UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

venerdì 19 ottobre 2018

XXVII STAGIONE MILANO CLASSICA
Geni italiani

La Palazzina Liberty

Nel 2018 Milano Classica compie 25 anni dalla sua fondazione. In un quarto di secolo l’Orchestra da Camera Milano Classica si è affermata come una realtà musicale stabile della città di Milano, estendendo il suo repertorio dai capolavori del Barocco, affrontato con un occhio di riguardo alle prassi storiche, alla musica da camera romantica, fino alle avanguardie novecentesche e alla musica contemporanea, diventando punto di riferimento importante per un vasto pubblico.
 Il luogo in cui i suoni di Milano Classica prendono vita è fra i più suggestivi di Milano: Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame, uno scrigno che fu già teatro negli anni sessanta delle geniali sperimentazioni di Dario Fo e Franca Rame e che vanta un’acustica ideale per questo tipo di formazione. L’architettura elegante e le fini decorazioni sono perfette per ospitare quel Settecento, anche milanese, che fin dall’inizio è stato fra i cardini del repertorio dell’Orchestra. Dal 2015 Milano Classica fa parte del cartellone di “Palazzina Liberty in Musica”, un progetto promosso e coordinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Area Spettacolo, e giunto quest’anno alla sua terza stagione.
25 anni sono un traguardo importante per una formazione che mira a conservare le preziose e versatili esperienze passate, perfezionando il suo repertorio d’elezione, il Classicismo, uno stile al quale si accosta con criteri interpretativi filologicamente informati, e che al contempo si rinnova inaugurando, unica in Italia, un nuovo corso nella direzione artistica, affidata a un comitato composto prevalentemente da giovani musicisti, anima di Milano Classica. Il neonato comitato artistico è composto da Claudia Brancaccio, violista, Segretario Artistico dell'Orchestra, fondatrice e Direttore Artistico dell’ensemble “Le Cameriste Ambrosiane”; Giuseppe Califano, pianista e direttore d’orchestra, esperto di didattica e divulgazione musicale; Ernesto Casareto, Direttore Generale di Milano Classica, flautista e fondatore di Circuito Musica, importante realtà nel settore del marketing e della comunicazione per la musica classica; Luca Ciammarughi, pianista concertista e critico musicale, conduttore di trasmissioni su Radio Classica; Steven Slade, violinista e Direttore Artistico del Festival “Paesaggi Musicali Toscani”.
Nell’ottica di un’innovazione sia artistica che gestionale, Milano Classica intraprende così un percorso direttivo d’avanguardia che pone al centro la collaborazione e l’unione di talenti e idee, con uno sguardo verso le più innovative orchestre europee.
Con la volontà di rinnovare artisticamente la stessa Orchestra da Camera, Milano Classica ha accolto quest’anno nel proprio organico nuovi talenti, provenienti da realtà cameristiche affermate e affida diverse produzioni a spalle e concertatori di primo piano.
 Con queste importanti premesse Milano Classica inaugura la sua XXVII Stagione dal titolo Geni italiani, patrocinata dal Comune di Milano, nell’ambito della stagione 2018/19 di “Palazzina Liberty in Musica”. Un palinsesto ricco sia in termini di qualità sia in numero di appuntamenti, nato da una scelta artistica partecipata. Saranno 32 i concerti che accompagneranno il pubblico da settembre 2018 a giugno 2019 e che vedranno esibirsi sul palco della Liberty interpreti d’eccezione. Accanto a grandi nomi di spicco del panorama musicale italiano, ampio spazio è dato a giovani talenti e artisti emergenti, rinforzando così la volontà di rinnovamento e di apertura verso un pubblico sempre più allargato e intergenerazionale
Popolo di artisti, poeti, scienziati e navigatori, ma anche di musicisti e compositori, gli italiani hanno irradiato di bellezza il proprio paese e il mondo. Fiera di questo retaggio culturale, l’Orchestra Milano Classica propone come fil rouge della stagione 2018/2019 l’italianità e articola intorno ad essa un percorso che tocca alcune pietre miliari della nostra storia musicale, dal Barocco al Novecento, senza dimenticare l’estrazione popolare attraverso la più “classica” delle nostre tradizioni vocali, quella della Canzone Napoletana, che sarà affidata, domenica 25 novembre, all’estro e alla voce senza eguali di Marco Beasley.
Il 21 ottobre la concertazione di un programma con musiche di Luchesi, Finzi e Rota è affidata a Roberto Plano, vincitore della Cleveland International Piano Competition e primo pianista italiano chiamato a ricoprire una cattedra di pianoforte presso una delle facoltà di musica più prestigiose al mondo, l’Indiana University Jacobs School of Music. Domenica 13 gennaio il violoncellista Enrico Bronzi guiderà il pubblico alla scoperta delle più belle pagine che Boccherini ha dedicato al suo strumento.



Facendo tesoro della ricerca musicologica in materia di prassi esecutiva e sulla scia di un’esperienza largamente diffusa a livello europeo, l’orchestra persegue con grande interesse l’approccio filologico, in particolare della musica del Sei-Settecento. La vocazione barocca della compagine orchestrale si esprime in diversi programmi affidati alla concertazione di Marcello Scandelli, continuista di spessore e anima barocca dell’orchestra di Milano Classica, arricchiti da illustri ospiti come il soprano Marina De Liso (domenica 24 febbraio) e i componenti del trio Il Furibondo (domenica 31 marzo).
Alla salernitana Daniela Cammarano, violinista dalla brillante musicalità e camerista eccelsa, è affidato, domenica 3 marzo, un programma imperniato sulle Cuatro Estaciones Portenas di Astor Piazzolla, un ideale omaggio al veneziano Vivaldi.
In due concerti della stagione, alla guida degli archi di Milano Classica saranno dei quartettisti: il 10 febbraio Cristiano Gualco, primo violino del prestigioso Quartetto di Cremona, attualmente il più importante quartetto italiano sulla scena internazionale, e il 14 aprile i membri del Quartetto Indaco, ensemble in residence dal 2016. Concerti, questi, che dichiarano la volontà di Milano Classica di considerarsi sempre più come un quartetto allargato capace di affrontare importanti brani del repertorio per archi con spirito squisitamente cameristico, all’insegna di una vera ricerca di comunione di intenti e di suono.
All’Orchestra da Camera si è affiancata quest’anno l’Orchestra Sinfonica, che ha visto a gennaio 2018 la sua ufficializzazione con la partecipazione alla rassegna “Segni di Bellezza” nella Basilica di Sant’Eustorgio, sotto la direzione artistica e musicale di Michele Brescia.
La neonata Orchestra Sinfonica Milano Classica aprirà e chiuderà la stagione orchestrale con due programmi di grande impatto: anteprima di stagione, domenica 23 settembre, Michele Brescia dirige l’orchestra in un concerto dedicato ai compositori boemi Dvořák e Smetana. Il concerto di anteprima della stagione 2018/2019 di Milano Classica presenta anche la prossima edizione della rassegna “Segni di Bellezza” che inizierà a gennaio 2019 e la cui direzione artistica è curata dallo stesso Michele Brescia. Il secondo concerto sinfonico si terrà domenica 26 maggio e vedrà il ritorno di un ospite d’eccezione, il pianista Bruno Canino, che eseguirà il secondo concerto di Mendelssohn.
In collaborazione con alcune tra le più importanti case discografiche internazionali, tra cui Sony Classical e Warner Classic, la stagione da camera  affianca agli ensemble in residence (Quartetto Indaco, Le Cameriste Ambrosiane, I Solisti di Milano Classica) quattro presentazioni di dischi, tra cui quello di Giampaolo Pretto e quello di Andrea Vitello con i Solisti del Teatro alla Scala. I Solisti di Milano Classica, terzo organico di Milano Classica, composto dalle prime parti dell’orchestra e formazione ridotta d’eccellenza, il primo dicembre presenterà con la pianista Weiyin Chen il CD In viaggio con Schubert, in collaborazione con Amadeus.
Milano Classica, in collaborazione con l’Associazione culturale Il Clavicembalo Verde e l’Orchestra Filarmonica Ettore Pozzoli, propone due concerti natalizi che si terranno domenica 16 e venerdì 21 dicembre.
In occasione della Giornata della Memoria, domenica 27 gennaio Le Cameriste Ambrosiane, insieme al mezzosoprano Rachel O’Brien e alla voce recitante di Silvia Giulia Mendola, presentano un concerto-spettacolo dedicato all’orchestra femminile di Auschwitz diretta da Alma Rosè, nipote di Gustav Mahler.
Milano Classica riconferma inoltre anche quest’anno la collaborazione con numerosi ensemble e associazioni musicali del territorio: i già citati Il Clavicembalo Verde e Associazione Culturale Ettore Pozzoli, oltre all’Associazione A.M.O “Manifestare opportunità”, New MADE ensemble, Centro Musica Contemporanea e la Società Italiana di Musica Contemporanea. Venerdì 15 febbraio, l’Orchestra Sinfonica Milano Classica si esibirà per la prima volta insieme all’Orchestra Scuola Civica di Milano Claudio Abbado con musiche di Franz Schubert.
Dopo il grande successo della scorsa stagione, sono riproposte anche quest’anno, da febbraio, le conversazioni-concerto con Le Cameriste Ambrosiane, nelle quali alcuni capolavori della musica da camera saranno introdotti dai conversatori Luca Schieppati, Lidia Bramani  e Flavia Giordanengo.



Tra le rilevanti novità nella nuova stagione di Milano Classica c’è la scelta di proporre concerti la domenica sera, alle ore 18.00, con la volontà di avvicinare alla musica classica anche un pubblico giovane. La stagione 2018/2019 inaugura inoltre una nuova formula nella proposta dei concerti, offrendo al pubblico un contesto particolare per fruire della musica: ogni appuntamento musicale sarà infatti preceduto da un aperitivo e da una guida all’ascolto di carattere divulgativo. Un momento di incontro con gli artisti e una chiacchierata intorno ai compositori e ai brani in programma, fra aneddoti, riflessioni e bollicine.
Una delle sfide che Milano Classica si propone di affrontare è quella di legarsi alla città e al territorio, così da raggiungere l’intera cittadinanza percorrendo anche strade inedite per comunicare in maniera efficace con pubblici diversi per età ed estrazione sociale. Con la sincera convinzione che il ruolo e il senso del fare musica abbiano intrinseche ragioni sociali, nasce nel 2018 il Dipartimento Education e il progetto YOUNG. Alle matinée in Palazzina Liberty dedicate alle scuole, il Dipartimento Education aggiunge quest’anno quattro appuntamenti dedicati alle famiglie al Teatro del Buratto (Teatro Munari), luogo destinato espressamente alle forme artistiche rivolte all’infanzia: un passo verso una nuova importante collaborazione che Milano Classica intraprende guardando al pubblico del futuro.
Conservando la vocazione originaria di formazione in equilibrio tra grande repertorio, affrontato con un occhio di riguardo alle prassi storiche, e riscoperta di preziose rarità, Milano Classica sperimenta così anche nuove forme di comunicazione del patrimonio musicale classico, dalla conversazione-concerto al coinvolgimento degli artisti in progetti sinestetici e video.
Costante e prezioso per Milano Classica, è il contributo dell’Associazione Amici di Milano Classica, presieduta dalla dott.ssa Maria Candida Morosini che di Milano Classica è anche Presidente Onorario. L’Associazione, che da oltre 15 anni sostiene e diffonde le attività di Milano Classica, anche al di fuori della sede milanese,  costituisce un rapporto di dialogo e di ascolto raro nel campo musicale.
XXVII stagione di Milano Classica “Geni Italiani”

Roberto Plano


Domenica 21 ottobre, ore 18.00
ITALIANI NEL MONDO
Musiche di Andrea Luchesi, Gerald Finzi e Nino Rota
Roberto Plano pianoforte e concertatore
Orchestra Milano Classica

Sabato 10 novembre 2018, ore 21.00
Incontro con gli artisti: OUÏRE LA LUMIÈRE
Presentazione del CD “Ouïre la lumière” in collaborazione con Warner Classics
Musiche di Claude Debussy
Giampaolo Pretto flauto
Marino Nicolini pianoforte

Domenica 25 novembre, ore 18.30
PASSATEMPI MUSICALI
Musiche di autori napoletani
Marco Beasley voce
Antonello Paliotti chitarra e arrangiamenti
Orchestra Milano Classica

Sabato 1 dicembre, ore 21.00
Incontro con gli artisti: IN VIAGGIO CON SCHUBERT
Presentazione del CD “In viaggio con Schubert” in collaborazione con Amadeus
Musiche di Franz Schubert
Weiyin Chen pianoforte
I Solisti di Milano Classica

Domenica 16 dicembre, ore 16 (prima parte) e ore 21 (seconda parte)
CONCERTO DI NATALE
in collaborazione con l'Istituto Musicale Europeo di Milano e con le Civiche Scuole di Musica “Giampiero Prina” di Peschiera Borromeo e “Alda Merini” di Buccinasco
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione culturale “Il Clavicembalo Verde”
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Venerdì 21 dicembre, ore 21.00
CONCERTO DEGLI AUGURI
Musiche di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi
Coro “Città di Desio”
Enrico Balestreri direttore del coro
Orchestra Sinfonica Milano Classica / Orchestra Filarmonica Ettore Pozzoli
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l
Associazione culturale Ettore Pozzoli

Domenica 13 gennaio, ore 18.30
UN VIRTUOSO ITALIANO IN SPAGNA
Musiche di Luigi Boccherini, Umberto Pedraglio
Enrico Bronzi violoncello e concertatore
Orchestra Milano Classica

Sabato 19 gennaio, ore 21.00
“DER LEIERMANN” INTORNO AI LIEDER
Musiche di Antonín Dvořák, Franz Schubert
Quartetto Indaco

Domenica 27 gennaio, ore 10.45
LE SIGNORE DELL’ORCHESTRA
Memorie di una musicista ad Auschwitz
concerto/spettacolo per la Giornata della Memoria
Rachel O’ Brien mezzosoprano
Silvia Giulia Mendola voce recitante
Le Cameriste Ambrosiane
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l
Associazione culturale Le Cameriste Ambrosiane

Domenica 10 febbraio, ore 18.00
DAL QUARTETTO ALL’ORCHESTRA
Musiche di Giacomo Puccini, Wolfgang Amadus Mozart, Franz Schubert
Cristiano Gualco violino di spalla e concertatore
Orchestra Milano Classica

Venerdì 15 febbraio, ore 21.00
LA SINFONIA RITROVATA
Musiche di Franz Schubert
Renato Rivolta direttore
Orchestra Sinfonica Milano Classica / Orchestra Scuola Civica di Milano “Claudio Abbado”
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l
 Scuola Civica di Milano “Claudio Abbado”

Sabato 16 febbraio, ore 21.00
Incontro con gli artisti: AMATO BENE
Presentazione del CD “Amato Bene” in collaborazione con Sony Classical
Musiche di Antonio Vivaldi, Claude Debussy, Maurice Ravel
Anastasiya Petryshak  violino
Lorenzo Meno pianoforte
  
Domenica 17 febbraio, ore 10.45
NON SOLO MELODRAMMA (seconda puntata)
Intorno al Quintetto n°2 in si bemolle maggiore op.5 di Giovanni Sgambati
Conversazione-concerto con Le Cameriste Ambrosiane
Musiche di Ottorino Respighi, Giovanni Sgambati
Luca Schieppati pianoforte e conversatore
Le Cameriste Ambrosiane
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione culturale Le Cameriste Ambrosiane

Giovedì 21 febbraio, ore 21.00
I QUARTETTI TRA CLASSICISMO E ROMANTICISMO
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann
Quartetto Linz
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l
Associazione Manifestare Opportunità

Domenica 24 febbraio, ore 18.00
VOCE ANTICA
Musiche di Georg Friedrich Händel, Antonio Vivaldi
Marina De Liso soprano
Marcello Scandelli violoncello e concertatore
Orchestra Milano Classica

Domenica 03 marzo, ore 18.00
INTORNO ALLE QUATTRO STAGIONI (DI PIAZZOLLA)
Musiche di Astor Piazzolla, Nino Rota, Benjamin Britten
Daniela Cammarano violino e concertatore
Orchestra  Milano Classica

Domenica 10 marzo, ore 10.45
OMAGGIO A CLARA
Intorno alla vita e alle opere di Clara Wieck Schumann nel bicentenario della nascita
Conversazione-concerto con Le Cameriste Ambrosiane
Musiche di Clara Wieck - Schumann
Pinuccia Carrer conversatore
Le Cameriste Ambrosiane
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l
Associazione culturale Le Cameriste Ambrosiane

Giovedì 14 marzo, ore 21.00
IL ‘900 EUROPEO
Musiche di Arnold Bax, Leo Smit, Gian Franco Ghedini, Claude Debussy e Maurice Ravel
Trio Barberini
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione Manifestare Opportunità

Venerdì 22 marzo, ore 21.00
SERATA CONCLUSIVA FESTIVAL 5 GIORNATE
Musiche di autori contemporanei
New Made Ensemble
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l
 Centro Musica Contemporanea

Sabato 23 marzo, ore 21.00
LE VIOLONCELLE FRANÇAIS
Musiche di Claude Debussy, César Franck, Gabriel Fauré
Cosimo Carovani violoncello
Stefano Ligoratti pianoforte

Sabato 30 marzo, ore 16 (prima parte) e ore 21 (seconda parte)
CONCERTO DI PRIMAVERA
in collaborazione con l'Istituto Musicale Europeo di Milano
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione culturale “Il Clavicembalo Verde”
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Domenica 31 marzo, ore 18.00
BAROCCO… O NO?
Musiche di Georg Philipp Telemann, Edvard Grieg, Ottorino Respighi
Trio il Furibondo solisti e concertatori
Orchestra Milano Classica

Giovedì 11 aprile, ore 21.00
LE TOCCATE DA BACH  PROKOFIEV
Musiche di Johann Sebastian Bach, Robert Schumann, Claude Debussy, Maurice Ravel e Sergei Prokofiev
Maddalena Giacopuzzi pianoforte
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione Manifestare Opportunità

Domenica 14 aprile, ore 18.00
PER AMORE DI CLARA
Musiche di Felix Mendelssohn, Robert Schumann e Johannes Brahms
Quartetto Indaco prime parti e concertatori
Orchestra Milano Classica

Domenica 28 aprile, ore 10.45
MOZART SUONAVA LA VIOLA
Intorno al Quintetto con 2 viole in sol minore K 516 di W. A. Mozart
conversazione-concerto con Le Cameriste Ambrosiane
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
Flavia Giordanengo viola e conversatore
Le Cameriste Ambrosiane
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione culturale Le Cameriste Ambrosiane

Sabato 4 maggio, ore 21.00
SOUVENIR D’ITALIE
Musiche di Johannes Brahms, Piotr Ilic Tchaikovskij
Sestetto de Le Cameriste Ambrosiane

Giovedì 9 maggio, ore 21.00
FANTASIE, DIVERTIMENTI E OUVERTURES
Musiche di Johann Sebastian Bach / Paolo Marzocchi, Wolfgang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini, Georges Bizet e Giuseppe Verdi
Quintetto di fiati A. M. O.
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione Manifestare Opportunità

Domenica 26 maggio, ore 18.00
COME DI FUOCO D’ARTIFICIO
Musiche di Felix Mendelssohn e Franz Schubert
Bruno Canino pianoforte
Serena Canino direttore
Orchestra Sinfonica Milano Classica

Sabato 1 giugno, ore 16.00 (prima parte) e ore 20.30 (seconda parte)
GRANDE MARATONA MUSICALE
in collaborazione con l'Istituto Musicale Europeo di Milano e la Milano Master Music School
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
Associazione culturale “Il Clavicembalo Verde”
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Mercoledì 5 giugno, ore 21.00
DIALOGHI NOTTURNI
Musiche di Frederic Chopin, Rocco Abate, Claude Debussy, Paolo Longo, Franz Liszt,
Sandra Conte, Maurice Ravel, Delilah Gutman
Luca Colardo, violoncello
Sandra Conte, pianoforte
Andrea Talmelli, direzione artistica
A cura di Milano Classica s.c.a.r.l  
SIMC Società Italiana di Musica Contemporanea

Biglietti Stagione Orchestrale:
Intero Stagione: € 10
Under26, over65 e studenti: € 5

Biglietti Stagione Cameristica
Intero Stagione: € 8
Under26, over65 e studenti: € 5

Info:
segreteria@milanoclassica.it | T. 02 28510173  
www.milanoclassica.it

MILANO CLASSICA
Ufficio Stampa
Giulia Castelnovo
M. +39 349 099 64 81
ufficiostampa@milanoclassica.it
COMUNE DI MILANO | CULTURA
Area Spettacolo
Palazzina Liberty in Musica
Programmazione e Comunicazione
T. +39 02 884 62330
c.palazzinalibertyinmusica@comune.milano.it
www.palazzinalibertyinmusica.it



VENEZIA ALBERGO DIFFUSO
di Giorgio Colombo

Ancora un po' di pazienza e approderà
in Piazza San Marco (Didascalia di A.G.)


«Alles was mich umgibt ist würdig, ein großes wrespektables Werk versammelter Menschenkraft, ein herrliches Monument, nicht eines Gebieters, sondern eines Volks.»

«Tutto ciò che mi circonda è pieno di nobiltà, è l'opera grandiosa e veneranda di forze umane riunite, è un monumento maestoso non di un solo principe, ma di tutto un popolo.»
[Goethe, Viaggio in Italia, 1816]

Sopra ai tetti delle antiche costruzioni si profila la presenza di una enorme  supernave che si muove lentamente. A vederla per intero si tratta di un natante di circa 10 piani fuori d’acqua che procede con due rimorchiatori, uno a poppa, l’altro a prua,verso il porto, a sua volta ristrutturato di recente per questi nuovi arrivi. Dai comignoli esce un leggero fumo. Scaricherà migliaia di passeggeri per una breve visita della città. Una tappa tra le molte. I frettolosi clienti di un solo viaggio usano l’aereo. Treni di ogni tipo, rapidi  o accelerati, superato il lungo ponte della Libertà, giungono in stazione: scendono giovani vocianti con sacchi in spalla o più attrezzati passeggeri che trascinano grandi valige a quattro ruote. Questi sono gli abitanti temporanei di una antica e fragile città, Venezia, i cui abitanti stabili, poco più di 50.000 in età media-avanzata, diminuiscono di circa mille unità all’anno. Nei luoghi periferici aumentano spazi abbandonati. Calano i residenti, aumentano i turisti. Spariti esercizi commerciali di vicinato, un ricordo il settore chimico, industriale, assicurativo, cantieristico (l’Arsenale è diventato un luogo di mostre d’arte). Ovunque Bar, caffè, piccoli ristoranti, alloggi in affitto B&B o illegali. I negozi vendono maschere e pessimi ricordini made in China. L’antica e gloriosa produzione vetraria sopravvive a fatica, spesso acquisita dai cinesi e a stento  campano le Università con studenti viaggiatori (arrivano per gli esami e per alcuni corsi fondamentali, e ripartono). Gli alloggi sono troppo cari. I  gloriosi palazzi sul Canal Grande stentano a trovare acquirenti e aspettano affittuari temporanei. Il Fondaco dei Tedeschi, sgombrato dalle vecchie ‘Poste’, è diventato un lussuoso emporio con terrazzo panoramico a firma dell’archistar R. Koolhass.  

Gianni Berengo Gardin "Silhouette sfiora San Giorgio"
                                                                                                                 
Il turista ‘collettivo’ è condotto attraverso le vie principali (più raramente coi vaporetti sul Canal Grande, con gli avvisi contro i ‘pickpockets’), dagli spazi della stazione sino a Piazza San Marco (una cattedrale piccola, me l’aspettavo più… in confronto poi col campanile!). Non ci sono panche o sedili né prima né dopo, così, arrivato stanco alla meta, si accascia sui gradini della Piazza e addenta il panino che si era portato dietro, sbrodolandosi e sporcando le antiche pietre. I più volenterosi  s’incamminano lungo le due file principali, una per San Marco l’altra per Palazzo Ducale. Molti, rinunciando a un’attesa faticosa, si rifugiano nella piazzetta laterale, accanto ai Leoni settecenteschi, recentemente imbrattati di vernice. I locali caffè-concerto sono cari; altrove non ci sono servizi pubblici. I controlli, guardie, carabinieri ecc. sono scarsi o invisibili. In assenza di gabinetti pubblici quegli stranieri più spinti da impellenti necessità cercano e trovano angoli discosti, poco frequentati.
In estate il caldo-umido è frequente. Meglio tonare alla nave. Anche la guida con la bandierina è stanca. Le masse che si spostano nelle strette vie sono cariche di pacchi, tengono per mano o in braccio bambini, faticano a capire dove sono, sudano di una temperatura inattesa. In realtà hanno intravisto (!) solo una piccola parte della città, al massimo da San Marco a Rialto. Cosa hanno capito di un luogo difficile, scomodo, grande nel suo passato che la maggior parte ignora? Forse non cercavano di capire ma di svagarsi, di poter vantarsi, di poter riferire ‘ci sono stato anch’io’. Di qui la frequenza dei selfie.   
Non ci sarebbe un modo diverso di utilizzare una eredità così importante, una specie di museo diffuso, che seppure in minima parte ha già visto nei restauri l’intervento  internazionale. Il contrario di quell’albergo diffuso che sembra essere stata la preoccupazione di tutti i sindaci degli ultimi anni. Non si salva neppure il nuovo ponte di Calatrava i cui gradini delicati e trasparenti sono stati più volte incrinati dai pesi malamente trascinati. Le poche e grandi Istituzioni che rimangono come le Biennali ai Giardini e la mostra del cinema al Lido sono realtà separate, lontane, luoghi per specialisti. No, non hanno nulla a che vedere con l’albergo diffuso.



LEONARDO GENOVESE
A FIGINO SERENZA. COMO

Leonardo Genovese


Sabato 20 ottobre 2018
dalle ore 17.30
presso il 56 di Via Vico Necchi
Figino Serenza, CO

Appuntamento con Leonardo Genovese - Impressioni dell’Eidos
In Greco, Eidos, εἶδος, è la forma, è la natura interna e profonda delle cose, è il nucleo imperscrutabile, è ciò che rende una cosa quello che è, e senza la quale non è più. Invisibile e intimo, è l’essenza invariabile. E Leonardo Genovese, nelle sue fotografie, è capace di impressionare e fissare gli eidoi delle cose del mondo.
In occasione di questo appuntamento autunnale, il 56 ospiterà il fotografo Leonardo Genovese. Dopo i primi anni di esperienza nel cinema, la sua ricerca espressiva è oggi concentrata su un doppio asse artistico: l'indagine metafisico-astratta e il filone iperrealista-magico.
Il suo interesse principale resta, da sempre, l’immagine.
Al 56, Leonardo Genovese esporrà:
Degli Oggetti, serie di 120 fotografie, 2012-2018
Cavalli Blu, 3 fotografie, 2014
Germinale, 2015
Eidos, 18’, colore, 35 mm, 2011


Cliccare sulla locandina per ingrandire



A PROPOSITO DI VACCINI
di Pasquale Ferrante*

Pasquale Ferrante

L’altalenante percezione dei vaccini tra la gente e sui media:
un po’ di storia, un po’ di scienza.


Negli ultimi decenni, in Italia ma anche in molte altre nazioni del mondo, numerose persone e gruppi hanno incominciato a manifestare dubbi sulla sicurezza e sul'utilità dei vaccini arrivando al punto di non vaccinarsi e di non vaccinare i proprio figli. Quando poi questi dubbi e queste posizioni sono approdati sui cosiddetti social media il numero di chi "non crede" è enormemente aumentato e la foga o passione nel contestare i vaccini ha creato questo nuovo fenomeno che classifica le persone che ne discutono come no-vax ai quali si oppongono le persone favorevoli o pro-vax.
Sempre attenti ai grandi numeri, anche molti politici, parlamentari se non addirittura i partiti si sono schierati a favore o contro i vaccini. In genere queste posizioni tendono a considerare i vaccini un tutt'uno e quindi come tale da prendere o lasciare e, conseguentemente ad ogni dibattito o discussione che si svolga in televisione, su Face-book o al bar, chi partecipa non può che essere a favore o contro.
Accade spesso che ogni tentativo di capire i vaccini, la loro storia, il loro impatto sulla salute umana e la loro complessità tecnica e concettuale viene sommerso dal vociare di chi crede di avere ragione a prescindere e la maggioranza della popolazione è confusa e non riceve informazioni se non quelle che i no-vax e i pro-vax forniscono a favore delle proprie tesi.
Forse ripercorrere per sommi capi la storia dei vaccini e della loro relazione con gli essere umani può essere utile per iniziare a parlarne.
Quando gli uomini hanno avvertito il bisogno di "qualcosa" contro le malattie infettive, che nei secoli e nei millenni passati si manifestavano come epidemie drammatiche capaci di coinvolgere e spesso uccidere molta parte delle persone colpite?
Un concetto antichissimo e primitivo di vaccino si intuisce già nell'antitodo, dal greco ντίδοτον, con il quale si indica un farmaco capace, con meccanismo chimico o chimico-fisico, di trasformare un agente tossico in un composto innocuo o scarsamente lesivo (Da: Enciclopedia Treccani). Rientrano nel novero degli antidoti in senso stretto i sieri immunizzanti (antiofidico, antidifterico e altri) che sono stati messi a punto secoli fa.
Ma la storia permette di individuare una data di nascita quasi esatta dei vaccini così come noi li intendiamo anche al giorno d'oggi. Infatti alla fine del 1700 il medico inglese Edward Jenner osservando cosa succedeva ai mungitori di vacche, si accorse che questi ultimi, quando si verificavano epidemie di Vaiolo, una grave malattia infettiva spesso letale, non si ammalavano o presentavano una malattia lieve e non letale. Queste osservazioni, già diffuse nella popolazione contadina e tra i mungitori divennero ancora più interessanti quando ci si rese conto che i mungitori che si ammalavano del vaiolo bovino erano quelli protetti contro il vaiolo umano. E' importante ricordare che, proprio in quei tempi il vaiolo, noto per la sua gravità fin dall'antichità in molte parti del mondo, ebbe in Europa un incremento con frequenti epidemie che causarono numerosissimi morti.
Su queste basi nel 1798 Jenner decise di inoculare il liquido delle pustole del vaiolo delle vacche, in alcuni volontari, i quali, quando si verificarono le successive epidemie di vaiolo, risultarono protetti e non si ammalarono. Fu così messo appunto il primo vaccino veramente efficace e si noti bene che la parola vaccino deriva da vacca, l'animale con il quale i mungitori erano a stretto contatto quotidiano.
L'utilizzo in tutto il mondo del vaccino contro il vaiolo dopo circa due secoli ha permesso di eradicare il vaiolo che non circola più come malattia negli esseri umani e dal 1990 circa non è più stato necessario vaccinarsi.
La storia dei vaccini proseguì con la messa a punto del primo vaccino contro la rabbia, una malattia trasmessa dagli animali all'uomo, e sempre letale se non trattata, da parte di Luis Pasteur che il 6 giugno del 1885 trattò per la prima volta con successo un bambino che era stato morsicato da un cane affetto da rabbia.
Sia il vaccino contro il vaiolo che quello contro la rabbia erano efficaci nel proteggere contro queste due gravi malattie, ma entrambi potevano dare frequenti complicazioni in qualche caso anche molto gravi. Tuttavia in considerazione del rischio di morte elevato per vaiolo e certo per la rabbia, le persone si facevano vaccinare senza molte remore (oggi il vaccino per la rabbia è molto sicuro).
Ma la vera diffusione delle notizie e delle discussioni sui vaccini, anche a livello giornalistico, radiofonico e televisivo, si ebbe con la messa a punto dei vaccini antipoliomielite tra la seconda metà degli anni '50 e la prima metà degli anni '60 del secolo scorso. A partire dai primi del '900 negli Stati Uniti e più tardi anche in Italia, si incominciarono a verificare epidemie annuali di Poliomielite paralitica, una malattia conosciuta fin dall'antichità ma che non aveva mai provocato prima epidemie così diffuse. La poliomielite paralitica è una grave malattia neurologica che colpisce i neuroni motori e provoca una paralisi flaccida che può coinvolgere i muscoli degli arti inferiori (paraparesi) ma a volte anche di quelli superiori (tetraparesi) ed in alcuni casi per il coinvolgimento dei neuroni cerebrali causare oltre alla tetraparesi anche paralisi respiratoria, arresto cardiaco e morte. In Italia a partire dal secondo dopoguerra e fino all'introduzione della vaccinazione si verificavano ogni anno migliaia di casi di poliomielite paralitica, con una andamento crescente fino ad un picco di più di 8.000 casi nel 1960. Con la vaccinazione estensiva da allora la poliomielite è scomparsa dal nostro paese.
E' importante ricordare che il vaccino antipolio fu somministrato obbligatoriamente a tutti i bambini così come qualche decennio prima era stato già fatto per il vaccino antidifterite e per quello antitetanico e ancora prima per l'anti-vaiolo.
Successivamente quando nel 1976 fu introdotto il vaccino anti-morbillo si decise di renderlo facoltativo, organizzando comunque massicce campagne di informazione per convincere i genitori a vaccinare i propri figli.
Ma che cosa è il morbillo? E' una malattia così pericolosa da avere bisogno di una vaccinazione?
Il morbillo è una malattia infettiva che colpisce soprattutto i bambini, ma anche adolescenti ed adulti, se non contratto da piccoli, infatti chi si ammala è poi protetto per tutta la vita. Il virus del morbillo è molto contagioso e si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva emesse parlando, tossendo o starnutendo. La malattia è caratterizzata dalla comparsa di un esantema maculopapulare, di colore rosso intenso, con le macchie diffuse in tutto il corpo. Prima della comparsa dell'eruzione cutanea si hanno sintomi respiratori, congiuntivite e febbre, anche molto alta. Le complicanze più frequenti possono essere l'otite, la diarrea e la polmonite che si possono verificare in circa il 25% dei casi. Molto grave e per questo molto temuta è l'encefalite da morbillo che si osserva in un caso ogni mille e che provoca gravi danni cerebrali permanenti e può portare a morte molti dei soggetti colpiti. Inoltre c'è una complicanza rarissima del morbillo (1 caso ogni 100.000), dovuta al fatto che il virus del morbillo, dopo l'infezione acuta, si nasconde nel cervello del bambino colpito e dopo circa 10 anni si riattiva provocando la PanEncefalite Sclerosante Subacuta (PESS), una malattia drammatica e inevitabilmente fatale. E' evidente quindi che il morbillo è una malattia pericolosa e quindi quando il vaccino fu introdotto, anche se su base volontaria, ebbe in Italia un notevole successo.
Poi, piano piano, proprio partendo dal vaccino anti-morbillo, si è incominciato a diffondere prima uno scetticismo e successivamente una avversione contro i vaccini, e ci si deve chiedere come mai questo è avvenuto e perché continua ad esserci una quota della popolazione che si dichiara contraria ai vaccini.
Paradossalmente, grazie alle vaccinazioni, le gravissime complicanze di cui stiamo parlando sono state in qualche modo dimenticate nella loro drammaticità e molti genitori giovani, ma non solo, si chiedono perché vaccinare, a volte influenzati anche dai racconti dei moti adulti che affermano di aver avuto il morbillo senza problemi, dimenticando i tanti coetanei  che a quel tempo soffrivano delle complicanze gravi, fino alla morte, appena descritte.
Un altro aspetto importante che può generare un atteggiamento anti vaccini è rappresentato dall'errata percezione del concetto di "immunità di gregge" e cioè dalla considerazione che se il 95% della popolazione è vaccinata contro un virus lo stesso non circolerà più. Insomma una specie di egoismo su base scientifica. Tuttavia bisogna ricordare che i virus ed i batteri, ai quali impediamo di provocare malattie nei bambini con le vaccinazioni, non sono scomparsi ma continuano a circolare nel mondo in popolazioni lontane, ma con le quali possiamo entrare in contatto per viaggi o per migrazioni, e quindi, se non ci si vaccina, il rischio di contrarre queste malattie infettive e di avere complicanze gravi rimane per tutta la vita.
A questo proposito è opportuno ricordare un gravissimo problema che si sta verificando in questi ultimissimi anni in Venezuela, paese una volta ricchissimo e terra di migranti anche italiani, in cui la crisi economica ha minato le strutture sanitarie compresi i centri vaccinali e così è scoppiata un'epidemia di Difterite, iniziata a luglio 2016 ed ancora in corso. Dal suo inizio fino a maggio 2018 sono stati segnalati 976 casi accertati e sono stati registrati 142 decessi per Difterite. Per gli abitanti del Venezuela, morire di Difterite sembrava una cosa impensabile fino a pochi anni fa, quando il paese era in buone condizioni economiche, ed il vaccino, che è associato a quello contro il Tetano e la Pertosse era regolarmente e sistematicamente somministrato a tutta la popolazione. Eppure è bastato poco tempo senza vaccino perché questa malattia, conosciuta a fine ottocento come "lo strangolatore" e capace di portare a morte fino all'80% dei bambini colpiti, tornasse a uccidere bambini ed adulti innocenti.
Il ritorno della Difterite è un monito drammatico a favore della necessità di vaccinare, perché nel caso di questa malattia, anche il già citato ed ormai famoso concetto di "immunità di gregge" non si applica appieno, perché occorre ricordare che il vaccino è composto da anatossina difterica (e nel trivalente anche tetanica e della pertosse) e quindi i vaccinati sono protetti verso la tossina e non verso il batterio. Quindi i soggetti non vaccinati possono essere infettati dal batterio della Difterite, che continua a circolare nella popolazione in tutto il mondo, anche se vaccinata, e se il batterio produce la tossina possono ammalarsi gravemente ed addirittura andare incontro alla morte.
Come si vede da questo esempio drammatico, il tema dei vaccini è molto complesso, tuttavia i dati scientifici, epidemiologici e storici che sono stati velocemente riassunti in questo scritto, ci permettono di ribadire che le vaccinazioni sono un'arma efficacissima contro le malattie infettive ed è irragionevole non praticarle quando sono disponibili. Le eventuali rare complicanze da vaccino sono davvero non paragonabili per frequenza e gravità ai danni provocati dalle malattie che si prevengono con i vaccini stessi.
In tutto il mondo i vaccini salvano ogni giorno migliaia e migliaia di vite umane soprattutto tra i bambini e, come tutti possiamo vedere dai media e da Internet, nei paesi più poveri del mondo nei quali per diversi motivi, soprattutto economici ma a volte anche religiosi e politici, i bambini continuano a morire per malattie come il morbillo, o altre che noi abbiamo largamente debellato e che, con il rifiuto di vaccinarsi, stanno ritornando pericolosamente anche nel nostro paese.

*Medico, Professore Ordinario di Microbiologia, 
Università degli Studi di Milano.

 
Nella foto qui sopra un Ospedale di Los Angeles, nel 1952, con tante macchine per la ventilazione meccanica usate per i soggetti colpiti dalla paralisi respiratoria da poliomielite.
LINGUA MATER

La copertina del libro

Scritti tra il 4 e il 10 luglio del 2017, i 30 testi che compongono Lingua Mater, hanno voluto prepotentemente uscire dalla penna dell’autore, in dialetto. “Nella lingua che avevo usato per tutta la vita solo parlata” come dice Gaccione. Scrive Dante Maffìa nella sua introduzione al libro: “Non c’è una sola composizione che soffra di astrazione, tutte sono dense, anzi direi pregne, di un calore e di una coralità che, senza straripare in ripiegamenti nostalgici, trova il modo diretto di affabulare, fare sentire la necessità che lo ha spinto a cercare la lingua madre”. Una pulsione urgente, arrivata tardi, ma indilazionabile. Una vera e propria sorpresa per quanti seguono da tempo il lavoro letterario dello scrittore. Pubblicata nella prestigiosa Collana di poesia “I Fiori di Macabor”, la raccolta che compone Lingua Mater riporta il testo italiano a fronte e può essere apprezzata anche da chi ha poca o nulla dimestichezza con la lingua dialettale dell’autore. Una lingua fatta di molti impasti, molte contaminazioni, tante quante sono state le dominazioni che hanno riguardato nel tempo, quella parte di Calabria del Nord, quella Calabria cosentina, di cui Acri rappresenta una miniera linguistica interessante. Gaccione abilmente sa dosarne gli elementi per conferire ai suoi versi, una tragica dolorosa bellezza. 
[Bonifacio Vincenzi]

Angelo Gaccione
Lingua Mater
Macabor Editore 2018
Pagg. 80 € 12,00

Per richieste all’Editore:
Macabor Ed. via Manzoni n. 6
87072 Francavilla Marittima (Cs)
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