POSTE - TIM
di Franco Astengo
Il rischio di un’operazione
soltanto commerciale.
Trent'anni
dopo la sciagurata privatizzazione (ricordate i "Capitani Coraggiosi"
così appellati da Massimo D'Alema?) lo Stato torna azionista di Tim. Si
tratterà di una operazione di "sovranità digitale" fondamentale per
l'innovazione tecnologica del Paese favorendo lo sviluppo delle comunicazioni e
della piattaforma italiana dell'AI oppure semplicemente della messa in comune
di grandi clientele e quindi di una semplice operazione commerciale?
Come scrive il "Corriere
della Sera Economia": la sovranità digitale non si decreta soltanto con le
partecipazioni azionarie e le integrazioni di businnes.
Su tutta l'operazione grava
infatti la spada di Damocle delle infrastrutture.
Attualmente l 'Italia infatti ha
due reti in fibra ottica in costruzione:
1) Open Fibra: controllata al 60%
da Cassa Depositi e Prestiti e al 40% Macquarie Asset Management (Fiber Network
Holdings) gruppo finanziario con sede a Sidney in Australia. Open Fibra sta
costruendo la rete FTTH;
2) FiberCop: al 37,8% in capo al
fondo di investimenti globale KKR con sede a New York, il 17,5% al fondo
pensioni canadese CPP, al 17,5 al fondo sovrano di Abu Dhabi, il 16% al MEF e l'11,2%
al fondo infrastrutturale italiano F2i.
Da anni si discute di come
realizzare una rete unica per colmare il ritardo accumulato: la copertura in
fibra dell'Italia resta al di sotto della media europea e le scelte
strategiche, come abbiamo visto, restano ad un livello di decisionalità molto articolata
(per descriverla attraverso un eufemismo).
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| Come il Governo spreca il denaro pubblico Le Poste fanno finanza non il compito per cui sono nate |
Così si dimostra ancora una volta tutta la fragilità del contorto processo di privatizzazioni avvenuto in Italia nel settore decisivo delle infrastrutture tecnologica. Da allora si è creata una situazione di evidente scalabilità e debolezza proprio sul terreno delle strategie di fondo, a dimostrazione di una ormai storica incapacità di programmazione dell'intervento pubblico in economia e di assenza di politica industriale (che coinvolge anche l'Europa).



