riportare alla luce vicende che rischiavano di essere dimenticate, restituendo
voce a uomini e donne, la cui storia meritava di essere ricordata. Così, negli
ultimi anni, su questo solco, è nata in lui anche una necessità narrativa,
proprio attraverso la creazione di storie condensate in romanzi. Con questo
impegno, ha pubblicato il romanzo Babelbar, nel quale ha offerto ai
lettori una riflessione intensa sulla memoria degli esseri umani semplici che
furono coinvolti nella storia tragica dell’ultimo conflitto mondiale e sull’incontro
tra culture e il destino di chi ha attraversato le grandi fratture della storia.
Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo, conserva ilricordo di una persona
colta e generosa, capace di unire il rigore dello studioso alla sensibilità
dell’uomo e alla sua eccezionale dote dell’umiltà. La sua eredità vive nei
libri, che ha scritto, negli studenti che ha formato, nelle ricerche che ha
lasciato e nell’affetto di quanti gli hanno voluto bene. E vive nei suoi cari,
la moglie Maria Teresa e nel figlio Leonardo e in tutti noi che oggi lo
salutiamo con profonda tristezza, ma anche con gratitudine, perché la cultura
che ha trasmesso, la memoria che ha custodito e l’esempio, che ci ha donato continueranno
a parlare attraverso le sue opere. Grazie Pasquale.

Pasquale Gallo (1952 - 2026) è stato professore
associato di Letteratura
tedesca presso il Dipartimento
LELIA dell'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Ha svolto
ricerche e in seguito collaborato con varie Università tedesche tra le quali:
Colonia, Monaco, Tubingen, Augsburg, Berlino, Potsdam e l’ITEM di Parigi
(Istituto di ricerca sui testi manoscritti). Nel 1980 ha vinto una borsa di
studio presso il Goethe Institute di Monaco inerente la didattica del tedesco
per stranieri. Nel maggio 84 ha partecipato al Seminario di studi sugli aspetti
dell’Illuminismo europeo presso la Herzog August Bibliotek di Wolfwnbuttelnsu
invito dall’Istituto italiano di studi filosofici di Napoli L’interesse
scientifico si è rivolto da principio alla letteratura della ex-RDT con la monografia: Il teatro dialettico di Heiner Muller (1987) e vari saggi su altri autori
della ex Germania Est.
Successivamente si è dedicato allo studio della letteratura tedesca del 1700 con la pubblicazione dei volumi: L’orso danzante. Una immagine circense in P. Fleming, G. E. Lessing e H Heine (1992) e alla cura dei saggi dedicati alla favola tedesca dell’Illuminismo: Fabula Docet (2002). Ha poi rivolto l’attenzione alla Letteratura Tedesca dell’Interculturalità, curando dapprima la pubblicazione del volume: Die Fremde. Forme di interculturalità nella Letteratura tedesca contemporanea (1998) e Arcipelaghi Multiculturali. Appunti per una didattica della Letteratura tedesca dell'interculturarità (2009) pubblicando in seguito vari contributi su autori stranieri che hanno scelto il tedesco come lingua letteraria. Nel periodo 2000-2005 ha preso parte al progetto di ricerca nazionale: Edizioni critiche di testi tedeschi con supporto informatico. Ha collaborato alla realizzazione di convegni nazionali, internazionali e giornate di studio quali: La settimana de/la poesia Tedesca (Bari 2005; 2007; 2010) La comunicazione intercultura/e (Bari 2008, Macerata 2009, Bari 2010, Bari 2014, Bari 2017). Nel biennio 2002-2004 è stato componente del direttivo dell’A.I.G. (Associazione Italiana di Germanistica). In anni successivi si è dedicato attraverso conferenze alla ricostruzione di momenti della Shoah in Puglia, con particolare riguardo al passaggio di intellettuali e scrittori ebrei, pubblicando di recente i volumi: Profughi austriaci nella Bari del 1944. Franz Theodor Csokor, Alexander Sacher-Masoch, Hermann Hakel tra poesia e propaganda. Bari Edizioni dal Sud (2017) e Profughe e combattenti ebree nella Bari del 1944. Bari Edizioni dal Sud 2020 e infine il romanzo Babelbar (Edizioni dal sud 2023).
lunedì 8 giugno 2026
CONFLITTO RUSSIA UCRAINA
ED EUROPA
Il capo
dell’agenzia di stampa tedesca DPA (Germania), Martin Romanczyk ha intervistato il presidente
russo, dalla traduzione inviataci da Franco Continolo abbiamo estrapolato
domanda e risposta che riguardano l’Europa.
Martin Romanczyk: Signor
Presidente, due anni fa, quando le fu chiesto se la Russia stesse pianificando
un attacco alla NATO, lei rispose che tali affermazioni erano prive di
fondamento. Almeno, così furono riportate le sue dichiarazioni. Eppure oggi, in
un contesto in cui gli Stati Uniti non intendono schierare missili a medio
raggio in Germania e in cui emergono nuovi dettagli sul ridispiegamento delle
truppe americane dall’Europa all’Asia, si continua a ipotizzare che la Russia
possa attaccare il territorio della NATO in un futuro prossimo. Come valuta
queste affermazioni?
Vladimir Putin: Sa,
chiunque prenda seriamente in considerazione tali affermazioni dovrebbe porsi
una semplice domanda: a che scopo? Perché la Russia ne avrebbe bisogno? È
chiaro: il conflitto in Ucraina. Al centro del conflitto ci sono il colpo di
stato e la successiva repressione di tutto ciò che è associato alla Russia,
nonché di una parte significativa della popolazione del paese che si è
rifiutata di accettare l’esito di quel colpo di stato. L’Ucraina è, dopotutto,
un paese in gran parte russofono. Persino i cosiddetti nazionalisti parlano
russo in casa. Ma non è questo il punto. Il punto è che al colpo di stato è seguita
una serie di sviluppi all’interno della stessa Ucraina. Alla fine – e non
entrerò nei dettagli di come si sono svolti i fatti, compresi gli accordi di
Minsk e tutto ciò che ne è seguito – ci siamo trovati in una situazione in cui
era necessario sostenere le persone che vivevano nei territori che non
riconoscevano l’esito del colpo di stato. Allo stesso tempo, erano in corso
sforzi per far entrare l’Ucraina nella NATO. Pensateci bene. Siamo stati
semplicemente ingannati – apertamente ingannati. Lo sapete benissimo. Dal 1991
ci è stato ripetutamente detto che la NATO non si sarebbe spostata di un
centimetro verso est. Lo affermò all’epoca il Segretario Generale della NATO,
un cittadino della Repubblica Federale di Germania – devo ammettere che al
momento non ricordo il suo cognome. Questa era la garanzia che ci era stata
data. Ma cosa c’entra l’Europa in tutto questo? Perché la Russia dovrebbe
attaccare l’Europa o entrare in guerra con la NATO? Quale sarebbe lo scopo?
Come ho già detto, queste affermazioni non sono semplici sciocchezze. A mio
avviso, si tratta di una provocazione deliberata, concepita per creare l’impressione
di una minaccia inesistente. L’obiettivo è persuadere le popolazioni ad
aumentare le spese per la difesa e, come primo passo, a finanziare il regime
che ha preso il potere a Kiev. Questa, credo, sia la vera spiegazione. Non si
tratta di semplici sciocchezze; è una provocazione. Ciò che mi sorprende,
tuttavia, è che alcune persone nei paesi europei sembrino crederci. Lo trovo sconcertante.
L’intera idea è semplicemente assurda. Sarebbe divertente se non fosse così
triste. (…) Pertanto, per quanto riguarda l’idea che la Russia attacchi l’Europa,
si tratta ovviamente di un’assurdità, ma non solo. È anche una provocazione e
una disinformazione volta a ingannare la propria popolazione per assicurarsi i
finanziamenti per la lotta contro la Russia e per la militarizzazione delle
proprie economie.
UNIVERSITÀ DI TRIESTE
Trieste
porto franco internazionale.
Un’opera per comprendere il ruolo attuale di Trieste nello
scacchiere geopolitico e la
sua unicità storica, culturale e giuridica. In un quadro storico su
città, territorio, trattati di pace ed evoluzione del porto, questo
testo a più contributi mette a fuoco nodi geopolitici e di criticità
strutturali, lasciando spazio anche a testimonianze di impegno militante e memoria.
Un lavoro
intellettuale che si contrappone, per analisi e realismo, ai numerosi summit -organizzati
senza alcun coinvolgimento della cittadinanza - che propagandano possibilità di
arricchimento economico (IMEC - Via del Cotone), ma smascherano sia il pesante costo
sociale che le prospettive di ulteriore riduzione di autonomia del porto,
con il rischio che diventi un hub militare a tutti gli effetti.
9 giugno
alle ore 18 presso l’Università di Trieste, sede centrale, Piazzale
Europa 1, aula A, lato destro.
CSOA COX CONCHETTA
Archivio Primo Moroni - Calusca City Lights
CSOA Cox 18 Centro di documentazione contro la guerra
via Conchetta 18 - Milano
(M2 Romolo, bus 90/91 e 47, tram 3)
MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2026 - ore 18.30
Invitano a un incontro per ricordare
VISCONTE GRISI
2 aprile 1944 - 29 maggio 2026
dalle ore 20 buffet in compagnia
PALAZZO MARINO IN MUSICA
Controcanto
XV Edizione / Stagione 2026
Domenica 14 giugno 2026, ore 11.00
Racconti
nel mezzo
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano.
La XV edizione di Palazzo Marino in Musica,
in programma da maggio a novembre 2026, è dedicata al tema Controcanto: un invito ad ascoltare la
musica non come linea singola, ma come relazione tra più voci.
Il controcanto è il luogo in cui il monologo diventa dialogo, dove due linee
generano un senso nuovo, più ricco della somma delle parti.
Il secondo appuntamento in programma, dal titolo Racconti
nel mezzo, vede tre voci dal
timbro scuro - mezzosoprano, viola e pianoforte - che
diventano protagoniste di un concerto dedicato all’arte del dialogo musicale.
Dai colori simbolisti di Loeffler alle
atmosfere intime di Bridge,
ogni brano esplora la forza del controcanto come spazio di relazione e
risonanza emotiva.
Il cuore del programma è la
straordinaria Viola Sonata di Rebecca Clarke, capolavoro del Novecento e
testimonianza della determinazione
di una compositrice che sfidò pregiudizi e silenzi. Accanto
alla sonata, due brani rivelano la delicatezza e la profondità della sua scrittura. Brahms chiude un percorso in cui voce,
viola e pianoforte si intrecciano in un equilibrio perfetto.
Dietro queste musiche si intravede la storia di molte compositrici che,
da Fanny Mendelssohn a Clara Schumann,
da Lili Boulanger alla stessa Clarke, hanno arricchito la
storia della musica pur rimanendo spesso ai margini del riconoscimento. Come il
controcanto, essenziale ma non sempre in primo piano, le loro voci hanno aggiunto profondità e bellezza al
repertorio. Il concerto è anche un omaggio a loro.
Sul palco il trio Julia Samsonova‑Khayet,
Sabina Bakholdina e Irina Kravchenko, musiciste di grande
sensibilità ed eleganza che esplorano il repertorio cameristico cercando un
equilibrio perfetto tra voce e strumenti.
I biglietti d’ingresso sono gratuiti con
prenotazione: a partire dalle ore 9.30 del giovedì precedente ogni concerto è
possibile prenotarli online sul sito www.palazzomarinoinmusica.it oppure ritirare
quelli cartacei disponibili presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia –
Milano.
La rassegna Palazzo Marino in Musica è realizzata in collaborazione
con il Comune di Milano ed
è organizzata da EquiVoci
Musicali.
Le Istituzioni coinvolte nel 2026 come partner sono Comune di Milano, MM Spa, la Centrale dell’Acqua di Milano,
Aquaflor, Gallerie d’Italia - Milano, museo di Intesa Sanpaolo e il
Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
La rassegna è sostenuta da Intesa Sanpaolo.
Sponsor tecnico Fazioli e Serazio pianoforti.
Direzione Artistica: Davide Santi e Rachel O’Brien
Organizzazione: EquiVoci Musicali
Social Media Manager: Gledis Gjuzi
Ufficio Stampa: Andrea Zaniboni
Tel. 349 8523022 | ufficiostampa@palazzomarinoinmusica.it
Facebook, Instagram, YouTube: Palazzo Marino in Musica
















