NÉ LADRI NÉ SOGNATORI
di Angelo
Gaccione

M. Bakunin
“Ciò
che non vi perdoneranno mai è che non volete essere né ladri né sognatori”.
È una frase di Bakunin da me riportata nel libro Nero su bianco pubblicato
nel Duemila e che contiene massime, aforismi e pensieri di vari autori: dall’antichità
in poi. Li avevo raccolti nel corso del tempo espunti dalle mie letture. Non
avendo annotato la fonte, non ricordo più, a distanza di tanti anni, da dove
l’abbia estrapolata. Su suggerimento dell’amico Franco Schirone, storico del
movimento libertario, mi sono rivolto ad un paio di esperti del pensatore
russo, ma neanche loro hanno saputo colmare la mia lacuna. Ma veniamo al
significato. Che cosa ha voluto intendere il teorico russo con questa frase? Il
drammaturgo Luca Marchesini ne ha dato questa interpretazione: “Secondo me vuol
dire: ciò che i conformisti, i servi dei vari potentati e quant’altro non
perdonano a coloro che nutrono ideali di giustizia è che essi, diciamo i
rivoluzionari, non vogliono entrare da lestofanti nella logica della
sopraffazione tipica del potere autocratico (essere ladri) né
limitarsi a sognare futuri radiosi in modo inconcludente e dunque innocuo (essere
sognatori)”. Penso che abbia perfettamente ragione. Il sostantivo ladri io
lo riferisco agli sfruttatori, ai corrotti di ogni colore, agli ingordi, agli
speculatori, e via via scendendo fino ai gradini più bassi, senza dimenticare,
per l’appunto, i miserabili che entrano persino in case di gente modesta che
non ha beni di lusso da custodire e che si ritrova a dover far fronte ad un
danno. Fosse solo lo scardinamento di una porta. Per il dizionario, ladro è “chi
si appropria indebitamente di beni altrui, violando con astuzia, o col ricorso
all’inganno, alla frode”. Dunque, il ladro ha la connotazione anche di
bugiardo, di imbroglione, di persona disonesta. Quanto al termine sognatori,
la lezione di Marchesini mi sembra molto pertinente. Può darsi che Bakunin
volesse mettere in guardia gli ambienti a lui contemporanei, a non perdersi dietro
a idee balzane ed astratte, a rincorrere chimere. Nell’Ottocento molti erano i
giovani rivoluzionari e i patrioti entusiasti che seguivano guide morali e
spirituali sicuramente molto rette, ma spesso impastate di un idealismo fumoso
e fanatico.
![]() |
| M. Bakunin |

