BUFFONI E L’IDENTITÀ QUEERdi Federico MiglioratiIl termine “queer”, portato alla ribalta dai movimenti che
promuovono la tutela della diversità di genere e richiamato in più occasioni
tra gli altri da Michela Murgia, sta per “strano”, “insolito”. Ciò che devia
dalla consuetudine, dalla normalità (posto che si possa definire una qualche
forma di normalità nell’ambito umano). Ed è proprio su di esso che Franco
Buffoni, poeta, scrittore, traduttore di lungo corso che non ha mai fatto
mistero della propria omosessualità, dedica un interessante e variegato volume
dal titolo: Aureole e tigri dal mondo queer. Racconti di un’altra letteratura,
recentemente licenziato da “Il ramo e la foglia edizioni”, piccola realtà
editoriale romana diretta dai bravi Roberto Maggiani e Giuliano Brenna. E di
cosa parla in particolare Buffoni nelle pagine? Di scelte personali e di arte,
di storia e di filosofia, di poesia e di quotidianità, di astronomia e di
microbiologia, il tutto in maniera cordiale e diretta, senza fronzoli, per
chiarirci quanto l’essere queer, un’identità figlia di plurime identità, non
rappresenti alcun “errore” della natura, come qualcuno ancora oggi sostiene, né
sia un peccato perché da che mondo è mondo questa condizione ha vissuto
un’alterna fortuna. Certo, se non ci fosse stato l’ebreo-cristiano Saulo, che
nelle lettere greche non fa mistero di considerare la sodomia, il “reato
immaginario” come per molti anni fu considerato diventando un elemento di grave
trasgressione al volere divino tanto da condurre nel corso dei secoli alle
persecuzioni contro le relazioni omoerotiche (dall’editto di Costantino alle
leggi liberticide di Diocleziano), ebbene senza Saulo certamente il corso della
storia avrebbe registrato una maggiore tolleranza verso le minoranze sessuali
ma tant’è. Buffoni chiarisce bene cosa ciò abbia rappresentato non rinunciando
a penetrare nella propria esistenza per riflettere su questo o quel tema: dei
tre momenti tragici vissuti o lambiti (il dramma dell’Aids che lo ha privato di
molti amici, un tumore ai polmoni fortunatamente debellato, l’esperienza
pandemica che tutti ci ha coinvolto) dà atto alla scienza di avergli garantito
la salvezza. E quale nesso ci sarà mai tra questi aspetti e il mondo queer? Esiste:
la natura, ci spiega il poeta romano, dà una straordinaria prova di essere
queer, insolita, portandoci a rivoluzionare spesso le nostre idee. Fuori da
ogni conformismo e dogmatismo letterario siamo invitati a percepire nelle opere
di Leopardi, Saba e D’Annunzio risvolti omoerotici più o meno evidenti: se il
primo, nel rapporto con Antonio Ranieri, non ha mai fatto mistero di andare
oltre la pur intensa amicizia, nel poeta triestino non c’è solo il romanzo “Ernesto”,
che raccoglie le confessioni sull’iniziazione omosessuale del letterato, a fornirci
spunti di verità. E nel caso del Vate c’è la relazione intessuta con il
danzatore e cineasta Alberto Spadolini “Spadò” a emergere, in una vicenda
personale, quella dell’illustre ospite del Vittoriale, che ha connotato di
tinte queer soprattutto la fase iniziale e quella conclusiva dell’autore de “La
pioggia nel pineto”. Ce n’è anche per due calibri da novanta della musica
classica, osservati nelle loro amicizie pruriginose, “nascoste” dal velo di
un’epoca ipocrita in cui non potevano emergere: è il caso di Chopin da una
parte, e di Čajkovskij dall’altra. Variegato ed elaborato il
testo su Pasolini, che da adolescente in epoca fascista fu “costretto” a
conoscere il mondo attraverso il filtro della propria condizione sessuale. Sul
lato femminile viene narrata l’avvincente storia di Adrienne Rich, scrittrice del
Maryland “lanciata” da Auden, impegnata in convinte battaglie pacifiste e
contro le discriminazioni sessuali: è lei che, secondo Buffoni, incarna al
meglio l’immagine del lesbismo quale ineluttabile esito del femminismo. I
racconti contenuti nella raccolta sono, dunque, non solo un vivace e
sfaccettato quadro d’insieme nel tempo e nello spazio, nella verità spesso
dimenticata quando non occultata, ma, come scrive lo stesso autore nel risvolto
di copertina, puntano a far che si che “qualche giovane possa trarre motivo di
orgoglio e rinnovata dignità”. Queer è bello, insomma.
Franco Buffoni Aureole e tigri dal mondo queer. Racconti di un’altra letteratura.Il ramo e la foglia edizioniPagg. 162 € 16,00
Franco Buffoni



