RISTAMPE
di Lina Mollica
Il Coniglio partigiano
La nuova edizione di Sono
Coniglio, partigiano, pubblicata da Gondour Edizioni del Centro Studi
“Silvio Pellico” (Pagine 120 € 12), riporta all’attenzione dei lettori e si
propone la più ampia diffusione di un romanzo che intreccia memoria storica e
racconto umano, restituendo alla stagione della Resistenza una dimensione
profondamente morale. L’opera della scrittrice genovese Elisabetta Violani si
colloca nel solco della narrativa civile, ma evita ogni retorica celebrativa
scegliendo un punto di vista insolito e narrativamente efficace: quello di un
giovane soldato tedesco – il “Coniglio” del titolo – che decide di disertare e
di unirsi ai partigiani italiani. Il romanzo segue il percorso interiore del
protagonista, dalla paura iniziale alla scelta etica della disobbedienza. In
questa traiettoria narrativa la guerra non appare come uno sfondo epico, ma
come un contesto tragico nel quale gli individui sono costretti a confrontarsi
con la propria coscienza. Violani costruisce così una sorta di romanzo di
formazione morale, in cui il protagonista scopre progressivamente il valore
della solidarietà, dell’amicizia e della responsabilità personale. La scrittura
mantiene un ritmo narrativo vivace e alterna momenti di tensione, episodi di
vita quotidiana e lampi di ironia, restituendo con efficacia l’atmosfera di
precarietà e di fraternità che caratterizzò la vita nelle bande partigiane.
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Violani con Gaccione
alla Libreria Feltrinelli
di Viale Sabotino a Milano
(Foto: Eleonora Parodi)
Ad aprire il volume è la prefazione dello scrittore e giornalista Angelo
Gaccione, da anni direttore della rivista culturale “Odissea”, pensata come
voce pubblica per tutto il variegato mondo dei senza voce, luogo di intervento
civile e culturale attento ai temi della memoria, dei diritti e della pace. Nel
suo testo Gaccione colloca il romanzo nel più ampio orizzonte della letteratura
resistenziale e ne sottolinea il valore etico. In uno dei passaggi più
significativi ricorda come la Resistenza sia stata “l’epopea di un popolo –
limitato se vogliamo – ma che nelle sue avanguardie e nei suoi eroi ha finito
per riscattare il disonore dell’intera nazione»” La prefazione contribuisce
così a mettere in luce il senso profondo della storia raccontata da Violani: la
possibilità, anche nelle circostanze più estreme, di scegliere la propria
parte. In appendice al volume il saggio “Antigone e la legge del cuore: la
coscienza come giudice supremo. Dissenso, obiezione, diserzione: la
responsabilità morale nel totalitarismo e nella guerra” del giornalista Marco
Margrita, direttore delle Gondour Edizioni. Il contributo amplia il significato
del romanzo collocandolo in una riflessione più ampia sul rapporto tra
obbedienza e coscienza. Attraverso riferimenti alla tragedia di Sofocle e alla
storia del Novecento, Margrita mette in evidenza come la scelta di opporsi a un
potere ingiusto – o di disertare una guerra – rappresenti prima di tutto un
gesto etico, una decisione che riguarda la responsabilità dell’individuo di
fronte alla storia. Questa nuova edizione di Sono Coniglio, partigiano
restituisce dunque al lettore un libro che unisce racconto e riflessione
civile. Il romanzo di Violani, accompagnato dalla prefazione di Angelo Gaccione
e dal saggio conclusivo di Margrita, invita a rileggere la Resistenza non
soltanto come un evento storico, ma come un interrogativo ancora aperto sulla
libertà, sulla coscienza individuale e sul coraggio di scegliere da che parte
stare.
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alla Libreria Feltrinelli
di Viale Sabotino a Milano
(Foto: Eleonora Parodi)


