UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

sabato 9 maggio 2026

MENZOGNE
di Franco Astengo



Le fake news d’epoca
 
Un tempo erano chiamate “bugie” oppure in termine giornalistico “bufale” adesso nella modernità social “fake news” ma il rapporto tra le falsità e la politica è sempre stato molto stretto. “Abbiamo preso il mostro” urlò Bruno Vespa al telegiornale della sera del 21 dicembre 1969 annunciando l’arresto di Valpreda per la strage di Piazza Fontana e, nel tempo, via sciorinando. Arriviamo all’oggi. Il “Corriere della Sera” sta celebrando i suoi 150 anni e tra le varie iniziative in corso c’è quella di allegare una volta alla settimana al quotidiano del giorno la copia anastatica del “Corriere” nei giorni dei grandi fatti della storia d’Italia e del mondo. Il 7 maggio 2026 lettrici e lettori del quotidiano di maggior tiratura hanno trovato allegata la copia del 10 maggio 1978: il giorno dopo il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro disteso sulla famosa R4 rossa in Via Caetani traversa di Via delle Botteghe Oscure. Contestiamo la media distanza tra Botteghe Oscure e Piazza del Gesù perché in quel caso il corpo di Moro avrebbe dovuto essere depositato in via Celsa che funge proprio da passaggio naturale tra l’ex-sede del PCI e l’ex-sede della DC (anzi in un angolo di Palazzo Cenci-Bolognetti dovrebbe esserci ancora la sede di una qualche delle tante schegge democristiane ancora presenti nei meandri del sistema politico italiano: ma non ne siamo sicuri). Torniamo alla copia anastatica del Corriere del 10 maggio 1978, probabilmente chi cura questo lavoro non ci ha fatto caso. Però il punto più importante di questa copia sta a pagina 13 sotto il titolo: “Ultrà di sinistra dilaniato dalla sua bomba sul binario. Così senza dubbi di sorta o punti interrogativi d’occasione veniva presentato l’assassinio mafioso di Peppino Impastato.
L’incipit dell’articolo (siglato da tal S. V.) contiene sì un punto interrogativo: “Suicidio e attentato, oppure l’uno e l’altro assieme?”. La verità sarebbe poi stata scoperchiata e le responsabilità del clan Badalamenti emerse nella verità: naturalmente nessuno del governo, degli inquirenti, nei giornali, nelle tivù che presentarono in quel modo l’episodio ha mai chiesto scusa. Però che oggi al Corriere nessuno abbia pensato a scrivere due righe sul quotidiano per segnalare la presenza nella copia anastatica di questa fake-news di regime (perché di questo si trattava in allora) desta diversi pensieri: il primo che si ritiene quel fatto morto e sepolto e che nessuno se lo ricordi. Allora era proprio il caso di segnalarlo in tempi nei quali le fake-news di regime stanno prendendosi completamente la scena approfittando anche della passività che l’uso dei social sta elargendo a piene mani nel disorientamento generale.

ANCORA SU GENTILEZZA E DOLCEZZA
Lettrici, lettori, collaboratori, un vero coro di voci, da tutta Italia.


Alberto Casiraghy
Uovo (maggio 2026)
 
Gentilezza e dolcezza. Meravigliose doti! Bellissimo articolo, e tu sempre bravissimo. Buona giornata e grazie. [Maria Spinelli]
 
Complimenti per un articolo che sembra proveniente da un altro mondo ma è nutrito di sentimenti e sensibilità che accomunano gli umani degni dell’evoluzione degli ultimi 10 milioni di anni. [Romano Rinaldi]
 

La bellezza conturbante, capace di turbamento profondo, una dirompente vertigine, è quella che colse Stendhal all’uscita da Santa Croce a Firenze nel suo Grand Tour. Sottile disquisizione tra dolcezza e gentilezza, l’una sì un linguaggio dell’anima, l’altra una conquista, raggiunta attraverso il proprio codice morale e comportamentale, supportata da mitezza ed empatia, favorente relazioni sociali e la nostra aura energetica. Allineata al tuo squisito sentire. [Tata Marchi]
 
Caro Angelo, è un pensiero tenero che oggi manca veramente! Grazie per le tue riflessioni su queste cose fondamentali e un po’ neglette… [Julia Pikalova]
 
Che meraviglia Angelo amico mio carissimo. Sono sulla riva del fiume delle tue parole ammirando scorrere le condivise acque della dolcezza e della gentilezza. Grazie. Ti abbraccio forte. [Zaccaria Gallo]
 
In riferimento alla mia poesia ho parlato di “epica gentile” di contro all’epica guerresca… penso che la gentilezza sia un tratto femminile che permea anche l’anima degli uomini migliori. [Gabriella Galzio]
 
Gentilezza e dolcezza non hanno molto a che fare con la bellezza. Le prime sono virtù, l’ultima è fuori dai comportamenti abituali. Grazie. [Maurizio Nocera]
 
La gentilezza impegna. Sono tempi senza impegno. [Maria Antonietta Montella]
 
Molto bello il tuo pezzo di oggi. Bravo! Oddio, detto così può fare pensare che io consideri molto meno belli gli altri. Ovviamente non è così. Sono stato colpito dal fatto che hai trattato due temi ordinari e usurati, dolcezza e gentilezza, riportandone i valori alla nostra attenzione. Dicendo cose che tutti noi pensiamo e avremmo potuto dire. Solo che l’hai fatto tu e l’hai scritto tu. [Giuseppe Cinà]
 
Toccante l’articolo sulla gentilezza. [Emma Atonna]
 
Grazie delle tue bellissime parole e per le perle di saggezza dei grandi. Chi possiede la virtù della gentilezza, possiede anche una grande interiore bellezza. Buona sera Angelo. [Teresa Straface]
  
Caro Angelo, che bella coppia che siete! E condivido il tuo apprezzamento della dolcezza e della gentilezza, anche se a me essere sempre gentile non è servito a molto, sopraffatta come sono stata dalla prepotenza altrui per tutta la vita. Ma Matteo (vv. 5,5) mi consola: “Beati i miti perché erediteranno la terra”. Quando? Un caro saluto. [Alida Airaghi]
 
Sempre a fare centro! [Giuseppe Faragasso]
 
Grazie Angelo. Quello di cui avremmo bisogno, la gentilezza se non finanche la dolcezza. [Tania Chimenti]
 
Se tutti facessimo la nostra parte al di là delle stupide ideologie il mondo sarebbe migliore e scongiureremmo la guerra che un manipolo di criminali vuole imporci… [Chicca Morone]
 
Molto bella questa riflessione, siamo così disabituati a riceverne che quando ci sono ci sorprendono, quasi ci destabilizzano, non sappiamo più “fronteggiarle” ormai addestrati alla difesa. [Assunta Fusaro]
 
Molto bello. [Alberto Romeo]
 
Apprezzo e condivido e vorrei aggiungere che la gentilezza non conosce gerarchie e ha nei confronti del mondo un atteggiamento empatico. [Valeria Dal Bo]
 
È molto utile sottolineare queste qualità dell’essere umano tanto trascurate, quanto trascurato l’uomo, cioè la sua vera natura in questo momento. È importante riconoscere nell’altro queste qualità perché riconoscerle nell’altro implica il riconoscerle anche in noi stessi. La gentilezza è contagiosa. La dolcezza suscita tenerezza. Abbiamo tutti bisogno di dolcezza e tenerezza. Ti mando una bellissima canzone di Bourville sulla tenerezza che è cugina della dolcezza. È in francese. [Gianna Caliari]
 
Condivido. Da borgnana apprezzo moltissimo la gentilezza e chi ne coglie il valore. Grazie. [Roberta Guccinelli]
 
Fai bene a ricordarne il valore in un momento in cui sembra si sia perso tutto ciò che non sa di violenza e sopraffazione. [Aldo Stroppi]
 
S’apre il mondo a chi ha il cuor gentile. [Claudio Fantozzi]
 
Sono totalmente d’accordo… Grazie. [Chiara Pasetti]
 
Grazie Angelo. È il quadro che è sul mio letto dal 7 maggio 1962, data del nostro matrimonio. (è l’immagine messa a corredo dello scritto ndr). [Carla Zarro]
 
Ottime considerazioni su gentilezza e dolcezza, virtù importantissime. ]Franco Toscani]
 
Viva la gentilezza! E anche la fragile dolcezza… [Gabriele Scaramuzza]


Mi dispiace se sulla gentilezza e dolcezza ho un punto di vista diverso, soprattutto come persona di sesso femminile. È una questione culturale.
Ciò che per me sarebbero qualità normali non mi commuovono, purtroppo faccio i conti da quando sono nata con pochi esempi di gentilezza e dolcezza da parte di persone sia uomini sia donne. Ho incontrato angeli sulla mia via. Non mi avrebbero mai lasciata sola, mi avrebbero cercata e sostenuta con premura affetto dolcezza. Alcuni, anche molto giovani non ci sono più fra noi e altri abitano in altre città. Mio padre era persona dolcissima e gentile, uomo educato, rispettoso, antifascista. D’altra parte la persona commossa è un uomo. Sicuramente buono come sei tu. Angelo. Se c’è una riflessione redenta ben venga per promuovere gentilezza, e commoviamoci... per una normalità rara, vista l’involuzione umana. Essere gentili non è un merito come non lo è essere onesti. Il mondo è un inferno e forse Dante lo riscriverebbe. [Laura Margherita Volante]



SALONE DEL LIBRO TORINO   




Luca Ariano dialoga con la giornalista Mariangela Taccone sul volume Innesti Umani (Bertoni Editore) da lui curato assieme ad Emanuela Rizzo. Giovedì 14 maggio alle ore 16,30 Padiglione 2 - Stand G 130 - H 129. 

 

venerdì 8 maggio 2026

A PROPOSITO DI GENTILEZZA E DOLCEZZA 
di Renzo Vidale

                     
                  

Caro Angelo il tuo articolo mi ha commosso. Mi permetto di dire che è tra gli articoli più belli che tu hai scritto, e che non sono certo pochi. La gentilezza, quella vera, non formale, cioè quella accompagnata dalla dolcezza, è la cartina di tornasole per giudicare l’essenza degli esseri umani. La gentilezza poi necessita anche di coraggio. Un esempio personale: recentemente, dopo che entrambi avevamo fatto gli esami del sangue, una giovane donna si è girata all'improvviso verso di me e mi ha offerto i biscotti che stava mangiando. “So cosa vuol dire essere a digiuno da molte ore” mi ha detto, precisando poi che i suoi esami quel giorno erano particolari, e richiedevano più prelievi e dunque più tempo del normale. Era molto giovane, tra i venti e i ventitré anni, credo. Aveva posato nella sedia accanto a sé un romanzo giapponese, di cui non ricordo l'autore, e io ne ho approfittato per chiacchierare un po’ con lei di letteratura. La sua gentilezza, la sua età, il fatto che leggesse un libro in carne ed ossa e, “last but not least”, i biscotti nello stomaco, mi hanno riconciliato subito con la giornata. Ho pensato in seguito che io, a parti rovesciate, non avrei avuto il coraggio di fare lo stesso suo gesto, per timidezza e per paura di essere frainteso. Il comportamento di quella ragazza mi ha dato un po’ di forza e speranza per un futuro migliore di quello post-umano (e disumano) che stiamo già vivendo. Insomma, la gentilezza/dolcezza salverà il mondo.

RUSSIA ALLA BIENNALE? 
di Julia Pikalova
 

Prigionieri politici in Russia

Sono contraria alla “cancellazione della cultura”, poiché sono convinta che l’arte debba essere un ponte, non un muro. Tuttavia, il padiglione russo di oggi alla Biennale non è una rappresentazione della cultura russa. Vi compare soltanto quella sua parte affiliata al regime e dotata della sua sanzione ufficiale. Una parte significativa dell’arte oggi si trova altrove: o dietro le sbarre, o in esilio. Il numero dei prigionieri politici in Russia ha ormai superato quello dell’epoca brežneviana, e una quota rilevante di questo elenco è composta da persone di cultura: artisti, scrittori, registi. Coloro che non hanno accettato compromessi con la coscienza e non hanno taciuto sono stati privati della libertà o spinti fuori dal Paese. Parlo anche per esperienza personale. Nella Russia contemporanea la censura dei libri, e perfino il loro divieto, sono diventati prassi. Ho preparato un manoscritto di poesie scritte tra il 2022 e il 2026, ma sono pienamente consapevole che nella Russia di oggi non verrà pubblicato. Il padiglione della Federazione Russa alla Biennale non rappresenta la cultura russa, ma soltanto la sua “versione consentita”, sterilizzata e leale, nel migliore dei casi semplicemente neutrale. Storicamente, la cultura russa è sempre stata una voce antagonista al potere, una voce di verità contro la forza. Altrimenti non sarebbe stata perseguitata in questo modo. Ricordate la finta esecuzione di Dostoevskij, la morte di Mandel’štam nel lager, il divieto di pubblicazione imposto a Achmatova, le torture e l’esecuzione di Mejerchol’d, le persecuzioni di Šostakovič e di Pasternak, il ricovero forzato di Brodskij in un manicomio, e poi la sua espulsione dall’URSS. Sto citando solo i nomi più noti in Occidente. Oggi sta accadendo la stessa cosa! Non è necessario chiudere il padiglione, ma ricordiamolo: la cultura viva e autentica non ha nulla a che vedere con facciate ufficiali.

 

 

 



CONOSCI TE STESSO
di Chicca Morone



È sempre affascinante osservare come a un certo livello evolutivo sia facile intendersi, capire quello che il nostro interlocutore empatico voglia comunicarci e quanto al contrario sia difficile dialogare con chi (soprattutto in questi tempi) è preda di ideologie. Oggi più che mai è importante decodificare i messaggi che ci arrivano dall’esterno senza la rigidità di giudizio, per non essere trascinati nelle categorie buono/cattivo, bello/brutto, amico/nemico, giusto/sbagliato e formare così dicotomie nelle quali rimanere intrappolati. Tantissime sono le informazioni che ci raggiungono costantemente, ma sta a noi, con il radicamento in noi stessi, saper prendere le distanze o accogliere quanto ci circonda.
Durante la lettura di nuovi testi, ognuno di noi tende a “incasellare” nelle aree cerebrali le informazioni, secondo una propria struttura non solo biologica, dando così vita a quell’elemento definibile sincretismo personale, cioè cultura.
La nostra vita nella materia inizia con la fecondazione dell’ovulo femminile: secondo recenti ricerche sarebbe il Femminile a decidere quale spermatozoo debba essere accolto per la creazione della nuova vita. In quest’ottica è una logica spiegazione il concetto di seity del professor Federico Faggin che così definisce l'unità di coscienza individuale e profonda: un campo quantistico auto-cosciente, dotato di libero arbitrio e identità permanente, che esiste prima e dopo il corpo fisico. Libero arbitrio da parte dell’Uno, quindi decisione di realizzarsi nella materia per compiere quel tipo di esperienza, sia come madre sia come figlio.
Così quella creatura che prende vita, si sviluppa nell’utero materno attraverso il cordone ombelicale: il suo centro è l’ombelico, il luogo definito in Oriente Hara. Nel momento in cui viene alla luce ed è legato alla madre, il bambino respira ancora attraverso la pancia per poi, con il taglio del cordone ombelicale e il primo vagito, apprendere a mettere in funzione i polmoni e spostare il proprio centro. Con il passare dei mesi, percependo di essere un’entità diversa dalla propria madre, imparerà amare e a essere amato: così il cuore diventerà il nucleo centrale del suo essere.
In seguito un altro luogo sarà il propulsore evolutivo della creatura: la mente, la ragione, l’intelletto. Sarà quindi condizionato non solo nel comportamento con l’introiezione delle regole genitoriali, ma spesso anche nel lasciare poco spazio alla funzione dell’emisfero destro del cervello dove la creatività può essere soffocata. L’irrazionalità, vista come impedimento a un equilibrato formarsi della personalità, tenderà a rendere il bambino (diventato adolescente a volte ribelle) costretto in comportamenti “ragionevoli”.




Così il suo nucleo privilegiato diventerà la mente e la dimenticanza scenderà sugli altri due centri: la pancia (centro vitale, energetico e spirituale) e il cuore.
Non è un caso che proprio in questi momenti di grande caos mondiale il riferimento spirituale sia diventato Leone XIV, un papa che proprio nel mese di maggio compie un anno di apostolato: i discorsi tenuti in tale periodo sono stati incentrati su parole come “cuore, parola di Dio, azione” tratti dall’insegnamento e dall’esperienza di vita di Sant’Agostino. Così, nella messa del 18 maggio 2025 il Pontefice ha aperto l’omelia con l’incipit delle Confessioni “Ci hai fatto per Te e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te. Ma più significativo ancora è il riferimento costante a “Non andare fuori di te, ritorna in te stesso, la verità abita nell’uomo interiore” (De vera religione - 39, 72) uno dei primi scritti del santo. Un insegnamento lucido con radici antiche perché l’uomo per conoscere il divino deve prima trascendere la propria esteriorità per giungere alla propria interiorità dove la fiamma divina arde ed è impressa la sua immagine.




Concetto non molto dissimile dall’iscrizione sul frontone del tempio di Apollo a Delfi dove il “Conosci te stesso” suona come avvertimento al viandante giunto per ascoltare l’oracolo... e nonostante in certi casi venga interpretato come monito al riconoscimento della propria natura umana limitata e mortale, in realtà indica l’appartenenza alla natura divina dell’uomo interiore e alla possibilità di ricongiungimento con la Coscienza Universale seppure ancora legato alla materia, cioè al corpo. L’illuminazione è testimoniata in diverse parti della terra, non solo in Oriente, dove viene raggiunta attraverso particolari tecniche meditative!
Infatti se sappiamo unire le istanze mente, pancia (centro vitale, energetico e spirituale dell’essere) ragionando con il cuore possiamo raggiungere quel grado di evoluzione in cui sappiamo di essere tutt’uno con quanto ci circonda, di essere una parte del Tutto e soprattutto smetteremmo di investire in armi per la guerra.
Meglio sarebbe ricordare i versi di John Donne “Nessun uomo è un’isola/intero in sé./Ognuno è un pezzo del continente/una parte del tutto...” e la violenza contro un altro essere umano sapremmo essere violenza contro noi stessi.

 

  

GRAZIE ALEX
di Laura Margherita Volante
 


Alex Zanardi

Se il 31 ottobre 2006 per un incidente mortale sulla super strada per Roma ce l’ho fatta è grazie a te. Mia figlia mi portò, mentre ero ricoverata in gravi condizioni, la rivista di Psicologia Contemporanea (ero abbonata da anni).
Leggendo l’intervista ad Alex Zanardi sull’incidente che gli tranciò le gambe, mi colpì una delle sue risposte. Col suo spirito semplice e intelligente dichiarò di concentrarsi sulla metà che gli era rimasta. Questa risposta cambiò il mio approccio con la vita, con il rischio realistico di fronte ad una eventuale amputazione. Nessuno ne parlava ma avevo intuito di essere in pericolo di vita o di rimanere su una carrozzella. Reagii di colpo alla celata disperazione con la forza della speranza: “Se ce l’ha fatta lui ce la farò anch’io”. Pensai. “Con le protesi starò in piedi, di giorno con il bastone dal manico di cuoio e la sera con quello di vernice nera con lo swarovski” dissi all’infermiera divertita. Subii molti interventi chirurgici, anche di molte ore, affrontai una ventina di camere iperbariche, un innesto di lembo muscolare, ecc...
In piedi sulle mie gambe ho potuto, dopo un paio di anni, fare dei viaggi da sola, con treni e aerei, avendo introiettato nella mia anima l’esempio e la lezione di Zanardi. Non è passato giorno senza pensare a lui, al mio amico reale nella mia immaginazione. Grazie campione dei campioni, eroe di coraggio e umanità. Ti ho voluto bene anche senza conoscerti di persona. Ti seguivo in tivù piena di stima e ammirazione, emulandoti e con le mie modeste capacità ho affrontato con accettazione ogni difficoltà, che si è presentata. E soprattutto con la serenità e la fiducia trasmessemi. Persino i medici si stupirono non poco. E ancora oggi. La tua forza è stata la mia come un miracolo. Buon viaggio Alex, il cielo ha grandi spazi per accoglierti con amore.

STUPIDITÀ NATURALE
di Marcello Campisani


 



L’inventiva è un grandioso dono.
Eppure d’altro canto l’invenzione,
benché protesa nel progresso buono,
ci dà sempre motivo d'apprensione.
 
Platone fa dire addirittura
che son di più le contro-indicazioni
dei vantaggi che porta la scrittura,
perché diventeremo dei testoni
 
perdendo verità, nonché memoria.
Così l’artificial intelligenza
inaugurando la novella storia
dà adito a nuova diffidenza.
 
Invece, con Renzo Tramaglino,
direi che la c’è la Provvidenza:
il mondo non fu mai tanto cretino,
come nell'attuale contingenza.
 
Se la ferocia resta tal e quale,
nell’adeguamento mezzi a fini
c'è un’idiozia sesquipedale,
che non trova argini e confini.
 
Del bene par che manchi desiderio,
di quei vagiti di democrazia
stiamo perseguendone il contrario
in una dissennata parodia.
 
In attesa ch’il senno naturale
recuperi Astolfo dalla Luna,
benedetto sarà l’artificiale.
D’alternativa non ce n’è nessuna!

GIÙ LE MANI DA SAN SIRO




giovedì 7 maggio 2026

A CASTIGLIONE DELLE STIVIERE
Con Federico Migliorati e Marzia Borzi





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