REFERENDUM
di Giuseppe Melzi - avvocato
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| Giuseppe Melzi |
La separazione delle carriere è un marginale problema che potrebbe essere disciplinato con una legge ordinaria, rispettando i principi costituzionali.
Nel metodo, è stata approvata con un blitz della maggioranza parlamentare, senza confronti con le minoranze e con le categorie interessate (magistrati e avvocati) e anche con esponenti della società civile.

Giorgio Vasari: La Giustizia
Nel merito, la duplicazione delle
carriere e del C.S.M., con un nuovo organo superiore “monstre” l’Alta
Corte Disciplinare e l’adozione per le nomine del sorteggio secco (per i
Giudici), temperato (per i Politici) è un’invenzione obbrobriosa e subdola. I
quesiti tecnici (incomprensibili per la maggioranza dei cittadini)
istituzionalizzano una prassi diffusa e deteriore: i P.M., già strapotenti e quasi
sempre impuniti, diventano “superpoliziotti”, asserviti alla politica. Il “giusto
processo” si realizza con il riconoscimento della funzione costituzionale
della difesa dei cittadini (ancora mancante), “ad armi pari” con l’accusa e non
con il rafforzamento di P.M. sottomessi. Solo con difensori costituzionalmente
riconosciuti e rispettati (non come è avvenuto a me) comunque privi dei servizi
della Polizia Giudiziaria si ristabilisce l’equilibrio delle Parti processuali,
davanti ad un Giudice indipendente e imparziale (terzietà professionale). Un
giudice libero, anche nei processi civili, amministrativi e di volontaria
giurisdizione (quantitativamente il doppio di quella penale) non sovrastato da
“poteri forti” a tutela dei diritti di soggetti deboli, indifesi (il gratuito
patrocinio è inadeguato).
La riforma della Magistratura
dovrebbe coinvolgere, invece, P.M. e Giudici nella formazione (morale e
culturale) con aggiornamenti continui, nella selezione e nei controlli sulla
loro attitudine e produttività e, quindi, sulle carriere.
La riforma della Giustizia dovrebbe
trattare i problemi reali dei cittadini: la durata dei procedimenti (“la
separazione delle carriere non accelera i processi ”, Ministro Carlo Nordio),
l’organico dei Tribunali, le strutture carcerarie, la tutela dei diritti alla
salute e alla istruzione, alla sicurezza urbana e sul lavoro, ecc. I principi
costituzionali non si stravolgono, ma si applicano, correggendo le prassi “castali”
dei Magistrati e del C.S.M., senza triplicarne i costi: 2 sezioni disciplinari,
approvate con legge ordinaria? Il voto No pesa traumaticamente sulla
mia esperienza, ma è necessario per impedire che le interferenze della politica
nella gestione della Giustizia divengano un “sistema” codificato e
irresponsabile.









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