UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

venerdì 3 luglio 2020

STADIO SAN SIRO


Quello che le squadre non dicono.
Le 16 bugie che non si possono accettare. 

I rendering mostrati dalle società proprietarie di Inter e Milan sono solo specchietti per le allodole. Non dicono quello che interessa veramente i cittadini e che dovrebbe interessare i politici. Questi ultimi (tranne pochi) continuano a vedere l'affaire-stadio come una opportunità per far soldi.
Senza (voler) vedere che cosa di storto e di inaccettabile le squadre vogliono far digerire 
ai cittadini. Le quali certamente hanno una dote eccezionale: sono maestre del marketing e fanno di tutto per vendere il loro prodotto.
Ma attenzione! Non bisogna bere tutto quello che vogliono!
Il Comitato di Coordinamento San Siro ha evidenziato 16 
punti assolutamente inaccettabili e irricevibili nel progetto nuovo stadio e chiedono che vengano accolti. (Tutti i dati sono stati controllati e verificati, ricavati dai progetti esposti dalle squadre e confermati dagli assessori).




1. -Nuovo stadio troppo vicino alle case - I randering sono spettacolari. Fanno sì che l'attenzione venga catturata da qualcosa (per esempio dalla zip-line di cui tutti ora parlano), per distoglierla da cose più importanti. Nei meravigliosi disegni mostrati, la via Tesio, e le sue case, sembra non esistere più. Eppure è laggiù, dietro lo stadio che sarà costruito a soli 30 metri da quelle case.
Diciamolo meglio: verrà costruito un mostro di cemento, alto come un palazzo di 10 piani per una lunghezza di 200 metri a ridosso (30 metri) delle case.
Guardiamo attorno: quanti palazzi ci sono così alti e così lunghi in zona? Nemmeno i palazzi che corrono sulla via Novara, che pure sono molto imponenti, sono così. E quanto sono 30 metri di distanza dalle case? La via Tesio è larga circa 16 metri, quindi significa che lo stadio sarà ad altri circa 15 metri dal marciapiede. Circa 15 passi! Siamo sicuri di volerlo?

2. Il verde. Stanno facendoci vedere quello che non è!

2.1 - Il verde. Ci promettono, come una manna dal cielo, ‘ben’ 26.000 mq di verde. Che naturalmente sui rendering sembrano anche molti di più. Bene: siamo a conoscenza che 26.000 ettari sono la bellezza di 2,6 ettari? E che sono esattamente la metà dei già esistenti 5,2 ettari, rappresentati dall'attuale parco dei campioni? Quindi significa che verremo derubati di 2,6 ettari.

2.2 - Il verde. Non solo. Lo stesso assessore Maran ha dichiarato che “naturalmente” i 2,6 ettari saranno su “più piani”. Che cosa significa ciò? Che quei 2,6 ettari (ripeto, già la metà dell’esistente e che rappresentano il 10% dell’intera area soggetta a progetto di cementificazione) saranno costituiti da aiuole, terrazzi, ecc, in altre parole da arredo urbano. Punto. Non da verde vero.

2.3 - Il verde. Qual è la differenza tra verde profondo e arredo urbano? Qual è la differenza tra il verde dei rendering e il verde esistente? Non è solo una questione di dimezzamento di area verde. Che differenza c’è tra un verde vero e profondo e un verde di una spanna, riportato sopra il cemento come è nel progetto?
C’è un problema di invarianza idraulica. Che cos’è l’invarianza idraulica? In due parole: la pioggia che cade su un verde profondo viene assorbita e va nella falda. La pioggia che cade su un verde superficiale entra nella rete fognaria cittadina. Ciò crea un aumento della pressione nella stessa, creando rischio di allagamenti. E non è cosa da poco, visto che già il quartiere soffre di allagamenti, decisamente aumentati ultimamente. Ma questo le squadre non lo dicono.


2.4. Il verde. Al momento, insieme ai nostri 5,2 ettari c’è oltre un centinaio di alberi ad alto fusto. Quando mai potranno crescere alberi così su un terreno superficiale? Mai. E ogni albero produce 4,5 kg di ossigeno al giorno (mentre un litro di benzina ne consuma 16 chili, giusto per avere un paragone). Quindi con i nostri 120 alberi attuali abbiamo ogni giorno una produzione di circa 540 chilogrammi di ossigeno al giorno. Che ci verranno tolti.

3. I parcheggi. Gli attuali parcheggi - davvero orribili - verrebbero coperti dal nuovo stadio, altrettanto orribile. Ma la domanda è: dove andranno a parcheggiare tutte quelle macchine e pullman che finora venivano a parcheggiare lì? Le società di calcio dicono che verranno predisposti parcheggi interrati. Si. Per i vip. E gli altri? Non c’è nessun piano parcheggi nei loro progetti. Eppure abbiamo più volte sottolineato come, per esempio, i parcheggi in fondo a via Novara, ora inutilizzati, siano adattissimi, se corredati da una navetta.

4. Prezzi dei biglietti alle stelle. Le società di calcio hanno più volte detto che vogliono incrementare i posti vip. Cioè quelli più costosi. Con il nuovo stadio verranno ridotti al minimo i posti per famiglie, a favore di quelli per i vip. I prezzi dei biglietti e degli abbonamenti schizzeranno alle stelle.

5. Meno posti per gli spettatori. Il nuovo stadio porterà al massimo 60.000 spettatori contro i quasi 78.000 del Meazza. Con i progetti di ristrutturazione del Meazza i posti sarebbero comunque superiori ai 60.000.

6. Il vero business non è lo stadio. Lo stadio in sé non è un affare per le società calcistiche che lo quantificano pari solo al 14% dell’intero business. Il vero business è la speculazione immobiliare che crescerà accanto: tre grattacieli, un centro commerciale, un multisale, un hotel, un centro congressi. Tutto nella stessa area. Cemento su cemento.

7. Carico urbanistico. Con tutto quello che si vuole costruire, il carico urbanistico riceverà un’impennata. Le società calcistiche hanno uno slogan: con l’attuale Meazza si ha un evento 2-3 volte la settimana. Con il nuovo progetto si avrà un evento 365 giorni all’anno. Quindi per ogni giorno dell’anno si avranno folle di persone e utenti di tutti i tipi nel quartiere. Lo stesso quartiere che ora ha un’area verde di 5 ettari dove si passeggia e si fanno picnic. Uno stravolgimento.


8. Viabilità. Non esiste un piano efficace ed efficiente per la viabilità nel progetto presentato dalle società. Come detto sopra, i parcheggi spariranno, aumenterà il carico urbano e tutte le macchine degli utenti del cosiddetto "evento 365 giorni l'anno", dove passeranno? Soprattutto, come dove defluiranno i 60.000 spettatori del nuovo stadio? Già oggi le vie sono congestionate in occasione delle partite (pre-covid) Come sarà poi? Più volte il Comitato ha fatto presente che, per lo meno, si dovrebbe portare il traffico per via sotterranea fino alle tangenziali. Nulla è stato detto in proposito. Sarà uno straordinario affollamento di persone e auto. Molto più di quello attuale, anche dei momenti topici.

9. Più congestione = più inquinamento. Nel dossier fatto preparare dal Comitato San Siro e inviato all’amministrazione lo scorso marzo (vedi allegato) viene spiegato nel dettaglio come l’aumento di carico urbanistico comporti l’aumento di inquinamento. Oltre all’aumento delle auto in circolazione ci sarà ovviamente maggior riscaldamento d’inverno e maggior utilizzo dell’aria condizionata d’estate = maggior inquinamento.

10. Minor sicurezza. Proviamo a immaginare come sarà la sicurezza, con uno stadio a 30 metri dalle case e 60.000 tifosi che entrano nello stadio, ma soprattutto escono tutti insieme.
Dove escono? Nella via Tesio attraverso due uscite. Dove vanno? Che cosa fanno 60.000 persone? Già oggi, che lo stadio è a 200 metri, sappiamo che cosa lasciano e che cosa fanno. Chi abita qui lo sa bene.

11. Maggiori oneri per il Comune. Le società di calcio pagheranno 2 milioni di euro all’anno all’amministrazione per l’utilizzo delle aree. Ciò significa 8 milioni all’anno in meno di entrate. E in più il Comune deve pagare alle società anche 74 milioni per rifunzionalizzare il Meazza, cioè per ridurlo a moncone e per avere una meravigliosa zipline. E poi l’amministrazione come compenserà queste miniori entrate e maggiori uscite? Con maggiori tasse? Per avere un Meazza ridotto così, con qualche sport che si può benissimo praticare ovunque, tanto vale raderlo al suolo.


12. No ai concerti. Nel documento presentato dalla Conferenza dei servizi dall’ Ats (agenzia tutela salute) a firma del dottor Giorgio Ciconali, viene esplicitato che “è auspicabile che l’utilizzo del nuovo stadio sia indirizzato prioritariamente ad avvenimenti a carattere sportivo”. Anche perché la musica sarebbe anch’essa a 30 metri dalle case. E benché le società calcistiche continuino a dire che l’impianto non creerà problemi, 30 metri sono un po’ pochini per tutti i decibel che vengono sparati nei concerti. E nessuno può credere che non si sentirà nulla.

13. Sottopasso Patroclo bloccato. Il sottopasso diventerà praticamente a servizio degli eventi. Le società nel progetto hanno detto che lo chiuderanno per mesi per poterlo allargare e abbassare per poter così creare dei passaggi dal sottopasso alle fondamenta del nuovo stadio, per poter far parcheggiare vip e calciatori. Quindi, quella che ora è una importante via di scorrimento che risparmia moltissimo traffico al quartiere, diventerà un servizio riservato all’utenza con evidente disagio di tutti gli automobilisti che lo utilizzano ogni giorno. Quindi altre macchine che gireranno attorno alle abitazioni.

14. I vincoli della Sovrintendenza. Il fatto che la sovrintendenza non abbia messo alcun vincolo allo stadio Meazza è un fatto positivo. Non significa infatti che lo stadio Meazza debba essere abbattuto, al contrario significa che può essere ristrutturato e ammodernato sotto tutti gli aspetti.

15. Volumetrie eccessive. Il Pgt ammette un indice di edificabilità pari a 0,35mq/mq. Le ultime indicazioni delle squadre sono per lo 0,51. Vedi il link: 
Il Comune vuole accettare un aumento così?
Significano 50.000 mq di cemento in più che si sommano ai già concessi dal Pgt 98.000 mq per un totale di 140.000 mq di costruito. 
E anche la rifunzionalizzazione del Meazza è solo un alibi per chiedere la deroga agli indici volumetrici.


16. Legge sugli stadi ai commi 304 e 305 la legge dice che un nuovo stadio è possibile se non è ristrutturabile l’esistetene. Le due squadre dicono che - sulla base del parere del Politecnico che è anche advisor per il nuovo stadio, quindi in evidente conflitto di interesse - la ristrutturazione non è di loro interesse. E l'interesse dell’amministrazione e dei cittadini qual è?

È per tutti questi motivi che un nuovo stadio non è accettabile. Non a queste condizioni. Invece se si ristrutturasse il Meazza, avremmo più verde, meno consumo di suolo, meno costi, meno cemento e una migliore gestione degli spazi. Oltre al fatto che si avrebbe uno stadio più funzionale e molto più bello!  



L’ULTIMA TRUFFA DI TELECOM E LE… ALTRE
(Controlla anche tu se ti hanno fregato)

Vinicio Verzieri
"Ombra"

Ieri sono andato dal tabaccaio, quello aperto nei quattro mesi passati (faceva comodo anche a Telecom) e ho pagato i soliti 20 euro. Il mio contratto mensile è di 18,17.
Mi scrive il nuovo direttore commerciale - il nome è Lorenzo.
L’offerta RICARICA 20+ è stata attivata. Hai subito disponibili 18 euro”.
E gli altri due? “Tranquillo, te li abbiamo fregati. In compenso ti diamo MINUTI E GIGA ILLIMITATI PER TRE GIORNI (al massimo invio 3 sms alla settimana). Nel prossimo acquisto - se vuoi solo ricaricare - sono disponibili ricariche standard da 17 e 22 euro.”
Lorenzo farà stampare nuove banconote da 17 euro in morbido tessuto, vista la provenienza? Se pago 20 euro e lui mi frega 2 euro e lo ha fatto per milioni di clienti, 3 milioni per 2 euro è una discreta sommetta che servirà per la sua strenna natalizia. Ho letto che il governo intende inserire un suo rappresentante nel CDA di Telecom. Probabilmente hanno chiesto miliardi come l’Agnellino. Per controllare o per partecipare al banchetto?

Caro Eugenio G. (il capo dei mosconi è Eugenio S.) tu non ti devi rattristare per l’andazzo milanese e italiano. Ti devi (lo consiglio anche agli altri amici) incazzare, anche se un po’ meno di me per non rovinarti il fegato. Non potendo fare altro, dobbiamo prendere a calci nel culo questi ladroni.
Per il megadirigente milanese che sta accumulando milioni col virus (che il venditore di pompetta aveva dichiarato morto ma ora ha detto che è resuscitato) dobbiamo andare sotto casa sua e gridargli “Vieni giù che ti iniettiamo il virus dove preferisci”.

Luigi Caroli

Ps: per anni il vecchio direttore commerciale aveva considerato le settimane fatte di 7 giorni e 12 ore. Dopo molte proteste la società ha - forse - pagato la multa. Di sicuro non ha risarcito i derubati. Anche le altre grosse aziende fanno così? Le piccole non lo fanno. Così cresceranno ma quando cominceranno a rubare le faremo punire.


VERSI

Non c’è la luna questa notte…
in disparte sta a pregare per chi non ha voglia
nemmeno di parlare.

Ogni stella un seme
e sa che non bastano tutte
per ritornare a splendere
sul volto della terra in lacrime.

Laura Margherita Volante


RIVALSA

Vinicio Verzieri
"Ricerca di forma"

“La barba bianca mi dice che son già vecchio.
Ma io la frego, non guardandomi allo specchio”.
Nicolino Longo


giovedì 2 luglio 2020

PAROLE E LINGUA
di Nicola Santagada


IL PASSATO

Una radice, che ha fatto un lungo cammino nel tempo e nello spazio, nel senso che, coniata in Grecia, è passata nella cultura latina, poi in quella italiana e, in particolare, dell’area magnogreca, è παθ, da tradurre “fa generare il crescere o fa dal crescere” ed è da interpretare nella logica del pastore e delle metafore che il pastore ne deduce, per rendere, verbalmente, ciò che cade sotto i suoi occhi, i vissuti, gli stati d’animo, le sensazioni, i sentimenti.  Quindi, da παθ, con le desinenze -η -ης (dal generare il legare), è stata coniata πάθη, stato passivo, accadimento, male, sofferenza, che potrebbe far pensare all’incipiente gravidanza e a ciò che provoca alla gestante, divenendo. Sicuramente, da un contesto del processo generativo, il pastore estrapola un fenomeno complesso: un evento sopraggiunto, che si subisce, determinando malessere fisico.  Da πάθη, come male che genera sofferenza, è stata dedotta patologia, ma, soprattutto, è stato coniato il verbo πάσχω, provo, provo impressione, sentimento, sensazione, soffro, subisco, mi trovo in uno stato d’animo, per rendere che cosa si prova durante quell’accadimento e nelle fasi del processo.  Da πάθη, con altri calchi, è stato formato παθητός, chi ha sofferto, da cui patetico, che è il modo di essere di chi ha sofferto; quindi, patema (deduzioni dialettali: appatimiscid’ e appat’mut’) inteso come accidente, affezione, sofferenza, afflizione; e ancora, simpatia ad indicare l’attrazione per, e antipatia. Lo psicologo moderno ha quindi coniato il sostantivo empatia e il rapporto empatico, come capacità di comprendere stati d’animo, senza la comunicazione verbale, e ha dedotto ancora apatia e apatico, designando con questo attributo colui che non si lascia coinvolgere in nulla e per nulla.  Per esprimere le sensazioni/i sentimenti, che prova la madre per la sua creatura dal momento del concepimento fino alla nascita e oltre, forse anche per un evento drammatico, tragico e infausto, è stato coniato il lemma patos, da cui sono stati dedotti, nella cultura italica, passione, come sentimento di forte e intensa attrazione per, con totale coinvolgimento emotivo, nonché appassionato e spassionato. Successivamente patos è stato utilizzato per indicare sentimenti ineffabili, quelli che si provano per le vicende dell’eroe delle tragedie, che sono analoghi a quelli che prova e vive intensamente la madre, durante il travaglio: sofferenza intensa e pervasiva, ma piena di passione e di amore.  La radice, approdata nell’antica Roma, è stata reinterpretata e ha dato luogo, innanzitutto, a pateo: sono visibile, sono aperto, sono praticabile, significati questi dedotti presumibilmente, dalla crescita del grembo. Quindi, con il calco del participio presente, è stato ricavato patente, colui/ciò che è aperto, visibile, da cui poi patente, titolo professionale abilitativo, che deve essere a tutti visibile e che consente di poter esercitare un’arte, come la iettatoria, di cui parla, in modo esilarante, Pirandello nella omonima novella. Inoltre, i latini, che conoscevano pate e pasco, verbo greco, hanno coniato il verbo deponente patior, soffro, sopporto, tollero, concetti dedotti dai processi della gravidanza. Quindi, con i calchi, è stato derivato il participio presente paziente, la pazienza (gli italici spazientirsi); da passus sum, ho sofferto, è stato ricavato passio Domini, compassione, passibile e passibilità e finanche patibolo. Sono stati infine dedotti tutti i significati contenuti in passivo, già riverberati in πάθη.  Da παθ, sembrerà strano, è stato ricavato il passo, inteso come crescita progressiva verso il traguardo finale; quindi passare, passaggio e il passato: quante ne ho passate!  Se crono e tempo sono metafore del grembo e rappresentano il fluire della vita, il pastore ha riscontrato, nel processo formativo dell’essere, il presente, il passato e il futuro. Il presente è la realtà del grembo in fieri, che non solo fluisce, determinando il passare, ma, nella sua staticità, dura, anche se per poco. Il presente, inoltre, è proiettato costantemente verso la nascita, che non solo rappresenta ciò che sarà, ma anche ciò che necessariamente sarà: deve essere, in dialetto: ha da iess’ (determinismo meccanicistico).  In quel che ha vissuto la creatura nel grembo - pochi momenti di felicità, tante traversie e peripezie - si rispecchia il passato dell’uomo, che diventa memoria esperienziale comune, soffusa, talvolta, di nostalgia, che si accetta e non si rinnega, che testimonia la fatica del vivere e che, comunque, è parte integrante della propria identità. 

PER BIANCA GUIDETTI SERRA



Noi ricordiamo

Il 24 giugno 2014 moriva Bianca Guidetti Serra.
È stata una delle figure più vive dell'impegno morale e civile nell'Italia del Novecento. Ed è stata una delle nostre maggiori maestre e compagne di lotte.
Sempre si oppose al fascismo, sempre si oppose al razzismo. Contrastò tutte le oppressioni, le persecuzioni, le emarginazioni. Sempre lottò per la liberazione dell'umanità intera. Sempre recò aiuto a chi di aiuto avesse bisogno.

*
Impegnata nella Resistenza, avvocato, parlamentare, è stata una delle figure più autorevoli della vita democratica italiana. Nata a Torino il 19 agosto 1919, è deceduta a Torino il 24 giugno 2014. Dal sito della casa editrice Einaudi riprendiamo il seguente breve profilo: "Bianca Guidetti Serra ha svolto l'attività di avvocato penalista dal 1947 al 2001 (oltre all'impegno, a fianco del sindacato, in molteplici cause di lavoro, come nel campo del diritto di famiglia e della tutela dei più deboli, minori e carcerati). È stata parlamentare nella decima legislatura (1987-91) e per vari anni consigliere comunale a Torino".
Tra le opere di Bianca Guidetti Serra: Felicità nell'adozione, Ferro, Milano 1968; con Francesco Santanera, Il paese dei Celestini, Einaudi, Torino 1973; Compagne, Einaudi, Torino 1977; Le schedature Fiat, Rosenberg & Sellier, Torino 1984; Storie di giustizia, ingiustizia e galera, Linea d'ombra, Milano 1994; Bianca la rossa, Einaudi, Torino 2009; Contro l'ergastolo. Il processo alla banda Cavallero, Edizioni dell'Asino, Roma 2010.
Riportiamo di seguito una sintesi della commemorazione di Banca Guidetti Serra tenuta a Viterbo all'indomani della scomparsa nel giugno 2014: "È deceduta Bianca Guidetti Serra. La nonviolenza, l'antifascismo, il movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanità, perdono una compagna e una maestra. Resta la sua luminosa testimonianza, resta l'opera sua alacre e generosa, resta la sua lezione di fedeltà al vero e al bene, resta il suo amore per l'umanità. La lotta che è stata anche sua, la lotta per la giustizia, la libertà, la solidarietà, la lotta per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani, la lotta per la protezione dell'unico mondo vivente casa comune dell'umanità intera, questa lotta continua. Bianca Guidetti Serra è deceduta, ma non muore il valore della sua persona. Tutto travolge il tempo, ma la memoria dell'esistenza delle persone buone resta per sempre con l'umanità in cammino, per sempre recando conforto e speranza, vivente esempio ed appello costante all'agire morale, alla civile virtu', all'aiuto reciproco, al bene comune".

*
Anche nel suo ricordo continuiamo la lotta nonviolenta contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Anche nel suo ricordo continuiamo qui e adesso nell'impegno per far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani, semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro.
Peppe Sini 
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani 
e la difesa della biosfera" di Viterbo



LEGHISTI: MARONI IN PISTA

Roberto Maroni

Voi fate la fame, loro si prendono tutto.
Osereste chiamarla giustizia?

Pensavamo fosse uno scherzo di cattivo gusto la notizia della nomina nel Consiglio di amministrazione delle cliniche Zucchi del gruppo di San Donato di Roberto Maroni, già presidente della passata giunta regionale.
Invece fra le otto nuove nomine, accanto alla moglie del giornalista Vespa, Augusta Iannone entra Maroni, Il responsabile della ultima controriforma sanitaria lombarda che, sulla scia di Formigoni, dirottando le risorse alla sanità privata, sostenendo l’aziendalizzazione di quella pubblica e abbandonando la medicina territoriale ha posto le basi perché l’epidemia di covid19 non fosse fronteggiata con tutte le potenzialità che la sanità pubblica avrebbe potuto mettere in campo.
Questa nomina è una offesa ai cittadini e alle cittadine della Lombardia, ai loro lutti , alle sofferenze dei malati di Covid19 e dei pazienti di altre patologie che non sanno quando le loro cure potranno essere riprese ed è anche la riprova che la Sanità Lombarda è malata, è prigioniera di una politica asservita a interessi privati fortissimi che non hanno dismesso i loro appetiti e ora tornano alla carica ,anche in vista del fiume di denaro che potrebbe arrivare alla Sanità con il Recovery Fund.
Maroni, da sempre il leghista più vicino all’attuale presidente della Lombardia, è l’uomo giusto al posto giusto. Per tagliare alla radice questi legami malsani servono due misure urgenti: commissariare la Sanità lombarda e cancellare la legge Maroni sulla sanità.

Antonello Patta segretario regionale
Giovanna Capelli responsabile sanità


DIGIUNO DI SOLIDARIETÀ


Il 3 luglio riprende l'iniziativa mensile della giornata di "Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti" promossa da padre Alex Zanotelli e da tante altre persone di volontà buona. L'iniziativa prevede il digiuno per l'intera giornata e - per chi vuole e può - una presenza dalle ore 15 alle 18,30 in piazza Montecitorio a Roma. Personalmente non potrò essere a Roma, ma mi unirò comunque ancora una volta al digiuno. Per testimoniare non-violentemente l'inaccettabilità della violenza razzista che da anni ed anni sta provocando una immane strage degli innocenti nel Mediterraneo;
Per testimoniare non-violentemente l'inaccettabilità della violenza razzista che da anni ed anni ha imposto in Italia un regime di schiavitù e di apartheid per milioni di innocenti;
Per testimoniare non-violentemente l'inaccettabilità della violenza razzista dei cosiddetti "decreti sicurezza della razza" e delle altre misure criminali e criminogene, assolutamente incostituzionali, che governi scellerati e dementi hanno imposto nel nostro paese, violando ogni autentica legge morale e civile;
Per testimoniare non-violentemente che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà.
*
Quattro cose l'organo legislativo e l'organo esecutivo dell'ordinamento giuridico democratico del nostro paese hanno il dovere di fare, di fare subito, se non vogliono continuare a commettere e lasciar commettere flagranti ed abominevoli crimini contro l'umanità; quattro cose devono fare ministri e parlamentari per tornare nell'alveo della legalità costituzionale, del diritto internazionale, del comune sentire e condursi dell'umanità di sé consapevole e responsabile:
1. far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani: semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro;
2. abolire la schiavitù in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti è privato di fondamentali diritti, non è più una democrazia;
3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalità costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;
4. legiferare la formazione di tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiché compito delle forze dell'ordine è proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza è la più importante risorsa di cui hanno bisogno.
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Il razzismo è un crimine contro l'umanità.
Siamo una sola umanità in un unico mondo vivente di cui siamo insieme parte e custodi.
Siamo una sola umanità di persone ciascuna diversa dall'altra e tutte eguali in dignità e diritti.
Siamo una sola umana famiglia in un'unica casa comune.
Salvare le vite è il primo dovere.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Contrastare il male facendo il bene.
Insorgere contro la violenza e la barbarie con la scelta della nonviolenza che si oppone al fascismo e salva le vite.
Condividere il bene ed i beni.
Agisci nei confronti delle altre persone così come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Sii tu l'umanità come dovrebbe essere.
Chi salva una vita salva il mondo.

Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo.

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo è una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. È la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la più ampia campagna di solidarietà con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza è in cammino" che è possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt@gmail.com

I DIRITTI IN PIAZZA




LA RIFLESSIONE

Vinicio Verzieri
"Abbraccio"

Conseguenze della pandemia

Se “La funzione crea l’organo” secondo il principio di Lamarck,

il genere umano è destinato all’atrofizzazione delle braccia

e a disturbi di relazione.

Il neonato vorrà il latte artificiale e non materno.

Laura Margherita Volante

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