EVENTI
di Antonella Casaburi
Un
ponte culturale tra Napoli e Budapest
Budapest ha
ospitato un evento esclusivo: una tre giorni (20, 21 e 22 marzo 2026), dal
titolo intrigante e suggestivo Napoli days - Mythic Napoli / Napoli
Mitica, dedicata alla dimensione più profonda, simbolica e immaginifica della
cultura napoletana. L’Associazione OndeSouth, in collaborazione con l’Associazione
Dante Alighieri ed il patrocinio dell’Istituto
Italiano di Cultura, ha celebrato la “città magica” tra mito,
musica e ritualità. Il progetto ha intrecciato letteratura, antropologia,
musica, danza e ritualità, offrendo al pubblico un viaggio immersivo nella
Napoli più antica e più viva: quella sospesa tra sacro e profano, tra mito e
quotidianità. Il programma si è aperto il 20 marzo con la Conferenza “Il
sangue di San Gennaro - Napoli, città magica, culla delle fiabe europee, tra
rituali e musica”, condotta da Michele Paino. La giornata ha celebrato la
Napoli mitica, fra letteratura, simboli e immaginario: una narrazione teatrale
che ha esplorato la stratificazione culturale della città, dagli Egizi ai
Greci, dai culti di Iside ai riti mariani, dalle figure leggendarie come il
Munaciello e la Bella ’Mbriana fino alla nascita delle fiabe europee con
Giambattista Basile. Due ospiti, in collegamento dall’Italia, hanno arricchito
il dibattito: Vincenzo Guarracino, poeta, critico letterario e d’arte,
traduttore, noto tra gli studiosi di Leopardi, che ha offerto una lettura
raffinata del rapporto tra mito e identità nella tradizione italiana; e Antonella
Casaburi, docente, scrittrice e traduttrice, autrice del romanzo Mirari,
che ha portato una prospettiva contemporanea sul racconto come ponte tra
culture. La serata ha trasformato l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest in
un vero e proprio salotto mediterraneo dove storie, simboli e poesia hanno
restituito al pubblico l’immagine di una Napoli “mitica”, come luogo narrativo
prima ancora che geografico. Il giorno successivo, 21 marzo, presso Auróra
Budapest, il pubblico ha potuto conoscere la cultura popolare campana grazie a Napoli
Days 2.0 - Experiential Day, in un pomeriggio interattivo pensato per tutte
le età: una Napoli fa vivere tra esperienza, ritmo, corpo. Il programma ha
incluso: narrazioni sulle origini dei riti, dei ritmi e dei movimenti,
laboratori di costruzione di strumenti tradizionali (castagnette, putipù,
triccheballacche, tammorra), giochi ritmici e attività musicali, workshop di
tammurriata con introduzione alla Tammurriata dell’Agro-Nocerino Sarnese, canti
tradizionali, danza in cerchio e passi base. Un’esperienza immersiva che ha
permesso ai partecipanti di entrare nel cuore pulsante della ritualità campana,
dove musica e movimento diventano linguaggio comunitario. Il terzo giorno, 22
marzo, è stato dedicato alla danza, intesa non solo come espressione artistica,
ma come rito, forma di connessione profonda con la tradizione. Attraverso
passi, ritmi e gesti codificati, i partecipanti hanno esplorato la dimensione
rituale della tammurriata e delle danze popolari del Sud Italia, in un percorso
che ha unito corpo, memoria e identità. Un ponte culturale tra Napoli e Budapest,
Napoli Days ha dimostrato come la cultura napoletana, con la sua miscela di
mito, musica, spiritualità e teatro, sia capace di parlare a pubblici
internazionali. Tre giorni intensi, partecipati, emozionanti, che hanno
trasformato Budapest in un crocevia mediterraneo, celebrando una città che
continua a essere, oggi come ieri, un racconto vivente.


