UN RICORDO SU JURGEN
HABERMAS
di Franco Astengo

Habermas
È scomparso
Jurgen Habermas, ultimo epigono della Scuola di Francoforte: forse l’intellettuale
europeo di maggior spicco della nostra generazione. Non dispongo
soggettivamente delle capacità intellettuali per cercare di entrare nel merito
della complessità del suo lavoro filosofico e politico: basterà ricordare il
suo impegno conclusivo nella promozione di un progetto federale europeo unico
rimedio - a suo giudizio - dal risorgere dei nazionalismi.
Desidererei soltanto ricordare un
suo saggio uscito nel 2014 dal titolo Nella spirale tecnocratica
nel quale Habermas affrontava il tema tipicamente novecentesco del rapporto tra
la solidarietà e i diritti intesi quale “pretesa giuridica” nell’ambito dello
Stato Sociale. Habermas sosteneva come fosse
questione di “solidarietà” e non di “diritti” il livello di disuguaglianza tra
i cittadini e, ancora, come non fosse lo Stato di diritto capace di frenare il
numero crescente di giovani senza lavoro, di disoccupati, di sotto-occupati, di
anziani con una pensione da fame, di mamme che allevano da sole i propri
bambini e dipendono dalla pubblica assistenza. Da
questo quadro che appariva tratto dalla penna di Dickens eppure molto
realistico rispetto all’attualità, Habermas traeva la conclusione che solo la
politica di un legislatore che fosse sensibile alle pretese normative di una
cittadinanza democratica potesse trasformare le richieste di solidarietà dei
marginalizzati in veri e propri diritti sociali. In un commento a questo lavoro ci era capitato di sostenere una tesi che
potrebbe essere riproposta ancora adessononostante quanto nel frattempo sia
cambiato nel contesto complessivo. Un commento
che partiva dal riconoscimento che nella conclusione di Habermas ci fosse del
condivisibile a patto di mantenerci alla superficie della questione. Appariva però già necessario, anche allora, andare al cuore
della questione delle disuguaglianze facendo in modo che, anche all’interno di
una riprogettazione dello Stato Sociale universalistico emergesse la questione
dell’eguaglianza.
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