EGO
di James Hansen
Secondo
quanto riferito dall’ Agenzia Reuters e da numerose testate della stampa
americana, il Presidente Donald Trump avrebbe esplicitamente posto come
‘prezzo’ del suo assenso ad un grosso finanziamento federale finalizzata alla
costruzione di una nuova galleria sotto il fiume Hudson per raggiungere la
città di New York, una sola, bizzarra, condizione. Pretende che i nomi di due
dei più importanti nodi dei trasporti americani - la Penn Station di New York e
il Dulles Airport di Washington D.C. - vengano cambiati per onorare lui, che
diventino dunque ‘Trump Station’ e ‘Trump International Airport’…
Il Presidente, alla richiesta di
confermare o negare la sua insolita pretesa, ha risposto invece che “Sono due
questioni diverse” - presumibilmente perché New York e Washington sono due
città diverse - e poi ha cambiato argomento. Ad ogni modo, i due nodi in
questione hanno proprietari diversi. L’aeroporto di Washington Dulles è
controllato direttamente dal governo federale, mentre Penn Station -
un’importante centrale ferroviaria - è dell’ente semi-pubblica Amtrak. Non
è detto però che le due amministrazioni vedano la questione alla stessa
maniera. La reazione pubblica alla proposta del Presidente è stata marcatamente
sotto tono, del tipo “Boh, è una delle sue…”. Donald Trump non è mai stato un
‘modesto’. Era stato eletto alla Presidenza con un certo entusiasmo, forse
nella speranza che, nella sua eccentricità, avrebbe portato un po’ di ‘aria
fresca’ a Washington. L’aria è effettivamente cambiata, ma in peggio, e lui è
ormai decisamente impopolare. Sondaggi recenti riferiscono che il 36% della
popolazione USA approva il suo operato, mentre il 62% “disapprova”. A seguire
la tendenza, il dato pare destinato a peggiorare. Intanto, cresce la preoccupazione
per cos’altro Trump possa combinare nei circa tre anni che rimangono alla sua
Presidenza. Al momento, e solo per fare un esempio, il Presidente americano
esprime grande entusiasmo per il progetto di fare del Canada - ad ora una
nazione indipendente, seppure vagamente legato alla Corona britannica - il
cinquantunesimo degli attuali cinquanta stati degli Stati Uniti; questo che lo
voglia o meno gli abitanti. Il Governo
canadese non è tanto convinto che scherzi, e dalla capitale, Ottawa, fanno
sapere di star facendo i preparativi per la difesa militare del confine da un’eventuale invasione americana. Il perché di queste iniziative del
Presidente - di cui non si sente il bisogno - non è perfettamente chiaro. Si
direbbe che Donald Trump, che non potrà più - per legge - fare un’altra volta
il Presidente degli Stati Uniti, starebbe invece facendo di tutto per entrare
nel libri di storia. Chissà cos’avranno da dire.







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