UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

domenica 11 ottobre 2026

LA BIBLIOTECA DI UNO SCRITTORE
di Angelo Gaccione


 
La più grave disgrazia che possa capitare ad uno studioso che si sia nutrito per tutta la vita di libri è certamente quella di venirne privato da un evento imprevedibile e che non aveva messo in conto. Immaginatevi ora quanto possa esserlo per uno scrittore che in vita sua non ha fatto che comprare e leggere libri, e che per custodirli in un luogo sicuro, ha contratto dei debiti per dotarsi di quel luogo e proteggerli. Immaginatevi la visione drammatica di trovarsi impotente davanti ad una parete interamente infiltrata dall’acqua che ha attaccato impietosamente gli scaffali e persino le librerie che i libri custodivano. Un evento che ha provocato seri danni e minacciato concretamente di distruggere una parte significativa del suo patrimonio librario. È quanto è accaduto di recente al locale in cui custodisco una quantità esagerata di libri, quella che ai miei amici è nota come “La Carboneria”, e non ci sono parole per descrivere lo stato d’animo da cui sono stato colto. Nel pieno dello sconforto mi è balenato questo pensiero: “È probabile che essendo venuto al mondo privo di beni, la sorte mi abbia riservato di andarmene senza lasciarne nessuno”. La fatica immane per l’opera di ripulitura – volume per volume – chiunque se la può immaginare. Difficile immaginare, invece, la varietà di queste creature di carta, fragili e potenti nello stesso tempo. Fragili perché un filo di muffa, di umido o una invisibile larva le può compromettere per sempre; potenti perché dieci semplici righi di inchiostro nero e muto che quelle fragili pagine contengono, possono far lacrimare milioni di occhi di compassione, scavare ferite nei cuori con cui vengono in contatto, farli sussultare di gioia, sollevare di rabbia i corpi di popoli interi contro le ingiustizie, e cambiare il mondo.


 
L’infausta contingenza mi sta obbligando a riprenderli in mano uno per uno per pulirli, lasciarli asciugare, farli respirare per poi inscatolarli. La quantità dei titoli disposti in duplice fila o a cumuli in posizione verticale – fino a toccare quasi il soffitto della stanza – e la varietà degli argomenti di cui si occupano, mi hanno spinto ad una legittima interrogazione: come è stato possibile che io abbia potuto accumulare nell’arco di una sola vita una quantità di libri così smodata? È possibile che ci sia stato un tempo in cui io mi sia privato di cibo e vestiti, considerato il prezzo di copertina decisamente alto di tanti volumi. E chissà quante volte devo aver comprato a rate per potermelo permettere. Ma da dove mi è derivata questa smania per gli argomenti più singolari? La letteratura turca, La letteratura russa antica, la Vita di Marcel Proust, Le mummie. Viaggio nell’eternità, La nuova frontiera delle comunicazioni, e ancora: Il sapere musicale, I Trovatori, la Musica Cathedralis… Tre edizioni diverse de Lo straniero, de I Malavoglia, di Matrimonio e morale… che cosa vi cercavo in quelle edizioni differenti? Il teatro di Viviani, Virgilio Guidi, Vita e Pensiero, Il patrimonio artistico del Quirinale… Un accumulo senza sosta, senza limiti di temi, di argomenti. Libri legati a passioni e libri legati all’accadere dei fatti della storia, in un tempo vorace e bisognoso di essere capito e interpretato. Se si facesse una catalogazione accurata di questa “Biblioteca di uno scrittore”, si potrebbe conoscere una parte considerevole della sua vita e del suo impegno civile; e una parte 
non marginale della storia politica ed intellettuale  del nostro Paese.

 
Ci sono libri che sono arrivati a me come dono: si dà per scontato che ad uno scrittore non si debba che regalare libri. Ci sono libri scambiati, libri che si è voluti affidare alla mia persona per il comune amore condiviso, per un legame di amicizia, come lascito di una memoria. Ci sono libri che mi sono incaricato di salvare, libri sottratti al macero e alla loro certa distruzione, libri già pronti per la discarica, libri dispersi e già segnati dal destino. Ho compromesso la mia schiena per questa incombenza. Molti li ho fatti girare per la città, li ho donati come ho donato collezioni di giornali, riviste e foto. 



Ci sono libri che mi hanno riservato delle inaspettate sorprese, per le dediche affettuose che amici con cui ho avuto legami vi hanno apposto. E ce n’è stato qualcuno che custodiva tra le pagine un biglietto o una lettera dell’autore. Come questo a cura di Anna Folli dal titolo Addio caro Orco. Lettere e ricordi (1889-1906). Si tratta del carteggio fra la giovane poetessa Annie Vivanti e Giosuè Carducci. È lei a dare al Vate questo nomignolo per via del carattere brusco e spesso severo del poeta di Valdicastello. La lettera che vi ho trovato dentro è della professoressa Anna Folli e porta la data del 31 ottobre 2004. È scritta da Imola ed è indirizzata a Ugo Ronfani. Gli annuncia l’arrivo del libro pubblicato da Feltrinelli nel 2004 con la speranza che lo recensisca favorevolmente com’era avvenuto per un precedente volume: Orsa minore, i taccuini di Sibilla Aleramo da lei curati. Ugo aveva voluto donare a me questo libro un po’ prima della sua morte e vi aveva lasciato dentro la lettera. L’evento che me lo ha rimesso tra le mani, per quanto spiacevole, mi ha dato la possibilità di andare col ricordo a lui e alla nostra amicizia; di leggere questo carteggio rimasto nascosto tra file e file di libri – per fortuna illeso – ricevendone una fraterna consolazione.

NOVITÀ LIBRARIE
di Chicca Morone
 

Rodolfo Valentino. Cento pensieri per i cento anni di silenzio
 
Questa raccolta composta di cento opere, celebrando la figura di Rodolfo Valentino nel Centenario del suo passaggio tra la vita e l’Oltre, ha voluto essere uno spontaneo canto di amici, coinvolti senza pretese di troppa compiutezza. Il richiamo alla poesia Haiku di sapore orientale è evidente, spesso seguendone i canoni tradizionali solo nell’adozione della semplice formula metrica delle sillabe 5.7.5. Il contributo di ognuno di noi è stato volto all’approfondimento del personaggio nella sua poliedricità, considerata non nella solita fatua immagine esteriore, quella che la maggior parte non solo dei suoi contemporanei, ha voluto vedere. “Sogni ad occhi aperti”, la silloge poetica dal titolo molto significativo se riferito al momento della sua vita, racconta il distacco dalla volontà coercitiva dei produttori cinematografici e la realizzazione tanto sentimentale con Natasha Rambova, quanto professionale come ballerino nella tournée di danza - sempre insieme alla moglie - ospite delle maggiori città americane, dove i teatri si riempivano di fan deliranti per vedere dal vivo il grande divo del cinema muto. Ci è sembrato doveroso citare la sua poesia “Miraggio”, quella che riassume in poche righe il significato della sua esistenza.
 
*
Felicità, tu ci attendi
appena oltre,
appena oltre.
Non sappiamo
né dove né come
ti troveremo.
Ma tu attendi, attendi,
appena oltre.
 
*
Nel Palazzo della Borsa Valori di Torino in occasione del Centenario della nascita del Cinema e di Rodolfo Valentino (nato Guglielmi), nel settembre 1995 è stata allestita la prima mostra “Lo sguardo di Narciso” con le foto da lui inviate alla madre Gabriella e alla sorella Maria Grazia. In contemporanea è stata pubblicata la prima traduzione in italiano di “Day dreams” la sua raccolta di poesie a cura di Antonio Miredi, sempre patrocinata da Il Mondo delle Idee.
 
Hanno partecipato:
Alessio Romanini; Alice de Vicariis; Andrea Laiolo; Angelo Gaccione; Angelo Tonelli; Antonella Alberghina; Antonella Barina; Antonio Miredi; Antonio Nepita, Chiara Rota; Elisabetta Bo; Elvia Faggin; Eros Pessina; Fabia Baldi;  Federico Raviolo; Fiorenza Palmerio Gancia; Francesco Macciò; Francesco Scaramozzino; Gabriella Paci; Giancarlo Guerreri; Giorgio Ajraldi; Giulia Jordan; Giorgio Ajraldi; Giuseppe Conte; Luciana Trova; Mario Marchisio; Monica Schiaffini; Paola Pennecchi; Paola Volpato; Paolo Ruffilli; Paolo Sarboraria; Patrizia Rossato; Rosalino Granata; Rosalba Formato; Silvia Venuti; Simonetta Longo; Sonia Gardini; Stefania Raschillà; Stefano Gilaudo; Vittoria Ravagli; Susana Yi Lan; Wong Blacio.

A MILANO “CASA ROSSA”
L’assedio di Cuba




A LAINATE
Il potere della parola




MUSICA A “VILLA REALE” A MONZA
Musica e Stravaganze




Riparte da Monza La V edizione della rassegna di musica antica si apre con tre appuntamenti alla Villa Reale dal 14 ottobre al 16 dicembre 2026. Ingresso gratuito su prenotazione. Monza, 06 Ottobre 2026 Il Festival Musica e Stravaganze, organizzato da EquiVoci Musicali con la direzione artistica di Rachel O'Brien, grazie al contributo dell'Amministrazione comunale monzese, apre la V edizione con tre appuntamenti nel Teatro di Corte e nel Salone d'Onore della Villa Reale di Monza. Tre appuntamenti originali che esplorano i temi dell'Amore, del Viaggio e della Natura. «La musica antica non è un reperto da museo, ma una lingua viva che continua a parlarci di ciò che siamo: dell'amore che ferisce e consola, del desiderio di partire e del bisogno di tornare, della meraviglia davanti al creato» dichiara Rachel O'Brien, direttrice artistica del Festival. «Portarla nelle sale della Villa Reale significa restituire a questi luoghi la loro vocazione originaria: essere spazi di incontro, dove la bellezza non si contempla da soli ma si condivide. È così che vogliamo riscoprire i capolavori della musica antica nei luoghi della cultura e fare comunità attraverso la bellezza». «Insieme a EquiVoci Musicali stiamo costruendo da tre anni un percorso che, attraverso la musica, collega la Villa Reale ad altre importanti istituzioni: su tutte, Palazzo Marino a Milano e le ville di delizia brianzole. Quest’anno, ‘Musica e Stravaganze’ si amplia: oltre a confermare l’appuntamento natalizio, ormai immancabile nella programmazione di dicembre, annunciamo altri due concerti autunnali di grande qualità, con artisti e ospiti di caratura internazionale, che scelgono Monza come luogo in cui esibirsi e incontrare il pubblico – commenta l’Assessora alla Cultura, Arianna Bettin - questa decisione va a rafforzare una florida collaborazione e l’impegno di questa amministrazione per la diffusione della cultura musicale in ogni sua forma. I concerti di Equivoci Musicali completano e arricchiscono una programmazione concertistica annuale costruita con cura e in sinergia tra Comune e privato culturale, per offrire finalmente stagioni corrispondenti alle esigenze di un capoluogo come Monza. La musica diventa così anche una chiave preziosa per scoprire, ammirare e vivere i luoghi della nostra città, mettendo in relazione il patrimonio culturale con la contemporaneità. È il caso del Teatro di Corte della Villa Reale, uno spazio di straordinaria bellezza, restaurato e restituito alla città da pochi anni, che torna ad accogliere concerti e persone». Mercoledì 14 ottobre alle ore 21.00, nel Teatro di Corte, Elisabetta de Mircovich e Matteo Zenatti aprono la rassegna con Amor Scortese, un percorso musicale e drammaturgico che racconta la sofferenza d'amore dalla nascita del fin'amor nel XII secolo fino alle sue risonanze moderne: un viaggio che mette in dialogo trovatori, Minnesänger, liriche medievali e madrigali rinascimentali, con incursioni nel Novecento fino alla new wave. A seguire, venerdì 27 novembre alle ore 21.00, sempre nel Teatro di Corte, l'Ensemble Terra Mater, un collettivo di giovani polistrumentisti che unisce competenze performative, ricerca etnomusicologica e sensibilità teatrale, presenta Odýsseia, uno spettacolo-concerto che intreccia musica, teatro e immagini per raccontare il viaggio di Ulisse come metafora del viaggio umano: curiosità, smarrimento, ospitalità e ritorno. Per Natale, mercoledì 16 dicembre, il Salone d'Onore ospita un concerto in doppia replica, alle ore 17.00 e alle ore 21.00, con interpreti di assoluta eccellenza e di riconosciuta caratura internazionale: Marco Scorticati, Sara Campobasso, Gaetano Nasillo e Luca Oberti, che appartengono a una generazione di specialisti del repertorio antico che coniuga virtuosismo strumentale, rigore filologico e una vasta esperienza concertistica, orchestrale e discografica. Il programma, intitolato Il Cielo che canta, esplora il simbolismo degli uccelli nella musica barocca: le imitazioni del canto, le figure ornamentali che evocano l'ascesa verso il cielo e le pagine che restituiscono la profondità dello spirito, in dialogo con il tema del Natale. Il concerto vede la partecipazione straordinaria del mezzosoprano Rachel O'Brien. L'ingresso ai concerti è gratuito con prenotazione su Eventbrite. Dopo l'appuntamento natalizio, la rassegna proseguirà anche nel 2027, toccando diversi comuni, ville e giardini storici del territorio del Nord Milano, della Brianza e della Provincia di Lecco.



Programma
Amor Scortese Schiavitù d'amore dai trovatori alla new wave Mercoledì 14 ottobre 2026, ore 21.00 Teatrino di Corte della Villa Reale Elisabetta de Mircovich e Matteo Zenatti Odýsseia. 

Venerdì 27 novembre 2026, ore 21.00 Teatrino di Corte della Villa Reale Ensemble Terra Mater Il Cielo che canta Trilli d'uccelli e voli dello Spirito. Mercoledì 16 dicembre 2026, doppia replica alle ore 17.00 e alle ore 21.00 Salone d'Onore della Villa Reale Marco Scorticati, Sara Campobasso, Gaetano Nasillo, Luca Oberti con la partecipazione del mezzosoprano Rachel O'Brien Spettacolo incluso nella rassegna degli eventi natalizi 2026 promossi dal Comune di Monza 

Informazioni www.equivocimusicali.com
Contatti stampa Rachel O’Brien 349 8523022 direzione@equivocimusicali.com 

sabato 10 ottobre 2026

ESERCITAZIONI DI GUERRA
di Angelo Gaccione



A parte Wanna Marra che ne ha dato notizia su “il Fatto Quotidiano” di giovedì 8 ottobre, dell’esercitazione militare nucleare sui cieli italiani prevista dal 13 al 20 ottobre, non si è visto altro da nessuna parte: telegiornali compresi. Eppure dovremmo essere tutti allarmati: partiti, sindacati, parrocchie, movimenti sociali, associazioni culturali, organizzazioni ambientali, naturalistiche, universitarie, difensori di ogni specie vivente, categorie professionali di ogni tipo e, a maggior ragione, i padri di famiglia, le mamme, i nonni. Queste esercitazioni sono di una gravità estrema e vengono proposte in uno scenario mondiale pericolosissimo. Fermarle richiederebbe una mobilitazione generale e permanente; lo sciopero generale ad oltranza per mostrare alla nazione intera la piega che il Governo di Giorgia Meloni ha preso e il macello verso cui sta conducendo un intero popolo. Anche il suo di popolo, quello che ha votato per il suo partito. Saggezza vorrebbe che non si alimentasse l’incendio, ma le poche voci di lucidità e di buon senso vengono sommerse da un coro guerrafondaio possente e invasivo che non promette nulla di buono. Appare sempre più evidente che, come nel celebre dipinto di Bruegel, in questo tempo sospeso verso l’abisso, i pazzi guidano i ciechi.
 

 

 

 

LEGGE ELETTORALE: RICORSI E INIZIATIVA POLITICA
di Franco Astengo



Dopo l’approvazione della nuova legge elettorale l’errore più grave che l’opposizione di centro-sinistra potrebbe commettere sarebbe quello di - tutto sommato - acconciarsi alla nuova situazione nutrendo il retro-pensiero che “alla fine, forse, il premio potrebbe toccare a noi”: di conseguenza lasciando pressoché isolati estensori e presentatori dei ricorsi che si muoveranno nelle varie sedi di Tribunale. Questo primo punto deve essere chiaro: ci troviamo in una situazione che va ben oltre i punti specifici sui quali presumibilmente l’Alta Corte sarà chiamata a pronunciarsi (abnormità del premio di maggioranza, listone dei 70 bloccato, mancata alternanza di genere dei capilista nei collegi: soltanto per fare degli esempi).
Deve essere chiaro che con l’inserimento dell’obbligatorietà di indicazione del candidato/a alla Presidenza del Consiglio l’obiettivo vero delle elezioni legislative generali del 2027 diventerà la Presidenza della Repubblica e la sua trasformazione in soggetto di riferimento del dialogo diretto capo/folla attraverso il plebiscito popolare: un intento molto differente, sia ben chiaro, da quello insito nei diversi sistemi presidenziali in uso in molte democrazie.
Il modello di presidenzialismo che ha in mente il centro-destra italiano (la cui parte prevalente è diretta discendente del MSI e di conseguenza del populismo autoritario che segnò la dinamica politica della Repubblica di Salò) è, infatti, mutuato sul modello di Putin e sulle aspirazioni che coltiva Trump. Nel frattempo appare evidente la tendenza a trasformare Fratelli d’Italia in “Partito della Nazione” poggiando sul piedistallo di una mai vista - nelle dimensioni e nelle forme - occupazione dei gangli del potere: occupazione ovviamente ampliata dalla presenza del solito accostamento “italico” al carro del vincitore (vedi RAI, CONI e altri soggetti).



Sarà questo della forma di governo parlamentare lo scalpo che l’estrema destra italiana vorrà esibire in esito delle elezioni legislative generali del 2027.
Il livello di risposta a questo stato di cose potrà avvenire attraverso i ricorsi soltanto se questi saranno appoggiati da una forte iniziativa politica della cui dimensione e intensità abbiamo già un esempio recente: quello del referendum sulla magistratura del marzo di quest’anno. In quell’occasione, alla fine, furono accantonate le specifiche motivazioni giuridiche e (principalmente per iniziativa della CGIL) ci si concentrò sul vero “focus”: quello Costituzionale che si dimostrò il magnete più attraente fino a determinare un successo di dimensioni ragguardevoli. Dimensioni che i partiti del campo largo dimostrarono di non apprezzare sciupando nel giro di poche ore (a urne ancora aperte) un patrimonio di aggregazione, impantanandosi subito in questa assurda vicenda delle cosiddette “primarie”.
Sarebbe necessaria una rapida riflessione a tutti i livelli, magari promossa dai soggetti associativi posti al di fuori dei partiti come CGIL, ARCI, ANPI che, nelle ultime occasioni referendarie (quella citata sulla magistratura, ma anche quella senza quorum sui temi del lavoro nel giugno 2025) si sono dimostrati in grado di orientare e mobilitare ben oltre la loro stessa base associativa.



Potrebbero essere due le iniziative di partenza: una manifestazione nazionale a Roma e un momento di dibattito ad alto livello, dal quale far uscire un orientamento complessivo, svolto però al di fuori dalla pura cerchia dei costituzionalisti coinvolgendo la politica, i settori democratici dell’Università, l’intellettualità più vasta nel campo della scienza e dell’arte.
Concludo ricordando, per inciso, che contro la legge truffa del 1953 la CGIL proclamò lo sciopero generale: un momento di lotta che risultò alla fine determinante per ottenere un risultato positivo che rappresentò una vera svolta nella vicenda politica italiana del dopoguerra.
Sarebbe necessario, infine, che una posizione di “priorità costituzionale”, rifiuto del personalismo, prevalenza del concetto di rappresentanza su quello di governabilità (come indica la Costituzione) fosse presente in una qualche forma all’interno della prossima campagna elettorale: anche questo è un punto sul quale si dovrebbe appuntare un attimo di attenzione.

PER MAURIZIO BISANTI



Sperando che questo nostro lettore veda il messaggio, intendiamo ringraziarlo per il contributo che ha voluto mandare a “Odissea”. Non avendo un suo indirizzo, lo preghiamo di mettersi in contatto con noi tramite questa email: latoestremo@gmail.com, desideriamo inviargli un libro omaggio.

 

 

venerdì 9 ottobre 2026

ARMI SPAZIALI
di Alessandro Pascolini - Università di Padova


Iniziano sempre loro

Il 14 settembre scorso, durante un discorso programmatico alla conferenza Air, Space and Cyber 2026, il Segretario dell'Aeronautica statunitense Troy Meink dichiarò che gli Stati Uniti hanno schierato "armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere la Forza Congiunta da azioni ostili di avversari". È la prima volta che un funzionario statunitense ammette che gli USA possiedono armi spaziali. Meink ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulle capacità di questi sistemi, sulle minacce che essi dovrebbero contrastare o sulle circostanze in cui gli Stati Uniti potrebbero impiegarli: "Non intendiamo entrare nel merito di ciò che stiamo facendo, né dire se abbiamo condotto test, se non ne abbiamo condotti o altro... Mi limito a sottolineare che l’ambiente spaziale è fondamentale per la sicurezza militare ed economica e che dobbiamo garantire agli Stati Uniti la capacità di operare liberamente nello spazio". L'ammissione degli Stati Uniti ha suscitato l'immediata reazione di Russia e Cina, che hanno accusato Washington di avviare una corsa agli armamenti nello spazio. In realtà la competizione militare è strettamente intrecciata alle attività spaziali fin dalle prime esplorazioni dello spazio. In particolare, a partire dalla guerra del Golfo del 1991, le forze armate di tutto il mondo hanno integrato sempre più le tecnologie spaziali nei processi bellici, anche se gli Stati Uniti sono il primo paese ad ammettere il possesso di armi in orbita. I satelliti vengono utilizzati dai militari per una varietà di compiti cruciali: monitoraggio meteorologico, raccolta di informazioni, spionaggio, sorveglianza, ricognizione, navigazione, comunicazioni, allerta missilistica, comando e controllo, nonché attacchi armati con armi di precisione. Apparati spaziali furono anche impiegati per la verifica del rispetto di importanti trattati per il controllo degli armamenti. Tali capacità fungono principalmente da moltiplicatori di forza per le forze armate. Va distinta la militarizzazione (militarisation) dello spazio, ossia il suo impiego a supporto di attività militari, dall'introduzione di armi vere e proprie (weaponisation), ossia strumenti atti a individuare un bersaglio, colpirlo per distruggerlo, renderlo inerte o degradarne le funzioni, e a verificare i risultati dell'attacco. Attualmente gli unici obiettivi affrontabili da armi collocate nello spazio sono satelliti in orbita; la Golden Dome americana con intercettatori spaziali anti-missile è ancora lontana e problematica.




Sistemi anti-satellite da terra e in cielo
Dato il cruciale ruolo militare dei sistemi in orbita, molti paesi sono impegnati a vario livello nello sviluppo di armi anti-satellite (ASAT): Australia, Corea del Nord, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Iran, Israele e Regno Unito. Cina, India, Russia e Stati Uniti hanno anche condotto dei test distruttivi con missili lanciati da terra, o dal mare: la Cina nel gennaio 2007, gli USA nel febbraio 2008, l'India nel marzo 2019 e la Russia nel novembre 2021. Questi test hanno prodotto enormi quantità di detriti, alcuni destinati a rimanere in orbita a lungo e a minacciare una vasta parte delle costellazioni satellitari mondiali. I sistemi ASAT possono essere raggruppati in quattro categorie principali: armi fisiche cinetiche, armi fisiche non-cinetiche, armi elettroniche e operazioni cibernetiche. Le armi cinetiche usano mezzi materiali, bombe, proiettili, missili e altre munizioni, per distruggere o danneggiare. I proiettili possono essere lanciati da terra (DA-ASAT) o da un 1 satellite in orbita contro un altro satellite. I satelliti dotati di sistemi di aggancio possono manipolare fisicamente un veicolo spaziale bersaglio per danneggiarlo oppure per manovrarlo verso un’altra posizione. Questa categoria comprende anche le armi contro le infrastrutture spaziali terrestri, quali stazioni di terra, siti di lancio, impianti di produzione di razzi e satelliti e infrastrutture per il monitoraggio dello spazio. Le armi non-cinetiche impiegano energia irradiata per distruggere, danneggiare o interferire con i sistemi spaziali. Tale energia può essere distribuita, mediante un impulso elettromagnetico (EMP), ovvero diretta, impiegando laser, sistemi a microonde ad alta potenza o abbagliatori (dazzler) per accecare temporaneamente un satellite ottico. Le armi elettroniche utilizzano lo spettro elettromagnetico per annullare o disturbare temporaneamente le capacità operative del bersaglio, senza distruggerlo. 



Questa categoria comprende il disturbo (jamming) e la falsificazione (spoofing) dei segnali dei sistemi satellitari di navigazione e delle comunicazioni, e gli attacchi elettronici contro i radar spaziali e la ricezione di segnali a radiofrequenza (RF) da parte del satellite stesso o della stazione di terra di un sistema spaziale. Le attività offensive nel cyberspazio contro sistemi spaziali possono avere come bersaglio infrastrutture a terra, terminali satellitari e veicoli spaziali. Queste operazioni possono distruggere o disattivare i bersagli, o condurre attività di spionaggio e di acquisizione di informazioni tecniche riservate. Effettive capacità ASAT richiedono una solida conoscenza della situazione spaziale e precise informazioni per mirare ai sistemi spaziali e verificare il successo dell’attacco. Ricordiamo che i test distruttivi finora condotti hanno avuto successo, ma l'obiettivo era un satellite dello stesso attaccante, il quale quindi conosceva la posizione precisa e la direzione del moto del sistema attaccato.



Trattati internazionali e armi nello spazio
Il dispiegamento di armi nello spazio annunciato dagli USA avviene in una situazione poco chiara del quadro giuridico internazionale. Esiste un ampio riconoscimento a livello mondiale del fatto che l'uso militare delle tecnologie spaziali, purché non armate, sia generalmente compatibile con il diritto e le norme internazionali vigenti. A fronte della crescente importanza militare dello spazio, la diplomazia mondiale si impegnò già dagli anni '50 ad affrontare il problema. Una prima disposizione rilevante per lo spazio si ha nel Trattato di bando parziale dei test nucleari (Partial Test-Ban Treaty), firmato il 5 agosto del 1963 e in vigore dal 10 ottobre 1963. Il trattato proibisce esplosioni nucleari anche nello spazio esterno; ha una larga partecipazione, ma, fra i paesi con armi nucleari, non hanno aderito Cina, Francia e Corea del Nord. Un accordo specifico con larga partecipazione fu raggiunto il 27 gennaio 1967 col Trattato dello spazio esterno (Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, Including the Moon and Other Celestial Bodies - Outer Space Treaty) in vigore dal 10 ottobre 1967; attualmente ha 117 parti e 27 firmatari. Il trattato ha come obiettivo fondamentale la salvaguardia dello spazio extra-atmosferico come "patrimonio comune dell'umanità". In particolare, l’articolo IV proibisce di porre in orbita attorno alla terra e di installare sulla luna o in stazioni spaziali armi nucleari o altre armi di distruzione di massa. Il trattato non vieta esplicitamente le armi convenzionali o non-cinetiche e, conseguentemente, molti Stati sostengono che i trattati esistenti siano insufficienti a mantenere effettivamente lo spazio a disposizione degli impieghi civili.



Nel 2014 un’iniziativa promossa dalla Russia (con il sostegno della Cina) portò alla Risoluzione 69/32 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, No First Placement of Weapons in Outer Space (Nessun primo posizionamento di armi nello spazio extra atmosferico), adottata il 2 dicembre 2014, con 126 voti a favore, 4 contrari e 46 astensioni. Si trattò di una proposta significativa verso il rafforzamento dell’attenzione internazionale alla sicurezza dello spazio e alla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico. Gli Stati Uniti mostrarono scarso interesse per la risoluzione, e le discussioni alla Conferenza sul disarmo dedicate alla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico si arenarono. Nella primavera del 2022, anche a seguito della disastrosa creazione di detriti a seguito del test russo dell'anno precedente, il presidente americano Joe Biden si impegnò a non effettuare test di armi ASAT con lanci da terra, e, nel successivo autunno, sostenuto da numerosi partner, propose una risoluzione alle Nazioni Unite con l’obiettivo di internazionalizzare la proibizione di test distruttivi anti-satellite ad ascesa diretta. 



La Risoluzione fu adottata il 7 dicembre 2022 dall’Assemblea generale, col voto favorevole di 155 Stati. Fra l'altro afferma: "Preoccupata del fatto che l’uso di sistemi anti satellite distruttivi possa avere conseguenze diffuse e irreversibili sull’ambiente dello spazio extra-atmosferico, invita tutti gli Stati a impegnarsi a non effettuare test distruttivi di missili anti-satellite ad ascesa diretta." Il 2 dicembre 2024 l’Assemblea generale dell'ONU ha approvato, con la decisione 79/512, la creazione di un gruppo di lavoro a composizione aperta per il periodo 2025-2028 (Open-ended working group on the prevention of an arms race in outer space in all its aspects - OEWG on PAROS), col compito di "presentare raccomandazioni sulla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico in tutti i suoi aspetti". La prossima riunione dell'OEWG è prevista a novembre di quest'anno. Va comunque osservato che, data la natura unica dell’ambiente spaziale e la cruciale importanza dei satelliti per le società moderne, il diritto internazionale che disciplina l’uso della forza (basato sulla Carta delle Nazioni Unite) e il diritto internazionale umanitario si estendono naturalmente anche allo spazio, e fissano limiti riguardo a quando e come gli Stati possano legittimamente impiegare tecnologie ASAT, anche nell’ambito della legittima difesa.


 

La normalizzazione militare dello spazio
Lo spazio si inserisce nel futuro della guerra come un fondamentale dominio operativo militare, con combattimenti nello spazio, attraverso lo spazio e a partire dallo spazio. Un futuro conflitto potrebbe causare disordini e distruzioni nello spazio tali da sconvolgere l'economia e la vita quotidiana sulla terra. È quindi di importanza vitale rallentare la corsa agli armamenti spaziali delle maggiori potenze con accordi specifici, ma in primo luogo col rafforzamento delle fondamentali norme del diritto internazionale e delle regole umanitarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LETTORI CONTRO LA GUERRA



L’immagine che vedete sotto il titolo ci è stata mandata da Rosario Undiemi. Non ha bisogno di commenti. Abbiamo aggiunto qualche dato che ci riguarda e che ci dovrebbe fare insorgere in tutta Europa per il reale pericolo di sterminio collettivo che corriamo. Spese militari significa guerra. Guerra significa genocidio, distruzione e morte. Fatelo sapere in giro e a quanti andranno a votare i partiti della guerra.   
 
Qualche cifra.
 
100 conflitti di guerra nel mondo.
3.290 miliardi di dollari di spesa militare nel mondo nel 2026
1.000 miliardi di dollari di spesa militare negli Stati Uniti
34 miliardi di dollari di spesa militare in Italia nel 2025
Da 20 a 30 testate nucleari americane nella sede di Aviano in Italia
Da 10 a 15 bombe nucleari americane nella base di Ghedi in Italia.

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