UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

martedì 18 dicembre 2018

LA SVEZIA VIETERÀ LE SIGARETTE DAL 2019
di Redazione Ansa Stoccolma


La vita diventa sempre più dura per i fumatori in Svezia. Dal primo luglio del 2019 il divieto di fumo, già esistente nei bar e ristoranti del Paese scandinavo dal 2005, sarà esteso ai parchi gioco, alle banchine di attesa dei treni nelle stazioni ferroviarie, nei ristoranti all'aperto e all'ingresso dei luoghi consentiti ai fumatori. Lo ha deciso il Parlamento (Riksgaden) approvando una nuova legge passata con 142 voti a favore e 120 contrari. In Svezia, il fumo è attualmente consentito in aree fumatori designate nella maggior parte dei luoghi di lavoro e luoghi pubblici. Dati ufficiali mostrano che nel 2016 solo l'11% dei 10 milioni di svedesi fuma tutti i giorni con regolarità e circa il 10% occasionalmente. L'obiettivo della nuova legge è quello di rendere il paese scandinavo senza fumo entro il 2025. Il fumo è la prima causa di morte nei Paesi industrializzati: secondo l'American Cancer Society è responsabile di circa il 30% di tutti i decessi. Sono infatti 8 milioni morti ogni anno per patologie correlate al fumo, in Italia tra  70mila e le 83mila  morti all’anno, e oltre il 25% di questi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età, ed i fumatori sono circa 10,3 milioni (di cui 6,2 milioni di uomini e 4,1 milioni di donne). Smettere di fumare apporterebbe grandi benefici al nostro organismo. Basta già un giorno per riossigenare il sangue, dopo 5 anni diminuisce del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell'esofago e della vescica e, dopo 10 anni, di morire per carcinoma del polmone. Non solo: il tabacco è una minaccia per lo sviluppo.

Nel mondo sempre più fumatori fra i giovani    



Malgrado siano chiari a tutti i danni del fumo, sono ancora troppe le persone che fumano nel mondo, un fenomeno allarmante soprattutto tra gli adolescenti. In Italia i fumatori sono circa 10,3 milioni, e si verificano circa 80.000 decessi all'anno per le conseguenze relative a questa abitudine. Il fumo è la prima causa di morte nei Paesi industrializzati: secondo l'American Cancer Society è responsabile di circa il 30% di tutti i decessi. Sono infatti 8 milioni morti ogni anno per patologie correlate al fumo, in Italia tra  70mila e le 83mila  morti all’anno, e oltre il 25% di questi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età, ed i fumatori sono circa 10,3 milioni (di cui 6,2 milioni di uomini e 4,1 milioni di donne). Smettere di fumare apporterebbe grandi benefici al nostro organismo. Basta già un giorno per riossigenare il sangue, dopo 5 anni diminuisce del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell'esofago e della vescica e, dopo 10 anni, di morire per carcinoma del polmone. Non solo: il tabacco è una minaccia per lo sviluppo. Secondo l'Oms oltre a salvare vite e ridurre le disuguaglianze un controllo del settore offre benefici anche per l'ambiente. La maggior parte del peso, ricorda l'Oms, ricade sui paesi a basso e medio reddito, dove si registra l'80% delle morti premature dovute alle sigarette. La coltivazione del tabacco richiede grandi quantità di pesticidi e fertilizzanti, e usa nel mondo 4,3 milioni di ettari di terra, contribuendo per il 2-4% alla deforestazione. «L'industria del tabacco»- spiega l'Organizzazione, «produce inoltre oltre due milioni di tonnellate di rifiuti solidi». Fra le armi a disposizione per combattere il fenomeno, ricorda l'Oms, ci sono i pacchetti generici, privi di marchi, il bando alla pubblicità delle sigarette sotto qualsiasi forma, l'offerta attiva di counseling e assistenza per smettere di fumare, che raddoppiano le chance di successo, ma soprattutto l'aumento delle tasse. Le tasse sul tabacco sono il rimedio più costo-efficace per ridurne il consumo.  Una tassa che aumenta il prezzo delle sigarette del 10% porta a una diminuzione del consumo del 4% nei paesi ad alto reddito e del 5% in quelli con reddito medio-basso. Tra il 2014 e il 2017 la percentuale di fumatori nell'Ue è rimasta stabile, ma aumentano i giovani che consumano prodotti del tabacco, abitudine che si conferma più radicata nei paesi del Sud Europa. Il 26% degli intervistati nell'ambito del nuovo sondaggio si dichiara fumatore, lo stesso dato del 2014, oltre le metà (53%) non ha mai fumato, mentre il tasso di consumatori di tabacco nella fascia di età tra 15 e 24 anni è cresciuto dal 24 al 29%. In alcuni paesi del Sud-Europa in particolare il fumo si mostra vizio duro a morire: più di un terzo degli intervistati in Grecia (37%), Bulgaria (36%), Francia (36%) e Croazia (35%) sono fumatori, mentre in Italia il dato si ferma al 24%. Le percentuali di fumatori più basse si trovano in Svezia (7%) e Regno Unito (17%). La maggioranza degli intervistati (63%) pensa che l'uso di sigarette elettroniche dovrebbe essere vietato in luoghi dove esistono divieti di fumo e il 46% è favorevole al 'plain packaging' per le sigarette, vale a dire i pacchetti uniformi ed anonimi senza marchi e colori. Tra i dati dell'indagine che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori-Lilt ha commissionato alla Doxa emerge che a MIlano il 74% degli intervistati ha risposto di non avere nessuna intenzione di smettere. Nel 2016 la percentuale era invece del 63%. Solo il 23%, contro il 26% del 2016, ha dichiarato invece di essere intenzionato a buttare via il pacchetto. Però c'è un dato confortante: il numero di fumatori milanesi è in leggero calo, il 19% nel 2017 contro il 20% dello scorso anno. Lo stesso vale per il consumo medio giornaliero di sigarette che è sceso a 9,9 nel 2017 contro le 10,5 del 2016. Tra i giovani dai 15 ai 24 anni, il 25% è fumatore, mentre il 68% dichiara di non aver mai acceso una bionda. Tra gli effetti nocivi del fumo rientri anche l’aumento dell’infertilità sia nella donne che nell’uomo. Problemi di ovulazione, danni a carico delle ovaie e degli ovuli, menopausa precoce: queste alcune delle principali conseguenze del consumo di nicotina sulla fertilità femminile; negli uomini invece si assiste a una riduzione del numero degli spermatozoi, della loro motilità e morfologia. Gli effetti del fumo sono molto pesanti anche sulla gravidanza e sul benessere del neonato: numerosi studi dimostrano come il fumo sia associato ad un aumento delle percentuali di aborti spontanei, di nascite premature, del rischio di gravidanza multipla, e al basso peso del nascituro, che può andare incontro più facilmente al rischio di morbilità e mortalità correlate. 




Fra le iniziative in programma nel nostro paese in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco la Lega italiana per la lotta ai tumori di Milano ripropone «Un lenzuolo contro il fumo». Per tutto il mese di maggio la squadra dei volontari LILT ha avvicinato nei cortili delle scuole i ragazzi di alcuni Istituti Superiori con la comunicazione di protesta per una «Scuola libera dal fumo», la distribuzione di depliant e gadget in cambio della loro sigaretta. Una sigaretta gigante in piazza della Scala a Milano  è l'iniziativa della Fondazione Umberto Veronesi, che oggi ha portato in piazza l'installazione di una grande sigaretta spenta come se fosse schiacciata  in un posacenere, per dire stop al fumo. Accanto alla sigaretta dei pannelli informativi raccontano il viaggio, e i danni del fumo, dalla bocca, ai polmoni, fino alla pelle e al cervello. Non si potrà fumare neanche all’aperto. Il governo svedese investe molto: l’obiettivo è zero tabacco nel 2025. "Dal primo luglio del 2019 il divieto di fumo, già esistente nei bar e ristoranti del Paese scandinavo dal 2005, sarà esteso ai parchi gioco, alle banchine di attesa dei treni nelle stazioni ferroviarie, nei ristoranti all’aperto e all’ingresso dei luoghi consentiti ai fumatori Decisione politica Lo ha deciso il Riksgaden, il parlamento svedese,  approvando una nuova legge passata con 142 voti a favore e 120 contrari. Dati ufficiali mostrano che nel 2016 solo l’11% dei 10 milioni di svedesi fuma tutti i giorni con regolarità e circa il 10% occasionalmente. L’obiettivo della nuova legge è quello di rendere il paese scandinavo senza fumo entro il 2025. In Svezia, il fumo è attualmente consentito in aree fumatori designate nella maggior parte dei luoghi di lavoro e luoghi pubblici. La Cina per esempio è il più grande consumatore al mondo di sigarette, con una media di 4124 all’anno (11-12 al giorno), secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Legambiente scrive a Di Maio


Serve una profonda riconversione del sistema energetico e industriale italiano, se vogliamo raggiungere gli obiettivi firmati con l’Accordo di Parigi sul Clima, a partire dalle imprese direttamente controllate dal Governo. Per questo  a controllata dallo Stato è, infatti, sempre più impegnata nel rilancio di estrazioni petrolifere e ampliamento dei giacimenti di idrocarburi in tutto il Mondo, a fronte di investimenti minimi nelle fonti rinnovabili. Scelte in evidente conflitto con gli impegni presi dall’Italia per combattere i cambiamenti climatici. Dal Governo ci aspettiamo un impegno concreto per aiutare il nostro Paese e il suo sistema di imprese ad accelerare nella direzione dell’innovazione e del cambiamento”.
È l’appello che Legambiente, Greenpeace e Wwf lanciano al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio affinché si definisca all’interno del Piano Nazionale energia e clima - che dovrà essere trasmesso alla Commissione europea entro la fine di dicembre -gli indirizzi strategici per l’azienda, perché possa passare dall’essere un ostacolo sulla strada degli impegni sul Clima a diventare una leva e uno strumento virtuoso nella complessa sfida climatica.
Nella lettera inviata oggi al vicepresidente del Consiglio - a firma di Stefano Ciafani (presidente di Legambiente), Giuseppe Onufrio(Direttore Esecutivo Greenpeace Italia) e Donatella Bianchi (presidente Wwf Italia) - si sottolinea che gli investimenti dell’azienda “riguardano direttamente le scelte politico-istituzionali sul piano interno e internazionale del nostro Paese, perché possono contribuire ad accelerare la transizione attraverso investimenti in innovazione e ricerca oppure ritardarla ulteriormente”.
Un impegno da parte del Governo anche alla luce della discussione in corso a Katowice (in Polonia) dove si sta svolgendo la Conferenza sul Clima, un appuntamento di grande importanza per il futuro dell’Accordo di Parigi. Il recente rapporto IPCC ha infatti fornito solide prove sulla necessità e l’urgenza di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5°C per poter vincere la sfida climatica e contenere in maniera significativa i danni climatici non solo per i paesi più poveri e vulnerabili, ma anche per l’Europa.
“Il successo della COP24 dipenderà dall’Europa, ma anche dagli impegni degli dagli Stati - scrivono le tre associazioni. - In questo scenario diventa determinante che le scelte portate avanti dai Governi e dalle imprese controllate siano coerenti con questa direzione strategica”. A oggi, invece, le attività di Eni sono arrivate ad interessare 71 Paesi, movimentando nel 2017 migliaia di barili/giorno di idrocarburi (gas e petrolio) con esplorazioni che stanno andando a interessare sempre più aree del mondo, tra l’altro assai delicate da un punto di vista ambientale: dal circolo polare artico ai tanti pozzi già produttivi  o di cui è prevista l’entrata in produzione in varie aree nel Mediterraneo, passando per il Golfo del Messico e l’Oceano Indiano, il Mar Caspio e quello di Barents, la foresta amazzonica e le coste africane.
È preoccupante inoltre che pure i minimi investimenti nelle fonti rinnovabili portati avanti da Eni, sottolineano ancora Greenpeace, Legambiente e Wwf, “coinvolgono anche l’uso di materie prime come l’olio di palma, che deriva da attività spesso connesse alla deforestazione e che contribuiscono in maniera rilevante alle emissioni di gas serra”. Così come “non è più possibile accettare acriticamente le ripetute dichiarazioni sulla ‘sostenibilità climatica’ del gas naturale, sui cui tanto Eni afferma di puntare. Numerosi rapporti confermano infatti che il computo complessivo delle emissioni di gas clima-alteranti connesse alle produzioni di gas naturale sono, e sono state, ampiamente sottostimate. Se l’utilizzo del gas è un elemento degli scenari di transizione energetica, la scala del proposto sviluppo di una ulteriore dipendenza dal gas naturale della nostra economia è contraria a ogni ipotesi ragionevole di tutela del clima e di indipendenza energetica”.



COMUNICATO


La settimana scorsa l'Associazione per il Giardino dei Giusti ha presentato in Municipio 8 la variante definitiva del rifacimento del Giardino situato nel parco del Monte Stella.
Per conoscere in dettaglio il progetto e discuterne le criticità è convocata una

ASSEMBLEA PUBBLICA
GIOVEDI' 20 dicembre 2018,
alle ore 21.00,
presso la Sala Parrocchiale,
piazza Santa Maria Nascente, 2

Per accedere alla sala entrare dal cancello della chiesa che si trova sul lato di via Collecchio, percorrere il vialetto di destra fino alla scalinata discendente che conduce al locale, situato sulla destra.
Tutti sono invitati.
Associazioni e cittadini del QT8

Bruciare legno produce “energia verde"?
No, di certo!
di Salviamo la Foresta

Foresta massacrata

La UE sta attualmente decidendo l'espansione delle energie rinnovabili, e il legno viene definito come il principale biocarburante. Le foreste europee si stanno degradando irreversibilmente, come documentato dai rapporti annuali sullo stato delle foreste. Di fatto, è improbabile che le foreste che stanno andando in fumo oggi potranno mai ripristinarsi e immagazzinare carbonio in futuro.
La UE vuole sfruttare le foreste per la produzione di legna come combustibile, a scapito della natura. La UE prevede l'espansione delle energie rinnovabili fino al 2030. Il legno è destinato a diventare il principale biocarburante. Con le foreste europee in stato precario, vogliamo impedire la combustione degli alberi in nome di una “energia verde".  Vecchi alberi e rami secchi sono habitat vitali, e almeno il 5% di tutta l'area forestale dovrebbe rimanere intatta.

Vecchi alberi

Immaginate un gigantesco cubo di tronchi di quasi 760 metri per lato. Questo è il quantitativo di legno che la UE brucia ogni anno per generare calore ed elettricità. La UE vuole promuovere l'energia rinnovabile per proteggere il clima e dare impulso all'economia. Ma, mentre i media si concentrano sull'eolico, l'energia idroelettrica e l'energia solare, i due terzi dell'energia rinnovabile europea sono di fatto generati utilizzando biomassa. Quasi 440 milioni di m3 di legname e scarti di legno vengono consumati annualmente come combustibile: la maggior parte dell'energia rinnovabile dell'UE. I macchinari raccolgono tutto: tagliano anche rami e ramoscelli e in alcuni casi sradicano anche i ceppi dal terreno con macchinari pesanti. Gli ecosistemi diventano sterili foreste commerciali. Gli alberi non vengono  abbattuti solo in Europa: la domanda di biocarburanti della UE viene alimentata anche dalle piantagioni di legname d'oltremare e dalle importazioni di pellet. Le foreste europee si stanno degradando irreversibilmente, come documentato dai rapporti annuali sullo stato delle foreste. Tre quarti di tutte le specie animali e vegetali e i loro habitat sono in uno stato insoddisfacente secondo il Ministero dell'Ambiente tedesco. La biodiversità è sull’orlo del collasso. La combustione di legname su vasta scala non è ecologica o benefica per il clima, come hanno affermato 800 scienziati della UE. Di fatto, è improbabile che le foreste andate in fumo oggi si ripristinino.
Anziché optare sullo sfruttamento del legno forestale, dobbiamo garantire che le foreste siano gestite nel modo più naturale possibile. Vecchi alberi e rami secchi sono habitat vitali, e almeno il 5% di tutta l'area forestale dovrebbe rimanere intatta.
Fermiamo questa politica bioenergetica della UE!
Firmate sulla Rete la petizione per proteggere le nostre foreste e i loro abitanti, inviata alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio dei Ministri e ai Governi dei 28 Stati membri.

LA POESIA
Un inedito del poeta Franco Manzoni

Franco Manzoni

A BOCCA APERTA

Accanto al letto solco di trincea

ti ho visto vomitare l’ultimo respiro

la visione restando a bocca aperta

nell’ultimo disdegno del rimpianto.


***

Franco Manzoni, nato a Milano nel 1957, da oltre trent’anni è una firma del “Corriere della Sera”. Ha pubblicato numerose sillogi poetiche tra cui Imperatore!, Esausto amore, Totò, Padania, Verso la seta, Faccina, Lettere dal fronte, Figlio del padre, En sombra de grito, Casa di passaggio, In fervida assenza. Nel 2018 è uscita per l’editore Eikon di Bucarest l’antologia bilingue Înger de sânge/ Angelo di sangue nella versione di Eliza Macadan Del 2018 è anche il suo saggio critico Femminea estasi - Sulla poetica di Gabriella Cinti (Algra Editore).

  
“Flowing away” di Chiara Moretto
di Stefano Tomei

Dai racconti di BookCity 2018.
I 4 racconti sono nella rubrica “Gutenberg” di questo giornale.


Come si rappresenta un concetto astratto? Che forma ha la libertà, che colore ha l’amore?
Generazioni di artisti hanno provato a rendere concreti concetti immateriali, per dare una forma visibile a ciò che, per sua natura, esiste solo nella mente di ognuno. Chiara Moretto, designer e fotografa, ma anche poetessa e soprattutto artista, realizza così i suoi lavori: portando su tela il proprio immaginario, dipingendo con veemenza e velocità ciò che sente
nell’animo. Nella sua ultima serie di opere, “Flowing away”, Moretto si ispira a quattro racconti presentati durante BookCity Milano 2018 (C. Vergati, F. Caleffi, A. Gaccione, G. Galzio), trasportando in materia viva e pulsante la propria interpretazione.
Ogni testo genera un’idea che si traduce in immagine e si concretizza con due soli elementi: forma e colore. Nessun naturalismo, non sono immagini didascaliche o semplici illustrazioni: la Moretto si spinge oltre rispetto al rappresentare il racconto di un altro, offrendo piuttosto una personale visione del testo con delle impressioni veloci, dei flash che permettono ai lettori di ampliare la visione del brano, allargandola ad altri campi sensoriali. Si tratta di quattro tele dipinte ad acrilico, tranne una a tecnica mista, realizzate di getto dopo la lettura. Se la Poesia di Moretto richiede un lungo lavoro di labor limae per raggiungere la compiutezza, nella sua Pittura invece l’immagine si realizza da sola, istintivamente, come nella mente così sulla tela.

Kayak
(Ispirato al racconto di Gabriella Galzio)

Tartare au Caviar
(Ispirato al racconto di Fabrizio Caleffi)

Ed è così che l’artista riporta in colore la pace e l’armonia di un Kayak in mare aperto o le carni squarciate dei due protagonisti di Tartare au Caviar, arricchite da filamenti d'oro che illuminano il dipinto: come i due opposti antagonisti, verde e rosso, uniti dalla brama di apparire e di splendere. In Un Centenario la tecnica cambia, perché “per raccontare una vita così lunga non potevo utilizzare colori brillanti” ha dichiarato l’artista, così ha scelto terre e pigmenti liberi, che sporcano la tela e si accumulano su di essa come le esperienze e i fatti di vita nel racconto. Ma è forse nell’opera La Promessa che più è notevole la capacità dell’artista di trasportare in immagine concetti tanto complessi come l’inganno, il crimine, la brama di potere e l’omertà in un torbido ma elegante color argento screziato di viola.

Un centenario
(Ispirato al racconto di Cesare Vergati)

La promessa
(Ispirato al racconto di Angelo Gaccione)


La Moretto riesce a costruire una propria visione dei testi senza ricorrere a simbolismi, con un astrattismo che risulta immediato, ma non scontato: i colori scelti esprimono, in un linguaggio universale, il proprio modo di vedere la realtà e le forme che li incanalano creano un’immagine autonoma ed eloquente, dirigendo lo spettatore dove l’artista vuole.
Classe 1986, salentina di nascita, Chiara Moretto si forma tra Varese e Milano, dove tuttora vive e opera. Da sempre incline all'espressione artistica in diverse forme, durante gli studi classici si dedica al teatro, alla musica e al canto. Consegue la Laurea triennale in Fashion Design presso Politecnico di Milano nel 2008, iniziando il cammino professionale nel mondo della moda come Graphic e Product Designer, senza però rinunciare alla formazione, che continua attraverso un Master di Fotografia presso Istituto Italiano
di Fotografia di Milano, nel 2012. Dal 2014 in poi opera come Fotografa e Visual Designer
freelance. Durante tutto il percorso formativo e lavorativo non rinuncia mai al lavoro artistico, trovando nella pittura e nella poesia i due canali espressivi più consoni alla propria sensibilità. Nel 2014 pubblica la prima Antologia di Poesie edita dalla casa editrice Pagine, "Sentire". Dopo anni di sperimentazione da autodidatta, nel 2017 si specializza in Disegno e Pittura frequentando lo studio d'Arte Lorenzini (Varese). Prosegue tuttora la formazione in campo artistico, accedendo nel 2018 al Biennio magistrale in Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l’Accademia di Brera di Milano.


NOBEL PER LA PACE A RIACE

Veduta di Riace
  
Siamo una rete di organizzazioni della società civile, NGO e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni.
Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attivitàà che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti. Nel 2018 il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato, poi rilasciato, sospeso dalla carica e infine esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Un provvedimento che rappresenta un gesto politico preceduto dal blocco nel 2016 dell’erogazione dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che lasciò Riace in condizioni precarie.
Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato - non di rado - opera impunemente.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa.

Le organizzazioni che volessero sostenere la nostra proposta, troveranno il modulo al seguente link:
Il modulo va compilato in ogni sua parte e spedito cliccando su Invia.

Le persone singole che volessero aderire dovranno collegarsi al seguente link:

Il Comitato promotore:
Recosol; Municipio VIII Roma; Comunità di base San Paolo; Left; ARCI Roma, Comuni Virtuosi; CISDA, Noi siamo Chiesa, ISDEE, Festival "Roma incontra il mondo" 2019



ALLA CASA DELLA CULTURA DI MILANO

La copertina del libro

ore 21.00
Ospitiamo il Centro Filippo Buonarroti
In occasione della presentazione del libro:
GRUPPI ANARCHICI D’AZIONE PROLETARIA. LE IDEE,
I MILITANTI, L’ORGANIZZAZIONE
Dalla rivolta di Berlino all’insurrezione di Budapest
Dall’organizzazione libertaria al partito di classe

a cura di Franco Bertolucci.

Edizioni Biblioteca Franco Serantini, 
Pisa, edizioni Pantarei, Milano.

Intervengono: Giorgio Galli, Franco Bertolucci,
Massimo Bigongiali, Paolo Finzi,
Massimo Varengo, Leonardo Cosmai.

AL CAM GARIBALDI DI MILANO

La locandina dell'evento


lunedì 17 dicembre 2018

O LA VITA O LA BORSA!
di Franco Manzoni

Milano. Palazzo della Borsa

Contro il dio denaro e l’utile immediato di chi lucra. In opposizione al mercato finanziario e al delirio imposto dalla concorrenza. Al grido di Fight for beauty!, nel salone della Borsa di Milano, luogo simbolo da desacralizzare, decine di poeti del movimento internazionale “Poetry and Discovery” hanno testimoniato la loro fede leggendo una poesia a favore di una coesione sociale di giustizia e bellezza. È stato così presentato il volume “Affari poetici”, fresco di stampa per l’editore Effigie, che raccoglie i testi recitati nel pomeriggio del 3 dicembre 2016, quando avvenne l’occupazione fisica della scalinata della Borsa. Poliedrico artista di origine ungherese ma meneghino d’elezione, 80 anni in splendida forma, famoso anglista, per mezzo secolo docente universitario e ideatore di questa singolare iniziativa, Tomaso Kemeny spiega: “Senza alcun tipo di violenza, la nostra rivoluzione assume una connotazione eroica, quando ormai siamo sull’orlo del baratro. Proprio per questo offriamo una poesia come dono per risvegliare le energie del pensiero in risposta alle distorsioni di un mondo globalizzato dal fondamentalismo economico. Sempre più è necessario far irrompere il senso della Bellezza nel mondo per cambiare l’esistenza quotidiana di ogni essere umano”. 

Il poeta Tomaso Kemeny

Tuttavia, ha ancora senso oggi parlare della possibilità di mutare gli eventi economici e trasformare i propri sogni in realtà con la forza di una poesia? Non si tratta di semplice utopia? Con dolcezza Kemeny risponde quasi sottovoce: “Ora più di prima occorre il coraggio dell’azione poetica e la voglia di lottare contro lo strapotere dell’indecente caos economico in cui stiamo vivendo e contro la concezione perversa che considera come autentico e giusto soltanto ciò che ottiene successo in modo cinico e corrotto. Esclusivamente il poeta è in grado di tracciare i confini di un nuovo cosmo etico e trasformato. È quello che abbiamo tentato di finalizzare con la nostra azione: due anni fa siamo riusciti ad effettuare la scalata alla Borsa, occupando pacificamente la gradinata, mentre adesso otteniamo la soddisfazione di conquistarla, di recitare con altruismo i nostri versi dal cuore stesso di questa istituzione affaristica”. Accanto a Kemeny sono intervenuti gli altri direttori artistici della manifestazione, tra cui Flaminia Cruciani, Paola Pennecchi, Pietro Berra, Angelo Tonelli. L’antologia vede presenti alcuni importanti autori della letteratura contemporanea come Giuseppe Conte, Vincenzo Guarracino, Rosita Copioli, Gabriella Cinti, Pierangela Rossi, Amos Mattio, Lidia Sella, Paolo Lagazzi, Ottavio Rossani, Marica Larocchi. Ora il movimento “Poetry and Discovery” si prepara ad altre incursioni in luoghi altamente simbolici per risvegliare le coscienze e opporsi al consumismo e all’effimero.
                                                  


Privacy Policy