FRANCESCO PRIMO ITALIANO?
di Francesca Mezzadri
Il libro propone una narrazione divulgativa della vita di Francesco
d’Assisi presentato come figura anticipatrice di valori moderni e, in chiave
suggestiva, come “primo italiano”: un simbolo identitario prima ancora che
religioso. C’è davvero bisogno dell’ennesimo libro
su San Francesco? La risposta, dopo la lettura, è semplice: no. Non perché la
figura non meriti attenzione, ma perché il sottotitolo - “il primo italiano” -
tradisce già l’impostazione: un’operazione più narrativa e commerciale che
storica. Attribuire a una figura medievale
un’identità nazionale moderna è un evidente anacronismo. L’idea stessa di
“italianità” è il prodotto di un lungo processo culturale e politico, che
arriva a maturazione ben dopo l’Unità e che ancora nell’Ottocento necessitava
di essere costruito, come ricorda la celebre formula di, “fatta l’Italia,
bisogna fare gli italiani”. In questo senso, il libro rinuncia a qualsiasi
pretesa di rigore per inseguire una narrazione accessibile e rassicurante. Cazzullo
si muove su un terreno già battuto, riproponendo un Francesco attualizzato,
levigato, perfettamente compatibile con la sensibilità contemporanea. Ne esce un
ritratto prevedibile: un santo “moderno”, vicino al messaggio evangelico,
portatore di valori semplici e universalmente condivisibili. Più catechismo
divulgativo che saggio storico, senza reali elementi di novità interpretativa. Il
problema non è tanto la semplificazione, inevitabile nella divulgazione, quanto
l’assenza di profondità critica. L’autore, forte di un successo editoriale
consolidato, confeziona un prodotto scorrevole ma privo di reale originalità.
Il risultato è un instant book che conferma una tendenza: privilegiare la
vendibilità rispetto alla complessità, puntando su formule già collaudate e
rassicuranti per il grande pubblico. Persino sul piano culturale, il richiamo alle origini della lingua italiana
- il “Cantico delle creature” - resta sullo sfondo, senza essere davvero
sviluppato, ridotto a semplice citazione simbolica più che a nodo critico, e
senza inserirlo in un discorso linguistico più ampio e problematico. In definitiva, un libro che dice ciò
che il lettore si aspetta già di trovare, senza mai metterlo davvero in
discussione né offrire strumenti interpretativi nuovi. E forse è proprio questo
il suo limite maggiore.
Aldo Cazzullo
Francesco. Il primo italiano
Ed. Harper Collins Italia
Pagg. 288, 2025



